Report o l’ ingenuità…

Andando per blog stamattina si legge spesso dell’ inchiesta di Report su Antigua e ognuno si schiera secondo la propria sensibilità politica; io penso che la Gabanelli abbia fatto un ottimo lavoro,  ma penso anche che la sua inchiesta pecchi di ingenuità : come può sperare di chiedere trasparenza in certi affari ? Essi vengono intrapresi proprio con l’ intento di avvolgerli nell’ ombra, in meandri intricatissimi , da cui , come si suol dire, non si caverebbe un ragno dal buco… e io credo che non avremo mai risposte chiare sugli interrogativi lasciati in sospeso dall’ inchiesta di Report.

Storie da raccontare…

http://www.avvenire.it/Cultura/suore+ebola+libro_201010150718262270000.htm

E’ diventata un libro la storia di sei suore coraggiose , che quindici anni fa, durante l’ epidemia da virus ebola in Africa, rimasero coraggiosamente al loro posto, accanto ai poveri cui avevano dedicato le loro esistenze. Morirono tutte e sei nell’ arco di un mese o poco più

In un mondo come il nostro, dove sembra dilagare l’ egoismo, la ricerca del successo e del piacere, la storia di queste sei donne coraggiose fino all’ eroismo testimonia che si può impostare la propria vita anche in un modo diverso.

Non ho guardato “Anno zero”.

Ieri sera non ho guardato “Anno zero”, che invece si dice abbia fatto ascolti record. Non sono mancata all’ appuntamento con Santoro per distrazione, l’ ho fatto intenzionalmente… Francamente mi ha un po’ stancato il suo modo di accentrare su di sè l’ attenzione dei media con provocazioni del tutto evitabili. C’ era bisogno di quella parolaccia alla fine del suo monologo nella prima puntata? Non credo…. per questo ho preferito guardare una deliziosa commedia con Diane Keaton e Warren Beatty (stupendamente bravi entranbi).

Solo alla fine del film sono mi sono sintonizzata su “Anno zero”, giusto in tempo per non perdermi le spassosissime vignette di Vauro sul tema della canzone di Gaber “La libertà non è…” che poi è stata cantata da tutto lo studio.

Santoro ha certo subito angherie dai dirigenti Rai, ma è altrettanto certo  che lui sa sfruttare queste situazioni con consumata abilità.

Un saluto a Carla Del Poggio

Carla Del PoggioIo me la ricordo così (o forse con qualche anno di più), nei panni di Luisa nello sceneggiato televisivo “Piccolo mondo antico”: bellissima e brava . Poco dopo si ritirò dal mondo dello spettacolo, si dedicò alla famiglia e non fece più parlare di sè.

Oggi, quando ho appreso la notizia della sua morte, il suo volto   offuscato da oltre 50 anni di oblìo è riaffiorato a poco a poco nella mia memoria,  dove era stato rinchiuso insieme ai ricordi della mia fanciullezza.

In questo autunno, al cadere delle foglie, molti personaggi dello spettacolo, che ci hanno fatto compagnia nel passato, ci stanno lasciando e si accentua la malinconia propria di questa stagione.

Teppisti allo stadio.

12 OTTOBRE ORE 23 : Ho appena assistito a un avvenimento triste: una partita della Nazionale di calcio sospesa per le intemperanze di un manipolo di energumeni serbi. Avrebbe potuto essere una bella serata di sport, invece i bambini delle scuole genovesi invitati per l’ occasione hanno dovuto tornarsene a casa delusi, per non parlare degli appassionati di calcio serbi che si son fatti un lungo inutile viaggio per seguire la propria nazionale.

13 OTtOBRE – ore 9 : Scontri a Genova  /   Foto   -   Video        In manette  il serbo   mascherato

 Leggo con piacere che il capo dei teppisti serbi è stato arrestato; spero che a lui e ai suoi seguaci vengano addebitate le spese per risarcire i danni provocati in città e nello stadio di Genova.

Spero anche che gli sia interdetto per sempre l’ accesso a qualunque stadio, naturalmente dopo essere uscito di prigione…

Perchè tanto silenzio?

Ieri si è celebrata la giornata internazionale contro la pena di morte. Anche se in ritardo, vorrei fare qualche riflessione innanzitutto sulla sua diffusione nel mondo.

Guardando la cartina si può rilevare come i paesi che l’ hamnno abolita definitivamente siano un piccola minoranza (zone colorate di azzurro); le zone verdi sono quelle in cui  la pena capitale è stata abolita, salvo casi particolari; le zone arancioni sono quelle in cui la pena di morte è in vigore , ma non viene attualmente applicata e infine le zone marroni sono quelle in cui essa è prevista e applicata secondo le leggi  ivi vigenti.

Ultimamente si è mobilitato il mondo contro la lapidazione di Sakineh in Iran, mentre  si è invece passata sotto silenzio la vergognosa esecuzione di una povera ritardata mentale in USA e non si parla poi per nulla delle numerose condanne a morte eseguite ogni anno in Cina.

Penso che sia giusto puntare il dito soprattutto contro le lapidazioni sia per la loro particolare atrocità , sia perchè sono  applicate soprattutto contro le donne, in paesi in cui le donne non godono di parità dei diritti e spesso non hanno nemmeno la possibilità di difendersi.  Nella giornata mondiale contro la pena di morte però sarebbe stato bene parlare contro tutte le forme in cui essa viene comminata e sarebbe stato bene anche puntare il dito contro TUTTI i paesi che ancora la praticano, indipendentemente dal loro peso politico sulla scena mondiale.

Mi pare però che non se ne sia parlato molto…..forse il silenzio a volte è più comodo …

Guardando “Chi l’ ha visto”

Sto guardando “Chi l’ ha visto” e stanno leggendo via via le agenzie di stampa che comunicano la morte di Sara Scazzi, avvenuta, sembrerebbe, per mano dello zio. Resto sconcertata davanti all’ imperturbabilità del volto della mamma di Sara, che ascolta i vari comunicati senza battere ciglio.

Forse, come tutti noi, ormai si aspettava la notizia della morte della figlia e forse anche quella che l’ assassino possa essere una persona di famiglia, ma non riesco a capacitarmi della sua mancanza di reazioni.

Gli inquirenti non hanno ancora confermato nulla al riguardo, ma tutte le ipotesi fatte sugli amici , sulle conoscenze via internet sembrano dissolversi: Sara sarebbe stata tradita da una persona da cui forse non poteva aspettarsi nulla di male: lo zio, il papà della cugina e amica più cara.

E’ una storia tristissima…. povera Sara….

Omaggio a una mamma.

http://bologna.repubblica.it/cronaca/2010/10/03/news/modena_dramma_in_una_famiglia_pachistana_uccisa_la_madre_si_opponeva_a_nozze_combinate-7684710/?ref=HREC1-4

E’ accaduto nel paese che confina col comune dove sono nata, quindi conosco bene il modo di vivere delle ragazze della zona e immagino il tormento di una madre pakistana, che sa come il marito sia legato a tradizioni , che in un contesto di tal genere sfociano in imposizioni assurde…. Immagino l’ angoscia di sentimenti violenti e contrastanti: l’ obbedienza cieca al marito cui è stata educata e l’ amore per quella figlia che non vuole sottomettersi alle regole antiche di una terra lontana…. Ma ieri il suo istinto di madre ha avuto il sopravvento ed ha affrontato la morte per salvare la vita a sua figlia….

Se non si impongono per legge i diritti delle donne anche dentro le famiglie  degli immigrati, queste tragedie si ripeteranno all’ infinito. Intanto però credo sia doveroso un pensiero di omaggio per questa madre, che ha donato la vita due volte a sua figlia, offrendo in cambio la sua.

A Kabul armati di codici.

“L’Italia ha concentrato molto del suo impegno sulla ricostruzione di un apparato giuridico”, racconta Shafeek Seddiq, l’afgano-americano che guida i progetti della Organizzazione internazionale per lo sviluppo della legge (Idlo): “Quando tutto è cominciato, l’Afghanistan aveva la giustizia dei Taliban: rapida e brutale, senza nessuna garanzia. Non esisteva nemmeno il diritto alla difesa. Ora, grazie all’Italia, c’è un sistema basato su regole formali ben precise. Ci sono dibattimenti in tribunale”

Segnalo il link al quale troverete tutto l’ articolo di Repubblica : http://www.repubblica.it/solidarieta/cooperazione/2010/10/01/news/afghanistan_il_lavoro_delle_ong-7611518/?ref=HREC1-5

Mi fa un grande piacere segnalare questo articolo, perchè il marito di un’ amica blogger è partiti quest’ estate proprio per far parte di questo drappello di italiani senza elmetto che operano a Kabul e ho seguito le  ansie che affioravano ogni tanto dai suoi post su FB.

Penso che possiamo essere fieri del lavoro di questi civili: forse la democrazia si esporta più coi codici che con le bombe!!!