Per dare coraggio al Sud…

http://www.corriere.it/cronache/10_ottobre_29/iodonna_masciari_60fdee4a-e349-11df-b688-00144f02aabc.shtml

“Siamo stati cavie di un sistema che oggi funziona meglio. E dovrebbe incoraggiare molti, al Sud, a ribellarsi al pizzo. Il nostro libro vuole spiegare che si può essere coraggiosi senza essere eroi”

Sono le parole di Marisa Masciari , la donna calabrese moglie di un testimone di giustizia che si è ribellato alla ‘ ndrangheta e per questo i due coniugi  hanno dovuto rinunciare per 13 anni a tutto quello che era stata la loro vita : imprenditore edile lui, odontoiatra lei. Erano prigionieri di un programma di protezione che non distingueva tra pentiti e testimoni . Ora la legge prevede misure di protezione differenziate, tanto da consentire il ritorno alla vita normale o quasi di tutta la loro famiglia.  C’ è di che ringraziare persone come queste che ci dicono che c’ è ancora speranza per chi si oppone all’ illegalità e al sopruso e sono pronti a pagarne il prezzo sulla propria pelle.

Logiche perverse.

 

http://www.corriere.it/cronache/10_ottobre_28/santa-rita-sentenza_4dd11da4-e2ce-11df-8440-00144f02aabc.shtml

Sarà capitato a molti quello che ho visto io in questi ultimi tempi: vedere gente ricoverata per una patologia già nota e in cura da tempo e veder proporre nuove, inutili e dolorose indagini, che hanno chiaramente il solo scopo di giustificare una richiesta di rimborso più consistente da parte del Servizio Sanitario Nazionale.  Mi è successo di vedere anche che, se uno prova a rifiutare queste cure inutili, rischia di provocare grande irritazione nei medici . Queste sono evenienze abbastanza frequenti nelle strutture private, che hanno come primo obiettivo il profitto o, nel migliore dei casi, il pareggio di bilancio e non il benessere del paziente.

Per questo sono particolarmente contenta della condanna al medico  responsabile della clinica S. Rita di Milano, che ha portato all’ esasperazione questa logica affaristica arrivando a sottoporre a interventi inutili gli ignari pazienti.

I medici di questo genere sono paragonabili a quelli che nei lager tedeschi usavano i prigionieri come cavie , anzi forse sono anche peggiori perchè quelli contemporanei non hanno nemmeno l’alibi della sperimentazione, ma solo il miraggio del guadagno puro e semplice sulla pelle di coloro che si sono messi nelle loro mani con fiducia e con la speranza di avere aiuto.

 E intanto le spese della Sanità si gonfiano e noi, tanto per cambiare, PAGHIAMO ….!!!

“Non c’ è amore più grande …”

lea_garofalo1E’ una storia terribile quella di Lea Garofalo. Nata e vissuta in un ambiente di ‘ndrangheta, di faide infinite, a un certo punto, forse per amore della figlia cerca di allontanarsi dal paese. Denuncia il proprio compagno e i suoi affari loschi, diventa testimone di giustizia, ma per questo viene ucciso suo fratello.

Per un certo periodo usufruisce di un programma di protezione, poi ci rinuncia, o come dice qualcuno , la protezione le viene tolta. A quel punto sa di rischiare , sa che la sua vita è appesa a un filo , ma sempre per soddisfare una richiesta della figlia , si reca Milano per incontrarla ed è qui che scatta la trappola: Lea scompare. 

Solo ora, dopo un anno, un pentito ha raccontato di come sia stata sequestrata, uccisa e sciolta nell’ acido.

Chissà se questo suo estremo sacrificio basterà a proteggere sua figlia e a darle la possibilità di vivere una vita serena.

 Lea va  ricordata come donna coraggiosa che ha saputo dire “no”. Sta scritto che “non c’ è amore più grande di chi dà la sua vita ” e Lea Garofalo questo lo ha saputo fare.

Report o l’ ingenuità…

Andando per blog stamattina si legge spesso dell’ inchiesta di Report su Antigua e ognuno si schiera secondo la propria sensibilità politica; io penso che la Gabanelli abbia fatto un ottimo lavoro,  ma penso anche che la sua inchiesta pecchi di ingenuità : come può sperare di chiedere trasparenza in certi affari ? Essi vengono intrapresi proprio con l’ intento di avvolgerli nell’ ombra, in meandri intricatissimi , da cui , come si suol dire, non si caverebbe un ragno dal buco… e io credo che non avremo mai risposte chiare sugli interrogativi lasciati in sospeso dall’ inchiesta di Report.

Storie da raccontare…

http://www.avvenire.it/Cultura/suore+ebola+libro_201010150718262270000.htm

E’ diventata un libro la storia di sei suore coraggiose , che quindici anni fa, durante l’ epidemia da virus ebola in Africa, rimasero coraggiosamente al loro posto, accanto ai poveri cui avevano dedicato le loro esistenze. Morirono tutte e sei nell’ arco di un mese o poco più

In un mondo come il nostro, dove sembra dilagare l’ egoismo, la ricerca del successo e del piacere, la storia di queste sei donne coraggiose fino all’ eroismo testimonia che si può impostare la propria vita anche in un modo diverso.

Non ho guardato “Anno zero”.

Ieri sera non ho guardato “Anno zero”, che invece si dice abbia fatto ascolti record. Non sono mancata all’ appuntamento con Santoro per distrazione, l’ ho fatto intenzionalmente… Francamente mi ha un po’ stancato il suo modo di accentrare su di sè l’ attenzione dei media con provocazioni del tutto evitabili. C’ era bisogno di quella parolaccia alla fine del suo monologo nella prima puntata? Non credo…. per questo ho preferito guardare una deliziosa commedia con Diane Keaton e Warren Beatty (stupendamente bravi entranbi).

Solo alla fine del film sono mi sono sintonizzata su “Anno zero”, giusto in tempo per non perdermi le spassosissime vignette di Vauro sul tema della canzone di Gaber “La libertà non è…” che poi è stata cantata da tutto lo studio.

Santoro ha certo subito angherie dai dirigenti Rai, ma è altrettanto certo  che lui sa sfruttare queste situazioni con consumata abilità.

Un saluto a Carla Del Poggio

Carla Del PoggioIo me la ricordo così (o forse con qualche anno di più), nei panni di Luisa nello sceneggiato televisivo “Piccolo mondo antico”: bellissima e brava . Poco dopo si ritirò dal mondo dello spettacolo, si dedicò alla famiglia e non fece più parlare di sè.

Oggi, quando ho appreso la notizia della sua morte, il suo volto   offuscato da oltre 50 anni di oblìo è riaffiorato a poco a poco nella mia memoria,  dove era stato rinchiuso insieme ai ricordi della mia fanciullezza.

In questo autunno, al cadere delle foglie, molti personaggi dello spettacolo, che ci hanno fatto compagnia nel passato, ci stanno lasciando e si accentua la malinconia propria di questa stagione.

Teppisti allo stadio.

12 OTTOBRE ORE 23 : Ho appena assistito a un avvenimento triste: una partita della Nazionale di calcio sospesa per le intemperanze di un manipolo di energumeni serbi. Avrebbe potuto essere una bella serata di sport, invece i bambini delle scuole genovesi invitati per l’ occasione hanno dovuto tornarsene a casa delusi, per non parlare degli appassionati di calcio serbi che si son fatti un lungo inutile viaggio per seguire la propria nazionale.

13 OTtOBRE – ore 9 : Scontri a Genova  /   Foto   -   Video        In manette  il serbo   mascherato

 Leggo con piacere che il capo dei teppisti serbi è stato arrestato; spero che a lui e ai suoi seguaci vengano addebitate le spese per risarcire i danni provocati in città e nello stadio di Genova.

Spero anche che gli sia interdetto per sempre l’ accesso a qualunque stadio, naturalmente dopo essere uscito di prigione…

Perchè tanto silenzio?

Ieri si è celebrata la giornata internazionale contro la pena di morte. Anche se in ritardo, vorrei fare qualche riflessione innanzitutto sulla sua diffusione nel mondo.

Guardando la cartina si può rilevare come i paesi che l’ hamnno abolita definitivamente siano un piccola minoranza (zone colorate di azzurro); le zone verdi sono quelle in cui  la pena capitale è stata abolita, salvo casi particolari; le zone arancioni sono quelle in cui la pena di morte è in vigore , ma non viene attualmente applicata e infine le zone marroni sono quelle in cui essa è prevista e applicata secondo le leggi  ivi vigenti.

Ultimamente si è mobilitato il mondo contro la lapidazione di Sakineh in Iran, mentre  si è invece passata sotto silenzio la vergognosa esecuzione di una povera ritardata mentale in USA e non si parla poi per nulla delle numerose condanne a morte eseguite ogni anno in Cina.

Penso che sia giusto puntare il dito soprattutto contro le lapidazioni sia per la loro particolare atrocità , sia perchè sono  applicate soprattutto contro le donne, in paesi in cui le donne non godono di parità dei diritti e spesso non hanno nemmeno la possibilità di difendersi.  Nella giornata mondiale contro la pena di morte però sarebbe stato bene parlare contro tutte le forme in cui essa viene comminata e sarebbe stato bene anche puntare il dito contro TUTTI i paesi che ancora la praticano, indipendentemente dal loro peso politico sulla scena mondiale.

Mi pare però che non se ne sia parlato molto…..forse il silenzio a volte è più comodo …