Ricorderemo il suo sorriso.

Ci sono persone che, pur non conoscendole direttamente, tuttavia sanno farsi apprezzare ed amare.

David Sassoli era per me una di queste persone. Già quando era giornalista RAI apprezzavo il suo sorriso dolce e quasi timido, il garbo della sua voce  e la limpidezza del suo sguardo. Poi si è impegnato in politica e ho subito avuto fiducia in lui: sarebbe stato un ottimo rappresentante dei suoi elettori…. e così è stato.

La sua scomparsa mi addolora  e spero soltanto che il vuoto lasciato da lui sia occupato da una persona che abbia il suo stesso rispetto per le persone e per le istituzioni e la sua stessa onestà. Che il Signore dia conforto alla sua famiglia e lo accolga tra le sue braccia.

Segnali inquietanti.

Ieri più di una rete televisiva ha dedicato le sue attenzioni all’assalto al Campidoglio di un anno fa. Le trasmissioni che ho seguito io (RAI3 e La7) sono arrivate alle stesse conclusioni: negli USA è in pericolo la stessa democrazia a causa del grande seguito che continuano ad ottenere i suprematisti bianchi che riconoscono in Trump il loro leader.

Come ho sempre pensato anche io, questo rigurgito di razzismo radicale è stato rinfocolato dalla presidenza di Obama: i simpatizzanti del vecchio KKK hanno ritenuto un pericolo per la supremazia bianca il fatto che una persona di colore fosse riuscita a scalare la più alta carica del potere politico e hanno serrato le fila, incoraggiati dalla politica di Trump. Questi ancora oggi diffonde notizie false circa la legalità del risultato elettorale che ha portato Biden alla Casa Bianca e questo non fa che aumentare le fila di coloro che sono disposti a distruggere le istituzioni repubblicane e a smantellare la Costituzione.

Se le mire di questi terroristi (così sono stati definiti dai commentatori) dovessero realizzarsi, potrebbe scoppiare forse una terribile guerra civile? E quali conseguenze sono ipotizzabili sulla politica italiana e mondiale? Già adesso molti sovranisti europei sono in contatto e ottengono appoggi dai suprematisti americani, sapremo noi fermarli difendendo i principi democratici su cui si fonda la nostra convivenza civile?

Film: Mio fratello, mia sorella.

Il film inizia con una cerimonia funebre: è morto Giulio, professore di astronomia e lascia in eredità ai figli, Nikola e Tesla, che non si vedevano da vent’anni, la casa di sua proprietà in cui abita la stessa Tesla con i due figli, Sebastiano, affetto da malattia mentale e Carolina. Non potendo al momento vendere l’immobile i due eredi sono “costretti” a coabitare. E’ così che si viene via via scoprendo il motivo per cui Nik si è allontanato da casa vent’anni prima e si capisce il dramma che sta vivendo Tesla che si annienta giorno per giorno nella cura del figlio malato.

Secondo me la sceneggiatura è un po’ carente soprattutto nel finale, ma sono certo apprezzabili le interpretazioni di Claudia Pandolfi, di Alessandro Preziosi e del ragazzo malato.

Non nascondo che mi sono sentita profondamente commossa quando Tesla riesce finalmente a comunicare al fratello tutto il suo dolore da troppo tempo represso, la sua annosa  fatica di mostrarsi sempre forte nonostante la sua solitudine (il marito è fuggito lontano dai problemi della famiglia): è stato un momento molto intenso e mi ha fatto pensare a quante mamme nella realtà vivono la stessa situazione, sopportando un dolore che non ha fine. Mi è piaciuto anche come sia stato messo in luce un’altra solitudine: quella di Carolina, che vede la mamma completamente assorbita dalla cura del fratello e si sente non accudita, non amata: anche questo può succedere nella realtà.

Il finale tuttavia è un po’ ambiguo, forzatamente consolatorio e ha il grave difetto di far intendere che solo con la morte del figlio malato la situazione può trovare uno sbocco e tutti possono  trovare finalmente  la loro serenità. idea che certamente non è condivisibile. Deve esistere un modo per consentire a chi ha persone disabili in famiglia di poter continuare a vivere, magari con il supporto di strutture di assistenza improntate al rispetto per la vita e per la dignità di ogni essere umano.

 

“Amen” per Sidney Poitier.

Un altro ritratto che ha tappezzato da oltre 60 anni le pareti ideali del mio immaginario è stato staccato e ha lasciato una malinconica impronta di sè. E’ morto infatti a 94 anni uno dei miei attori preferiti: Sidney Poitier.

Il primo ricordo che ho di lui è quello legato a un film in bianco e nero: “AMEN” in cui veniva ingaggiato, un po’ obtorto collo, da alcune monache che avevano bisogno di aiuto per svolgere lavori impegnativi nel loro convento.  La fatica veniva alleviata dal canto il cui titolo dava il nome al film stesso.

Era un Sidney Poitier nel fiore degli anni, bello, aitante, con un sorriso dolce e incantevole. Mi era piaciuto molto quel film (dovevo avere circa 14/15 anni e ricordo che lo andai a raccontare alla mia amica del cuore di allora che non aveva ancora la TV.

In seguito imparai ad apprezzare le sue doti di attore in altre pellicole memorabili e ancor di più lo ammirai per il suo impegno garbato, ma tenace per la parità di diritti.

Spero che le TV nostrane gli dedichino qualche serata e ritrasmettano qualche suo film. Il bello del cinema e delle tecnologie moderne è che possono farci sentire come ancora presenti e vivi i protagonisti che più abbiamo amato, anche dopo che  hanno lasciato questa terra.

Ecco qui di seguito un breve video che ricorda il film da me citato.
https://www.youtube.com/watch?v=6URBYOvs2yo

 

 

 

Letture: Strana vita la mia. (R. Prodi)

Il libro in cui Prodi racconta la sua vita aiuta a capire meglio gli avvenimenti di questi ultimi decenni. La sua lunga esperienza di manager, di docente universitario, di politico ad altissimi livelli credo sia un bagaglio prezioso a cui chi si impegna in politica dovrebbe attingere a piene mani.

Particolarmente interessante è la conclusione del libro in cui Prodi dà una lettura piuttosto inquietante della situazione politica del mondo di oggi, dove le democrazie danno segni di stanchezza e dove si sta combattendo una nuova guerra fredda tra le due potenze che si contendono la supremazia : Stati Uniti e Cina.

Gli arsenali nucleari esistono ancora e gli arsenali convenzionali, infinitamente più sofisticati … si gonfiano ogni giorno….Una sfida che si gioca in tutti i campi, da quello militare a quello economico a quello tecnologico e all’uso di ogni tipo di soft power…L’unico perimetro di collaborazione oggi possibile è quello dell’ambiente. Non vedo però come si possa tendere verso obiettivi comuni sull’ambiente quando si ha in mente solo lo scontro…

E’ un quadro certamente inquietante quello con cui Prodi conclude il suo libro, decisamente in contrasto con la parte iniziale, in cui viene descritto l’ambiente familiare e sociale in cui il “professore” (così lo chiamano a Bologna) si è formato: una famiglia di ferventi cattolici immersa in un mondo che inneggiava al comunismo.  E’ un po’ la mia stessa esperienza: sulla cappa del focolare, dove mia madre teneva il crocifisso, i miei vicini tenevano la foto di Stalin, ma ciò non impediva di essere buoni vicini, di aiutarsi sempre quando era necessario e di giocare insieme a carte la sera dopo cena.

Vivere il presente.

“Auguro allora a tutti noi di avere la capacità in questo anno nuovo di sapersi fermare ogni tanto a vivere il nostro adesso, ascoltare il nostro cuore, uscire dal tempo, fuori dall’ieri e dal domani, godendo del presente dove possiamo incontrare chi siamo, Dio, le persone che ci sono accanto, la natura, il mondo, la bellezza e l’essenziale che è proprio dei bambini…” (Da “Libera informazione”

Queste, che riporto qui sopra, sono le righe conclusive di un bell’articolo che parla di come i bambini godano delle piccole cose di ogni giorno perchè non si lasciano angustiare dal passato e non si fanno angosciare dal futuro, ma vivono intensamente il presente.

Se questo  vale per i bambini, credo valga ancora di più per gli anziani, che hanno sulle spalle un grosso fardello di anni e giorni non sempre felici e davanti a sé l’incertezza di un tempo che si accorcia inesorabilmente.  Concentrarsi sul presente e cogliere ogni occasione di bene da fare e di amore da dare è certamente la ricetta migliore per vivere sereni anche alla mia età.

Epifania.

L’Epifania è la festa che ricorda la “manifestazione” a tutto il mondo (rappresentato dai Magi venuti da lontano)  del Dio venuto in terra.

I Re Magi: la tradizione li dipinge come tre sapienti, tre studiosi desiderosi di capire quale significato avesse quello strano segno nel cielo. Per questo si sono messi in viaggio senza pensare ai disagi da affrontare  e senza valutare se  valesse la pena di cercare risposte che forse non avrebbero trovato.

Essi mi ricordano quelle persone che, senza far rumore e senza pregiudizi, cercano il senso più profondo del loro esistere e in questa ricerca impegnano tutte le loro energie.

 

re magi giotto

Concerti di Capodanno.

Si è appena concluso il concerto tradizionale trasmesso dalla RAI dal teatro “La Fenice” di Venezia.

E’ stato bellissimo, emozionante, travolgente per la bravura dei musicisti, dei coristi, del corpo di ballo e dei due cantanti lirici menzionati nell’articolo linkato sopra.

Ma chi mi ha emozionato di più è stata la bravissima soprano sudafricana: ha eseguito pezzi di grande difficoltà con una apparente semplicità e una bravura degna delle più grandi cantanti liriche.
Nel brano “Una voce poco fa” tratto dal “Barbiere di Siviglia” ha veramente dato prova di grande valentia e ha sfoggiato grande tecnica e grandi capacità interpretative. Qui sotto copio il link a un video in cui lo stesso brano è interpretato magistralmente dall’indimenticabile Callas, che ha forse una voce più drammatica e morbida, ma la Yende ha dalla sua una freschezza e una gioiosità contagiose.
https://youtu.be/kG0BIOgl-aQ

Appena terminato il concerto da Venezia la RAI ha trasmesso l’altrettanto tradiionale (direi storico)concerto da Vienna e quello che un tempo ritenevo un imperdibile evento beneaugurante per la vivacità delle musiche, oggi, al confronto con il concerto daa Venezia, mi è sembratp monotono, ripetitivo, manierato. Infatti i valzer, le marcette, le polke  viennesi sono musiche nate per far danzare una corte in cerca di distrazioni per cacciare la noia, la musica  lirica del repertorio veneziano è invece nata per raccontare storie e per commovere e ci riesce ancora benissimo.

Addio al 2021 e al Presidente.

Il 2021 non è stato certamente un anno facile per nessuno, ma il nostro Presidente Mattarella lo ha concluso ieri con un discorso che me lo ha fatto sentire come un vero Padre della Patria, capace di interpretare i sentimenti più autentici di noi tutti. In questi sette anni della sua Presidenza non lo si è mai visto perdere la sua calma fiduciosa, la sua imparzialità, il suo rispetto rigoroso delle istituzioni. Dal suo viso non  è mai scomparso quell’accenno di sorriso mite che viene dalla serenità interiore.

Tra poco lo perderemo, ma resterà nel mio cuore come la personificazione dell’uomo mite che viene menzionato nelle Beatitudini “Beati i miti, perchè erediteranno la terra….” La mitezza non è debolezza, anzi è il fermo dominio di sè che fa sì che non si ceda all’impulsività, ma si persegua sempre con dolce determinazione  il fine che ci si è preposti.

Grazie, Presidente! La rimpiangeremo