Quel po’ di Emilia…..

bimbo-che-mangia-pngGioele, ultimo dei miei cinque nipotini, ha ormai 17 mesi e, oltre sapere  bene quel che vuole, è anche una buona forchetta.

A tavola è diventato autonomo molto in fretta, non vuole mai essere imboccato…. e ciò comporta conseguenze facilmente immaginabili intorno al suo piatto e al suo seggiolone….

Oggi aveva tanta fame e io ero un po’ preoccupata perchè avevo preparato dei cappelletti fatti in casa, piatto del tutto nuovo per lui: chissà se li avrebbe mangiati… Ne ho messo alcuni nel suo piatto e ne ho tagliato uno con la forchetta per farglielo assaggiare: è sembrato gradire. Allora glieli ho tagliati tutti e stavo per aiutarlo a mangiare, ma lui ha voltato il viso con fare deciso: -Ci siamo! – mi sono detta – Non gli piacciono…. – A questo punto Gioele ha voluto la forchetta in mano e ha cominciato a mangiare da solo: in un attimo ha ripulito il suo piattino e la stessa cosa si è ripetuta per almeno altre due volte. I cappelletti erano buoni e Gioele, che dava chiari segni di soddisfazione, ne ha fatto una scorpacciata!

Quel po’ di Emilia che gli scorre nelle vene è emerso con prepotenza….

UTE: Medicina – Storia.

La lezione di medicina del dr. Rigamonti è stata abbastanza impegnativa: si parlava delle infiammazioni, dei loro sintomi,  della loro diagnosi e delle terapie da adottare nei vari casi. Il docente ha ribadito quanto sia importante non stroncare gli effetti di un’infiammazione assumendo medicinali  in modo inadeguato, visto che nel momento in cui insorge un’infiammazione il nostro corpo mette in moto tutta una seie di reazioni difensive che potrebbero risolvere da sole la situazione. Solo in caso di prolungamento dei disturbi si potrà ricorrere ai medicinali.

____________________________________________

bianca-maria-visconti-e-francesco-sforza
ritratti di Francesco Sforza e di Bianca Maria Visconti

La seconda lezione aveva come tema una grande donna del Rinascimento: Bianca Maria Visconti Sforza (1425-1468).

In un periodo così felice per l’arte e per l’economia del nostro paese, ma così caotico per le continue lotte territoriali fra i vari signori, nelle famiglie più in vista anche le donne poterono accedere all’istruzione e tra di loro alcune dimostrarono doti non comuni di intelligenza, carattere, senso pratico e abilità politica. Bianca Maria fu una di queste.

Visse da bambina ad Abbiategrasso, dove ricevette un’educazione di ottimo livello; sposò, giovanissima, Francesco Sforza, che era diventatosignore della marca di Ancona. Ebbe otto figli. Si occupò sempre della loro educazione, ma, come si evince dal suo epistolario, si occupò con senso pratico e polso fermo anche dell’amministrazione della casa e fu avveduta consigliera del marito, che amava profondamente.

Quando a Milano morì Filippo Maria Visconti, venne proclamata la Repubblica, ma Venezia era in agguato per impossessarsene, quindi i Milanesi chiamarono Francesco Sforza e sua moglie e li nominarono Duchi di Milano. I nuovi Signori governarono saggiamente e Bianca sostituiva il marito, quando questi era impegnato in operazioni militari. I Duchi garantirono ai loro territori un lungo periodo di prosperità e intrapresero molte opere a favore dei poveri, della cultura, degli artisti. Realizzarono i Navigli,  ospedali a Cremona e a Milano, contribuirono alla costruzione del Duomo e del castello Sforzesco.

Quando il marito si ammalò, Bianca diventò la reggente del Ducato fino a quando il figlio, Gian Galeazzo, prese le redini del governo. Questi aveva un carattere ribelle e mal sopportava il controllo della madre, pertanto Bianca Maria si ritirò a Cremona, dove morì all’età di 43 anni.

Anche oggi la sala Isacchi era al completo e tutti i presenti hanno molto gradito le lezioni odierne.

 

Meraviglia per “Meraviglie”

Meraviglie Alberto Angela nuovo programma Rai1Forse gli Italiani un giorno si  renderanno  conto di camminare sempre, ovunque si trovino, tra tesori inestimabili e se questo succederà dovremo attribuirne il merito ad Alberto Angela e alla sua serie televisiva “Meraviglie”.

Le prime due puntate hanno riscosso un enorme successo di pubblico, che forse nessuno avrebbe previsto. Questa è una cosa estremamente positiva perché così  la gente imparerà a conoscere meglio i tesori di arte, cultura e paesaggio di cui  il nostro paese è sovrabbondante e  imparerà anche a rispettare questi tesori, ad apprezzarli nel loro giusto valore e si renderà conto che da questi può derivare un grande contributo all’economia e all’occupazione nel nostro paese.

Queste trasmissioni e l’opera positiva del Ministro Franceschini possono segnare una svolta nell’attenzione del nostro paese per quello che è il più grande patrimonio artistico del mondo e  si potrà legittimamente sperare di poterlo consegnare, senza troppa vergogna, a chi verrà dopo di noi.

Non più code…

Facevo sempre una lunga coda a Stansted dopo lo sbarco, davanti al posto di polizia per il controllo dei documenti, poi quando toccava a me e mostravo la carta di identità mi sentivo sempre chiedere, con tono di disapprovazione: – Perchè non ha un passaporto?- E io rispondevo che era troppo costoso….

Ora ho anche io il passaporto, perchè mi sto preparando al mio primo viaggio in un paese extra-europeo e quindi al prossimo viaggio per Londra, potrò mettermi in coda tra chi utilizza le macchinette per il riconoscimento automatico e sarà tutto più veloce… era ora che mi decidessi…

UTE: Lutero: SOLA SCRIPTURA – Evoluzione della novella.

Alla ripresa delle lezioni dell’Università della Terza Età, don Ivano ha continuato a illustrare la figura di Lutero (dato che sono passati 500 anni dalla pubblicazione delle sue 95 tesi, che hanno dato il via alla Riforma Protestante), un monaco agostiniano diventato ribelle suo malgrado: egli voleva solo riformare lo studio delle Scritture, non basandosi più sulla tradizione, ma andando a studiare le versioni in greco ed ebraico degli antichi libri.

Per questo puntava a riformare gli studi universitari e a Wittenberg introdusse grandi innovazioni nei programmi di studio incentrati in un primo tempo sulla traduzione e sullo studio del Salmi, attività nelle quali si immerse con profonda passione. In seguito passò a studiare l’Evangelo e questo lo portò a elaborare un nuovo modo di concepire la giustizia divina: non più come un Dio distante pronto a giudicare e condannare, ma come un Dio che tende la mano all’uomo e si mette a sua disposizione per giustificarlo, visto che l’uomo non può giustificarsi da solo. Venne poi lo scandalo delle indulgenze e Lutero pubblicò le sue 95 tesi, già discusse a Wittenberg senza che nessuno avesse a ridire alcunché, ma, venendo così allo scoperto, metteva in discussione l’operato del Papa e soprattutto metteva in pericolo la raccolta di fondi per il quale la vendita delle indulgenze era stata pensata.

Lutero, da quel momento, non fu più visto come lo studioso zelante e appassionato delle Scritture, ma come il ribelle che voleva distruggere l’autorità del Papa e come tale fu combattuto.

____________________________________________

Il prof. Galli, nella sua lezione odierna, ha  proseguito il suo percorso attraverso l’evoluzione del genere letterario della “novella”. Dal medioevale EXEMPLUM, racconto anonimo breve che si prestava ad essere ascoltato dalla viva voce di un narratore e che aveva principalmente intenti moralistici, si passa verso la fine del XIII secolo alle prime forme di novelle, in cui i personaggi sono vari e sono descritti fisicamente e psicologicamente e dove l’intento non è più moralistico, ma l’autore scrive per un pubblico di lettori che vuole far  divertire.

Letture: Una finestra vistalago.

una-finestra-vistalagoBellano è un paese sulle rive del Lago di Como: è lì che abita lo scrittore Andrea Vitali ed è lì che il suo libro “Una finestra vistalago” è ambientato.

Vi si racconta la vita di quel borgo, fatta di vicende a volte grottesche, a volte drammatiche, vissute da personaggi che, dietro una parvenza di assoluta normalità,  hanno spesso molti segreti da nascondere.

La lettura è abbastanza facile, ma io mi sarei aspettata che, oltre alla descrizione di una infinita successione di “fatti di cronaca”, ci fosse spazio per considerazioni più profonde, per pagine più impegnative e più poetiche e invece tutto questo non l’ho trovato. Il libro comincia con la storia di un bambino figlio di una serva e del suo padrone e finisce quando questi muore a 103 anni dopo che per i 4/5 del libro non se ne era saputo più nulla.

Il libro di Vitali pare abbia avuto molti premi, ma non c’è una pagina che mi sia rimasta  impressa nell’anima: forse piacerà molto ai “laghée” (credo si chiamino così gli abitanti dei paesi in riva al Lario), che ci ritrovano gli spalloni (i contrabbandieri), i pescatori di frodo e le figure tipiche della zona; per me è stata una lettura che mi ha fatto passare qualche ora serena, ma che non mi ha mai coinvolta veramente.

Film: WONDER.

wonderEssere diversi è sempre difficile, soprattutto quando si è bambini e non ci si può rendere pienamente conto delle situazioni difficili in cui ci si viene a trovare e non si possono capire le reazioni di rifiuto o di faticosa sopportazione di chi ti sta vicino. Per questo a chi è già stato  trattato male da madre natura si richiede non solo il coraggio di accettarsi per quel che  è, ma anche quello di farsi accettare, nonostante tutto, dagli altri.

E’ questo il tema del film “WONDER” che ho visto oggi insieme a Samuele. Il protagonista è Auggie (diminutivo di August), un bambino affetto da una malattia rara che impedisce al suo viso di essere normalmente armonico e funzionante e per questo ha dovuto sottoporsi fin da piccolo a una serie infinita di interventi chirurgici e non ha potuto frequentare le scuole: alla sua istruzione ha provveduto sua madre, che per lui ha stravolto la sua vita. Ora però la madre di Auggie vuole  inserirlo nella scuola media e il piccolo, che in pubblico nasconde il suo viso dietro un casco, dovrà fare i conti con le cattiverie dei compagni di classe che vedono in lui solo la sua faccia deforme. Ma Auggie saprà resistere e dimostrare le sue capacità non comuni, conquistandosi la stima dei superiori e l’amicizia dei compagni.

Un bel film, interpretato superbamente da tutti gli interpreti, ma in particolar modo da una Julia Roberts che si è calata benissimo nei panni e nelle ansie di tutte le mamme con bambini diversi.

Io mi sono commossa ripetutamente (ma non c’è solo da piangere, si ride anche); Samuele invece aveva il vantaggio di conoscere bene la storia per aver letto e riletto il libro da cui il film è stato tratto e spesso mi rassicurava sull’esito felice delle sequenze più drammatiche.

Non capirsi.

E’ così facile non capirsi….

E’ così facile attribuire alle parole dell’altro

intenzioni estranee a quelle che le hanno ispirate.

E allora, ciò che era  preoccupazione dettata dall’amore ,

diventa tentativo di interferire sulle vite altrui….

La Nuova Terra dei fuochi.

La Cina non vuole più i nostri rifiuti? La camorra non ha più mano libera per portarli nella terra dei fuochi? Ecco allora che si rivela la verità che, da sempre si è cercato di sottacere: è l’industria del Nord-Italia che produce scarti pericolosi. Smaltirli secondo le regole viene a costare caro e allora adesso li si accumula in capannoni dismessi che poi “casualmente” e ripetutamente prendono fuoco, come è successo due giorni fa e come è successo decine e decine di altre volte negli ultimi anni.

E’ la zona del Pavese la nuova Terra dei Fuochi.

Sacchetti biodegradabili?…polemica immancabile…

Quanto sia invasivo il gusto della polemica sterile è dimostrato in questi giorni dallo scalpore che si fa intorno alla norma che introduce i sacchetti biodegradabili a pagamento.

E’ in atto una campagna di associazioni ecologiste contro l’uso smodato della plastica, che, ridotta in particelle invisibili ad occhio umano, ci ritroviamo anche nelle acque potabili, quelle che sgorgano dai rubinetti di casa nostra e che noi accumuliamo inconsapevolmente nel nostro organismo. Queste associazioni ci chiedono di limitare ovunque sia possibile l’uso della plastica, che ha anche  già formato isole enormi galleggianti negli oceani.

Detto questo mi parrebbe che ogni iniziativa tendente a eliminare almeno una fonte di inquinamento dovrebbe essere accolta con alto gradimento, invece no: tuti a lamentarsi perchè i sacchetti biodegradabili potranno costare anche 2 centesimi e non tengono conto che la norma europea che li introduce fa espressamente obbligo ai commercianti di farli pagare ai consumatori per abituarli a un uso responsabile, nè si tiene conto che potranno essere riutilizzati per i rifiuti organici (i sacchetti in uso non costano certo meno di due centesimi).

Secondo me non c’è nulla da polemizzare, ma va molto “cool” gesttarsi a capofitto contro qualunque proposta che venga dal governo nazionale, anche se imposta dalla Comunità Europea.