S. Chiara.

E’ la foto della chiesa di S. Chiara ad Assisi. Qui è sepolta la santa , che fu conquistata dall’ esempio di S. Francesco.
Oggi il calendario ce la ricorda e io faccio gli auguri a tutte le Clarisse e a tutti gli operatori e a tutti gli utenti delle telecomunicazioni di cui è patrona.

Mater semper certa est….

Mater semper certa est…

Un proverbio molto maschilista dei Latini recitava: la madre è sempre certa, il padre mai…

E’ un proverbio da cui si evince una profonda disistima verso le donne,che non condivido certamente, ma il fatto accaduto a Palermo purtroppo ne è una conferma lampante …
Una giovane donna non sposata partorisce una bambina; in altri tempi sarebbe bastato questo per gettare nella disperazione la giovane mamma e tutto il suo parentado, con conseguenze anche tragiche… Anche oggi spesso accade che il padre rifugga da ogni responsabilità e diventi uccel di bosco…. invece in questo caso si sono presi a male parole ben tre giovanotti; ognuno dei quali pretendeva di essere il padre !!!

Questo fatto, oltre a testimoniare uno stravolgimento dei costumi, mi fa sorgere un paio di interrogativi: ma c’ era proprio bisogno di arrivare al momento del parto per rivelare la vera paternità? Nei nove mesi di gravidanza non c’ è stato modo di chiarire la situazione? Mah !!!

Concerto per l’ Emilia.

Sono tanti i musicisti e i cantanti che hanno assicurato la loro presenza al concerto del 22 Settembre al Campovolo di Reggio Emilia e sono già 80.000 i biglietti venduti.

I fondi raccolti verranno devoluti per la ricostruzione delle scuole in Emilia.
I miei nipotini inizieranno il nuovo anno scolastico in aule ricavate da containers e chi conosce il clima dell’ Emilia sa che non sarà una sistemazione molto confortevole….. perciò dico un grosso ” grazie ” agli artisti che accettano di esibirsi perché i disagi dei bambini emiliani si protraggano per il minor tempo possibile.

Il Texas giustizia i disabili…

Giustiziare un disabile mentale….
Proprio pochi giorni fa parlavo di pena di morte e di come essa sia in vigore anche in stati ritenuti unanimemente democratici e moderni, ma forse proprio per questo è un argomento poco “praticato” dai nostri media.
Così ha avuto anche pochissima eco l’ esecuzione di un disabile mentale avvenuta in Texas: Marvin Wilson, 54 anni, colpevole di un omicidio avvenuto nel 1994 era risultato disabile mentale a tutti i test, ma questo non ha fermato l’ ansia di vendetta dei giudici texani.
Uccidere un uomo è sempre un crimine, sia che a compierlo sia un singolo individuo sia che venga autorizzato dallo Stato, ma uccidere un essere forse inconsapevole del male compiuto mi pare un orrore non degno di una comunità civile.
Forse nel Texas si è così ansiosi di eseguire condanne a morte (saranno in tutto 16 entro la fine dell’ anno)per questioni economiche? Forse costa meno uccidere un detenuto che mantenerlo in carcere vita natural durante….e la cosa messa su questo piano mi parrebbe doppiamente abominevole.

Aria fresca nelle scuole?

Spesso mi capita di incontrare ex colleghe che devono continuare a lavorare pur non essendo più tanto giovani (60 anni più o meno) e tutte ripetono le stesse parole: “alla mia età si fa fatica a stare coi bambini della scuola elementare, specialmente coi più piccoli… Non si ha più l’ entusiasmo e la pazienza di quando si era giovani e questo va a scapito dei bambini”.

Ho inoltre letto recentemente che l’ età media degli insegnanti è di 50 anni e questo significa che nella scuola , come in tanti altri campi, vige la gerontocrazia con danni che già sono sotto gli occhi di tutti.
All’ inizio della mia carriera ho conosciuto insegnanti anziani che continuavano a riproporre lo stesso identico programma che avevano seguito con le scolaresche precedenti, perchè non avevano più voglia di rinnovare nè i contenuti nè i metodi del loro insegnamento per adattarli alle esigenze dei nuovi allievi e questa tendenza credo non sia ancora scomparsa.

Nei giorni scorsi 300 docenti del Politecnico hanno presentato ricorso al TAR contro una delibera del rettore che introduce l’ insegnamento in lingua inglese per i corsi di perfezionamento e (non l’ ho letto da nessuna parte) scommetterei che a ribellarsi siano proprio i più anziani che trovano difficoltà ad aggiornarsi e a cambiare abitudini consolidate.

In questo panorama c’ è una notizia che induce a sperare:
21000 assunzioni nella scuola da settembre

Se queste assunzioni non riguarderanno solo i lavoratori a tempo determinato che già lavoravano nella scuola, ma riguarderanno anche giovani reclutati con concorso, forse un po’ di aria fresca potrà entrare anche nelle aule delle nostre scuole.

Blue bells.

Sono campanule azzurre o blue bells.
Ero a casa di Samuele e insieme abbiamo piantato alcuni semi di questo fiore nell’ unico vaso che c’è in casa sua. I semi erano troppi però e ho portato qui a casa mia quelli rimasti, li ho seminati in vari posti e ora una piantina è fiorita.
Le blue bells sfioriscono velocemente,ma ciò non togli nulla alla loro bellezza : sembrano gocce di cielo.

Pioniera con hijab.

Judoka con hijab

Non diventerà certo famosa per meriti sportivi questa sedicenne saudita che è stata subito eliminata al primo combattimento di judo, ma si parlerà d’ ora in poi di lei come la prima donna del suo paese a partecipare alle Olimpiadi.
Per poter avere il consenso del padre alla sua partecipazione ha dovuto indossare un velo speciale (una sorta di hijab), ma è scesa sul tatami.
Immagino che per lei non sia stato facile arrivare a Londra: chissà quante critiche avrà sollevato la sua intenzione di gareggiare, chissà quante discussioni in famiglia e quanti pettegolezzi avrà dovuto subire….
Ma lei ha tenuto duro e forse in futuro molte altre seguiranno il suo esempio e dovranno dirle grazie per aver rotto il ghiaccio, per aver imposto il suo diritto di giovane donna a partecipare alla festa dello sport e a gareggiare insieme a tutta la “meglio gioventù” del mondo.
Ammiro questa giovane pioniera, paladina dei diritti delle donne saudite.

Pena di morte nel mondo.

Rapporto sulla pena di morte.

L’ Associazione “NESSUNO TOCCHI CAINO” ha pubblicato il rapporto annuale sulla pena di morte nel mondo.
Cina, Iran e Arabia Saudita occupano i primi tre posti in graduatoria per numero di esecuzioni effettuate nel 2011. C’ è una sensibile diminuzione di casi rispetto al 2010, ma 5.000 vite stroncate per mano del boia sono sempre tante, troppe.

Che la Cina sia in testa di gran lunga in questa macabra statistica non sorprende: è risaputo che in quel paese viene addebitato anche il prezzo della pallottola ai parenti dei giustiziati.
Mi sorprende invece sapere che anche in Giappone vige ancora la pena capitale e che viene eseguita con modalità particolarmente odiose: senza testimoni (di nascosto) e senza preavviso al condannato e alla sua famiglia.

Della pena capitale negli Stati Uniti sappiamo tutto, ma ciò non toglie nulla all’ orrore di questa pena, che fa sì che lo Stato diventi assassino proprio come colui che intende punire.
Nessuno ha il diritto di togliere la vita al proprio simile, nemmeno se le leggi di uno Stato vendicativo lo consentono

Davide e Golia a Londra 2012.

E’ appena terminato l’ incontro di doppio di tennis tra Errani/Vinci – Sorelle Williams.
Solo a vederle si capiva che era il solito proverbiale scontro tra Davide e Golia: le due ragazze italiane sono minuscole se comparate alle due sorelle americane dal fisico possente .

Ciononostante le due italiane ci hanno provato a portare qualche colpo vincente, ma la velocità impressa alla palla dalle loro avversarie ha impedito qualsiasi tentativo di resistenza.

Nella Bibbia Davide vinse perchè aveva dalla sua uno Sponsor Onnipotente , alle Olimpiadi invece i Davide vengono inesorabilmente battuti dai Golia.

2 Agosto…a Bologna.

strage-di-bologna-2-agosto-1980Trentadue anni fa, avveniva la strage della stazione di Bologna. Ho cercato il sito dell” Associazione familiari delle vittime della strage e da lì ho copia-incollato la testimonianza del ferroviere che si trovava sul primo binario quella mattina alle 10 e 25..

“……Dovetti aspettare il treno Andria-Express. Era in ritardo. Così, con altri colleghi, ci recammo al deposito del personale viaggiante. Un caffè, quattro chiacchiere con altri ferrovieri. L’altoparlante annunciò l’arrivo del treno sul primo binario. Quattro passi a piedi. Passammo davanti alla sala d’aspetto di seconda classe. C’era gente seduta sui marciapiedi, ovunque, il chiosco dei gelati affollato, come quello dei panini, ristoranti stracolmi di persone.
Le 10.10. Andammo in testa al treno. Il capo ci diede i compiti. Il primo conduttore andò in coda, uno rimase là, in testa, e io mi recai al centro.
Le 10.15. Diedi informazioni sugli orari ad alcuni signori che erano appoggiati ai finestrini. Le 10.24. A quel punto ero con la faccia rivolta verso la coda del treno, la sala d’aspetto l’avevo sulla mia destra.Il capotreno fischiò d’improvviso, mi girai, vidi il segnale verde, alzai il braccio destro. Non feci in tempo a prendere il via libera dal conduttore di coda che scoppiò la bomba. Una fiammata enorme, un forte boato. Qualcuno usci dalla sala d’aspetto con gli indumenti bruciati. Intanto si sprigionò una coltre di fuliggine nera, era come se si camminasse dentro un tunnel, misi la mano sulla bocca per proteggermi, la polvere era dappertutto. In quell’esatto istante la sala d’aspetto crollò, anche la tettoia di lamiera e tutto quel fumo andò verso l’alto. E vuoto d’aria mi schiacciò contro la vettura, poi a terra. Sulla gamba mi cadde un pezzo di ferro. Non sentii alcun dolore, in quel momento. Ci fu un silenzio irreale, di due minuti, tremendo, la polvere scese e mi coprì il volto, le mani, tutto. Da quel torpore irreale, mi svegliò un urlo violento. Era qualcuno che si trovava sugli altri binari, vide la scena e urlò, così forte, così chiaro. Mi girai e vidi una persona che veniva verso di me. Mentre correva, gli cadde un masso sulla schiena. Rimase a terra a pochi centimetri. Aveva gli occhi sbarrati, ma forse voleva comunicare qualcosa, un segnale di aiuto. Da solo, cercai di togliere il masso dal suo corpo, ma era troppo pesante. Uscii dalla stazione e chiamai delle persone. Tornammo sul primo binario. Riuscimmo a spostare il blocco. Lui non gemeva. Se lo portarono via con l’autoambulanza. Solo allora mi accorsi che avevo un ginocchio gonfio, triplicato, e andai in ospedale. […]”

Sullo stesso sito si può trovare la cronaca di quella terribile giornata e della reazione della città, della mobilitazione immediata degli ospedali cittadini , dell’ uso dell’ autobus 37 per portare via i cadaveri e i feriti…le autoambulanze non erano sufficienti …

Aggiungo anche il post pubblicato due anni fa in ELDAS in cui mio fratello racconta la sua testimonianza di tecnico RAI sul luogo della strage.

Dopo 32 anni ancora la verità non è venuta a galla e questo rende più amaro il ricordo di quel giorno terribile.