A Reggio Emilia…

E’ lecito in un paese democratico osannare come eroe chi delle regole democratiche ha fatto scempio fino a condividere la responsabilità di delitti efferati e “gratuiti”?
A mio avviso chi rispetta la democrazia, deve rispettarne le regole e chi non le rispetta è nemico della comunità che si è data quelle regole e va perseguito.

Quello che è successo a Reggio Emilia durante i funerali di Gallinari secondo me non dovrebbe essere tollerato e il rito doveva essere sospeso ….
Il tragico cono d’ ombra proiettato da questi irriducibili su tutta la sinistra , non può che nuocere alle giuste rivendicazioni di chi chiede più giustizia sociale.

Vite a perdere…

L’ articolo che potete leggerequiracconta di una neonata gettata in un cassonetto e salvata da un passante che ha sentito casualmente il suo vagito.

Episodi come questo si ripetono tragicamente troppo spesso. Perchè non informare con continuità attraverso la TV e manifesti per le vie delle città che in Italia si può andare in ospedale a partorire in modo anonimo e lasciare che il neonato venga messo in stato di adottabilità? Perchè non far sapere che esistono case di accoglienza per mamme sole, le quali possono trovarvi un aiuto per affrontare le difficoltà della maternità e anche un aiuto per trovare un lavoro? Perchè non informare dove è possibile lasciare il neonato nella “ruota” in uso anticamente e ripristinata in varie città?

Mi è difficile immaginare a quale grado di disperazione sia necessario arrivare per decidere di gettare un bambino in un cassonetto, ma sono convinta che ogni madre ,adeguatamente informata, sceglierebbe con minore pena di consentire una chance di vita alla sua creatura ….

Camminare su una bolla….

La bolla
E’ forse anche questa performance art? ho cercato notizie al riguardo sena trovare risposta, ma c’ è una differenza sostanziale: l’ artista non si espone dentro l’ opera che ha creato . Sono invece gli spettatori a creare forme sempre nuove nella “BOLLA” di Tomàs Saraceno alla Bicocca di Milano.

Cliccando sul link in alto si possono vedere foto molto interessanti riguardo a questo “evento” , però è necessario dare qualche consiglio a chi intendesse visitare “la bolla”:
– dato che il fruitore dell’ opera d’ arte in questione ne è anche “autore” è meglio sincerarsi di essere in buona forma fisica: dev’ essere piuttosto faticoso muoversi su una superficie così mutevole;
– meglio andare sul luogo indossando pantaloni e abbigliamento comodo….

UTE: paesi balcanici e Marina Abramovich.


La prof.Cinzia Granata ci ha piacevolmente intrattenuto su: Paesi balcanici (tra storia e geografia)
Nel VII secolo dopo Cristo , alcune tribù si insediarono nelle odierne Serbia, Slovenia, Croazia, Bosnia, senza mai cercare di amalgamare i propri usi e costumi, ma anzi cercando di marcare sempre più le differenze che le contraddistinguevano.
Tuttavia l’ Istria e le zone costiere appartennero a Venezia fino al 1796, quando con il trattato di Campoformio la Serenissima fu svenduta all’ Austria da Napoleone ; in queste zone la popolazione era cattolica.
In Bosnia nel XII secolo si diffuse un’ eresia che aveva molti punti in comune con l’Islam e così fu facile per gli Ottomani diffondere qui la loro religione. In Serba invece si affermò la religione cristiano-ortodossa, che tuttavia non fu contrastata dai Turchi, ma furono i giannizzeri(soldati serbi di religione musulmana ) a compiere atrocità nei confronti dei Serbi.
Con il progressivo disfacimento dell’ impero Ottomano, sul finire del 1800 l’ Austria estende il suo dominio sui Balcani e l’ uccisione del principe ereditario a Serajevo fornì il pretesto per far scoppiare la 1^ Guerra Mondiale, al termine della quale nacque il regno di Jugoslavia con cui si tentò di pacificare le varie etnie balcaniche, con scarso successo.

Allo scoppio della II Guerra Mondiale, la Jugoslavia si schiera con la Germania, che la occupa; si oppone all’ occupazione la resistenza dei partigiani capeggiata da Tito, il quale al termine della guerra fonderà la Repubblica federativa di Jugoslavia. Il prestigio di Tito riesce a tenere unite le varie etnie, ma alla sua morte e ancor più con la caduta della cosiddetta “cortina di ferro” riemergono tutte le istanze autonomiste dei vari stati.

La Slovenia, però, dichiara la propria indipendenza: ne segue una guerra di 10 gg. con i Serbi, ma poi viene riconosciuta dagli stati europei come indipendente . A questo punto la Croazia tenta la stessa strada, ma i Serbi la invadono col loro esercito e ne seguono combattimenti. Ma la tragedia maggiore si ha in Bosnia dove la maggioranza è musulmana, ma sono tanti anche i Serbi che vi risiedono; i massacri si susseguono anche sotto gli occhi indifferenti dei soldati NATO.

Col trattato di Dayton nel ’95 si stabilisce la divisione delle varie etnie, che però è praticamente impraticabile.
Nel 2006 il Montenegro si stacca dalla Serbia. Nel 1999 il Kossovo aveva già ottenuto il riconoscimento della propria indipendenza dalla Serbia.
E’ una storia assai complicata , non ancora giunta alla soluzione di tutti i problemi, ma l’ Europa può fare molto per portare finalmente serenità tra popoli che possono convivere pacificamente.

Nella seconda ora il prof. Creuso ci ha parlato di una famosa artista serba : Marina Abramovich, rappresentante di spicco della performance art: l’ arte non produce più oggetti (quadri, sculture,…)ma l’ artista mira a suscitare emozioni attraverso il suo corpo. Marina Abramovich è senz’ altro un’ artista geniale, che ha saputo scardinare il modo di concepire l’ arte e il compito dell’ artista. Chi volesse saperne di più , può leggere qui

P.S. per chi non riuscisse a ricordare cosa sia la “performance art” : ricordate quel film in cui Alberto Sordi va a Venezia a vedere la Biennale? A un certo punto sua moglie, stanca , si siede su una sedia , mentre lui va a prenderle qualcosa da bere ….A quel punto il pubblico entra nella sala della mostra e pensa che la povera donna sia parte dell’ opera d’ arte e comincia a osservarla con attenzione, mentre la poveretta resta sconcertata…Era un modo di ironizzare su questa forma di arte certamente non facile da accettare per noi gente comune…

La FREDDAIA……

Se una caldaia fa bene il suo lavoro e scalda l’ appartamento, a ragione deve chiamarsi “caldaia”.
Ma se fa i capricci e al risveglio la casa è gelida e tutti battono i denti per il freddo, merita ancora quel nome?

Questo quesito deve essere stato rimuginato a lungo nella test di Davide, che alla fine ha concluso:
-Questa mattina non abbiamo una caldaia, ma una FREDDAIA!-

Non aver paura…

Come nasce una canzone? Che cosa può accendere la creatività di un autore e ispirargli parole e musica?

A volte me lo sono chiesta, senza riuscire a trovare una risposta; so però ora come è nata la canzone che potrete ascoltare cliccando qui in alto a destra: Un ragazzo sogna di assistere a un disastro non ben definito, vede solo la gente scappare terrorizzata ,ma accanto a lui compare John Lennon, personaggio mitico per lui come simbolo dell’ artista per antonomasia e del pacifismo, il quale lo incita a non aver paura, mentre risuonano le note di una melodia….
Quel ragazzo si sveglia e subito scrive parole e note sentite nel sogno….sembra incredibile….se poi ci aggiungete che dopo pochi giorni accadde la tragedia del terremoto in Emilia, il tutto assume un alone quasi di presagio…

Con l’ aiuto di amici musicisti, nasce un disco, che , oltre a invitarci alla speranza, pare anche assai gradevole da ascoltare…

Si può fare ……

Pisapia e il welfare
Stamattina Gianluca Nicoletti su Radio24 ha condotto una trasmissione in cui ha dato spazio a coloro che, avendo un familiare con disabilità grave, si trovano soli ad affrontare problemi difficilmente immaginabili da chi non li ha vissuti direttamente.
Molti di coloro che sono intervenuti lamentavano la totale mancanza di aiuto da parte delle istituzioni pubbliche, che, con la scusa della crisi, scaricano sulla famiglia ogni responsabilità e ogni disagio. Si è citato il caso della regione Lazio, che ha cancellato ogni contributo assistenziale e allora come non pensare a Fiorito e compagni, che hanno fatto man bassa dei soldi dei contribuenti?

Al link che ho indicato qui sopra troverete il resoconto delle iniziative messe in atto da Pisapia e dalla sua giunta a Milano: ogni spesa viene verificata e ridimensionata e ogni risorsa recuperata viene dirottata verso i più deboli, siano essi bambini, anziani, migranti, carcerati o disoccupati…..

Allora penso che si può fare un’ altra politica: è questione di etica, di scelte , che privilegiano il bisogno e non gli affari e il tornaconto politico ….

Se questo modo di amministrare gli enti locali diventasse prassi generalizzata potremmo ridare fiducia a una classe dirigente che ha perso ogni minima traccia di prestigio e di credibilità.

Francamente, non me ne infischio…

In questi giorni, parlando del più e del meno con la gente, mi è capitato più volte di arrivare a parlare della ‘ndrangheta che è riuscita ad affondare i suoi tentacoli orrendi nel tessuto produttivo della Lombardia.
Come si è potuto lasciare che il cancro della malavita attecchisse tanto profondamente?
Chi ha governato questo territorio da oltre vent’ anni, non ha responsabilità? Non voglio pensare a responsabilità dirette , ma almeno al fatto di non aver visto, di non aver capito quello che stava accadendo….o, peggio, di aver visto e non essersi opposto….

Stando così le cose, non sarebbe opportuno votare in modo da voltare pagina, da avere un ricambio pressoché totale nei quadri del governo politico e amministrativo della Regione? A me sembrerebbe talmente logico : la malavita perderebbe i propri contatti, i propri punti di riferimento e, almeno per un po’ , si troverebbe in difficoltà…. eppure i sondaggi dicono che il centro-destra (PDL/Lega) risulta in vantaggio !!!!
E la gente ,che si lamenta tanto, sarebbe disposta ad eleggere Maroni, che poco più di un anno fa (in qualità di ministro degli interni !!!!) negava, risolutamente, la presenza della malavita in Lombardia ?????

Francamente, non capisco…. (non posso dire “francamente me ne infischio” come Clark Gable in “Via col vento”, perchè in Lombardia io ci abito e perchè credo che ormai tutto il Nord sia infettato dal cancro della malavita e forse questo contribuisce a bloccare l’ economia della parte più produttiva del nostro paese)

Ute: Alcolismo e foibe.

Il dr. Lissoni ci ha tenuto una dotta relazione sull’ alcolismo con la solita capacità di rendere semplici i concetti complessi e con la solita carica di entusiasmo e di umanità.
L’ alcol e i suoi effetti sono conosciuti fin dall’ antichità, ma solo recentemente si è arrivati a definire i sintomi e le devianze comportamentali dell’ alcolismo cronico. Sono molti milioni le persone affette da questa dipendenza e i costi sociali ed economici nei paesi occidentali sono ingentissimi.
Le donne sopportano molto meno degli uomini l’ alcol e ne subiscono gravi danni, che , in caso di gravidanza, colpiscono anche il nascituro.
Come si esce dall’ alcolismo? In genere non si guarisce del tutto, ma un buon supporto psicologico e l’ aiuto di gruppi e comunità finalizzati al recupero e alla riabilitazione degli alcolisti possono ottenere ottimi risultati.

< < < < < < < < < < < < < < < < < < < < < < < < < < < < < < < < < Nella seconda ora il prof. Cossi, docente di storia, ci ha offerto l' occasione per un ottimo ripasso della storia della Venezia Giulia dall' 800 ai giorni nostri, per arrivare poi a capire in seguito come si sia potuto giungere all' orrore delle FOIBE. L' excursus ha preso le mosse dal Congresso di Vienna (1815), che ristabilì sui troni sconvolti da Napoleone gli antichi regnanti. L' Istria, territorio di tradizioni e lingua italiana (già appartenuto alla Serenissima), viene assegnata all' Impero Austro-Ungarico, crogiolo di nazionalità e popoli diversi . Dopo l' unità d'Italia, il sentimento di irredentismo si acuisce, ma nel 1882 l' Italia entra a far parte della Triplice Alleanza con Austria e Germania e quindi non può più far valere nessuna rivendicazione sui territori della Venezia Giulia. Agli inizi del '900 gli Sloveni di Trieste e dell' Istria, rivendicano la propria identità nazionale e linguistica e gli Austriaci appoggiano le loro rivendicazioni anche per ridimensionare la comunità italiana, che reagisce rinfocolando l' irredentismo. Con la fine della 1^ Guerra Mondiale, l' Austria viene ridotta alle dimensioni attuali e l'Istria diventa italiana. Con l' avvento del fascismo, gli Italiani vogliono cancellare l' identità e la cultura slovena e perseguitano i capi delle comunità. Dapprima la Chiesa locale si erge a difesa della minoranza, ma poi coi Patti Lateranensi viene messa a tacere, allontanando i Vescovi che avevano sostenuto i diritti degli Sloveni. Si arriva così alla II^ Guerra Mondiale, quando l' Italia al fianco dei tedeschi invade la Jugoslavia e si impadronisce di molti territori. Gli slavi reagiscono organizzando bande di partigiani ed ha inizio una terribile carneficina che non risparmia nemmeno i civili. I fascisti si appoggiano a gruppi anticomunisti che operano rastrellamenti e riempiono vari campi di concentramento.

Una storia sconosciuta, almeno per me.

Nyerere

Leggendo questo articolo di “Avvenire” mi son detta: -Chissà quanta gente, come me, ha vissuto questo tratto di storia e non sa nulla di questo contemporaneo….-
Ed eccomi qui a segnalare la storia di Nyerere , statista africano, presidente della Tanzania, protagonista di un tentativo di realizzare una società sul modello delle prime comunità cristiane.
Chi volesse saperne di più può cliccare qui e potrà rendersi conto di quanto sia stata straordinaria l’ avventura umana di questo statista .
Basti solo dire che riuscì ad ottenere l’ indipendenza del suo paese senza ricorrere alla guerra e che riuscì a debellare quasi completamente l’ analfabetismo tra la sua gente. E’ in corso il processo della sua canonizzazione e spero veramente che lui , ai suoi tanti primati, possa aggiungere anche quello di primo politico africano innalzato agli onori degli altari.