E’ finita una bugia.

E’ su tutti i giornali, ma non compare tra i titoli più in vista; ieri anche i telegiornali ne hanno dato notizia , ma senza darle troppo rilievo, oscurata dalle vicende giudiziarie del capo del governo.

Sono passati i tempi in cui la morte di un nostro soldato in “missione di pace” riempiva i notiziari e si intervistavano i familiari in lacrime e si cercava di far apparire la giovane vittima come un martire inerme…. Non ci crede più nessuno evidentemente.

Ieri è morto un nostro soldato in Afghanistan e un altro è stato gravemente ferito all’ interno di un nostro avamposto, ma la gente non si stupisce più, non ha più voglia di stracciarsi le vesti: ha capito che la missione di pace è diventata (o è sempre stata) in realtà una missione di guerra ….. e in guerra si muore su tutti e due i fronti.

Forse è meglio così, forse gioverà a tutti sapere che coi bombardamenti non si costruisce la pace e che la pace ha bisogno di essere costruita con azioni di pace.

C’ è un progetto in Afghanistan che itende a sostituire le coltivazioni del papavero con quella dello zafferano  : è con tanti progetti come questo che si può ” dare una chance alla pace”, come dice  una bella canzone di qualche tempo fa.

Si potrebbe tentare e certo ci costerebbe molto meno che continuare ad alimentare una guerra infinita.

Intanto mando un ideale abbraccio ai genitori di Luca Sanna , il soldato ucciso, e auguro al suo giovanissimo commilitone ferito di tornare presto a casa.