UTE: Lucrezia Borgia.

Oggi all’Ute c’è stato un cambiamento di programma resosi necessario all’ultimo momento per indisposizione della dr.ssa Todaro, cui vanno i migliori auguri di pronta guarigione.

A sostiruirla è intervenuta la prof. Alberta Chiesa, che ci ha parlato di Lucrezia Borgia, una donna maltrattata dagli storici molto più di quanto meritasse.

lucrezia_borgiaLa sua disgrazia è stata quella di nascere da una relazione clandestina e scandalosa tra Papa Alessandro VI e Vannozza Cattanei. La piccola Lucrezia ha vissuto serenamente i suoi primi anni di vita protetta dall’amore materno, ma ad appena dieci anni fu portata a vivere alla Corte Papale, che era allora un covo di vipere, teatro dei più orrendi misfatti.

Suo padre e suo fratello, Cesare Borgia, detto il Valentino, fecero di lei un oggetto di scambio per instaurare rapporti politici utili ad allacciare alleanze con le famiglie più potenti del momento. Fu così costretta a un primo matrimonio all’età di appena 13 anni, ma suo marito fu ben presto ucciso quando si prospettò la possibilità di un matrimonio più vantaggioso; ma anche il secondo marito fu fatto uccidere e Lucrezia, che lo amava teneramente, cominciò ad odiare il padre e il fratello e desiderò di allontanarsi da Roma.

L’Occasione si presentò quando potè arrivare a Ferrara come sposa di Alfonso d’Este. Qui essa potè mostrare la sua vera natura: si accattivò con la sua gentilezza e generosità la stima e l’affetto dei suoi concittadini, protesse artisti di grande valore (tra cui l’Ariosto), resse con saggezza il ducato in assenza del marito e alla fine della sua vita si fece Terziaria Francescana e si diede ad opere di carità.

Lucrezia è stata una figura di donna importante ai suoi tempi e forse non ha del tutto meritato la  cattiva fama, che la storia le ha riservato.

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Nella seconda ora, che non si è potuto occupare con una lezione tradizionale, è stata impiegata per illustrare  ai soci presenti il nuovo sito e le pagine facebook dedicate alla nostra UTE, con particolare attenzione alle possibilità di interazione che esse offrono per una migliore comunicazione tra le componenti dell’Associazione. La nostra Presidente poi ha parlato delle tante iniziative e proposte che si stanno programmando per il prosieguo dell’Anno Accademico.

La Buona Politica.

E’ stato un bel momento quello che ci è stato offerto ieri sera da chi ha organizzato la serie di incontri sul tema della pace,  che si stanno effettuando periodicamente dal mese di gennaio in poi.

La Sala Isacchi era affollatissima e molte persone sono rimaste in piedi per due ore ad ascoltare le due relatrici, Livia Turco e la prof. Riva, docente di storia all’università Cattolica di Milano.

La sig. Turco ha ricordato con passione la sua attività politica, rivendicando i provvedimenti a favore della famiglia e delle donne che ha contribuito a far diventare legge dello stato.

La prof. Riva ci ha ricordato quanto le donne abbiano contribuito alla stesura della Costituzione e prima ancora alla lotta di resistenza .

Volgendo lo sguardo al futuro entrambe le relatrici si sono dette favorevoli a un’Europa unita, che non solo continui a garantire la pace (70 anni di pace consecutivi in Europa non si erano mai visti prima d’ora, nel corso dei millenni), ma adotti riforme non più dilazionabili, perchè gli Stati europei siano veramente solidali e  non si facciano più concorrenza sleale (come accade ora con i diversi regimi fiscali)

Una serata interessante, che ha smentito la convinzione che alla gente non interessi più la Buona Politica.

 

Pomeriggio in biblioteca: dal libro al film.

Giovedì pomeriggio in biblioteca comunale: Don Ivano Colombo ci ha guidato a scoprire analogie e differenze tra la novella di Pirandello “La giara” e la sua trasposizione cinematografica ad opera dei fratelli Taviani.

La proiezione del filmato è stato preceduto da una presentazione di Pirandello, scittore di romanzi, novelle e pièces teatrali di grande successo. La sua cultura risente dell’influenza della cultura greca e inoltre  si rifà alla corrente filosofica della fenomenologia tedesca.

A questa breve premessa è seguita una lettura davvero avvincente della novella “La Giara”, la cui prosa è talmente efficace da far vivere i personaggi come in una rappresentazione teatrale: è tipico della cultura siciliana questo gusto della teatralità. Don Ivano è riuscito a far rivivere in quella sala della biblioteca un Don Lollò sanguigno e grottesco ad un tempo.

Con la visione dell’opera dei fratelli Taviani abbiamo poi potuto apprezzare la recitazione di  Franco Franchi e di Ciccio Ingrassia non nelle solite vesti di giullari, ma in quelle  di attori impegnati nel rendere al meglio, riuscendoci, i due protagonisti della novella pirandelliana.

I fratelli Taviani si sono attenuti al testo nel rendere bene l’atmosfera della masseria di don Lollò, ma hanno aggiunto un loro tocco personale che ha messo in luce l’asservimento delle donne e dei lavoratori nella Sicilia del latifondo.