Due segnali per il 2020.

Il 2019 è agli sgoccioli e si può già guardarlo con distacco per vedere che cosa ci ha portato.

Come sempre ci sono state cose negative come i disastri ambientali in tutto il mondo legati alle variazioni climatiche, le guerre hanno causato distruzioni di interi paesi e costretto alla fuga e all’emigrazione popolazioni  disperate; i cambiamenti epocali cui stiamo assistendo nel campo della tecnologia e del lavoro non ci consentono di fare previsioni che diano certezze ai giovani…..

Ci sono tuttavia a mio modo di vedere due fenomeni che danno motivi alle nostre speranze.  Il primo è la mobilitazione dei giovani per l’ambiente: Greta è riuscita a far sollevare le teste dei ragazzi di tutto il mondo dal telefonini e li ha convinti a scendere in piazza per chiedere un cambiamento di rotta nelle politiche ambientali. I giovani, da decenni assenti dalle pagine dei giornali – se non per  fatti di cronaca poco edificanti – si sono svegliati da un lungo torpore e hanno fatto sentire la loro voce.

Il secondo motivo di speranza a mio parere è quel movimento denominato “sardine” che è certamente intrecciato con quello dei giovani ambientalisti, ma ha un risvolto diverso: rivendica una visione del mondo e della politica un po’ più ampia di quella che pare imperversare da un po’ di tempo in Italia e nel mondo e  proclama l’innalzamento di barriere materiali e psicologiche e politiche e soprattutto adotta un linguaggio che istiga alla divisione e all’odio. E’ un movimento eterogeneo, che non esprime un indirizzo partitico particolare, ma propugna scelte politiche più umane e rispettose delle buone maniere e dei principi della convivenza.

Sono due tendenze che sembrano voler significare un risveglio delle coscienze e questo è sempre un buon auspicio.