Spazio aperto: Cerco un senso (poesia)

Passeggiare sulle rive di un placido laghetto incastonato fra le montagne, di cui riflette i colori, induce a meditare sui grandi perchè della vita. E’ quello che accade alla mia  carissima amica P. che mi fa di nuovo dono delle sue belle è profonde riflessioni (come lei le definisce), che sanno tanto di poesia.

CERCO UN SENSO

lago-segrinoOdore di fiori// che non conosco.//Odore di terra umida// che parla di sottobosco.// Odore di acqua//che non sa di nulla.// Odore di timo//  che porta alle valli// della mia infanzia.

Passo dopo passo// ripercorro lo stesso sentiero // cercando un senso di vita. // Non occorre andare lontano.

Scegliere // superare ostacoli// ampliare i confini // dilatare il tempo // perdonarsi un errore:// tutto contribuisce // a dare direzione e valore // alla costruzione di sè. //E questo // è anche darsi un senso.

 

Sì, cara amica, è proprio nelle piccole-grandi cose che ognuno di noi vive ogni giorno che va ricercato il senso della nostra esistenza. Bella la descrizione delle sensazioni olfattive che si percepiscono in riva al lago dopo la pioggia!  Grazie di questo nuovo graditissimo dono!!

 

UTE: anticipazioni…

wp_20170323_16_03_21_proArrivano i primi temporali e già si pensa all’autunno, che inesorabile arriverà tra poco.  E se dispiace l’idea delle giornate buie e malinconiche, un pensiero mi conforta: riprenderanno le lezioni all’Università della Terza Età (UTE) e, da quel che ho appreso ieri dalla nostra Presidente, sarà un anno molto interessante, oserei dire particolarmente interessante ….

Faranno da punti di riferimento due eventi storici che hanno segnato una svolta nella storia del nostro mondo: la Riforma protestante di Lutero (di cui ricorre il quinto centenario) con conseguente Controriforma e la Rivoluzione Russa, scoppiata cento anni fa. I due eventi verranno analizzati da diversi punti di vista: storico, filosofico, letterario. Non verranno però trascurati altri temi conduttori quali: l’evoluzione della produzione musicale (dal gregoriano al rock con la proiezioni di filmati creati ad hoc), i temi più dibattuti della bioetica (eutanasia, clonazione, manipolazioni genetiche…), le figure femminili che più hanno lasciato traccia di sé nel passato più o meno recente,  i pittori più famosi con la guida alla lettura dei loro capolavori, il tema della sostenibilità ambientale di varie attività umane e altri che devono ancora essere comunicati dai docenti.

L’UTE è una istituzione preziosa che va sostenuta e fatta conoscere sempre più, perchè possa continuare ad offrire occasioni di aggiornamento culturale per gli adulti (non necessariamente pensionati) della città e dintorni, ma anche occasioni di socializzazione e di amicizia.

Perché questo avvenga, è necessario che ci siano molte iscrizioni al novo Anno Accademico, cosa che mi auguro con tutto il cuore.

Dedicato ai nostalgici dei treni in orario…

cronache-di-poveri-amantiNon è raro, purtroppo, sentir magnificare i tempi in cui i treni arrivavano in orario e in cui si poteva andare in giro col portafoglio in mano… È accaduto anche pochi giorni fa su Facebook e questo mi ha fatto riprendere in mano un libro che avevo già letto tanti anni fa e di cui ricordavo bene solo l’ambientazione storica.  Ne riporto qui alcune righe che raccontano di una spedizione punitiva notturna contro i dissidenti…Gli squadristi hanno appena fatto irruzione in una casa e hanno ucciso un onorevole scomodo….

“….I fascisti sono scesi veloci e sicuri, hanno lanciato un “A noi”, prima di risalire sulla macchina, sono partiti cantando : All’armi! All’armi!…..

….Gli spari e le grida hanno risuonato sulle mura, sui lastrici….i colpi delle rivoltellate, le canzoni squadriste, hanno echeggiato in ogni strada recandovi il terrore. E’ l’antica fazione dominante che ripete le sue stragi col favore della luna…. Stanotte la Polizia è consegnata: la ronda degli ammoniti è rientrata dalla perlustrazione segnalando “n. n.” nel suo rapporto. Intanto le Bande Nere compiono l’eccidio…… Il priore di San Lorenzo ha spalancato l’uscio della sacrestia, ha acceso una lampada sulla soglia, semmai un braccato voglia cercarvi rifugio …..Le strade sono deserte, i caffè notturni hanno abbassato le saracinesche: è spenta ogni luce….Con gli squadristi è la morte. Ciascuno di essi ne reca il ritratto sul cuore…”

E’ di questo che tanti provano nostalgia?  Io non credo…. La nostra società, il nostro paese non sono certo perfetti e tutti ne auspichiamo il miglioramento, ma da questo a preferire la dittatura di un manipolo di sanguinari ce ne corre….

Il libro da cui sono tratte queste righe (in molti lo avranno già capito) è “Cronache di poveri amanti” di Vasco Pratolini.

A Motta.

img-20170807-wa0001Ieri sono stata in Valchiavenna per accompagnare un’amica, che doveva raggiungere i suoi familiari a Motta. E’ stata per me un’occasione per rivedere, in estate, luoghi che avevo già visto una volta in inverno.

Se allora mi aveva affascinato lo splendore della neve che ricopriva i fianchi delle montagne, ieri sono rimasta incantata dal verde incontaminato (almeno apparentemente) dei boschi e dei prati.

Arrivate alla meta (quota 1850), tra le baite costruite pietra su pietra tanto tempo fa, sono rimasta colpita dal silenzio interrotto solo dai richiami degli uccelli e dal suono dei campanacci delle mucche che pascolavano nei recinti.

A proposito di recinti, sono rimasta piuttosto sorpresa nell’apprendere il numero infinito di norme che regolano i rapporti tra i proprietari di baite e di pascoli.

Poco distante c’è anche un laghetto, alimentato da una sorgiva: è piccolo ma delizioso, così incastonato in mezzo ai boschi come una gemma. Tuttavia anche il Lago Azzurro (questo è il suo nome) risente della siccità e il suo livello è ai minimi storici.

Lassù sono previste piogge: speriamo non siano come quella che è caduta qui stamattina, che non è bastata nemmeno a bagnare per terra…

Bitcoin …ether…Boh!!!

bitcoin22E mentre noi ci avvitiamo in discussioni muffose (legge lettorale, alleanze o non  alleanze) e la maggioranza di noi fa fatica ad adeguarsi all’uso di telefonini o computer o carte di credito, in altre parti del mondo si procede a passi da gigante verso un mondo che, pur se ora difficilmente immaginabile, a breve ci chiederà di confrontarci con novità che hanno un che di inquietante.

Così ad esempio in Cina non si usa più denaro contante, ma nemmeno bancomat o carte di credito; ognuno ha un suo codice a barre e tutto viene pagato tramite telefonino …anche l’elemosina viene pagata in questo modo, perchè persino il mendicante si è aggiornato e ha il suo codice a barre esposto ben in vista.

E cosa dire di bitcoin o di ether? Provate a leggere l’articolo linkato  e poi, per favore, spiegatemi quello che avete capito…per me è incomprensibile e inquietante.

(Ho sentito parlare di tutto questo ieri in una trasmissione RAI intitolata “CODICE”)

In attesa della pioggia….

attesa-della-pioggia
Claude Monet

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Brianza, sempre conosciuta come  un posto piovosissimo anche d’estate, quest’anno (e non solo quest’anno) sta soffrendo per la siccità.

Ieri sera mi sono addormentata con la certezza, indotta dalle previsioni meteo, che stamattina mi sarei risvegliata con la pioggia, invece al mio risveglio ho visto le foglie pietosamente cadenti dell’ortensia , ho avvertito un’accentuata difficoltà a respirare per un’afa opprimente e ho  capito che la pioggia doveva ancora arrivare.

Uscendo nell’orto mi ha stupito l’atmosfera come di attesa spasmodica di tutti gli esseri viventi intorno a me:  gli alberi immobili, gli uccelli silenziosi e il cielo livido e uniforme solcato soltanto da un aereo, il cui rombo a tratti si confondeva col brontolio lontano del tuono.

Il cielo ora si fa sempre più buio …. stiamo attendendo e invocando tutti una pioggia benefica e ristoratrice, ma di questi tempi accade sempre più spesso che essa si trasformi in forza devastatrice…speriamo non qui e non adesso….

Donne d’altri tempi.

donna-che-filaTra le persone che hanno popolato la mia infanzia, ricordo in particolare le donne.
Anche da noi, in  Emilia, si vestivano prevalentemente di colore scuro (tranne le ragazze giovani), portavano generalmente un fazzolettone in testa (credo per motivi igienici), un ampio grembiule sopra la gonna ed erano sempre indaffarate: penso che non sapessero il significato delle parole ” tempo libero”.  A quarant’anni, nelle zone agricole, si era già considerate vecchie e l’abbigliamento doveva essere adeguato a questa condizione.
C’ era in ogni cascina una famiglia patriarcale con  la “rasdora”, la donna più anziana, che in certi casi gestiva le attività e le finanze domestiche e  spesso tiranneggiava le nuore e le eventuali figlie che, avendo rinunciato a sposarsi, restavano in casa e si dedicavano al servizio dei genitori, dei nipotini, degli anziani e dei malati.
Le coppie di giovani sposi che andavano ad abitare da soli erano una minoranza e per questo, spesso, erano oggetto di critiche non solo da parte del parentado, ma anche da parte di tutto il paese.

Le donne lavoravano dall’ alba fino a sera inoltrata: nei campi, in casa, nell’ orto o per accudire i figli e gli animali domestici.
Alcune, più fortunate, lavoravano come sarte, come camiciaie o magliaie e, potendo trattenere per sè una parte di quanto guadagnato con le loro dodici o anche sedici ore di lavoro al giorno, potevano avere una certa indipendenza economica.

Ricordo una vicina che era andata a lavorare come mondina in Piemonte; al ritorno aveva braccia e gambe letteralmente divorate dalle zanzare e dal fango e ricordo ancora che mi impressionai tantissimo al racconto di quella sua esperienza, di cui però non ricordo i particolari.

Le donne portavano il peso del mondo sulle loro spalle, senza che venissero loro riconosciuti i diritti più elementari; ora qualcosa è cambiato, ma resta ancora molto da fare.

Morire per qualche chilo di troppo…

E’ una storia ben triste questa che si legge oggi sui giornali.

Una giovane neo-mamma vuole riprendere il suo peso forma dopo la gravidanza e per questo, per ottenere più in fretta dei risultati, si sottopone a cinque interventi chirurgici e l’ultimo le è stato fatale….

Molti sono gli interrogativi che questa tragedia suscita:

  • A nove mesi dal parto perchè avere tanta fretta di recuperare il peso forma? Perchè dare tanta importanza a qualche chilo in più? Chi l’aveva fatta sentire obesa?
  • Possibile che nessuno in famiglia abbia potuto dissuadere questa ragazza dal sottoporsi a tanti interventi chirurgici in così breve tempo?
  • E come è possibile che i medici della clinica in cui è stato effettuato l’ultimo fatale intervento abbiano deciso di effettuare l’operazione pur conoscendo, almeno si presume, i precedenti? L’obiettivo  di certe cliniche è il guadagno prima di tutto, anche a scapito della salute e della vita dei pazienti?

Questa notizia mi conferma in una convinzione: sempre meglio affidarsi agli ospedali pubblici….

 

Tutti zitti!!!

-Tutti zitti!! –

Questa è la frase che spesso i bambini si sentono rivolgere in famiglia quando i grandi stanno ascoltando i notiziari o le rubriche politico-economiche trasmesse dalla radio o dalla tivu.

Io invece la sentivo sibilare sottovoce da mio padre, quando, la domenica mattina, verso l’ ora di pranzo, aspettava l’ arrivo dei suoi colombi viaggiatori.
Lui era un appassionato allevatore di questi uccelli e, in primavera,  partecipava coi suoi esemplari  più quotati e più pregiati alle gare organizzate dall’  associazione colombofila .

Un paio di giorni prima, i colombi, che lui riteneva più in forma, venivano messi in una gabbia e portati alla sede dell’ associazione che provvedeva alla spedizione via treno dei “viaggiatori” e a tutte le formalità connesse. Ricordo  che una volta come destinazione finale  sentii parlare della città di Otranto, che per me, che non conoscevo anncora la geografia, assunse quasi un fascino esotico.
Poi la domenica mattina cominciava l’ attesa; mio padre chiedeva anche la nostra collaborazione per sorvegliare il tetto della colombaia e avvertire subito quando fosse comparso il suo “campione”. Io immaginavo quei coraggiosi piccoli uccelli sorvolare montagne, pianure e città volando instancabilmente e trovare quasi per miracolo la via di casa, proprio la nostra.

Eravamo tutti in attesa con lo sguardo fisso in alto. Quando finalmente il colombo si posava sul tetto, cominciava il momento di maggiore sofferenza, perchè per poter testimoniare il suo arrivo  e rivendicare la vittoria, bisognava sfilargli dalla gamba  l’ anello di riconoscimento, ma questo al colombo a volte sembrava non interessare proprio e sostava sulla grondaia a lungo, andando avanti e indietro forse per rilassarsi dopo tante ore di volo.

Intanto però mio padre diventava più nervoso e ci imponeva non solo il silenzio, ma direi anche l’ immobilità per non disturbare il rientro in colombaia del suo “campione”.
Quando avveniva il rientro ecco che mio padre si precipitava  a sfilare l’ anello di riconoscimento e a bloccare l’ apposito orologio, che doveva testimoniare l’ora di arrivo.

Ricordo che vantava parecchie vittorie e molti nei dintorni ricorrevano ai suoi consigli su come ottenere dei veri campioni.

Ecco un bel ricordo di mia cugina Lia, legato ai colombi viaggiatori:

Soltanto dopo la fine della guerra, i miei mi portarono a Bologna al Rizzoli per farmi visitare. Il viaggio si fece in pullman ( mi sembra quasi di ricordarlo: mia madre diceva che ero una chiacchierina e parlavo con tutti. Ricordo le macerie  ma questa è un’altra storia ). Con noi avevamo una gabbietta con …un piccione viaggiatore dello zio Dante!! per poter avvertire i famigliari, a casa, che eravamo arrivati a destinazione sani e salvi, dato che le strade non erano ancora sicure.

È un ricordo dolce quello dello zio Dante. Penso che ogni tanto si arrabbiasse, ma io lo ricordo sempre sorridente. Ricordo quando arrivava a Fabbrico con la bicicletta che aveva le manopole del manubrio protette da una specie di cuffia fatta con la pelle del coniglio rovesciata per proteggere le mani dal freddo. Com’era morbida e liscia quella manopola in cui, ogni volta, non mancavo di infilare le mani!!!

Bellissimo questo ricordo: Grazie, Lia!

E anche mia sorella Ilva ha qualcosa da raccontare a questo proposito:

Bellissimo il ricordo del papà, mentre lo leggevo rivivevo la scena e la partecipazione di tutti noi fratelli e di Vincenzo che essendo il piu grande di noi aveva l’incarico di portare l’orologio presso la giuria per attestare l’ora dell’arrivo del colombo. Io rocordo i nomi che dava ai suoi colombi: Veloce,  Punten,  Canon….e tanti altri , ma questi erano l’orgoglio del papà e ne andava fiero.

Grazie di cuore, Ilva, per aver arricchito ancor di più questo ricordo.

 

 

Maschilismo e propaganda.

Perchè tanto livore verso la Boldrini? E non è certo la prima volta che la Presidente della Camera viene insultata e attaccata in modo a dir poco vergognoso….

Più che di battaglia politica questi episodi sanno  di maschilismo becero: in fondo la Boldrini è solo una donna, anche se occupa la terza carica dello Stato…

I grillini inoltre sono maestri nel provocare questi scontri, che vanno regolarmente a finire in rete e diventano virali…tutto questo è  propaganda a buon mercato.