Pagati per dire “buongiorno”

Pagati per dire “buongiorno!”

E’ un articolo dell’ onorevole (o ex-onorevole?) Andrea Sarubbi, che riporta alcuni stralci di un discorso del sottosegretario ai Beni Culturali Ilaria Borletti Buitoni . Dalle sue parole apprendiamo che al ministero ci sono 5 (c’è chi dice 4) uscieri che stazionano in un corridoio e che non hanno altro da fare se non salutare chi entra e chi esce. La sig. Borletti ha proposto di utilizzarli in un vicino museo a corto di personale, ma (e questo non lo dice Sarubbi, ma l’ ha detto radio24) non è stato possibile per l’ opposizione dei Sindacati e pare che siano ben 11 le sigle sindacali con cui si deve trattare!!!!

Ora capisco bene che il Sindacato ha come primo obiettivo il rinnovo delle tessere da parte degli iscritti, ma come si fa a DIFENDERE UNA SITUAZIONE COSI’ PARADOSSALE CHE VA A DISCAPITO DELLA COLLETTIVITA’ ????

Nessun danno deriverebbe agli attuali uscieri “del buongiorno” ove fossero trasferiti a poche centinaia di metri , anzi avrebbero la soddisfazione di sentirsi utili e non cellule parassite in un ingranaggio inceppato; la collettività ne trarrebbe vantaggio visto che vedrebbe meglio tutelato il patrimonio artistico, che dovrebbe essere il nostro petrolio domestico; e ne trarrebbe enorme vantaggio anche l’ immagine del sindacato , nato per tutelare i diritti  di chi lavora e non le sacche di privilegio e di parassitismo.