Un volo comodo

Vi pesano le lunghe code al check-in o al gate?

Cercate di procurarvi, prima di partire, qualche bella frattura agli arti inferiori e chiedete un volo con assistenza. Troverete tutte le porte aperte e le scorciatoie più veloci.

Così è accaduto a me quando sono tornata da Londra: mi hanno accolto dopo il check-in mettendomi a disposizione una carrozzina spinta da un baldo giovane che si è prestato anche a comprarmi una bottiglietta d’acqua, poi mi ha accompagnata al posto di polizia, dove naturalmente la ferraglia che ho nella gamba ha fatto scattare il metal-detector. Ne è seguita una lunga perquisizione, ma poi tutto è andato via liscio senza intoppi fino al momento dell’imbarco quando mi hanno issato a bordo su una carrozzina speciale.

C’erano molti posti liberi sull’aereo della British Airways e ho potuto usufruire di due posti anzichè di uno solo.

All’arrivo a Linate sono scesa  grazie a un camion speciale attrezzato proprio per i voli assistiti e ho notato che c’era un gran numero di persone coinvolte in questa operazione di assistenza.

Contrariamente a quello che mi ero immaginata, è stato il volo meno stressante che abbia mai fatto…

 

Sorellitudine.

diana-ilva-e-vannaCome eravamo giovani!!!

Quando si è giovani, ognuno di noi è sempre “troppo perso dentro ai fatti suoi”, come dice Vasco Rossi.

Gli avvenimenti ti assorbono, il lavoro ti succhia tempo ed energie e può accadere che si trascurino anche gli affetti più cari.  A mano a mano però ,col passare del tempo, quando le cose riacquistano il loro giusto posto nella gerarchia dei valori, allora ci si riscopre vicine anche se lontane geograficamente.  E così ci si sente più sorelle che mai. Ilva e Vanna, grazie di esserci.

Un mese con …Montalbano.

Esattamente un mese fa, cominciava la mia vita da “anatra zoppa” e per far passare le giornate mi è stato di grande aiuto il computer, che mi ha permesso di continuare ad aggiornare blog e pagine social e di mantenere contatti via mail con tante persone la cui amicizia mi è preziosa. Ho anche fatto parole crociate e sudoku, ma soprattutto ho riletto alcuni libri in lingua italiana che ho potuto trovare qui in casa.

E’ così che ho passato molte ore, di giorno e di notte, in compagnia di Montalbano, di Mimì Augello, di Fazio, di Catarella e di una miriade di personaggi minori che popolano le storie di Camilleri.

Leggendo questi libri (sette o otto) uno dopo l’altro, ti accorgi che per forza alcuni schemi si ripetono, che alcuni personaggi secondari cambiano nome ma non caratteristiche e comportamenti. Mi riferisco in particolare ai personaggi femminili che, con il loro fascino e le loro arti seduttive accerchiano il povero Montalbano, che spesso cede all’assalto, se pur con grande pentimento  successivo. Sono quasi sempre personaggi che riescono a simulare passione irrefrenabile, ma che invece vogliono solo condizionare o controllare le mosse del commissario (che è molto conosciuto anche qui in Inghilterra). Sono, questi, personaggi femminili piuttosto negativi cui fanno da contraltare la fedelissima Livia e la cuoca-tuttofare Adelina. Ne deduco che Camilleri non ha simpatia per le donne aggressive e  intraprendenti, mentre ama le donne che seguono modelli di comportamento più tradizionali e meno inquietanti.

Mi è venuto poi da pensare, che Camilleri ha potuto scrivere in siciliano i suoi libri, perchè il suo dialetto si può scrivere facilmente, ha parole piane, conserva molto dell’antica lingua latina nella costruzione delle frasi ; non credo che Lucarelli potrebbe scrivere le storie di Coliandro in bolognese: sarebbero difficilissime da leggere anche per gli stessi emiliani.

Per chi ha avuto la fortuna di vedere la Sicilia, poi, è molto bello lasciarsi guidare da Camilleri dentro ai paesaggi riarsi dal sole, sulle spiagge sabbiose o sugli scogli, per le vie  di paesi antichi percorse dal profumo proveniente dalle pasticcerie o dalle rosticcerie.

Ora però sarà bene che trovi altri libri: basta Montalbano almeno per il momento.

 

 

 

 

 

 

Un po’ di Africa ….

Ieri per 10 minuti sono stata in Uganda …..

No, non ho imparato a volare, ma la moderna tecnologia mi ha fatta entrare in un villaggio dove opera la Associazione di Italia Solidale: lì molte persone stavano aspettando i collegamenti coi sostenitori e ho potuto vedere e parlare con una volontaria italiana, che faceva da interprete, con il bambino che sostengo e con sua madre.

uganda-italia-solidale Erano tutti seduti a cerchio su un prato verdissimo e in lontananza si vedevano alcuni alberi  tra abitazioni basse. Il bambino aveva un sorriso dolcissimo e due grandi occhi luminosi. La sua mamma dopo aver ringraziato per il sostegno alla sua famiglia, mi ha raccontato la sua fatica per cercare di recuperare il marito che ha problemi di alcolismo, a quanto  ho potuto capire.

Non mi aspettavo questa videochiamata e mi sono un po’ commossa.

Spero che col sostegno dell’Associazione quella gente non sia costretta a scappare dalla propria terra, ma possa continuare a viverci dignitosamente mantenendo la propria cultura e le proprie tradizioni.

Nata con la camicia. :D :D

Quando si dice “nato con la camicia” si intende indicare uno che è stato particolarmente favorito dalla sorte e forse lo sono anche io….

Va beh, venire a Londra per Natale e dopo due giorni trovarsi con una caviglia fracassata al punto da richiedere ricovero e operazione chirurgica con tutti i disagi e le sofferenze conseguenti non è proprio roba da Gastone, il cugino fortunato di Paperino…… è forse più roba da Paperino o da Fantozzi…

Però, come in tutte le cose , bisogna guardare anche il retro della medaglia….. Penso e rabbrividisco al pensiero che l’incidente mi sarebbe potuto capitare il 16 gennaio anzichè il 21 dicembre…..Mettiamo che domani si decida  per il No-Deal (Brexit senza accordo), in caso di infortunio oltre tutto avrei avuto l’incubo di dover forse pagare di tasca mia tutte le spese sanitarie, invece per fortuna la mia carta sanitaria vale ancora per la copertura delle emergenze e una caduta non può essere classificata diversamente.

Qui a parte forse un po’ di vecchiume (mi dicono che il gesso in Italia è un po’ superato), devo dire però che quando ti dimettono ti forniscono di medicine e di ricette per ritirarle, quando esaurite, senza pagare il ticket; ti forniscono un servizio di trasporto se i medici lo ritengono necessario, ti forniscono i supporti necessari per muoverti una volta tornata a casa.

Che dire???  Sono proprio fortunata!!!!

Incubi di una notte insonne.

La forzata inattività porta inevitabilmente con sé anche disturbi nel ritmo del sonno e la notte appena trascorsa è stata veramente interminabile….. trascinare una gamba ingessata e dolorante in infinite evoluzioni tra le coperte in cerca di un posizione “comoda” è cosa che non induce a pensieri rosei.

E’ così che ho passato la notte con la sgradevole compagnia dei fatti più incresciosi riportati ieri dalle cronache: ho rivisto centinaia di volte il gesto profondamente vigliacco e crudele di quel triestino (vicesindaco?) che gettava in un cassonetto le coperte di un clochard e accompagnava questa sua prodezza con un tweet carico di disprezzo.   Mi dispiace non aver studiato diritto: a quest’ora saprei se quel prode cittadino potrebbe essere denunciato per appropriazione indebita o furto o qualche altro capo di imputazione…..

Un’altra immagine che mi ha perseguitato è stata quella della stazione di Roma in cui erano state allestite 30 brandine per ospitare i senzatetto vista la notte particolarmente gelida, ma solo alcune erano state occupate. Fuori premevano per entrare alcuni immigrati, ma qualcuno ha impedito loro di entrare in stazione e le brandine vuote sono state smantellate….Nella città di Roma!!!!!! Cose così non si erano mai viste…..

E da ultimo è venuto il battibecco virtuale con un onorevole leghista che ha pubblicato su Facebook degli slogan, attribuendone falsamente uno al PD: non c’è nulla che mi irriti di più di chi attribuisce ad alti intenzioni e pensieri mai espressi…..è così che allo slogan leghista “prima gli Italiani” ho commentato parafrasando un altro slogan: Primo: restare umani.  Si è così innescato un breve battibecco da tastiera in cui alla fine ho fatto presente che l’ esibizione muscolare della Lega di questi giorni pare spropositata: alla fine dei conti rappresenta poi solo il 17% dei votanti…fino a nuove elezioni…

Facebook di questi tempi poi mette a nudo una umanità talmente sconvolgente nella sua ottusità  che penso di starne alla larga stasera … forse la prossima notte potrò chiudere gli occhi almeno per un po’…

 

Coerenza.

Cosa c’è di più ambiguo che professarsi cristiani,  andare  a messa quotidianamente, essere assidui a tutti i riti e poi non nutrire sentimenti di fratellanza per i più sfortunati o addirittura arrivare all’irrisione e all’ odio?

Questo penso abbia voluto dire ieri Papa Francesco e per precisare meglio il concetto, ha detto che è preferibile chi si professa ateo a chi getta ombra di scandalo  sul modo cristiano di intendere la vita e i rapporti coi fratelli.

Questo discorso è arrivato proprio quando ancora fa rumore la notizia (apparsa anche sui media nazionali)  di un ragazzo italiano di colore che si è visto negare il segno della pace durante la messa di Natale a Erba. …. Le chiese sono piene di gente che tiene un piede in due scarpe e non sa cogliere l’incoerenza della propria vita.

Sembra  condivisibile a rigor di logica quanto detto da Papa Francesco? A me parrebbe di sì, ma sui social una marea di gente imbevuta di rancore ha trovato ugualmente il pretesto per investire questo nostro Grande Papa  con una valanga oscena di contumelie…..è il caso di dire: Padre, perdona loro perchè non sanno quello che dicono

 

 

E, quando meno te l’aspetti, rispunta Montalbano.

  • Buongiorno! – dice in  italiano il medico di chiara origine indiana e aggiunge – mi chiamo…- e dice un nome che non ricordo più porgendomi la mano. Il suo è un modo gentile per non farmi sentire troppo straniera in questa sala gessi.

Poco distante è seduta un’altra signora, inglese, con un problema al piede più lieve del mio e sentendo parlare in italiano, dice ad alta voce: – Pronto sono! – e poi proseguendo in inglese dice che anche lei ha imparato qualche parola di italiano guardando la serie di Montalbano……

Questo omaggio a uno dei personaggi TV che preferisco mi fa sentire davvero un po’ a casa mia…

A Laura….

Mi capita spesso di pensare che durante la nostra vita è come se appendessimo alle pareti della nostra anima le immagini di quelli che hanno arricchito o comunque segnato la nostra vita. Col passare degli anni, diminuisce a poco a poco il numero dei volti nuovi che possiamo aggiungere e contemporaneamente capita sempre più spesso di doverne staccare altri: quelli dei compagni viaggio  che sono arrivati alla meta, che ci hanno  preceduto nella stanza accanto….. Il ricordo di molti di loro si affievolisce a poco a poco, ma per altri ti accorgi che se anche il tempo passa, occupano ancora pienamente il loro spazio nella nostra anima.

Nella mia anima sempre più orfana di persone care, tu, Laura, resti sempre presente. Guardaci da lassù e prega per noi.