UTE pro terremotati.

Nell’ambito delle attività promosse dal Comune di Erba a favore dei terremotati di Amatrice e comuni limitrofi, anche l’ UTE di Erba apporterà il suo contributo, infatti ecco gli appuntamenti cui non si dovrà mancare

  • 29 settembre – ore 21 – sala Isacchi di Ca’ Prina – la nostra compagnia teatrale sarà impegnata nella rappresentazione della commedia : L’INGEGNER CASCIABALL –
  • 8 ottobre – ore 21 – chiesetta S. Maria degli Angeli (Villa Amalia) : il coro dell’ UTE si esibirà interpretando i brani più significativi del suo vasto repertorio.

La bravura dei nostri soci  garantisce intrattenimento di ottima qualità. Per i due eventi verrà richiesta un’offerta libera. Sarà presente la Protezione Civile .

Poesia per …..

Sto pensando alle persone che hanno avuto la triste sorte di veder morire un proprio figlio o figlia.  Il loro è un dolore che continua a lacerare l’anima e che il tempo non riesce a mitigare. A tutte dedico la poesia di Carducci , che ebbe a soffrire per la morte del figlioletto Dante di appena tre anni.

PIANTO ANTICO.

L’albero a cui tendevi
La pargoletta mano,
Il verde melograno
Da’ bei vermigli fiori
Nel muto orto solingo
Rinverdì tutto or ora,
E giugno lo ristora
Di luce e di calor.
Tu fior de la mia pianta
Percossa e inaridita,
Tu de l’inutil vita
Estremo unico fior,
Sei ne la terra fredda,
Sei ne la terra negra;
Né il sol piú ti rallegra
Né ti risveglia amor.

Pensando ad Assisi.

Papa Francesco è ad Assisi a pregare per la pace insieme a tanti capi  di varie confessioni religiose . Come non sperare che questo evento inviti tutti a un impegno costruttivo per rasserenare il cupo panorama mondiale di questi tempi? Io, che non posso fare altro, mi sono messa a leggere le cronache dell’evento e i vari commenti e , tra l’altro , ho trovato….

“……Nel tempo che viviamo, le religioni, dialogando tra loro, hanno la responsabilità di contribuire a tenere ampio l’orizzonte della ragione e a risvegliare la capacità umana di affezione, ponendo in relazione le diverse dimensioni dell’esistenza umana, oggi sempre più frammentate. Una sfida che può essere vinta solo se le religioni per prime, gli uomini e le donne credenti, sapranno recuperare e coltivare quello sguardo mistico di cui ci parla sempre papa Francesco, uno sguardo che ci apre alla ricerca sincera, piena di stupore e di misericordia, di ciò che ci accomuna come esseri umani, straordinariamente potenti, grazie alla nostra intelligenza, ma anche costitutivamente impotenti, in quanto fragili e limitati.”

Queste righe che ho riportato concludono questo interessante articolo che ho trovato su Avvenire.

Come conciliare la “pretesa” di ogni religione di possedere tutta la Verità e la necessità inderogabile del dialogo per operare insieme  per la costruzione di un mondo di pace fondato sul rispetto di tutti? La risposta non è semplice ,  ma è indispensabile oggi più che mai trovare la strada giusta per arrivare a individuarla ed attuarla.

Commento all’articolo: Papa Francesco, una personalità a due facce

Leggendo l’articolo firmato EC su Notizie ho dedotto che :

  • Prima l’articolista analizza le critiche positive e negative che  vengono fatte su diversi fronti a Papa Francesco:

– c’è chi lo apprezza per il suo modo nuovo, semplice , francescano di interpretare e vivere il suo ruolo. Ad apprezzarlo sono per la maggior parte “gli umili” anche se non mancano persone istruite;

-c’è invece chi giudica negativamente questo suo atteggiamento “minimalista” perchè teme che vengano minati il prestigio e la solidità della Chiesa;

-ci sono poi quelli che ritengono che sia troppo poco innovativo, perchè in fondo a parte qualche tocco qua e là non sta rivoluzionando le istituzioni come vorrebbero loro.

  • Alla fine l’articolista poi esprime un suo giudizio personale positivo, perchè il Papa non vuole smantellare le strutture della Chiesa o le sue gerarchie, ma vuole solo togliere qualche incrostazione che si è venuta a formare nel tempo.

Dopo che la fiaccola si è spenta….

Sono appena finite le Paralimpiadi 2016; non ho avuto modo di seguirle molto, dati gli spostamenti di questo periodo, ma devo dire che il poco che son riuscita a vedere e a capire mi ha sorpreso, positivamente sorpreso.

Confessare che al vedere la cerimonia di apertura avevo pensato che non mi pareva molto bello veder sfilare un’umanità così menomata,, poi vedendo le gare, vedendo le cose straordinarie che quei ragazzi sapevano fare nonostante le loro disabilità e il vedere la gioia dei vincitori e dei premiati ho capito che cosa straordinaria siano le Paralimpiadi.  Esse possono diventare l’occasione per chi è stato maltrattato  dalla cattiva sorte per trovare una ragione di vita, un modo per affermare il proprio valore nonostante tutto, la propria voglia di vivere e di sentirsi vivi.
Spesso anch’io ho sentito pietà per chi non ha la fortuna di avere un corpo efficiente,  ma devo dire che non è così che bisogna pensare a queste persone: le si deve pensare come individui che hanno solo bisogno di avere opportunità adeguate ai loro handicap per esprimere tutte le loro enormi potenzialità, perchè spesso una disabilità viene compensata dal rafforzamento delle capacità residue, tanto che vien da pensare che campioni come Zanardi o come Beatrice Vio  sono i veri supereroi del nostro tempo. e ci fanno riflettere sul valore della vita: sempre e  in qualunque condizione.
Cosa dire di questo bacio: ?

L’Europa deve capire….

 L’Europa, ha detto Draghi, deve capire che la società globale nella quale ormai viviamo e che sempre più accrescerà le sue caratteristiche globalizzanti, politiche e tecnologiche, non consente la persistenza di staterelli nazionalistici. Bisogna mantenere e magari rafforzare libertà e sovranità popolare; bisogna convincere popoli e classi dirigenti della necessità dell’unità europea; bisogna che l’opinione pubblica comprenda che questa è la strada da percorrere perché il tempo scorre velocemente e non consente ritardi.

Questo che ho riportato (dall’editoriale di Scalfari su Repubblica.it) è un passo del discorso che Draghi ha pronunciato nel ritirare il premio De Gasperi conferitogli a Trento.

Credo che se il governatore della BCE si è deciso a fare un discorso non tecnico, ma politico è perchè l’Europa sta veramente attraversando un brutto momento…..

Gli Stati europei che pensano a chiudersi nei loro orticelli sanno che buttando all’aria l’ Unione Europea sono condannati all’insignificanza sulla scena mondiale?

Io vedo nuvoloni neri addensarsi sull’Europa e sul futuro dei nostri giovani….

Festa solidale.

1275490-rolocorsorepubblicaQuest’anno a Rolo la tradizionale festa di S. Luigi avrà un taglio particolare.  E’ da sempre una delle feste più sentite, perchè S. Luigi è un santo di queste terre (era un principe della famiglia Gonzaga) ed è anche il patrono della gioventù, essendo morto a soli 23 anni assistendo i malati di peste.

Quest’anno  si è voluto cogliere l’occasione di questa festa per  mobilitare tutto il paese in una raccolta di fondi per i terremotati di Amatrice e dintorni.   Qui la gente sa bene cosa significhi un terremoto: lo ha vissuto sulla propria pelle 4 anni fa e sa che in queste circostanze l’unica speranza, l’unico conforto è la solidarietà concreta della collettività.  Così come hanno ricevuto, ora i Rolesi sono pronti a donare. Ed ecco un esercito di volontari al lavoro per preparare pizze e altre prelibatezze da mangiare in Villa. Quasi cinquecento le prenotazioni, ma non mancheranno anche i soliti poco organizzati che arriveranno all’ultimo momento.Tutto il ricavato andrà  a una delle comunità colpite dal terremoto.

Per l’occasione i due pizzaioli del centro del paese terranno chiusi i loro locali e presteranno la loro opera come volontari  per contribuire alla perfetta riuscita dell’evento.

Mentre scrivo,  una musica allegra  viene dalla festa e io sento di amare questa terra e questa gente, che sa lavorare duramente, che sa reagire con coraggio alle avversità, ma che non perde il gusto di stare insieme in allegria e che soprattutto sa sempre rispondere con generosità alle richieste di aiuto di chi si trova in difficoltà.

AGGIORNAMENTO: mi dicono che la festa è stata un vero successo di pubblico e incassi. Complimenti a tutti!!!

 

Il pianto di una madre.

Si è voltata e subito ho colto nel suo volto i tratti di quando era bambina allegra e vivace, ma ora  tutto in lei parlava un muto linguaggio di dolore…. e mi ha detto: prega per mia figlia …lei .è morta ….e io sopravvivo a pillole….non so darmi pace…. e ho forse perso anche la fede

L’ho abbracciata mentre il mio pianto si univa al suo….le dicevo che è difficile credere quando un dolore tanto ingiusto ti opprime….

Il pianto delle mamme che hanno perso i figli, non lenisce la sofferenza, ma, come l’acqua sui fianchi di una montagna, scava  nell’anima solchi sempre più profondi

 

Chi ha paura dei bambini?

-Vediamo cosa dice Don Bitozzolo Sarracino…- a queste parole del vecchio maestro tutti i monelli  si sentivano correre i brividi lungo la schiena, mentre al povero malcapitato, cui era indirizzata la minaccia, venivano i sudori freddi.

Allora il maestro scendeva dalla cattedra impugnando il famigerato Don Bitozzolo, che era una bacchetta nodosa e molto flessibile che di lì a poco si sarebbe abbattuta con violenza sulle mani dello scolaro che aveva scatenato l’ira dell’insegnante.

-Don Bitozzolo ha detto “dieci” !!- e per dieci volte il maestro percuoteva le mani protese …e guai se venivano sottratte alla punizione: le bacchettate raddoppiavano.

Tutto questo accadeva davvero in una classe elementare in Sicilia oltre mezzo secolo fa.

Per fortuna questo non accade più nelle scuole italiane, dove le punizioni corporali sono vietate, ma ciò non toglie che esistano ancora insegnanti che per imporre disciplina e ordine preferiscono farsi temere dai propri alunni, piuttosto che puntare sull’autorevolezza che viene dal riconocimento della propria professionalità e competenza. Credo che questi insegnanti in fondo abbiano paura dei bambini e abbiano sbagliato mestiere.

 

 

Poesia: L’onestà de mi’ nonna. (Trilussa)

Mi sono molto divertita a leggere questa poesia di Trilussa , che aveva una nonna onesta sì, ma con qualche rimpianto……:)

L’onestà de mi’ nonna

Quanno che nonna mia pijò marito
nun fece mica come tante e tante
che doppo un po’ se troveno l’amante…
Lei, in cinquant’anni, nu’ l’ha mai tradito!

Dice che un giorno un vecchio impreciuttito
che je voleva fa’ lo spasimante
je disse: – V’arigalo ‘sto brillante
se venite a pijavvelo in un sito. –

Un’antra, ar posto suo, come succede,
j’avrebbe detto subbito: – So’ pronta.
Ma nonna, ch’era onesta, nun ciagnede;

anzi je disse: – Stattene lontano… –
Tanto ch’adesso, quanno l’aricconta,
ancora ce se mozzica le mano!