Una notte infinita…

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Da qui partì Primo Levi con un treno che lo portava  verso la più terribile delle prigionie.  Fossoli fungeva da campo di smistamento e Levi ricorda quei momenti in questa poesia:

Il tramonto di Fossoli
Io so cosa vuol dire non tornare
A traverso il filo spinato
ho visto il sole scendere e morire;
ho sentito lacerarmi la carne
…le parole del vecchio poeta:
“Possono i soli cadere e tornare:
a noi, quando la breve luce è spenta,
una notte infinita è da dormire”
P. Levi

Mi è capitato una volta di passare in mezzo a quelle baracche ; il pensiero che anche un’ opera di grande solidarietà come “NOMADELFIA” di don Zeno Saltini avesse preso il via da lì, non riusciva a cancellare le immagini di dolore e di orrore che esse richiamavano alla mente.

4 thoughts on “Una notte infinita…”

  1. E’ straziante… non si deve mai dimenticare…ma mi chiedo quanto è vera oggi questa frase… inizia tutto da piccole cose che non si contestano, che si lasciano passare, che lentamente si sedimentano nelle coscienze.
    Un abbraccio e tanti complimenti per il tuo blog, mi sono letta un pò di post, è davvero eccentrico!
    Valentina

  2. Temo anch’ io che certe situazioni si creino a poco a poco, addormentando progressivamente le coscienze , il senso critico e lo spirito di solidarietà.
    Quanto al mio blog può apparirti eccentrico, perchè ci scrivo in piena libertà ciò che mi passa per la testa…. :-)) Ciao, Valentina! Un abbraccio!

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