Tra Scienza e poesia.

Non avevo mai sentito parlare di Scienza Olistica; il primo approccio mi è capitato quest’ anno all’ UTE (Università della Terza Età).

C’ è molto materiale su internet in proposito e credo che ognuno possa farsene un’ idea. Per quanto mi riguarda, pur restando un po’ perplessa dalla “pretesa” di sovvertire ogni campo della conoscenza secondo una nuova ottica, resto affascinata dal tentativo di far convergere mondi ritenuti fino ad ora inconciliabili, come la scienza che studia i fenomeni naturali secondo metodi sperimentali e la poesia, la filosofia, la spiritualità.

E’ una scienza che porta a concludere che “Nessuno è mai solo” perché ogni essere vivente o inanimato esiste solo in quanto somma di “relazioni”.

Non so quanto credito possa riscuotere nel mondo scientifico questa nuova disciplina, ma merita certamente la mia attenzione e questa segnalazione vuole essere uno stimolo per coloro che sono curiosi
per predisposizione genetica, come me.

Omaggio ad Alì

Repubblica dedica un bellissimo articolo al 70° compleanno di Cassius Clay , ribattezzato Mohammed Alì quando, contrario alla guerra nel Vietnam, rifiutò di arruolarsi e gli fu tolta la licenza per continuare a salire sul ring.
Io non capivo molto di pugilato, ma quando trasmettevano alla TV i suoi incontri cercavo sempre di non perderli: era leggero come una piuma, elegante nei movimenti, la sua più che una boxe era una danza: era bellissimo !
In omaggio al suo glorioso passato gli fu chiesto di accendere il fuoco di Olimpia ad Atlanta; era già malato da tempo e i danni del parkinson erano evidenti. Fu un momento molto commovente, che riempì di lacrime gli occhi di mezzo mondo….
Auguri, Alì, grande atleta e uomo coraggioso sul ring, nei momenti della notorietà e nell’ affrontare la malattia …

Da queste foto balza agli occhi il contrasto tra l’ immagine del pugile emblema della perfezione fisica e del controllo del proprio corpo e la decadenza precoce (aveva solo 54 anni ad Atlanta) non dissimulata , ma mostrata con coraggio.

La Sicilia brandisce i forconi.

http://www.ilcambiamento.it/crisi/sicilia_parte_protesta_forconi.html

I Siciliani si stanno arrabbiando? Speriamo di sì… Sarebbe anche ora visto come sono e sono stati sgovernati per tanto tempo.
Dovrebbero però fare più attenzione quando votano a non lasciarsi convincere da qualche favore o qualche piccolo “pacco dono” a dirottare il loro voto in una direzione piuttosto che in un’ altra.
Dovrebbero ribellarsi quando vedono gli impiegati pubblici che non fanno appieno il loro dovere o commettono abusi o vengono pagati come i manager delle grandi banche.
Dovrebbero ribellarsi anche quando vedono il denaro pubblico sciupato in feste del tutto improduttive o quando vedono i falsi disoccupati percepire i sussidi o i falsi invalidi riscuotere pensioni indebite.
Io so che fino a qualche tempo fa, chi aveva qualche pianta di limoni veniva sovvenzionato dalla Regione che ritirava il prodotto, senza pretendere la riconversione della coltura.
Perciò Siciliani ribellatevi e gridate con quanto fiato avete in gola e siate tutti uniti nel pretendere che le cose cambino veramente e non alla solita maniera gattopardesca….ma per ottenere questo deve cambiare anche il modo di pensare di ogni singolo cittadino. (e questo vale per l’ Italia intera)

Il calicantus.

Facendo una passeggiata, ho intravisto al di là di una recinzione un grande arbusto di calicantus fiorito. Ho insinuato la mano tra i paletti del recinto e sono riuscita a strappare un rametto, proprio come quello della foto. E’ un fiore dal profumo delicatissimo, che non teme il freddo e che anticipa di solito la fioritura di tutti gli altri fiori primaverili. Quest’ anno però è stato battuto dalle viole, qui già numerose, e dalla mia primula stravagante che continua a fiorire già da due mesi!!!calicantus

Tempo di cambiamenti.

Poche sere fa , in un talk-show televisivo su non so quale canale,il filosofo Cacciari diceva che stiamo vivendo un momento simile a quello succeduto alla crisi e poi alla caduta dell’ Impero Romano.
Oggi viviamo la fine dell’ Occidente.
Trent’ anni fa abbiamo vissuto la fine del comunismo. Ricordate le ondate migratorie di polacchi, albanesi, ucraini? Ricordate le immagini dei disperati che morivano di fame e di freddo per le vie di Mosca?
Allora forse molti tra noi dicevano quasi con qualche compiacimento :- L’ avevo detto che non poteva durare troppo a lungo un sistema come quello comunista che comprime e annulla le libertà individuali. Il nostro sistema economico è un’ altra cosa… avrà pure i suoi difetti , ma vuoi mettere?-

Oggi invece assistiamo al declino dell’ occidente che ha fatto sua l’ idea del capitalismo e del mercato, pensando di poter contare su uno sviluppo interminabile, mentre altri capitalismi si stanno affacciando prepotentemente sulla scena mondiale.

Tutto questo porta con sè un rimescolamento di popoli e di culture paragonabili solo alle invasioni dell’ Impero di 1600 anni fa e protrattesi per alcuni secoli, provocando la scomparsa di civiltà e culture millenarie per far posto a nuovi modi di vivere e ad altre culture.

Credo che sia del tutto inutile arroccarsi in difesa dell’ esistente: la storia non si ferma. Sarebbe saggio cercare di capire come si stia evolvendo il mondo per preparasi a guidare questi cambiamenti prima che ci travolgano.
Oggi in chiesa si celebrava la “giornata dei migranti” e il parroco ha colto l’ occasione per parlare dei rifugiati cui il Comune di Erba ha offerto ospitalità, per evidenziare le loro sofferenze, i loro timori, il tormento di essere sradicati dalla propria terra e dai propri affetti.

E’ verso questi uomini e queste donne che va esercitata la virtù dell’ accoglienza in concreto, con gesti che ne favoriscano l’ inserimento e l’ integrazione.
Ricordo delle parole pronunciate tanto tempo fa e che sono ancora e sempre molto valide:” … Da questo riconosceranno che siete miei seguaci: dall’ amore gli uni verso gli altri ”
… E di questi altri non veniva specificato nè il paese di provenienza, nè il colore della pelle, nè la lingua ….

Il “mago” del computer.

Finalmente il black out è finito!
Ddue settimane fa, per sperimentare le mie abilità informatiche mi sono lanciata in una operazione forse troppo ardita: era comparsa su questo blog una scritta innocentissima: è disponibile una nuova versione…. clicca qui…

– Che bello!- mi son detta – chissà che miglioramento potrà venirne al mio blog…..
E clic! …. Di colpo è sparito tutto e da allora non ho potuto mai riaprire queste pagine.
Stasera però è arrivato mio figlio, il mio mago personale del computer … e dopo un lavoro complesso di quasi 3 ore è avvenuta la magia: sullo schermo è ricomparsa la prima pagina di “Nonna on line”

Così da stasera posso ricominciare a scrivere anche qui (oltre che su ELDAS).
Che bello avere un figlio informatico!!

L’ Oscar scippato.

http://www.corriere.it/animali/12_gennaio_06/ridate-il-premio-oscar-a-rintintin_b10e184a-3872-11e1-86b7-c754a63c4545.shtml

La notizia è di qualche giorno fa, ma è di quelle che possono portare grave turbamento: il primo Oscar della storia sarebbe dovuto essere assegnato nientemeno che a RIN TIN TIN, il cane prodigio, ma per via dei soliti inciuci fu assegnato a un attore a due zampe.

Questa notizia mi ha divertito e mi ha fatto tornare indietro nel tempo,,,,
Ero una ragazzina e alle cinque del pomeriggio accendevo la TV per vedere trasmissioni come Giramondo (il cinegiornale dei ragazzi), Mago Zurlì (un varietà condotto da Cino Tortorella), cartoni animati  di Walt Disney o Mister Magoo o Pow Wow, o serie di telefilm  come Penna di Falco e Rin Tin Tin appunto.
Il protagonista della serie televisiva non era forse quello stesso cane cui avevano scippato l’ Oscar, ma era comunque un bravissimo cane attore di razza pastore tedesco.
Le storie erano ambientate in un forte militare situato nel Far West e il coprotagonista era Rusty, un bambino rimasto orfano e allevato dai soldati; il tenente Rip Master gli faceva da papà, mentre il sergente O’Hara , sempre un po’ pasticcione , faceva un po’ da zio e un po’ da nonno.
Ogni episodio raccontava un’ avventura a lieto fine , grazie all’ immancabile  provvidenziale intervento di Rin Tin Tin e offriva sempre a Rusty un ‘ occasione per crescere e per imparare qualcosa.

Forse al giorno d’ oggi queste storie un po’ “bacchettone” e “moraliste” sembreranno superate e improponibili ai ragazzi d’ oggi, ma io ricordo che allora , alla fne del telefilm mi sentivo contenta e rilassata e non so se succeda la stessa cosa con i programmi (troppospesso pieni di violenza) che si propongono oggi ai ragazzi

Gennaio 2012.

Amo questo gennaio:
l’ aria gelida, il cielo azzurro,
i tramonti infuocati, il sole che indugia
più a lungo sull’ orizzonte.
E tra l’ erba inaridita dal gelo
trovo già le viole e le primule
fiorite sfidando la brina
mentre le gemme cominciano a inturgidirsi.
L’ inverno appena cominciato
parla già di primavera
e di promessa di vita nuova.

Arrivi e partenze.

Eccomi di ritorno dall’ aeroporto. La partenza di Samuele e della sua mamma segna la fine delle festività, almeno per me.

Avevamo cominciato con il preparare il presepe e un minuscolo albero di Natale; quest’ ultimo ha occupato a lungo Samuele, che, dopo averlo depositato sul pavimento, lo ha ricoperto con tutti i fili dorati che ha trovato nello scatolone degli addobbi natalizi , tanto che non c’ era più spazio per le palline e gli altri ornamenti. Lui però ne era molto soddisfatto ed è così che lo abbiamo lasciato per tutto il tempo.
Dovevano venire a Natale anche Davide ed Elisa, ma Davide ha avuto la bella idea di farsi venire la febbre e così l’ incontro, tanto atteso da Samuele, è avvenuto solo per il Capodanno.
Nonostante qualche piccolo scontro per la gestione di giocattoli ambiti da entrambi i maschietti (4 e 5 anni), l’ incontro dei tre cuginetti è stato molto bello: hanno saputo giocare insieme divertendosi un mondo. Sulle prime, Davide trovava molto buffo il modo di parlare di Samuele (che con la sua mamma parla in inglese, mentre si sforza di parlare in italiano con gli altri parenti, mantenendo però il caratteristico accento da “Stanlio e OLlio”); Davide continuava a ridere ogni volta che Samuele apriva bocca, mentre tentava di imitarlo inventando un suo personale “gramlot”. A questo punto però ridevamo tutti. Col passare delle ore poi non ci ha fatto più caso e Samuele non si è più sentito “strano”.

Elisa, essendo più grandicella (nove anni) organizzava l’ intrattenimento dei più piccoli, ma questi, appena trovavano le condizioni favorevoli, si mettevano a giocare a fare la lotta : era un modo del tutto ritualizzato e la forza veniva calibrata da tutti e due in modo da non farsi male, tranne che per “disgrazia”.
Era una gioia vederli ruzzolare a terra e tuffarsi l’ uno sull’ altro ridendo di gusto : ricordate quel documentario sugli orsi polari, in cui si vedono due cuccioli che si azzuffano per gioco sulla neve (sequenza che è diventata anche uno spot pubblicitario qualche tempo fa) ? Se ricordate quelle immagini potete immaginare i nostri due orsetti domestici…

La sera di S. Silvestro, gli zii Paolo e Paola hanno portato alcuni “fuochi” del tutto innocui anche se tenuti in mano dai bambini e lo stupore di tutti e tre è stato grande: tutte quelle scintille che si sprigionavano dai bastoncini brillavano incredibilmente nel buioe l’ entusiasmo è stato veramente grande.

A tutti e tre piace molto disegnare: Elisa è stata sempre bravissima e ora disegna intere sequenze di storie da lei stessa inventate; Davide ha scoperto da poco la magia del disegno, ma in questi pochi mesi ha fatto progressi incredibili e ora manovra matite e colori con un’ abilità insospettabile fino a poco tempo fa; Samuele ama molto colorare , ma non si dedica ancora molto al “figurativo”: i suoi elaborati sanno sempre molto di “arte moderna” ….
Poi sono cominciate le partenze: gli zii a Parigi, Davide ed Elisa in Emilia e oggi Samuele a Londra.
Samuele qui assapora tutta la felicità di non dover andare a scuola, di stare con la mamma tutto il giorno, di aver sempre qualcuno con cui giocare, di poter andare in cortile ogni volta che lo desidera e soffre molto alla partenza. Le altre volte piangeva disperato al momento dei saluti; questa volta però si è comportato da ometto e mi ha salutato con gli occhi lucidi e la bocca che tradiva una gran voglia di piangere, ma è riuscito a trattenersi e allontanandosi si è voltato per fare di nuovo un saluto con la mano.
A presto , cuccioli!