Tanti motivi per sperare…

Questo articolo scritto da Ratzinger, Papa emerito, fa venire i brividi. Le sue parole hanno certamente la credibilità che deriva dalla sua autorevolezza e dalla sua innegabile conoscenza del problema, ma come può essere che si ritenesse cosa ammissibile e conveniente la pedofilia?

Certo il fatto che ora vengano alla luce tanti scandali e che i responsabili vengano condannati è già un segno positivo, un segno di una svolta che fa sperare in un cambiamento radicale nella gestione del problema.

E’ molto triste pensare che oggi lo scalpore di questi scandali, mettano in ombra la parte più luminosa della Chiesa: quanti sono i sacerdoti, i religiosi, i laici che si impegnano nell’alleviare le sofferenze e le solitudini di tante persone emarginate, malate, messe in un angolo dalle vicende della vita? Quanti sono i martiri di cui quasi quotidianamente ci giunge notizia? Quante sono le persone che all’interno della Chiesa volontariamente spendono tempo ed energie per puro spirito di servizio alla comunità?

E’ pensando a questo che si può continuare a sperare.

 

 

 

 

UTE: invasioni barbariche – benefici tratti dai programmi aerospaziali.

La nostra apprezzatissima docente, Alberta Chiesa, ieri ha continuato a illustrarci la storia delle invasioni barbariche. Nel mirino c’erano i popoli che hanno determinato lo sgretolamento dell’Impero Romano d’Occidente: Vandali, Ostrogoti e Visigoti.

Già nel II/III secolo d.C. questi popoli furono arruolati nell’esercito romano come mercenari, sia per il loro valore, sia per cercare una specie di integrazione che li rendesse meno pericolosi.

La prima invasione fu quella dei Vandali, popolo politeista, poi convertito all’arianesimo*; erano guidati da due re; usavano incenerire i loro morti e seppellire poi le ceneri insieme alle armi del defunto. Sotto la spinta dell’avanzata dei Goti si insediarono in Pannonia (odierna Ungheria) nel 335, ma ne furono cacciati dall’arrivo degli Unni e si diressero verso Francia e Spagna lasciando dietro di sé morte e distruzioni. Arrivarono poi a stabilirsi sulle coste settentrionali dell’Africa dove fondarono un Regno florido e impararono l’arte della navigazione tanto da diventare i signori del mare. Conservarono le leggi e l’ordinamento dei Romani fino alla fine del loro regno nel 534, quando furono sconfitti da Belisario a capo dell’esercito bizantino.

I Goti erano divisi in  tribù, tra le quali ricordiamo I Visigoti e gli Ostrogoti,  provenivano dalla Scandinavia e si stanziarono nell’odierna Polonia. I Visigoti nel 375 fanno una richiesta umanitaria all’imperatore romano e ottengono di insediarsi entro i confini dell’impero, ma le  condizioni cui dovettero assoggettarsi erano insostenibili e ben presto si ribellarono. Invasero prima la penisola Balcanica, poi devastarono le città italiane e infine si diressero verso la Spagna dove fondarono il loro regno.

Gli Ostrogoti, incalzati dagli Unni, invasero l’Italia sotto la guida di Odoacre e nel 476 deposero l’ultimo imperatore romano, il piccolo Romolo Augustolo. Odoacre governò con saggezza, ma contro di lui fu mandato dall’imperatore romano d’Oriente, Teodorico, che fece uccidere Odoacre e tutta la sua famiglia. Anche sotto Teodorico le province italiane vissero un periodo di pace e di sviluppo. Egli aveva come segretari due senatori romani: Cassiodoro e Severino Boezio, quest’ultimo fu poi fatto uccidere quando Teodorico cominciò a temere il tradimento dei Romani. In Italia a ricordo di quel tormentato periodo restano numerose tracce: a Pavia il palazzo di Teodorico e la sua villa per la caccia;  a Roma furono ricostruiti molti edifici e rimesso in funzione l’acquedotto, a Ravenna il Mausoleo di Teodorico …

Da queste invasioni traggono origine gli attuali stati nazionali europei.

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La conquista dello spazio diede una spinta notevole alla ricerca scientifica e questo porto alla scoperta di innovazioni sorprendenti in moltissimi campi. Spinoff è il sito che mette in evidenza le ricadute della ricerca spaziale sulla  nostra vita di tutti i giorni. Sarebbe troppo lungo elencarle tutte, ma esse interessano: il campo della medicina (nuovi termometri, nuovi apparecchi ortodontici, apparecchi acustici, protesi che non danno rigetto…); nelle costruzioni (cemento alla cenere, ammortizzatori antisismici, Lidar per misurare le distanze…); nei trasporti aerei (controllo dei voli, navigatori per atomobilisti); nell’agricoltura (trattori con pilota automatico, …); nelle  comunicazioni (oggi possiamo telefonare in ogni parte del mondo in pochi istanti)……… Anche i moderni materassi in memory sono frutto della ricerca spaziale.

La quantità e la qualità di queste innovazioni ha lasciato tutti noi a bocca aperta:  non potevamo nemmeno immaginare le cose incredibili che la ricerca spaziale  ha reso possibili.

 

 

Octogesima adveniens: quasi una profezia.

Nell’incantevole cornice del convento dei Barnabiti, stamattina si è tenuto l’incontro organizzato dal GRANIS di Erba ed Asso. Il relatore, don Walter Magnoni, ha scelto come tema di riflessione alcuni brani della lettera apostolica “Octogesima adveniens”scritta nel 1971 da Papa San Paolo VI in occasione dell’80° anniversario della “Rerum Novarum”.

Dopo il saluto di Mons. Pirovano, che ha sottolineato l’attualità e la modernità dei documenti scritti da Paolo VI, don Magnoni ha fatto notare che la “Octogesima adveniens” è stata scritta solo quattro anni dopo la “Populorum Progressio”, che già appariva un po’ superata in certe parti dalle grandi trasformazioni in atto in quel momento nel nostro paese e nel mondo: guerra nel Vietnam e in Palestina, uccisione di M. L. King , boom economico, forte dilagare di ideologie utopistiche, che sfoceranno nel terrorismo non solo in Italia.  Prima però di iniziare la lettura e l’analisi del documento paolino, don Magnoni ci ha proposto la lettura di un brano del profeta Ezechiele, in cui egli invita il popolo di Israele a farsi sentinella per vigilare sui pericoli che possono minacciarlo.

Oggi è compito dei cristiani farsi sentinelle per scrutare la realtà, per scoprirne i difetti e per entrare in dialogo col mondo circostante, facendosi  testimoni.

Uno dei grandi problemi del giorno d’oggi è la  solitudine in cui vivono le persone immerse nella folla anonima delle grandi città. Questa solitudine si riflette anche nel modo di vivere la fede, che diventa privata, mentre essa ha bisogno di essere condivisa. C’è un grande rischio nella vita delle comunità cristiane: ci si accontenta spesso di belle parole, che poi non si traducono in fatti concreti.

Pope Paul VI leaves the Basilica of the Annunciation in Nazareth after celebrating a mass, on January 05, 1964, during his visit to the Holy Land. It is the first visit ever of a pope to the Holy Land (Jordan, Israel, Jerusalem and the Palestinian territories).
Pope Paul VI leaves the Basilica of the Annunciation in Nazareth after celebrating a mass, on January 05, 1964, during his visit to the Holy Land. It is the first visit ever of a pope to the Holy Land (Jordan, Israel, Jerusalem and the Palestinian territories).

Per tradurre in pratica i principi e i valori, bisogna prima di tutto dare più spazio alle donne anche nei ruoli più elevati, bisogna cambiare l’impostazione del dialogo con i giovani: non solo indottrinamento, ma preparazione politica in senso lato e soprattutto farli innamorare della Chiesa e del messaggio cristiano.

Nel vuoto culturale attuale, i cristiani possono avere nuove opportunità, se sapranno porsi come testimoni di valori, permeando i vari ambiti sociali.

Paolo VI nella sua lettera, affronta per la prima volta temi nuovi come la difesa dell’ambiente, l’immigrazione, l’influenza dei mezzi di comunicazione e le sue parole sono talmente calzanti con la realtà odierna da farle sentire come profetiche.

Nella discussione che è seguita nella seconda parte della mattinata, tutti hanno sottolineato la difficoltà di contattare i giovani e di coinvolgerli nelle problematiche concrete del proprio ambiente, ma si è auspicata  anche la possibilità di intercettare il loro interesse per l’ambiente e per le variazioni climatiche. Molti hanno anche messo in evidenza le responsabilità dei mezzi di comunicazione, e soprattutto dei giornali tradizionali che non hanno saputo evolversi per accompagnare i cambiamenti avvenuti nella società.

Don Magnoni alla fine ha sottolineato che tutti dobbiamo sentirci corresponsabili del bene comune, che dobbiamo considerare come male l’omissione delle occasioni di bene che dovremmo cogliere per migliorare la nostra realtà.

Si potrebbe qui citare una frase famosa di Kennedy ” Non chiederti cosa può fare il to paese per te, ma cosa puoi fare tu per il tuo paese”

 

UTE: I compagni del crocifisso.

L’UTE di Erba ha in Don Ivano Colombo una risorsa preziosa, in grado di sostituire anche senza troppo preavviso i docenti che devono assentarsi per cause impreviste.

Così è accaduto che ieri Don Ivano ha sostituito il dr. Benedetti intrattenendoci sul tema “I COMPAGNI DEL CROCIFISSO”: il cireneo, il buon ladrone e il centurione.

Di ogni personaggio ha citato passi evangelici, riferimenti letterari e opere pittoriche che li hanno come protagonisti, col risultato di un vastissimo e quasi  impressionante excursus, che ci ha entusiasmato.

Indico qui i link ai quali si può leggere quanto esposto dal nostro formidabile docente:

il cireneo

il buon ladrone

il centurione

Brexit is….boh!!

Cosa accadrà nei prossimi giorni? Il Regno Unito lascerà l’UE? E in che modo si attuerà il distacco? Difficile rispondere. Più facile invece trovare le cause dell’attuale situazione di grande confusione e del conseguente spettacolo tutt’ altro che edificante che ci viene dalla politica inglese…..  Queste righe tratte da un articolo de “Il sole 24 ore” sono chiare ed esplicative…

È stata la signora premier a imporre una lettura estrema del risultato referendario. A una votazione con valore solo consultivo, passata con numeri stretti (52 a 48), prodotto di una campagna di scientifica disinformazione è stato dato un valore estremo. Per Theresa May il debole no all’Ue andava interpretato come no al mercato interno e all’unione doganale senza alcun riguardo per le sensibilità di metà della popolazione e della maggioranza di scozzesi e nordirlandesi.

Il motto della May era “Brexit is Brexit”, ma alla luce di quanto avvenuto dopo il famigerato referendum si può dire che ancora nessuno sa bene cosa sia  Brexit .

UTE: La vita delle parole : VOLVO – Sa diseva inscì.

La prof. Meggetto oggi ha preso in esame la parola VOLVO, che in latino significa rotolare, far girare…Da questo verbo sono derivati i verbi RE-VOLVO (girare per tornare al punto di partenza) ed EVOLVO (srotolare, leggere da un rotolo) e i  sostantivi RIVOLUZIONE ed EVOLUZIONE.

Il termine Rivoluzione entra nella lingua italiana come termine astronomico al tempo della Rivoluzione Copernicana, sostenuta anche da Galilei. Come termine politico fu usato per indicare l’evento che scosse la Francia nel 1789: la Rivoluzione Francese. Ben presto però il termine prende il significato di “cambiamento”. Continue reading “UTE: La vita delle parole : VOLVO – Sa diseva inscì.”

UTE: Life skills nella terza età: vivere il tempo in pienezza. (sintesi di A. D’Albis)

Bellissima questa lezione di recupero della dottoressa Todaro sulle Life Skills nella terza età.

Nella prima parte la dottoressa recupera velocemente i concetti di F.I.L. e Life Skills espressi nella lezione precedente (9 / 02 / 2019), per passare poi a parlarci delle Life Skills nella terza età.

E’ importante sapere quali sono le Life Skills , sapere se qualcuna di esse è debole per allenarle in maniera che facciano il loro effetto. A differenza del bambino, che aumenta le sue Life Skills con l’esperienza e l’educazione, l’adulto può aumentarle attraverso la “consapevolezza” di quelle che possiede e la “motivazione” che ci spinge ad aumentarle.

Le 10 Life Skills sono le seguenti:

  1. capacità di prendere decisioni: saper scegliere tra due direzioni; prendere la decisione più opportuna in modo autonomo.
  1. capacità di risolvere i problemi: essere capaci di affrontare in modo costruttivo i problemi che si presentano e che, irrisolti, ci procurerebbero stress;
  1. Creatività: Capacità di trovare soluzioni alternative ai problemi, dando vita a nuove idee;
  1. Spirito critico: chiedersi cosa si pensa di un argomento e poi domandarsi la ragione per cui si pensa in quel modo; non lasciarsi influenzare dai mass media;
  1. Comunicazione efficace: trasmettere le proprie idee, coinvolgere le altre persone e farsi ascoltare;
  1. Capacità di relazionarsi: saper creare e mantenere relazioni profonde e significative con le persone giuste; accettare che alcune relazioni finiscano, mantenere quelle che rimangono e crearne delle nuove;
  1. Autocoscienza: conoscere se stessi, il proprio carattere, i propri punti forti e deboli, le proprie abilità;
  1. Empatia: capacità di capire cosa penso, cosa provo e cosa sento e capire cosa l’altro pensa, prova e sente; 
  1. Gestione delle emozioni: saper riconoscere le emozioni e riuscire a gestirle in modo appropriato;
  1. Gestione dello stress:  elevati livelli di stress incidono sulla nostra salute;

Nella seconda parte della lezione,  la docente sfata alcuni falsi miti sull’invecchiamento e ci incita ad avere uno stile di vita che ci eviti i suoi effetti negativi e ci parla del concetto di saggezza.

La saggezza non è solo accumulo di esperienze, ma nasce dall’aver avuto delle esperienze che sono state poi rielaborate; la persona saggia, tuttavia, non solo rielabora le sue esperienze, ma le vive anche “emotivamente”.

Rielaborare un’esperienza vuol dire ripensare a quello che è accaduto e chiedersi cosa essa ci lascia.

La docente spiega ancora che secondo alcuni studi queste competenze possono essere raggruppate secondo 3 aree:

  • EMOTIVE– consapevolezza di sé, gestione delle emozioni, gestione dello stress
  • SOCIALI – empatia, comunicazione efficace, relazioni efficaci
  • COGNITIVE – risolvere i problemi, prendere decisioni, pensiero critico, pensiero creativo.

Competenze Cognitive: anche nella terza età è importante allenare il cervello. Tuttavia, la docente sottolinea  che per allenare il cervello bisogna mettere in campo tutte le dimensioni dell’uomo. Quindi un corretto stile di vita necessita di una buona alimentazione e di una regolare attività fisica (Mens sana in corpore sano).

L’uomo, infatti, è fatto di corpo, mente e cuore. Tutto è collegato, quindi se si esercita il fisico, si allena il cervello e migliora anche il cuore.

  • Competenze Emotive: alcuni la chiamano “intelligenza intuitiva” del cuore, cioè la capacità di osservare e provare emozioni;
  • Competenze relazionali:     Anche nella terza età c’è la capacità di empatia e di relazioni. Quando ci sono delle mancanze di relazioni a causa di cambiamenti dovuti al corso della vita (malattie o morte), queste competenze ci aiutano a mantenere quelle esistenti e anche a crearne altre con persone nuove.

In conclusione, per non invecchiare bisognerebbe avere tutti i giorni “qualcuno da amare e qualcosa da fare”.

 

Francesco come Francesco.

Sull’esempio di Francesco d’ Assisi che, 800 anni fa, volle incontrare il sultano d’Egitto, anche Papa Francesco ricerca sempre più intensamente il dialogo e l’incontro con l’Islam, per togliere motivazioni a chi, da entrambe le parti, fomenta gli estremismi. Non dobbiamo pensare infatti che solo tra i musulmani esistano i fanatici. Ecco cosa ha detto Papa Francesco durante il viaggio di ritorno in Marocco.

 Ci sono cattolici che non accettano ancora quello che il Vaticano II ha detto sulla libertà di culto, la libertà di coscienza.

Proprio tra i commenti a un articolo sull’ultimo viaggio del Papa, pubblicato su facebook, c’è chi dice di detestarLo  perchè cerca il dialogo con l’Islam, mentre  è invece contrario alle politiche di Salvini. Credo che tale atteggiamento sia da imputare a una profonda e angosciante ignoranza sia delle strategie di pace e  di civile convivenza messe in atto da Papa Francesco, sia (e questo è più grave) delle basi su cui si fonda il messaggio cristiano, di cui, chi commenta si dice paladino.

Una sera con l’onorevole Toia.

Spesso si sente dire che l’Europa è solo un costoso carrozzone di burocrati che si occupano solo di argomenti futili come la lunghezza delle zucchine.
toiaIeri sera invece l’onorevole Toia, che rappresenta il nostro territorio nel Parlamento Europeo, ci ha raccontato un’altra  Europa: un’ Europa che si occupa della nostra vita di tutti i giorni e le cui deliberazioni costituiscono la maggior parte delle leggi approvate nei parlamenti nazionali.

La sicurezza alimentare, solo per dirne una, di cui godiamo noi europei è forse unica al mondo; la tematica ambientale è oggetto di molta attenzione e di molte delibere che tendono a migliorare la salubrità dell’aria, dell’acqua, della terra;  la questione dei migranti, su cui si favoleggia l’indifferenza e l’inerzia dell’Europa, è stata invece regolamentata con l’automatismo della redistribuzione tra i vari paesi membri, ma essa viene osteggiata dai paesi sovranisti che pretendono i fondi dell’Europa, ma non  ne vogliono attuare le direttive.

E quanti sono i fondi che vengono erogati anche al nostro paese e che non vengono spesi?  Paesi come l’Irlanda, la Spagna o la Polonia hanno costruito la loro rinascita coi fondi europei, mentre le nostre regioni non sanno trovare il modo di spenderli col rischio che vengano revocati e quindi persi per sempre.

L’onorevole Toia è stata molto chiara, concreta, comunicativa. Dimostra una grande competenza circa il funzionamento dell’Europa e ne riconosce tutti i limiti (primo fra tutti i diversi regimi fiscali che mettono in concorrenza sleale un paese contro l’altro) che in un futuro molto prossimo dovranno essere rimossi per avere finalmente un’Europa attenta alle esigenze dei cittadini e delle imprese.

UTE: filosofia del paesaggio – ESTIA e AFRODITE

Il prof. Porro nella sua lezione ci ha guidato alla lettura della rappresentazione del paesaggio nella storia della pittura. Per molti secoli gli artisti hanno riprodotto il paesaggio soltanto come sfondo in cui situavano i personaggi e gli eventi al centro della loro attenzione. Solo sul finire del XVIII secolo e ancor di più nel XIX (per un nuovo modo di creare i colori che potevano ora essere trasportati all’esterno, mentre prima dovevano essere preparati di volta in volta in laboratorio) la rappresentazione del paesaggio diventa un tema importante nella pittura occidentale.

Non è stato così nella pittura dell’estremo oriente la quale prediligeva questo tema già più di mille anni fa, anche perchè là si utilizzavano  inchiostri su supporti in seta o stoffa e l’ artista non si poneva  fini di descrizione oggettiva,  ma di cogliere la spiritualità degli elementi naturali.

Una lunga, coinvolgente serie di immagini di opere dei vari periodi ci ha portato poi a “toccare con mano” l’evoluzione che nel corso dei secoli il tema paesaggio ha subito: dai paesaggi esotici e immaginifici delle opere più antiche (affresco pompeiano, mosaico del Nilo di Palestrina o di Palermo) alle rocce nude e spoglie di Giotto nella “Fuga in Egitto” a Padova (Cappella Scrovegni).

La scarsa importanza del paesaggio in quel periodo è ben motivata da una lettera del Petrarca, in cui racconta come, giunto in cima al Mont Ventoux, si è sentito incantare dalla magnificenza del panorama e si è messo a leggere il libro delle “Confessioni” di S. Agostino. La sua attenzione viene attirata da alcune righe in cui si dice ““E vanno gli uomini a contemplare le cime dei monti, i vasti fiumi del mare, le ampie correnti dei fiumi, l’ immensità dell’ oceano, il corso degli astri e trascurano se stessi”. E da quel momento non parla più più fino al ritorno al piano. Era più importante l’introspezione che non l’osservazione.

madonna-dei-fusiAnche in questo campo Leonardo Da Vinci fu un innovatore perchè cominciò a dare un tocco di realismo ai paesaggi dei suoi quadri. Anche altri pittori suoi contemporanei si cimentarono in questo nuovo modo di intendere il paesaggio: si scoprì la prospettiva, si rappresentarono i lavori dei campi e i luoghi erano facilmente riconoscibili. Da allora in poi  la ricerca dei pittori si fece sempre più attenta alla natura dei luoghi, con l’intento di rappresentarli oggettivamente, fino alla ricerca di giochi di luci e ombre nei più famosi quadri degli impressionisti.

E’ sempre degli inizi del XIX secolo la bella e famosissima descrizione del paesaggio lacustre comasco nel suo libro “La certosa di Parma”.

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La prof. Tatafiore ha continuato l’analisi degli archetipi derivanti dalla mitologia greca, parlando di ESTIA , la dea tutta rivolta verso la propria interiorità e verso il suo piccolo mondo casalingo. Per introdurci a questo argomento la nostra docente ci ha invitati a eseguire un breve esercizio di meditazione concentrandoci sulla respirazione, che serve a ritrovare equilibrio e benessere.

Estia è la prima nata tra gli dei ed è la dea della verginità, che non accetta nessuna proposta amorosa, non partecipa alle vicissitudini degli altri dei e non viene mai rappresentata nè in dipinti nè in scultura. Al suo culto si dedicavano le Vestali, cui era riservata una vita di segregazione dal mondo fin dalla loro più tenera infanzia e venivano sepolte vive se mancavano al giuramento di verginità.

Estia rappresenta il distacco dal mondo esterno  per concentrarsi su se stessi e sulla cura del  proprio ambiente. Le donne con la prevalenza di questo archetipo saranno portate alla vita monacale o alla cura meticolosa della casa per creare un ambiente sereno e accogliente per la propria famiglia, ma correranno il rischio di diventare invisibili agli alti.

nascita-di-venereAFRODITE – Per introdurre questo argomento la prof. Tatafiore ci ha proiettato il video della famosa aria “L’amour est un oiseau rébelle” della Carmen.  Afrodite, come Carmen, è sensualità allo stato puro, ma è sempre lei a scegliere i suoi partner, ha sempre il controllo della situazione. E’ la dea della trasgressione, della bellezza che diventa attrazione fatale. E’ detta la dea alchemica perchè è capace di trasformarsi pur di sedurre.

Le donne Afrodite sono le proverbiali mangiatrici di uomini, che non vorrebbero mai invecchiare.