Samuele e l’ automobile.

Samuele (2 anni e 10 mesi) ha una gran passione per le automobili e già un anno fa era in grado di riconoscere l’ auto del nonno o dello zio anche in mezzo a un parcheggio o solo vedendo la parte posteriore… non ci potevo credere… Sarà perchè a Londra lui si serve solo di mezzi pubblici :treni, autobus, metropolitane, taxi  e non ha una automobile davanti al portone di casa : a Londra molti stanno rinunciando all’ auto di proprietà: troppo costoso mantenerla e troppe zone a traffico limitato.

Quando è arrivato qui l’ ultima volta, ha voluto subito vedere dov’ era l’ automobile del nonno ed è rimasto molto deluso e sconcertato quando non ha trovato il suo seggiolino sistemato al solito posto, anzi non c’ erano neppure i sedili posteriori : sembrava chiedersi cosa fosse successo (avevamo abbassato i sedili per portare un po’ di roba alla discarica comunale).

Quando ho capito il motivo del suo disappunto , mi sono affrettata a risistemare i sedili posteriori e a quel punto Samuele si è fiondato verso lo stanzino (ciò che resta del garage) dicendomi :-  Ces, ces (scrivo come si pronuncia)!- Io l’ ho seguito senza capire e lui è andato diritto là dove aveva visto il suo seggiolino per auto e ha cominciato a trascinarlo fuori… Voleva che sistemassi il tutto in modo da poter partire al momento buono….

E per tutti i giorni che è stato qui, ogni giorno  ha chiesto di fare una passeggiata in auto , poi  però si lamentava perchè c’ era ” troooooppo sole” e incrociando altre auto cominciava a rimproverarle perchè andavano troppo forte e questo, lui lo sa , è molto “pecocoso” ( cioè pericoloso).

21 giugno 2010.

E’ tardi.

Nel blu scuro del cielo,  filamenti di nuvole bianche,

stelle tremule e una mezzaluna splendente.

Il vento  robusto piega gli alberi

e fa stormire dolcemente le fronde

ed è fresco e gentile sulla pelle,

ma non sembra la prima notte d’ estate…

Le campane non fanno solo din don dan…

Mentre tutti erano in cortile, Davide, probabilmente (nessuno sa di preciso come siano andate le cose) si trovava in bagno o ci stava andando…. Ad un tratto un rumore assordante  (stavano scaricando delle campane per la raccolta del vetro nel cortile attiguo alla parrocchia, quando sono piombate a terra)  e subito dopo il passaggio di un aereo a bassa quota hanno fatto rimbombare paurosamente i locali vuoti dell’ asilo.

Davide si è trovato solo e, spaventatissimo, si è rincantucciato in un angolo, senza trovare il coraggio di uscire… nessuna delle maestre ha notato la sua assenza e solo all’ arrivo della sua “tata” si sono messe a cercarlo . Poi il piccolo ha avuto una brutta tonsillite e ha dovuto prendere gli antibiotici per lunghi giorni …era stranamente taciturno e triste e lo si imputava all’indisposizione, ma poi una volta guarito ha continuato a mangiare poco e a non mostrare più la stessa vitalità e la stessa allegria che lo hanno sempre caratterizzato.

La sua mamma (mia figlia) una sera mi telefona preoccupata e mi racconta del cambiamento di Davide e mi accenna ai fatti che ho raccontato sopra ….. Io le consiglio di parlare dell’ episodio con lui, ma Davide scappa al solo sentirne accennare …. allora, le dico, l’ unica possibilità è oarlare con lui di qualsiasi cosa , fargli compagnia e soprattutto giocare con le cose che fanno rumore, fargli capire che un oggetto può produrre rumori diversi a seconda di come viene usato e fargli capire che, comunque un rumore può essere fastidioso e spaventoso, ma non può far male….

Ora Davide è più sereno, ha ripreso a giocare con gli amichetti dell’ asilo, ha ripreso a mangiare con appetito e anche il suo sorriso è tornato a illuminargli il viso… Spero che  di quel brutto episodio gli resti solo la certezza che le campane non fanno solo din , don , dan…

Mi resta, però, un tarlo nella mente : per quanto tempo sarà rimasto da solo in quell’ angolo buio? E come mai le maestre non si sono accorte della sua assenza prolungata? Stavano forse chiacchierando tra loro?

Dichiarazione.

Samuele è qui ed è visibilmente molto contento di poter stare all’ aperto, di non dover andare all’ asilo e di poter tiranneggiare un po’ i nonni.

Ora gli piace disegnare (giocare col bleu- dice lui).  Già da un po’ di tempo disegna delle linee chiuse più o meno tondeggianti o bislunghe , traccia all’ interno due puntini per gli occhi e una linea sotto per la bocca e questo può rappresentare via via tutte  le persone che conosce,,,, Ora ha imparato a mettere anche i capelli, le gambe e le scarpe, ma alla fine il disegno risulta capovolto: disegna tutti a testa in giù … probabilmente ha avuto occasione di vedere i disegni di qualcuno che stava di fronte  a lui .

Lo stesso ovale può diventare all’ occasione un’ automobile se gli aggiunge qua e là quattro cerchietti sui bordi.

Oggi ha  disegnato il nonno, la nonna e Samuele : dentro al solito ovale  (questa volta lungo come tutto il foglio) ha messo tre paia di occhi e tre bocche…. mi è parsa una splendida dichiarazione d’ affetto.

Compleanni.

Ieri  Elisa ha compiuto 8 anni. Sapevo che sarebbe venuta qui per festeggiare insieme ai nonni e avevo pensato al regalino… ma come si può festeggiare Elisa senza coinvolgere a pari titolo anche Davide ? Già aveva cominciato a dire alla sua mamma che anche lui voleva “fare” il compleanno (il suo però cadrà fra poco più di un mese..)  e allora ho pensato di comprare due regali per il mare: due bellissimi accappatoi, che ho trovato nel punto vendita di una buona marca di biancheria per la casa.

Ieri mattina i bimbi hanno giocato qui fuori ed Elisa si è divertita a scattare qualche foto mentre diceva:- Da grande vorrei fare la fotografa!! –  In seguito mi ha aiutato a sbucciare le patate e a quel punto ha esclamato:- Mi piace cucinare, da grande potrei fare la cuoca!!!- Le ho ricordato quello che aveva detto poco prima e lei allora ha trovato la soluzione: avrebbe potuto fare la fotografa e cucinare poi  come fanno tutte le mamme,

A pranzo, stranamente Davide non aveva appetito : sicuro segno di qualche malanno in vista (infatti aveva un lieve rialzo di temperatura) … poi è arrivato il momento della torta con le candeline : tutti e due (Elisa e Davide) le hanno spente insieme e avrei voluto fare qualche foto….ma le pile della macchina fotografica erano scariche !!!! Elisa aveva giocato un po’ troppo a fare la fotografa!

La prima volta senza mamma.

Samuele è arrivato venerdì sera e domenica la sua mamma è ripartita lasciandolo qui con i nonni : ha dovuto andare nella Grande Mela per lavoro…

Samuele ogni tanto mi chiede dov’ è la mamma e io gli dico che sta facendo un  lungo viaggio; lui allora mi guarda poco convinto poi si dedica ad altro…. ieri s è interessato molto a un formicaio e ai  “soffioni ” dei denti di leone .

Gli zii ci hanno aiutato a superare la prima giornata senza mamma , ma oggi ce la dovremo cavare da soli…

In questo momento sta guardando un suo libro e intanto canta con una voce deliziosa la sua canzoncina preferita… mi sta riconquistando dopo che stamattina al supermercato mi ha fatto letteralmente impazzire : forse aveva caldo,e fame… chissà … speriamo che la giornata prosegua tranquilla…

Il suo arrivo ha coinciso coi lavori di ristrutturazione… non è proprio il massimo, ma pazienza ! Un saluto a tutti.

Come indossare una giacca ed essere felici.

Frequentando un asilo nido senza giardino nè cortile, le uscite devono essere piuttosto frequenti per raggiungere i giardinetti che spuntano qua e là tra i grattacieli; forse per questo Samuele (2 anni e 7 mesi) ha imparato a indossare da solo il cappotto o la giacca prima di uscire. e ce ne ha dato dimostrazione pratica i giorni scorsi durante la sua breve visita pasquale.

Fase 1 – Samuele prende il cappotto e lo butta a terra.

Fase 2 –  Samuele si porta dalla parte del cappuccio o comunque del colletto.

Fase 3 –  Samuele infila le braccia nelle maniche.

Fase 4 – Samuele rialzandosi , ruota velocemente le braccia facendosi passare la giacca sopra la testa.

Fase 5 – Samuele abbassa le braccia e si ritrova la giacca  infilata  e il relativo eventuale cappuccio perfettamente calzato.

Questa dimostrazione ha riscosso molto successo e Samuele si è goduto i nostri applausi con aria molto compiaciuta. Provare per credere !!!

“No cato spoon”

Samuele sta imparando che non si può stare in questo mondo senza accettare delle regole e la mattina quando si alza ne ripassa qualcuna: passando davanti al televisore dice “no touching” (spero si scriva così) : infatti il televisore non si deve toccare e fa segno di no con la testa . Se vede il coltello sul tavolo dice che è “pecocoso” (pericoloso) e sa che bisogna maneggiarlo con attenzione. C’ è poi un’ altra regola che gli pesa particolarmente : “no cato spoon” che nel suo linguaggio in cui mischia tentativi di parole italiane con altri in lingua inglese significa “non si mangia il cioccolato con il cucchiaio”

Il cioccolato in questione è la nutella e , stamattina, dopo averne leccato un cucchiaino, ha chiesto l’  “ultimo” e dopo quello ancora un altro “ultimo”. Ricevendo un rifiuto ha allora chiesto un po’ di cato per la car, (la sua macchina a spinta come quella dei Flinston’s, che ha occhi , naso e bocca disegnati sul cofano). Avuto un po’ di nutella, ha offerto più volte il cucchiaino con quel bendidio alla sua car, che però non ha mostrato nessun entusiamo e ha tenuto la sua bocca di plastica ostinatamente chiusa.

A questo punto, cosa poteva fare un bambino che non ama sprecare il cibo? C’ era un’ unica soluzione : mangiare lui stesso quel po’ di nutella…. e lui questo ha fatto per il senso del dovere che lo contraddistingue. ….

Non ci sono più i nebbioni di una volta.

Tanti anni fa , l’ autunno e l’ inverno , nella mia pianura poco distante dal Po, erano caratterizzati, a più riprese, da settimane intere  di nebbia fittissima, che si diradava un poco solo nelle ore centrali della giornata. Camminavi per la strada avvolta da una nuvola che attutiva i rumori e da cui spuntavano come ombre fugaci gli altri passanti e le cose attorno a te, mentre la nebbia si condensava in tante goccioline sui capelli,e sugli abiti Anche camminando a piedi a volte era difficile capire dove ci si trovava, immaginarsi poi se si andava in macchina….

Una volta  (avevo da poco preso la patente) avevo accompagnato una parente nella città vicina e fummo sorprese dalla calata repentina di un nebbione memorabile: le macchine camminavano a passo d’ uomo, ma anche così spesso si doveva sporgere la testa dal finestino  o addirittura scendere dall’ auto per controllare se  eri in prossimità dell’ incrocio che dovevi imboccare.Qualche auto già era finita nei canaletti che costeggiavano lo “stradone” Intanto stava venendo buio e per fortuna ad un certo punto incrociammo l’ auto di mio fratello, che con mio padre , ci era venuto incontro . Fu così che riuscii a tornare a casa guidata e rassicurata dalle luci posteriori dell’ auto che mi faceva da scorta….

Un’ altra sera, stavo andando sull’ Appennino  a raggiungere la frazioncina che mi era stata assegnata come mia prima sede di insegnamento.  Non so se abbiate idea di come fossero allora le strade di montagna, quelle fuori mano: strette, non asfaltate e senza nemmeno un paracarro per segnalare il burrone che costeggiava la strada. Ero al volante e avevo alla mia destra il fianco della montagna. Ma non si vedeva nulla : poichè la strada non era asfaltata, non si poteva contare nè sulla linea di mezzeria nè su quella che segna il limite della carreggiata ed è così che ad un certo punto, mentre camminavo quasi a passo d’ uomo, ho visto spuntare sul lato sinistro all’ altezza del fanale un fascio di erbe selvatiche…..  Ho bloccato subito la macchina …. ero sull’ orlo del burrone !!! Quella volta il mio angelo custode ha lavorato molto bene e si è guadagnato la mia perpetua riconoscenza.

Ricordo che una volta un tipo strambo si presentò alla trasmissione “Portobello” e illustrò al presentatore , Enzo Tortora, il suo progetto per evitare il fenomeno della nebbia . Era semplicissimo: sarebbe bastato demolire (!!!!) il Colle del Turchino nell’ Appennino Ligure per  assicurare a tutta la pianura Padana una migliore circolazione delle correnti d’ aria

Ora, nonostante il Turchino sia sempre al suo posto,  non ci sono più le nebbie di una volta … e non è solo un modo di dire ; lo dice anche una rigorosa ricerca scientifica, riportata al link qui sotto.

http://www.corriere.it/cronache/10_febbraio_21/nebbia-addio_fb8757c6-1f09-11df-a9cc-00144f02aabe.shtml

Samuele, il veterano.

Samuele, all’ età di ben due anni e mezzo, vanta già una lunga carriera di pendolare e ultimamente mostra di non sopportare più la tortura del viaggio in treno per andare all’ asilo , stretto in un passeggino che non gli consente libertà di movimenti….  Ecco allora l’ alternativa: il monopattino ! Lui lo sa usare benissimo e si diverte a percorrere i brevi tratti di strada sul suo mezzo di locomozione, che gli consente di fermarsi a cantare quando meno sarebbe prevedibile o di svoltare per strade diverse, mentre la mamma lo controlla con un paio di redini.

All’ asilo poi, la sua anzianità di frequenza (ha cominciato a frequentarlo a 4 mesi) lo fa sentire in diritto di esercitare sui compagni una certa autorità: così se a  qualche bambino capita di farsi pipì addosso nel momento di addestramento al vasino, lui lo sgrida con un linguaggio fatto di parole ancora misteriose (visto che non tutte sono comprensibili) , ma con un tono inequivocabile di rimprovero. Manifesta lo stesso atteggiamento da padrone di casa anche durante i giochi : lui organizza l’ attività (ad esempio mette in fila i birilli) e ne controlla la corretta esecuzione ; e chi sgarra sa già che dovrà aspettarsi una bella lavata di capo!!!