Un po`di Francia sotto il Big Ben.

C`era un invito a una festa di compleanno, che si teneva all` interno di un complesso residenziale un po` simile a quello in cui sto, solo un po` PIU` lussuoso (spese mensili condominiali 1.000 sterline!! !) . Si trova accanto ai grattacieli delle banche di Canary Wharf ed e` presumibilmente abitato dai dipendenti delle banche stesse. Cancello massiccio all`ingresso, palestra e piscina,  ampi vialetti alberati , aiuole traboccanti di fiori e ….prati verdissimi (i primi da quando sono qui) .  Su uno di questi si e` svolta la festicciola. Visto che non riesco proprio a capire nulla delle conversazioni che si tengono in circostanze simili, mi ero attrezzata di Sudoku, matita e gomma per passarmi il tempo in qualche angoletto dopo i saluti e i convenevoli del caso.

Invece iecco che alle presentazioni di rito mi accorgo che i nonni del festeggiato sono francesi e cosi` mi accingo a rispolverare un po` delle mie vecchie conoscenze della lingua d`oltralpe.  Mi accorgo subito che non sono proprio bravissima, ma aiutandomi anche coi gesti e la mimica riusciamo a stabilire un dialogo, soprattutto con la dolcissima Huguette.

Sono del nord della Francia, ma si sono trasferiti a Grenoble, perche` si sono innamorati delle montagne.  Vengono spesso dai nipotini a Londra dove il figlio e la nuora hanno trovato una buona sistemazione .  Riusciamo a scambiarci qualche impressione su Londra , sulle difficolta` economiche dei nostri rispettivi paesi (anche in Francia si sente la crisi) , sui dolci inglesi sempre troppo burrosi e troppo zuccherati e anche sugli acciacchi della nostra non piu` verdissima eta`. Ogni tanto qualcosa non mi era proprio chiarissimo e allora  me la cavavo con qualche sorriso disinvolto  (!!!).

E` stato un pomeriggio piacevole e interessante. Merci, Huguette! Merci Michel!

Al Parco di Greenwich.

Se si sente parlare di Greenwich, credo che a tutti vengano in mente le lezioni di geografia, quando si parlava di latitudine e longitudine e del meridiano fondamentale che da questa localita` ha preso il nome. E` uno dei tanti centri abitati di cui si compone Londra e deve la sua fama al noto osservatorio astronomico che vi si trova, immerso in uno stupendo e immenso parco, uno dei tanti che Londra puo` vantare.

Oggi lo abbiamo attraversato a piedi e con nostro grande stupore lo abbiamo visto in un aspetto del tutto inusuale: i suoi immensi prati che solitamente deliziano la vista per il loro tappeto verde smeraldo, sempre ben curato, oggi aveva il colore dei campi di grano appena mietuti . Nonostante siamo al colmo dell` estate, gli alberi stanno gia` perdendo le foglie come fossimo in autunno per difendersi dalla mancanza di piogge.

Ho gia` avuto modo di stupirmi come qui le piante in primavera fioriscano prima che da noi, perche` evidentemente abituate a questo clima a loro basta un raggio di sole per risvegliarsi dal “letargo”; allo stesso modo pero` devono aver sviluppato radici ben poco profonde : le piogge frequenti le rendono superflue…. Ma questo ora le sta penalizzando: un periodo di caldo (1o gg. forse) fuori ordinanza, un terreno particolarmente permeabile e piogge meno frequenti e meno intense impediscono a radici troppo superficiali di svolgere la loro funzione vitale.

Lo spettacolo visto oggi, mi fa sperare che cominci presto a piovere : quel parco ingiallito fa troppa tristezza….

La speranza viaggia sulla metro.

http://www.ilmessaggero.it/ROMA/CAMPIDOGLIO/marino_ostia_metro_criminalita_organizzata/notizie/305195.shtml

Leggere questa notizia stamattina mi ha risollevato un po` il morale : Il nuovo sindaco di Roma, ignazio Marino, ve` andato a Ostia con la metro (!!!!) per incontrare la comunita` locale e concordare le misure per contrastare le infiltrazioni della criminalita`.
Credo che Marino abbia ragione: non si puo` sperare nella ripresa se non si risanano la societa` e l`economia e per realizzare questo fine e` indispensabile utilizzare al meglio le risorse a disposizione.
Piu` agenti nelle strade , meno agenti negli uffici…..dice Marino e non si puo` non essere d`accordo.

E il verde dei prati inglesi?

Samuele ed io siamo andati al parco  , checosteggia il canale e la DLR , il treno  che passa poco distante da questi palazzi. Con sorpresa  ho notato che I prati sono incredibilmente ingialliti. Solo le aiuole si mostrano in condizioni decenti, infatti c’ era un giardiniere che le stava annaffiando.

Poco oltre c’e’ un piccolo stagno; li’ lo spettacolo era Anche piu’ desolante: la superficie era completamente ricoperta da minuscole alghe verdi, tanto che Samuele mi ha chiesto dove fosse il lago. ALCUNE folaghe per poter trovare cibo, si tuffavano sott’ acqua e riemergevano col dorso pieno di alghe

Il prato di questo complessoi residenziale veniva spesso rinnovato appena mostrava qualche macchia di erba secca, ora invece e’ completamente ingiallito e nessuno pare intenzionato a sostituirlo….forse gli Inglesi si stanno raassegnando alle vari azioni climatiche e lo splendore proverbiale dei loro prati Sara’ presto solo un malinconico ricordo.

 

Attendendo il royal baby…..

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Anche in Inghilterra non si scherza con le tasse: nell’articolo sono riportati alcuni esempi  dei tassi  applicati alle varie fasce di reddito, ma e’  Anche riportato il caso del principe Carlo , che grazie a una serie di norme  favorevoli Paga un’aliquota inferior e a quella dei suoi domestici . Questo fa scandalo in un momento in cui Anche qui la crisi si fa sentire piu’ che mai.

Per fortuna del principe ereditario l’ attenzione della gente e’ piu’ calamitata verso l’ attesa del royal baby che lo rendera” nonno…

 

Pagati per dire “buongiorno”

Pagati per dire “buongiorno!”

E’ un articolo dell’ onorevole (o ex-onorevole?) Andrea Sarubbi, che riporta alcuni stralci di un discorso del sottosegretario ai Beni Culturali Ilaria Borletti Buitoni . Dalle sue parole apprendiamo che al ministero ci sono 5 (c’è chi dice 4) uscieri che stazionano in un corridoio e che non hanno altro da fare se non salutare chi entra e chi esce. La sig. Borletti ha proposto di utilizzarli in un vicino museo a corto di personale, ma (e questo non lo dice Sarubbi, ma l’ ha detto radio24) non è stato possibile per l’ opposizione dei Sindacati e pare che siano ben 11 le sigle sindacali con cui si deve trattare!!!!

Ora capisco bene che il Sindacato ha come primo obiettivo il rinnovo delle tessere da parte degli iscritti, ma come si fa a DIFENDERE UNA SITUAZIONE COSI’ PARADOSSALE CHE VA A DISCAPITO DELLA COLLETTIVITA’ ????

Nessun danno deriverebbe agli attuali uscieri “del buongiorno” ove fossero trasferiti a poche centinaia di metri , anzi avrebbero la soddisfazione di sentirsi utili e non cellule parassite in un ingranaggio inceppato; la collettività ne trarrebbe vantaggio visto che vedrebbe meglio tutelato il patrimonio artistico, che dovrebbe essere il nostro petrolio domestico; e ne trarrebbe enorme vantaggio anche l’ immagine del sindacato , nato per tutelare i diritti  di chi lavora e non le sacche di privilegio e di parassitismo.

Film: La parola ai giurati.

Oggi pomeriggio su Rai Movie ho rivisto un film che mi è sempre piaciuto e che rivedo sempre volentieri. E’ il film in bianco e nero “LA PAROLA AI GIURATI” del 1957 con la regia di Sidney Lumet e con molti interpreti conosciuti, fra cui primeggiano Henry Fonda e LeeJ. Cobb.

Si svolge tutto all’ interno di una stanza, fatta eccezione per l’ inquadratura iniziale e quella finale; in quel locale piuttosto squallido e anonimo si riunisce la giuria che deve decretare l’ innocenza o la colpevolezza di un ragazzo di colore accusato di aver ucciso il padre.

Inizialmente undici dei dodici giurati sono per un verdetto di colpevolezza: fa molto caldo, ed è faticoso restare chiusi in quella stanza; qualcuno pensa che rischia di perdere la partita , qualcun altro è solo troppo pigro e indifferente per porsi delle domande, qualcuno è spinto da pregiudizi razziali o dal desiderio di rivalsa per dolorose  vicende personali. Uno di loro però (interpretato da un bravo Henry Fonda) ha dei ragionevoli dubbi e ritiene che sia doveroso discuterne prima di condannare a morte un ragazzo.

Da qui prende il via una discussione coinvolgente, pressante, che porterà i giurati via via a riconoscere l’ inconsistenza delle testimonianze prodotte dall’ accusa e alla fine, dopo un provvidenziale temporale che simbolicamente spazza via non solo l’ afa opprimente, ma anche la malafede e l’ indifferenza dei protagonisti, si giunge a pronunciare un verdetto di innocenza.

Se ne ricava un monito al rispetto della vita , una condanna dei pregiudizi, la celebrazione di un sano spirito civico che vuol dire responsabilità verso le regole che la società si è date. Film come questo fanno grande il cinema americano, molto più dei grandi colossal con fantasmagorici effetti speciali…

Il film risale a 56 anni fa e , nonostante le leggi americane abbiano fatto enormi progressi nel senso del riconoscimento di pari diritti a tutti i cittadini senza distinzione di razza o di censo,  forse resta ancora molto da fare nella realtà, visto che proprio oggi si sono tenute varie manifestazioni negli USA per l’ assoluzione di un vigilante bianco che ha ucciso un ragazzino nero disarmato.

 

Il gusto di stare insieme.

Giovedì sera sono andata alla messa  in parrocchia, ma al mio arrivo ho capito che doveva essere un evento speciale, visto il fermento che si notava in giro.

Infatti , tentando di arrivare in cappella, mi son ritrovata davanti il cortile gremito di bambini, ragazzi, giovani e molte coppie di sposi più o meno giovani. In fondo al cortile c’ era gente che cenava su lunghi tavoli allineati; all’ altro capo un piccolo tavolo che doveva servire da altare; in mezzo i genitori e i nonni seduti sulle sedie e i bambini seduti per terra.

Stavano ancora fervendo gli ultimi preparativi per la messa di chiusura dell’ oratorio estivo, che ha visto accorrere in parrocchia un numero incredibile di bambini e ragazzi (ho sentito dire che erano 200 , ma non so se sia vero). Il rito è stato animato dai bambini e dai loro educatori ed è stato bello parteciparvi lì all’ aperto, col sole appena tramontato e nella luce del crepuscolo.

Mi ha molto sorpreso respirare allegria, serenità e spirito di comunità in una parrocchia tradizionalmente piuttosto ” freddina”. Tutti i commenti che ho sentito elogiavano il nuovo parroco , che in un anno ha calamitato attorno a sé un folto gruppo di giovani e ragazzi, impegnandoli in attività di servizio alla comunità. L’ avevo detto io (posso dirlo?)….un anno fa alla prima messa celebrata da don Claudio ne avevo tratto un’ ottima impressione e avevo proprio sperato che accadesse quello che mi pare stia accadendo; quella impressione si era via via confermata nelle occasioni successive. La sua semplicità , la sua mitezza, la sua ironia e ancor di più la sua autoironia sono diventate il sale che risveglia  il gusto di stare insieme.

Sul balcone di Egle….

L’ amica Egle mi ha mandato questo bel racconto , che mi piace pubblicare qui perchè testimonia un atteggiamento di attenzione rispettosa e piena di meraviglia verso i piccoli miracoli quotidiani che la natura ci propone.

...un ammasso di corpicini arancioni....

“Alla fine di aprile sul mio balcone, in mezzo a una parete di edera, i merli hanno deciso di fare il loro nido.:un interminabile via vai con pagliuzze, rametti, muschio. …. un vero lavoro di ingegneria.

Poi la merla ha depositato un uovo al giorno per cinque giorni  e in seguito ha costantemente covato per circa due settimane. Non era molto facile curiosare nel nido nei pochi momenti in cui si allontanava, ma finalmente una mattina ho visto che invece delle uova c’era un ammasso di corpicini arancioni. Quando non stava  a riscaldarli, andava e tornava con dei  vermetti e anche il merlo maschio si alternava nel nutrire i piccoli. Finchè questi, ormai cresciuti, uno alla volta, hanno abbandonato il nido, seguiti con trepidazione dal merlo maschio. Infatti, volati giù dal balcone, zampettavano in cortile e, accompagnati dal merlo, andavano a nascondersi sotto un cespuglio.

Devo dire che quando il nido è rimasto vuoto e non c’è stato più l’andare e venire dei merli mi è spiaciuto, mi ci ero affezionata. Il nido è ancora lì, nella speranza che qualche merlo lo possa utilizzare ancora.”

Bravissima, amica Egle! Il tuo racconto, quello di Nonna Gemma e quelli di qualche tempo fa di Nonna Mimma, mi hanno fatto venire  un’ idea: riserverò una categoria di questo blog (che intitolerò probabilmente: Spazio aperto)  a tutti gli amici o le amiche che vorranno inviare ricordi, esperienze significative, racconti , riflessioni o  altro…. naturalmente mi riservo la facoltà di  decidere  cosa possa essere adatto a essere pubblicato su un piccolo blog come questo…

Giovani tunisine e la jihad-niqah.

Parlerò  stasera di quelle ragazze tunisine appartenenti alle famiglie più povere, che vengono convinte dai capi religiosi a correre in soccorso dei fratelli che combattono in Siria contro Assad, ma l’ aiuto che si richiede loro non è di fare da infermiere e curare i feriti o di imbracciare il fucile; niente di tutto questo: devono sacrificare se stesse per  soddisfare le esigenze sessuali dei combattenti, che certo non pensano a sposarle.

Quando restano incinte, non rimane  loro che tornare sui propri passi, ma non ci sarà nessuno ad accoglierle , perchè le famiglie si vergognano di loro e  non accettano nè queste ragazze disonorate e nemmeno i loro bambini.  Per loro si apre una vita di stenti ai margini della società.
In tutta questa storia quello che colpisce è il cinismo di quei capi religiosi (???) e il totale disprezzo che dimostrano per le giovani donne , spingendole a distruggere la propria vita in nome dei diritti dei maschi ai quali tutto è dovuto.
 Mentre scrivo vengo assalita da un vivo senso di nausea..