L’ostrica.

Disse un’ostrica ad un’altra ostrica sua vicina:
“Ho dentro di me un grande dolore.
È qualcosa di pesante e tondo,
ed io sono allo stremo!”.
Replicò l’altra con altezzoso compiacimento:
“Sia lode ai cieli ed al mare,
io non ho nessun dolore in me.
Sto bene e sono sana dentro e fuori!”.
In quel momento passava un granchio
e udì le due ostriche,
e disse a quella che stava bene
ed era sana dentro e fuori:
“Sì, tu stai bene e sei sana,
ma il dolore che la tua vicina porta in sé
è una perla di straordinaria bellezza!”…

Questo è un racconto di Gibran che fa riflettere sul significato del dolore.

A volte da un dolore può nascere qualcosa di positivo e per questo forse si dovrebbe accettarlo senza lamentarsene troppo, anche perchè le sofferenze più gravi spesso non lasciano nemmeno la forza di lamentarsi ….

Nel Monferrato.

collage-casaleAndando verso il Monferrato, ieri, con il gruppo parrocchiale della Terza Età, dopo esserci lasciati alle spalle il traffico di Milano nell’ora di punta, abbiamo attraversato distese sterminate di risaie in cui rimangono ora solo le stoppie del riso già raccolto. A Casale, cittadina dalla storia gloriosa, oltre al Duomo veramente singolare come struttura architettonica, mi ha interessato soprattutto la visita alla sinagoga, tra le più conosciute in Europa. In città, dopo la shoà, restano solo sette ebrei e pertanto la sinagoga è ormai soprattutto un bene culturale da preservare insieme all’interessantissimo museo adiacente. Nelle sinagoghe esiste ancora la netta separazione tra uomini e donne, quindi, entrando, gli uomini, indossata la kippà (non so se si scrive così), hanno occupato i banchi a sinistra, mentre noi donne ci siamo sedute su quelli a destra per ascoltare le spiegazioni della guida.

Al centro della religione ebraica ci sono le Scritture e una copia della Torah  (composta dai Libri che noi chiamiamo Pentateuco), rigorosamente scritta a mano (operazione riservata alle donne), viene conservata all’interno di un armadio ornato da un telo riccamente decorato. Ogni ebreo doveva poter leggere le scritture durante le riunioni nella sinagoga, quindi gli Ebrei non hanno mai conosciuto l’analfabetismo: a ogni bambino veniva insegnato a leggere e a scrivere. Forse così si spiega come tanti geni in tanti campi dello scibile umano siano  stati e siano tutt’oggi di origine ebraica. Ho anche potuto togliermi un dubbio che ogni tanto mi assaliva: gli Ebrei credono o no in una vita dopo la morte? La guida mi ha risposto che i Sadducei respingevano questa idea, che invece era sostenuta dai Farisei e viene accettata anche dall’ebraismo odierno. Il museo ha diverse sezioni dedicate alle diverse celebrazioni ebraiche: Capanne, Purim, Lumi, Pasqua …. e per tutte c’è un cerimoniale ben preciso da rispettare.

Ci siamo poi inoltrati nella zona collinare del Monferrato, territorio noto per i suoi vigneti e i suoi vini. Lì l’autunno ha già cominciato a trasformare i boschi in una inimitabile tavolozza di colori e il paesaggio era veramente suggestivo. Dopo poco siamo arrivati al Santuario mariano di Crea, dove abbiamo fatto una lunga sosta per il pranzo per poi visitare le cappelle del Sacro Monte: veramente sorprendente l’ultima denominata (Paradiso).

La nostra gita-pellegrinaggio si è conclusa con la Messa al Santuario di Crea.

E’ stato molto bello passare una giornata di interesse culturale e religioso, in una piacevole atmosfera di amicizia e di questo va riconosciuto merito agli organizzatori e al nostro parroco, sempre pronto ad accogliere fraternamente tutti con un sorriso e una battuta simpatica.

Foto da sinistra a destra: Duomo, Sinagoga, Cappella del Paradiso e Santuario di Crea.