UTE: linguaggio musicale e matematica – le sorelle Agnesi (sintesi di Angela D’Albis)

Alle 15.00 la professoressa Alessandra Zapparoli introduce la sua lezione su Maria Teresa Agnesi, compositrice milanese che si forma nei salotti milanesi del ‘700, facendoci ascoltare un’opera di Mozart, composta negli anni giovanili: l’Ouverture del “Mitridate re di Ponto”. Quando compose quest’opera, Mozart era giovanissimo, aveva solo 14 anni e si trovava a Milano. La docente ci fa notare che quest’opera ha già quel sapore che si viveva nell’ambiente culturale e musicale di Milano grazie a Maria Teresa Agnesi. Quest’ultima e sua sorella Maria Gaetana affrontarono delle discipline che erano patrimonio prettamente maschile: la Composizione e la Matematica. Le due sorelle si dedicarono allo studio di queste materie, arduo per delle donne del ‘700, grazie al padre che permise alle sue figlie di dedicarsi a studi non accessibili alle donne. Fino ad un certo punto, però, perché anche Maria Teresa dovette sottostare alla consuetudine del tempo che voleva la donna moglie e madre, si sposò ed ebbe figli, tuttavia continuò la sua carriera di compositrice. Ella riuscì ad ampliare la mentalità dell’epoca e compose opere che furono eseguite al Teatro di Milano. Addirittura, lei suonava il clavicembalo e dirigeva l’opera!
Maria Teresa Agnesi è stata una figura di grande spicco e di grande umanità, ci dice la docente, e aiutò la sorella con il Pio Albergo Trivulzio. Purtroppo, con la vedovanza diventò povera. La professoressa ci spiega che, nel ‘700, le donne che si esibivano in teatro non potevano essere pagate. Anche la sorella di Mozart, Anna Mozart, pur avendo grandi doti di compositrice, dovette lasciare e sposarsi a 18 anni.
La docente procede con l’ascolto di altre arie di Maria Teresa Agnesi e le paragona a quelle del grande compositore Handel. Ma mentre Handel è conosciuto in tutto il mondo e il suo nome si trova citato in tutti i libri di Storia della Musica, non è così per Maria Teresa Agnesi.
La professoressa ci fa ascoltare ancora il primo tempo di un bel concerto per clavicembalo nella struttura tipica del concerto barocco. Ogni concerto barocco, spiega, si divide in tre tempi: quello di mezzo più malinconico, andante, mentre il primo e il terzo risultano più allegri.
Da questo concerto emerge l’eccellente gusto di orchestrazione di Maria Teresa Agnesi.
Poi, ascoltiamo ancora il primo tempo di un concerto per cembalo in fa maggiore di questa compositrice che la docente paragona alle musiche del grande Johann Sebastian Bach.
Dopo tutti questi ascolti, la professoressa fa un’operazione molto interessante: ci mostra concretamente come viene composto un pezzo per strumento. Ci fa vedere la differenza tra le sue partiture e quelle di Maria Teresa, che sono state composte a due secoli di distanza. Poi, esibendosi al pianoforte, la docente ci dimostra che i rapporti matematici sono importanti quando si compone musica. Ci fa ascoltare una parte del Preludio n. 1 in do maggiore di Bach, prima autentico, in modo maggiore, e poi con una variazione matematica della professoressa, in tono minore. Le sensazioni sentite sono diverse e questo avviene cambiando un lieve rapporto matematico.
Quindi, l’universalità del sapere può confluire per creare un’arte.
La lezione termina con l’ascolto di altri brani, non solo di Maria Teresa Agnesi, ma anche dei figli di Bach e di Mozart.

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La lezione delle 16.00 comincia con una performance che ha come protagonisti la professoressa Zapparoli e il professor Pintaldi, tratta da “Il medico olandese” di Goldoni.
Dopo questa esibizione, molto divertente, il professor Pintaldi sottolinea che Goldoni, in questa commedia, parla di un libro di matematica, anche se nel ‘700 le scienze non erano ancora ben sviluppate. Anche la figura della donna non viene descritta come una persona ingenua, ma scaltra e intelligente.
Questa introduzione serve al professore per parlare della scienziata Maria Gaetana Agnesi, sorella di Maria Teresa. Questa donna era molto colta e viene ricordata per una sua grande intuizione: la famosa “VERSIERA”. La “versiera”, in geometria, è una curva del piano ed è caratterizzata da una forma a campana.

versiera

 

<costruzione e spiegazione della versiera
Maria Gaetana Agnesi la descrisse in un suo libro che ebbe subito diffusione mondiale. La “versiera” era già stata studiata in precedenza, ma fu Maria Gaetana Agnesi a chiamarla così.
Il professore ci dice una curiosità: il traduttore inglese del libro di Maria Gaetana interpretò la parola “versiera” come l’abbreviazione di “avversiera”, cioè “strega” e da allora è conosciuta come the “WITCH OF AGNESI (la Strega di Agnesi).
Il professor Pintaldi conclude la sua lezione invitandoci all’uscita organizzata per mercoledì 20 febbraio a
VILLA AGNESI ALBERTONI e il SANTUARIO DI MONTEVECCHIA
con la visita della Villa, del Salotto di Maria Gaetana Agnesi, dei giardini terrazzati del Parco Privato e del Santuario di Montevecchia.
Il professore ci seguirà nella visita insieme alla guida dell’agenzia dott.ssa SILVIA BRUSADELLI.
Arrivederci allora a mercoledì 20 per questa bella visita!
Maria Gaetana Agnesi la descrisse in un suo libro che ebbe subito diffusione mondiale. La “versiera” era già stata studiata in precedenza, ma fu Maria Gaetana Agnesi a chiamarla così.
Il professore ci dice una curiosità: il traduttore inglese del libro di Maria Gaetana interpretò la parola “versiera” come l’abbreviazione di “avversiera”, cioè “strega” e da allora è conosciuta come the “WITCH OF AGNESI (la Strega di Agnesi).
Il professor Pintaldi conclude la sua lezione invitandoci all’uscita organizzata per mercoledì 20 febbraio a
VILLA AGNESI ALBERTONI e il SANTUARIO DI MONTEVECCHIA
con la visita della Villa, del Salotto di Maria Gaetana Agnesi, dei giardini terrazzati del Parco Privato e del Santuario di Montevecchia.
Il professore ci seguirà nella visita insieme alla guida dell’agenzia dott.ssa SILVIA BRUSADELLI.
Arrivederci allora a mercoledì 20 per questa bella visita!

Barbarie.

Da quanti anni sentiamo il ripetersi di notizie come questa?

baraccopoli_Gli incendi nelle baraccopoli che ospitano i lavoratori stranieri che lavorano alla raccolta delle arance  si ripetono periodicamente e quasi sempre alla fine si deve fare la conta di morti e feriti.

Mi chiedo: non si potrebbe predisporre per questi lavoratori una sistemazione, sempre provvisoria, ma un po’ più sicura? Anche solo un semplice capannone che possa offrire un riparo dal freddo delle notti invernali? Sarebbe una spesa troppo onerosa per i datori di lavoro? Se sì, non potrebbero concorrere alle spese le amministrazioni locali?

Si sa che ogni anno c’è bisogno di mano d’opera per la raccolta  degli agrumi, perchè si deve continuare a costringere questi giovani lavoratori a sistemarsi in ripari di fortuna, in condizioni sub-umane?

Il protrarsi di queste situazioni ci dice quanto poco valore attribuiamo alla vita umana e quanta barbarie si annida nella nostra società.

UTE: le istituzioni europee e i rapporti tra gli stati membri. (resoconto di A. D’Albis)

Nella prima parte delle sue lezioni, il dr. Spagnuolo ci illustra le istituzioni europee e nella seconda parte sottolinea quali sono i rapporti tra queste istituzioni e gli stati membri dell’Unione.
Le Istituzioni Europee sono:
Il Parlamento Europeo;
Il Consiglio Europeo;
La commissione Europea.

Attualmente il presidente del parlamento è Antonio Tajani, quello del consiglio è Donald Tusk e quello della commissione è Jean-Claude Juncker.
I primi due hanno una rotazione di 2 anni e mezzo, mentre il Presidente della Commissione resta in carica per 5 anni.

Il Presidente del Parlamento Europeo è attualmente italiano (Antonio Tajani), appartenente a Forza Italia, ma confluito nel gruppo del PARTITO POPOLARE EUROPEO. Ricopre un ruolo importante in Europa perché è un organo di garanzia, vigilanza e rappresentanza. Il Presidente del Parlamento Europeo garantisce i tempi, gli interventi, il rispetto delle procedure prescritte dal regolamento; vigila sulle attività del Parlamento e delle sue Commissioni; rappresenta il Parlamento in tutte le questioni giuridiche e la sua firma è necessaria per l’approvazione del bilancio dell’UE.
Il presidente viene eletto per un mandato di due anni e mezzo, per cui in ogni legislatura del Parlamento europeo si alternano due presidenti, i cui nomi vengono generalmente individuati da un accordo politico tra i due maggiori gruppi politici del Parlamento. In Europa egli deve rappresentare le idee dell’UE e non le proprie. Continue reading “UTE: le istituzioni europee e i rapporti tra gli stati membri. (resoconto di A. D’Albis)”

Nel mirino.

E’ sempre triste vedere  i propri rappresentanti politici diventare bersaglio di critiche feroci, così come è avvenuto ieri a Strasburgo.

Conte ha ribattuto che quelle offese vanno a colpire tutto il popolo italiano, …. ma io non sono d’accordo…. Il popolo italiano non ha eletto Conte, che fino alla sua nomina era per tutti un perfetto sconosciuto, e non gli ha detto di assumere il ruolo di “esecutore” delle direttive (tra l’altro contrastanti) dei suoi due vice.

E’ vero che gli Italiani appoggiano ancora questo governo in misura per me incomprensibile, ma è anche vero che esso  ha al suo interno anche l’opposizione a se stesso, quindi raccoglie consensi contrastanti tra loro.

Signor primo ministro Conte (o  presidente del Consiglio, ma non presidente della Repubblica!!!!), mi dispiace che abbia dovuto sorbirsi alcuni schiaffi metaforici piuttosto dolorosi, ma credo che in Europa molti abbiano buoni motivi di risentimento verso il nostro paese e in questo ha anche lei una grossa responsabilità.

A Pavia: all’ombra di S. Agostino.

s-michele-paviaCome accade puntualmente da qualche anno, il Gruppo culturale di Arcellasco sta organizzando il pellegrinaggio quaresimale.

Avrà come meta Pavia e ci recheremo in tre diverse chiese legate alla storia di S. Agostino: S. Pietro in Ciel d’Oro, S. Michele e S. Maria del Carmine.

Queste sono occasioni per unire la contemplazione della bellezza prodotta dall’arte dell’uomo (architettura delle chiese, dipinti, sculture) alla meditazione su un tema religioso specifico.

Si partirà il 16 marzo alle 7:45 dalla chiesa di Arcellasco e per la pausa pranzo si potrà optare per il ristorante (12 euro ) o per  la colazione al sacco.

Il rientro è previsto per le ore 19.

(Per prenotazioni rivolgersi alla segreteria parrocchiale: tel. 031 643248)

Come va?

Il Festival di Sanremo, rito immancabile nel cuore dell’inverno italiano, si è concluso con la vittoria di un giovane rapper italo-egiziano con una canzone che parla di un padre che ha rinunciato al suo ruolo e alle sue responsabilità.  Mahmood, il giovane cantautore vincitore, è comunque riuscito a trovare la sua strada nonostante la situazione di partenza difficile e questo gli fa onore. Ecco il testo della sua canzone.

In periferia fa molto caldo
Mamma stai tranquilla sto arrivando
Te la prenderai per un bugiardo
Ti sembrava amore era altro
Beve champagne sotto Ramadan
Alla tv danno Jackie Chan
Fuma narghilè mi chiede come va
Mi chiede come va come va come va
Sai già come va come va come va
Penso più veloce per capire se domani tu mi fregherai
Non ho tempo per chiarire perché solo ora so cosa sei
È difficile stare al mondo quando perdi l’orgoglio lasci casa in un giorno
Tu dimmi se
Pensavi solo ai soldi soldi
Come se avessi avuto soldi
Dimmi se ti manco o te ne fotti
Mi chiedevi come va come va come va
Adesso come va come va come va
Ciò che devi dire non l’hai detto
Tradire è una pallottola nel petto
Prendi tutta la tua carità
Menti a casa ma lo sai che lo sa
Su una sedia lei mi chiederà
Mi chiede come va come va come va
Sai già come va come va come va
Penso più veloce per capire se domani tu mi fregherai
Non ho tempo per chiarire perché solo ora so cosa sei
È difficile stare al mondo
Quando perdi l’orgoglio
Ho capito in un secondo che tu da me
Volevi solo soldi
Come se avessi avuto soldi
Prima mi parlavi fino a tardi
Mi chiedevi come va come va come va
Adesso come va come va come va
Waladi waladi habibi ta’aleena
Mi dicevi giocando giocando con aria fiera
Waladi waladi habibi sembrava vera
La voglia la voglia di tornare come prima
Io da te non ho voluto soldi…
È difficile stare al mondo
Quando perdi l’orgoglio
Lasci casa in un giorno
Tu dimmi se
Volevi solo soldi soldi
Come se avessi avuto soldi
Lasci la città ma nessuno lo sa
Ieri eri qua ora dove sei papà
Mi chiedi come va come va come va
Sai già come va come va come va

UTE: F.I.L. e Life skills (sintesi di A. D’Albis)

La dottoressa Todaro ha presentato due argomenti veramente interessanti. Nella prima parte, ha spiegato che cosa è il F.I.L. (Felicità Interna Lorda) e nella seconda parte ha chiarito cosa sono le Life Skills (Competenze Vitali) e ci ha indicato come il loro sviluppo possa farci raggiungere un certo grado di felicità.

Esaminiamo prima che cosa è il F.I.L.

Il F.I.L. è un nuovo concetto di felicità, concreto e possibile per tutti, ma non automatico. Il F.I.L. è possibile per le persone che lo conoscono e lo coltivano.

Il concetto filosofico di felicità, invece, è teorico, valido per tutti, ma irraggiungibile (concetto di Chimera).

Queste ricerche evidenziano quali sono gli elementi perché una persona possa ritenersi felice. Sono parametri oggettivi, che poi vengono rivisti  soggettivamente, cioè ognuno di noi percepisce questi parametri oggettivi come più o meno importanti.

La felicità interna lorda è un concetto per cui la felicità umana è possibile non perché si creano delle condizioni così favorevoli che corrispondono al nostro concetto di felicità, ma perché, a prescindere da quello che ci capita nella vita, abbiamo la capacità di saper godere di quello che si ha. Questo non è un accontentarsi, ma dare un senso a quello che si ha tanto da essere appagati e non soffrire per quello che manca. E’ una predisposizione interna.

La dottoressa ci illustra ora le 5 dimensioni della felicità:

Valori, cura di sé, tempo, progetti, relazioni.

Poi illustra le 6 caratteristiche chiave che, secondo i ricercatori, sono condivise dalle persone felici. Continue reading “UTE: F.I.L. e Life skills (sintesi di A. D’Albis)”

Poesia: Abbi cura di me. (Cristicchi)

Sono solo canzonette, diceva Bennato. Ebbene, non è sempre così: a volte le canzonette sono poesia e questa che Cristicchi ha presentato a Sanremo  per me è poesia vera e profonda.

Adesso chiudi dolcemente gli occhicristicchi

E stammi ad ascoltare

Sono solo quattro accordi ed un pugno di parole

Più che perle di saggezza sono sassi di miniera

Che ho scavato a fondo a mani nude in una vita intera

Non cercare un senso a tutto Perché tutto ha senso

Anche in un chicco di grano si nasconde l’universo

Perché la natura è un libro di parole misteriose

Dove niente è più grande delle piccole cose

È il fiore tra l’asfalto, Lo spettacolo del firmamento

È l’orchestra delle foglie che vibrano al vento

È la legna che brucia che scalda e torna cenere

La vita è l’unico miracolo a cui non puoi non credere

Perché tutto è un miracolo tutto quello che vedi

E non esiste un altro giorno che sia uguale a ieri

Tu allora vivilo adesso, Come se fosse l’ultimo

E dai valore ad ogni singolo attimo.

Ti immagini se cominciassimo a volare

Tra le montagne e il mare…Dimmi dove vorresti andare

Abbracciami se avrò paura di cadere

Che siamo in equilibrio Sulla parola insieme

Abbi cura di me Abbi cura di me

Il tempo ti cambia fuori, l’amore ti cambia dentro

Basta mettersi al fianco invece di stare al centro

L’amore è l’unica strada, è l’unico motore

È la scintilla divina che custodisci nel cuore

Tu non cercare la felicità semmai proteggila

È solo luce che brilla sull’altra faccia di una lacrima

È una manciata di semi che lasci alle spalle

Come crisalidi che diventeranno farfalle

Ognuno combatte la propria battaglia

Tu arrenditi a tutto, non giudicare chi sbaglia

Perdona chi ti ha ferito, abbraccialo adesso

Perché l’impresa più grande è perdonare se stesso

Attraversa il tuo dolore arrivaci fino in fondo

Anche se sarà pesante

Come sollevare il mondo

E ti accorgerai che il tunnel è soltanto un ponte

E ti basta solo un passo per andare oltre

Ti immagini se cominciassimo a volare

Tra le montagne e il mare

Dimmi dove vorresti andare

Abbracciami se avrai paura di cadere

Che nonostante tutto

Noi siamo ancora insieme Abbi cura di me

Qualunque strada sceglierai, amore

Abbi cura di me Abbi cura di me

Che tutto è così fragile

Adesso apri lentamente gli occhi e stammi vicino

Perché mi trema la voce come se fossi un bambino

Ma fino all’ultimo giorno in cui potrò respirare

Tu stringimi forte E non lasciarmi andare

Abbi cura di me

Auto fantasma e burocrazia.

Sono stata lontana da casa per un lungo periodo e al mio ritorno, tra la posta, ho trovato due solleciti di pagamento, per importi diversi, che si riferivano al bollo auto per l’anno 2018.

L’ auto  doveva essere molto vecchia, a giudicare dalla targa, forse poteva risalire a quarant’anni fa.  Negli avvisi si diceva che avevo pochi giorni di tempo per regolarizzare la mia posizione o sarebbero scattate multe del 30%.

Mi sono subito attivata per contattare, prima e inutilmente per telefono, poi  via mail l’ufficio addetto a fornire spiegazioni agli utenti, facendo notare che non avevo notizia alcuna di quell’auto e che era forse illegittima la richiesta che mi era pervenuta. Nell’attesa di una risposta erano scattati i termini per la maggiorazione della quota richiesta, quindi ho continuato a sollecitare via mail una risposta, infine ho anche inviato una raccomandata.

Stamattina mi è arrivata la risposta: non devo tenere in considerazione gli avvisi che mi sono stati inviati, frutto di un errore amministrativo!!!

Meno male che questa storia si è conclusa felicemente, ma perchè non fare un semplice controllo prima di mettere in subbuglio le persone?

 

UTE: Il cervello: il sonno – le relazioni sociali – lo stress. (sintesi di A. D’ Albis)

Il sonno è una componente essenziale dello star bene. Ci si rende conto della sua importanza quando capita di dormire poco o male. Il sonno, infatti, influisce su tanti aspetti della salute.Il dottore precisa che la mancanza di sonno compromette l’attenzione, la memoria a breve e lungo termine, la concentrazione, la capacità di ragionamento e di decisione.Chi dorme poco o male mostra durante la giornata una faccia frastornata e confusa e se si mette alla guida può diventare un pericolo per sé e gli altri.La mancanza di sonno è collegata anche al “ricordo”, ci dice il dottore, e sottolinea che se non si riposa a sufficienza diventa problematico ricordare poiché durante il sonno avviene quel processo che fissa e consolida le informazioni nella “barca” della memoria.Bisognerebbe dormire 7 ore in modo ininterrotto.

E’ difficile avere un sonno ininterrotto, perché spesso ci sono risvegli dovuti a problemi fisici (per esempio, necessità di andare in bagno o percezione di dolori dovuti a patologie) e anche a stress. Continue reading “UTE: Il cervello: il sonno – le relazioni sociali – lo stress. (sintesi di A. D’ Albis)”