Pane azzimo ed erbe amare…

IMG-20170301-WA0002Siamo entrati nella stanza semibuia; i bambini si sono seduti al lungo tavolo apparecchiato . Le catechiste hanno acceso le candele ed è iniziata la rievocazione dell’ Ultima Cena di Gesù, secondo il rito ebraico: il pane azzimo, le erbe amare, l’agnello, il vino rosso (sostituito con succo di frutta), la frutta secca….Man mano veniva spiegato ogni momento della rievocazione  e il valore simbolico degli alimenti e dei gesti. La lettura del Vangelodi Luca ha concluso la breve cerimonia.

I bambini hanno partecipato con interesse e credo che non dimenticheranno questa esperienza che ha segnato il loro cammino verso la Prima Comunione.

Ute: l’inchiostro della malinconia – Maria Malibran.

Victor Hugo diceva che “la malinconia è la gioia di essere tristi”.

raffaello_scuola_di_ateneIl termine malinconia deriva dal greco “melaine” (= nero) e ” Kolé ” (bile) – spero di aver scritto correttamente  dato che non conosco il greco- e fa quindi riferimento alla medicina antica dei Greci nella quale venivano individuati quattro umori  nel corpo umano: il sangue, il flegma, la bile gialla e la bile nera; dal loro equilibrio dipendevano  la salute e il benessere dell’individuo. Nel Medio Evo si parlava di melencolia, più tardi il termine si modificò e si parlò di malinconia.

Nella letteratura e nella filosofia greca è molto presente il tema della malinconia, intesa come fatica di vivere. Lo stesso dicasi per la cultura ebraica, infatti possiamo ricordare la storia di Giobbe o il “Vanitas Vanitatum” del Qoelet (o Ecclesiaste). Nel Medio Evo si riflette sul “tedium vitae” che colpisce anche i monaci sotto forma di accidia, intesa come voglia di non fare nulla, tema che verrà ripreso nell’ 800 da Baudelaire.

A questo punto il nostro valentissimo docente, il prof. Porro, ci ha mostrato una lunga sequenze di opere pitoriche di svariati autori che hanno voluto rappresentare nei loro quadri la consapevolezza della vanità delle cose  e dell’esistenza umana.

Una bella lezione, esposta con la solita piacevolezza: tutti i presenti hanno molto apprezzato.
NOTA: Il quadro è “La scuola di Atene ” di Raffaello. Vi sono rappresentati i più grandi filosofi greci: Platone , al centro col dito che indica il cielo (mondo delle idee) Aristotele al suo fianco che indica la terra, Eraclito in basso , isolato e assorto nei suoi pensieri: si dice fosse un malinconico.

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Maria Malibran, fin da piccolissima cominciò a studiare canto sotto la guida severissima , per non dire feroce, del padre, cantante lirico. Studiava musica, suonava pianoforte e arpa e sapeva parlare italiano, spagnolo, francese e inglese.

Esordì sul palcoscenico a 8 anni ed ebbe grande successo fin da giovanissima. In America conobbe il faccendiere Malibran che la sposò per rimediare ai suoi guai finanziari; quando questi fece bancarotta, Maria chiese il divorzio e tornò in Europa, dove riscosse grandi successi nonostante la riprovazione della società per la sua relazione con un noto violinista belga, che potè sposare solo dopo aver ottenuto il divorzio. Morì a Manchester a 28 anni per le conseguenze di una caduta da cavallo.

Si possono trovare altre notizie QUI.

Di lei è rimasta la fama di grande diva e il suo ricordo ha l’alone del mito come accade a tutti i grandi scomparsi prematuramente. Purtroppo nessuna traccia è rimasta della sua voce che si dice fosse un vero miracolo della natura per estensione ed espressività. Niente però ci vieta di riascoltare il brano che ha concluso questa bella lezione tenuta dal maestro Alessandra Zapparoli con la collaborazione, per il montaggio dei  filmati, del prof. Francesco Pintaldi.

Tra donne…

Oggi in parrocchia abbiamo festeggiato il giovedì grasso con una bella tombolata che metteva in palio bellissimi premi; nella pausa tra una cinquina e l’altra, abbiamo gustato torte squisite preparate da alcune delle partecipanti alla festa.

Con l’occasione noi della “Sala Argento”, il gruppo che si ritrova ogni lunedì pomeriggio, abbiamo esposto alcuni dei lavori che stiamo preparando con la tecnica del decoupage per il nostro mercatino. Eccone alcuni…  Tutti li hanno ammirati, speriamo che poi si decidano anche a comprarli….

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Sentirsi Peter Pan …

Sono in coda davanti al bancomat.  Tra coloro che sono arrivati prima di me c’è un tipo abbastanza curioso.

Ha capelli radi piuttosto lunghi , rossicci, palesemente tinti, che gli scoprono la sommità del capo. Ha un orecchino al lobo dell’orecchio sinistro; indossa un giaccone color bordò attillato e un paio di pantaloni a metà polpaccio che gli fasciano le gambe rinsecchite. Nonostante tutti i suoi sforzi per apparire giovane, le sue rughe e le sue guance cadenti dicono che è certo più vicino agli ottanta che ai settanta.

Oggi qui è giovedì grasso e penso che questo  curioso personaggio potrebbe benissimo sfilare su un carro mascherato – sul tema “nuovi mostri”-  lanciando coriandoli e stelle filanti . In quella situazione sarebbe molto spiritoso e divertente; qui, davanti al bancomat, fa quasi tristezza vedere questo anziano rimasto Peter Pan solo dentro di sè.

UTE: Origine della fauna italiana

Il territorio italiano è molto giovane, infatti non esisteva fino a 30-40 milioni di anni fa.

Per stabilire l’origine della fauna esistente sul nostro territorio , molti studiosi si sono dedicati in primo luogo a censire le specie animali esistenti in Italia e e si è arrivati a catalogare 57.468 specie (censite al 2003). Il raggruppamento maggiore (phylum)   è quello degli artropodi con 45.888 varietà e tra queste sono i coleotteri i più numerosi. I vertebrati sono appena il 2%.

L’Italia ha in Europa il primato della biodiversità e ben 4.777 specie sono endemiche, sono cioè presenti solo in Italia.

Uno dei primi studiosi di biogeografia fu l’inglese A.R. Wallace, che , dopo aver studiato la fauna amazzonica e quellaindonesiana, constatò come nell’arcipelago malese esistesse una netta linea di demarcazione che separava la fauna di quella zona e ipotizzò che la causa fosse da ricercarsi nell’ origine geologica di quei territori, che avevano avuto un aspetto completamento diverso nell’epoca delle glaciazioni: molti territori non erano sommersi dalle acque, quindi gli animali potevano raggiungere con facilità territori ora lontanissimi tra di loro e separati dalle acque dell’oceano.

Ritornando all’Italia, si sa che il nostro territorio, oltre ad essere molto recente, è anche di origini molto diverse: le Alpi hanno avuto origine dalla zona Medio Europea, una fascia centrale ha avuo origine dalla Tirrenide (zona occidentale), l’Appennino è di origine africana e la Penisola Salentina è di origine orientale (dalla zona chiamata Egeide). Bisogna inoltre sapere che circa sei milioni di anni fa il Mediterraneo, che è un mare con intensa evaporazione, si era quasi del tutto prosciugato per la chiusura dello Stretto di Gibilterra sotto la pressione della zolla africana. In quel periodo la fauna ha potuo spostarsi con facilità dall’Africa al nord da occidente a oriente e viceversa.

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Proteus anguinus : uno degli esseri viventi di più antica origine ancora esistenti sul territorio italiano

Queste conclusioni sono state possibili anche studiando la fauna più piccola, quella che non ha molte possibilità di spostamento col variare delle condizioni ambientali. Gli animali più antichi ancora esistenti sul nostro territorio sono le cavallette delle grotte e il Proteus.

La lezione è stata veramente interessante e ci  ha guidato a scoprire un modo nuovo di guardare al mondo che ci circonda. Grazie prof. Sassi!!!