UTE: a teatro ricordando GOVI.

l'ingegner casciaballSi sa che la vita dei bugiardi è molto complicata e non tutti sono in grado di sostenere a lungo quel ruolo, perché prima o poi il tempo, che è sempre galantuomo, si occupa di smantellare il castello di bugie faticosamente messo in piedi.

E’ un po’ questa la morale della commedia ” L’ingegner casciaball”, tratta da un testo di Gilberto Govi , di cui ricorre il cinquantenario della morte. Chi non è più tanto giovane, ricorda forse quando la TV trasmetteva le commedie dell’impareggiabile capocomico genovese. Io  ero una ragazzina e ricordo quando tutta la famiglia si disponeva davanti al televisore per vedere Govi (ma anche Baseggio). Ricordo bene come mio padre e mia madre assistessero con grande divertimento alle sue commedie, sia per le situazioni comiche sia e soprattutto per la recitazione di Govi,  per il suo modo di porgere le battute, per la sua mimica facciale, per i suoi sguardi ammiccanti, per il suo modo di stare in scena e per la sua gestualità.

Bene, non voglio esagerare, ma il protagonista della versione italiano-brianzola (tradotta e adattata da Marinetta e Cesare) della commedia rappresentata oggi, mi ha ricordato molto quel Govi. E anche tutti gli altri interpreti si sono veramente fatti onore.

Gli applausi a scena aperta sono scrosciati a ripetizione e alla fine non finivamo più di applaudire e complimentarci con gli interpreti e con Cesare, il bravissimo regista.

La compagnia si esibirà fra una settimana ad Arcellasco e durante l’estate a Valbrona, ma sono certa che riceveranno molti altri inviti.

Se potete, non lasciatevi sfuggire l’occasione di vedere questo spettacolo: l’ingegnere casciaball vi conquisterà.

UTE: si chiude….in canto.

L’UTE di Erba la settimana prossima chiuderà l’Anno Accademico 2015/2016.

coro ute a padernoGià oggi pomeriggio la nostra compagnia teatrale saluterà i soci offrendoci uno spettacolo , “L’INGEGNER CASCIABALL”, che si preannuncia oltremodo divertente.

Martedì prossimo invece, dopo il saluto del nostro valente coordinatore, Don Ivano, si esibirà il nostro coro. Eseguirà alcuni brani del suo vasto repertorio, che va dai brani lirici, alle operette, ai canti folcloristici e al pop, sempre con la stessa bravura, merito certamente del valentissimo maestro Alessandra Zapparoli.

Accorrete numerosi: ne vale la pena!

Poesia: La pioggia nel pineto (G. D’Annunzio)

Questa giornata piovosa di maggio, mi induce a ripensare a una notissima poesia, forse la più bella del D’Annunzio: LA PIOGGIA NEL PINETO. Rileggendola pare di essere davvero immersi nel verde dei nostri boschi e di ascoltare la canzone della pioggia.

pinetoTaci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove su i pini
scagliosi ed irti,
piove su i mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti,
piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l’anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
t’illuse, che oggi m’illude,
o Ermione.

Odi? La pioggia cade
su la solitaria
verdura
con un crepitío che dura
e varia nell’aria
secondo le fronde
più rade, men rade.
Ascolta. Risponde
al pianto il canto
delle cicale
che il pianto australe
non impaura,
nè il ciel cinerino.
E il pino
ha un suono, e il mirto
altro suono, e il ginepro
altro ancóra, stromenti
diversi
sotto innumerevoli dita.
E immersi
noi siam nello spirto
silvestre,
d’arborea vita viventi;
e il tuo volto ebro
è molle di pioggia
come una foglia,
e le tue chiome
auliscono come
le chiare ginestre,
o creatura terrestre
che hai nome
Ermione.

Ascolta, ascolta. L’accordo
delle aeree cicale
a poco a poco
più sordo
si fa sotto il pianto
che cresce;
ma un canto vi si mesce
più roco
che di laggiù sale,
dall’umida ombra remota.
Più sordo e più fioco
s’allenta, si spegne.
Sola una nota
ancor trema, si spegne,
risorge, trema, si spegne.
Non s’ode voce del mare.
Or s’ode su tutta la fronda
crosciare
l’argentea pioggia
che monda,
il croscio che varia
secondo la fronda
più folta, men folta.
Ascolta.
La figlia dell’aria
è muta; ma la figlia
del limo lontana,
la rana,
canta nell’ombra più fonda,
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su le tue ciglia,
Ermione.

Piove su le tue ciglia nere
sìche par tu pianga
ma di piacere; non bianca
ma quasi fatta virente,
par da scorza tu esca.
E tutta la vita è in noi fresca
aulente,
il cuor nel petto è come pesca
intatta,
tra le pàlpebre gli occhi
son come polle tra l’erbe,
i denti negli alvèoli
son come mandorle acerbe.
E andiam di fratta in fratta,
or congiunti or disciolti
(e il verde vigor rude
ci allaccia i mallèoli
c’intrica i ginocchi)
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su i nostri vólti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l’anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
m’illuse, che oggi t’illude,
o Ermione.

UTE: pomeriggio a teatro : L’ingegner casciaball.

Come sempre, alla fine dell’Anno Accademico, la compagnia teatrale dell’UTE ci mostrerà il frutto di un anno di lavoro e di passione. L’opera che verrà rappresentata Venerdì 20 maggio in sala Isacchi (dove si tengono normalmente le lezioni) è intitolata:

“L’ INGEGNER CASCIABALL”

Il titolo della commedia e la bravura degli interpreti garantiscono la possibilità di passare uno splendido divertentissimo pomeriggio.

Lo spettacolo è aperto a tutti , soci e non.

Vi aspettiamo!!!

Poesia: Donna (Madre Teresa)

madre TeresaQuesta poesia di Madre Teresa di Calcutta ben si addice alle donne che anche oggi sono venute alla Sala Argento ed è a loro che la dedico …..

Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,
i capelli diventano bianchi,
i giorni si trasformano in anni….
Però ciò che è importante non cambia;
la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito è colla di qualsiasi tela di ragno.
Dietro ogni linea di arrivo c’è una linea di partenza.
Dietro ogni successo c’è un’altra delusione.
Fino a quando sei viva, sentiti viva.

Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo.
Non vivere di fotografie ingiallite…..
insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.
Non lasciare che si arrugginisca il ferro che c’è in te.
Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.
Quando a causa degli anni non potrai correre, cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
Però non trattenerti mai!

Teatro: L’opera da tre soldi.

opera da tre soldiSolo all’ultimo momento abbiamo potuto decidere di prenotare l’ultimo spettacolo cui ci dava diritto l’abbonamento sottoscritto a Natale, quindi non mi ero documentata su ciò che avremmo visto al “Piccolo”. E’ stato perciò un po’ destabilizzante per me assistere al primo atto di “L ‘ opera da tre soldi” , famosissima pièce di Bertolt  Brecht e Kurt Weill.

La situazione rappresentata mi pareva troppo surreale, i personaggi parevano di volta in volta vittime e carnefici allo stesso tempo; poi nel secondo tempo tutto si è chiarito: la denuncia della corruzione ad ogni livello, dello sfruttamento dei poveri e dello strapotere del danaro, al cui fascino nessuno, povero o ricco che sia , intende sottrarsi. Ogni valore viene calpestato per danaro: amore, amicizia , lealtà, onestà, senso del dovere.

Ho molto apprezzato la recitazione dei protagonisti, soprattutto quella di Peppe Servillo, che conoscevo come musicista, ma che se la cava benissimo anche sulla scena. Uno straordinario effetto ottico veniva creato dal sipario fatto di lunghissime strisce verticali dorate, che creavano inaspettati effetti di luce ad ogni movimento, il che creava un contrasto netto con la semplicità  , direi quasi povertà, delle scene.

Capisco benissimo il successo avuto da questa opera teatrale ai tempi di Streheler e ora, pur se i tempi sono notevolmente cambiati, il messaggio dello sfruttamento di una parte dell’umanità sull’altra resta sempre valido, anzi il problema si è forse ingigantito  con la globalizzazione.

 

Festa delle genti.

IMG-20160515-WA0003E’ sempre suggestivo il racconto degli Atti degli Apostoli che si legge in chiesa nel giorno della Pentecoste: il tuono , il vento, il fuoco scuotono l’aria e poi dei poveri pescatori prendono a parlare a genti di tutte le lingue e tutti li capiscono…..

Da qualche anno, in questa giornata a ricordarci la missione universale della Chiesa, si celebra la “festa delle genti” e stamattina la Messa è stata animata da un gruppo del Ghana che ha conquistato tutti coi suoi canti pieni di vita  e con le voci splendide dei coristi, che cantavano continuando  sorridere e comunicando a tutti una gioia autentica. Dovremmo lasciarci contagiare dalla speranza e dalla fiducia nel futuro di questi giovani che vengono da tanto lontano .

 

Essere “forestieri”.

Da tre anni abitavamo ad Erba e avevo sempre cercato di favorire l’inserimento dei miei tre figli nell’ambiente della Parrocchia, anche aspettandoli fuori in macchina le prime volte che si recavano al catechismo .

Era venuto il momento per una delle mie figlie di ricevere il Sacramento della Cresima e siamo andate insieme a ritirare la tunica da noleggiare per la cerimonia. Siamo andate dalle suore che si occupavano di questa incombenza e abbiamo aspettato un po’ finchè è comparsa la superiora , che vedendoci ha esclamato:- Ah , ecco Giovanna! –  Sottovoce mia figlia con lo stupore dipinto in volto mi ha sussurrato : – Allora mi conosce….!!-

Per tre anni quella suora non aveva mai chiamato mia figlia per nome, non le aveva mai fatto sentire di essere accolta , di far parte del gruppo e della comunità….. Dopo questo episodio le mie figlie hanno cominciato a frequentare un’altra parrocchia. Per parte mia ho sempre sentito di essere un’estranea , nessuno poteva dimenticare o perdonarmi il fatto di non essere nata in questo microcosmo così geloso delle sue abitudini e così geloso dei propri confini.

Ora però qualcosa sta cambiando anche e soprattutto per merito di un nuovo parroco, che fa dell’accoglienza e dell’apertura il filo conduttore della sua azione pastorale e io (e credo non solo io) gliene sono grata. Forse è il caso di riscoprire, per molti cristiani , il significato della parola “cattolico” , che vuol dire “UNIVERSALE”. La nostra Chiesa si dice cattolica perchè si rivolge a tutti gli uomini, perchè vuole accogliere e abbracciare tutti coloro che con retta coscienza cercano di realizzare il Regno di Dio e la Sua giustizia.  Non ci si può dire cattolici se continuiamo a frapporre muri , seppure invisibili , tra “noi” e “gli altri”.

 

 

Rassegna di cori 2016.

Ecco il coro dell’UTE di Erba durante la sua applauditissima esibizione di oggi a Paderno Dugnano. Ancora una volta ha dato prova di aver raggiunto un livello di preparazione veramente notevole e di avere al proprio interno alcune voci di grande livello artistico. I nostri coristi, magistralmente diretti come al solito dal maestro Alessandra Zapparoli e accompagnati al pianoforte dal maestro Maurizio Fasoli, sono riusciti a conquistare il pubblico nonostante abbiano eseguito pezzi poco conosciuti e certo non facili di Verdi, Orff, Morricone (C’era una volta il west).

Del resto tutti i cori presenti hanno mostrato un notevole miglioramento rispetto allo scorso anno e tutti hanno riscosso un notevole successo. Qualcuno puntava di più all’ effetto giocoso, altri hanno pescato nel tesoro del folclore , altri, non avendo voci di particolare spicco al loro interno, hanno puntato sull’armonizzazione e sul grande numero di coristi ben affiatati.

Comunque il momento più emozionante è stato il canto finale, quando tutti i cori (saranno stati quasi duecento coristi?) hanno cantato insieme “Si può dare di più” : il canto ha riempito le volte del Santuario che ci ospitava e tutti noi ci siamo sentiti avvolti dalla musica e dalla gioia di cantare insieme: una bella festa……peccato però che , solo quando sono stata sul pullman pronto a ripartire, mi sono accorta che avrei potuto incontrare una cara amica di facebook che era presente proprio lì alla rassegna dei cori….ma io avevo spento il cellulare e non avevo saputo della sua presenza.  Speriamo di poterci concedere un’altra occasione per incontrarci.

Questa qui sotto è la foto scattata dalla mia amica Brunetta: io ero in terza fila a sinistra….

coro ute a paderno

Unioni civili.

La legge sulle unioni gay (a proposito: ricordo che l’acronimo GAY significa “GOOD AS YOU” , cioè “Buono come te, uguale a te..”) è stata approvata. Ricordo le discussioni degli anni scorsi sui PACS e sui DICO, poi svaniti nel nulla.

Questa legge , a sentire quelli che se ne intendono , è lacunosa, imperfetta , ma esiste a riconoscere a ognuno il diritto di essere e apparire quello che è . Sento che le gerarchie della Chiesa mugugnano e qualcuno etichetta questa legge come opera del demonio …..a parer mio nemmeno il Padre Eterno  può chiedere di andare contro la propria natura e certo Lui sa vedere nel profondo delle coscienze meglio di noi.

Ieri sentivo durante la telecronaca del Giro d’Italia un breve servizio sulle streghe di Benevento e sulla feroce repressione durata per secoli da parte di ecclesiastici contro povere donne forse solo un po’ ribelli o più sfortunate di altre….Quella è senz’altro stata opera del demonio… e forse opera del demonio è anche l’omertà con cui sono stati coperti i delitti di tanti religiosi pedofili…. Sarei più felice se i vescovi italiani si occupassero di più di ripulire il clero dalle mele marce e di meno delle coppie gay….