Il Casalino che non ti aspetti.

Giudizio temerario, conseguenza di pregiudizi. E’ così facile emettere sentenze di condanna non ponderate.

Non seguo i reality, ma mi è capitato in passato di vederne qualche stralcio e tanto mi è bastato per  giudicarli programmi-spazzatura….e fin qui forse non ho sbagliato. Ma se trasferisco il giudizio negativo sul genere di programma a chi ne è protagonista, corro il rischio di formulare un giudizio temerario… E’ quello che mi son detta l’altra sera seguendo in seconda serata la trasmissione “Ciao maschio” condotta da Nunzia De Girolamo.

Era ospite Rocco Casalino che parlava del suo libro e della sua esperienza come portavoce di Giuseppe Conte.

Non nascondo che quando si è saputo che il portavoce del primo ministro era Rocco Casalino, mi son detta: -Siamo proprio messi male!  E questo mio giudizio veniva rafforzato da quanto scrivevano anche i giornalisti.

Dall’intervista dell’altra sera, invece, è venuto fuori il ritratto di una persona  sensibile, che ha avuto un’infanzia difficile e che ha dovuto superare certamente molti problemi per la sua omosessualità; ora però vive la sua condizione con serenità e senza ostentazioni e dev’essere anche bravo nel suo ruolo se è riuscito a conservarlo per la durata dei due governi- Conte.

 

La nostra Africa.

Riporto qui sotto la conclusione di un articolo che compare sul sito di Romano Prodi.  Lui conosce bene i problemi dell’Africa. Credo anch’io che impegnarsi a fondo per stabilizzare quel continente sia un primario interesse di tutti noi Europei e la lettura dell’articolo citato ne dice bene le motivazioni.

L’Africa ha bisogno di noi, ma noi abbiamo e avremo sempre più bisogno di un’ Africa stabile e democratica: per questo si impegnavano l’ambasciatore Attanasio e il suo collaboratore Iacovacci e continuare la loro opera sarà il modo migliore per onorarli.

L’unica strada percorribile per salvare l’Africa è infatti quella di aiutarla a salvare se stessa, non solo con gli aiuti economici, ma con una vicinanza attiva, indirizzata a favorire lo sviluppo di un continente che, già ora, conta un miliardo e trecento milioni di abitanti, ma che nel 2050 arriverà a oltre due miliardi per raggiungere, a fine secolo, l’incredibile cifra di quattro miliardi: il 40% dei cittadini di tutto il pianeta.

Il nostro futuro dipende quindi totalmente dal livello di sviluppo, di equilibrio interno e di stabilità di questi miliardi di nostri vicini di casa.

Credo che aiutare l’avvicinamento a questi obiettivi sia il modo migliore per tenere viva la memoria di Luca Attanasio. Il nostro ambasciatore ha infatti sempre affiancato alla sua opera di raffinato diplomatico, una  personale passione per aiutare gli africani a costruire un loro migliore futuro al nostro fianco. Ed è morto proprio mentre stava concretamente portando avanti questo disegno. (http://www.romanoprodi.it/strillo/luca-attanasio-morto-mentre-aiutava-gli-africani-a-costruire-un-futuro-migliore-al-nostro-fianco_17441.html)