Alitalia: gioie e dolori…

Da quanti anni ALITALIA  viene tenuta in piedi nonostante il suo stato cronico di agonia lenta e inesorabile? Quanti miliardi dei contribuenti ci è costata e continua a costarci? Non so rispondere…

C’è comunque da dire che è una delle pochissime compagnie che offra il servizio di assistenza ai minori non accompagnati e questo le fa onore.

Appurata questa possibilità ci siamo rivolti a un’agenzia di viaggi per prenotare un volo assistito per mio nipote.  Ci son voluti due giorni perché il centralino di Alitalia  rispondeva solo dopo lunghissime attese, ma alla fine eravamo riuscite nell’intento. Tutto sembrava a posto: biglietto, prenotazione dell’accompagnamento da parte  di un operatore Alitalia, dati di chi consegnava il bambino all’aeroporto e di chi sarebbe andato a prenderlo all’arrivo…..

Ma al momento del check-in scoppia lo psicodramma: al computer non risultava nessuna prenotazione!!! Inutile descrivere lo sconcerto di mia figlia, che subito mi ha telefonato angosciata, ma doveva essersi trattato di un errore dell’impiegata al check-in e dopo poco la prenotazione è comparsa sullo schermo; ma nessuno aveva provveduto a segnalare la richiesta di assistenza che pure era stata pagata, inoltre non erano stati trasmessi i dati di chi avrebbe ricevuto il ragazzo all’aeroporto, cioè i miei dati e quindi  si è dovuto provvedere a colmare questa lacuna…. Il tutto è costato mezz’ora di grande stress a tutti noi, anche all’impiegata dell’agenzia di viaggi che aveva seguito le pratiche della prenotazione e che io avevo nel frattempo contattato.

In conclusione direi che, è vero, ALITALIA continua a offrire servizi di pubblica utilità che pochi ormai si accollano, ma non sarebbe male se si impegnasse un po’ di più a dare anche un’immagine di maggiore efficienza organizzativa.

P.S.:all’aeroporto di Linate c’era pochissima gente e così pure a Heathrow, da quel che mi ha detto Samu: l’effetto covid si fa sentire pesantemente.

 

La bimba di Hiroshima

Stavo guardando su LA7  il documentario “HIROSHIMA”, in cui alcuni superstiti raccontavano l’orrore dell’inferno scatenatosi quel 6 agosto di 75 anni fa con il lancio della bomba atomica sulla loro città.

Il documentario non è ancora finito, ma io non ho potuto più continuare a guardarlo: ho dovuto cambiare canale. I testimoni parlavano e piangevano al ricordo di quei momenti e io mi sentivo chiudere la gola dall’angoscia….. decine di migliaia di persone letteralmente disintegrate in una frazione infinitesimale di secondo, una città ridotta a polvere, i superstiti lacerati nelle carni, ustionati, attoniti alla ricerca di un po’ d’acqua ….bere le gocce di pioggia nera intrisa della polveBomba di Hiroshimare originata da tutto quanto era evaporato alla temperatura di 4mila gradi….. In quel fungo c’era tutto quel che restava di un’intera città e dei suoi abitanti…

HO cercato sulla rete qualche autore che abbia parlato di quella tragedia e ho trovato questa poesia di NAZIM HIQMET: “La bimba di Hiroshima”


“Apritemi sono io…
busso alla porta di tutte le scale
ma nessuno mi vede
perché i bambini morti nessuno riesce a vederli.

Sono di Hiroshima e là sono morta
tanti anni fa. Tanti anni passeranno.

Ne avevo sette, allora: anche adesso

ne ho sette perché i bambini morti non
diventano grandi.

Avevo dei lucidi capelli, il fuoco li ha strinati,
avevo dei begli occhi limpidi, il fuoco li ha fatti di vetro.

Un pugno di cenere, quella sono io
poi il vento ha disperso anche la cenere.

Apritemi; vi prego non per me
perché a me non occorre né il pane né il riso:
non chiedo neanche lo zucchero, io:
a un bambino bruciato come una foglia secca non serve.

Per piacere mettete una firma,
per favore, uomini di tutta la terra
firmate, vi prego, perché il fuoco non bruci i bambini
e possano sempre mangiare lo zucchero.”

Si deve accogliere l’appello del poeta: tutti dovremmo firmare  perchè non ci sia mai più un’altra Hiroshima, anzi dovremmo tutti chiedere che le spese militari di ogni stato del mondo siano azzerate e che con quei soldi  si pensi a dare una vita dignitosa ai tanti poveri di questo mondo.

 

Neonati come merce.

Solo casualmente mi sono imbattuta in una notizia che risale a tre mesi fa e che tuttavia mi ha lasciato senza parole: 46 neonati “depositati” (proprio come si fa con la merce) in una clinica Ucraina perché lì li hanno lasciati le madri in affitto che li hanno partoriti, visto che i genitori “committenti” non potevano ritirarli a causa del lockdown che ha bloccato i voli.

Mi fa orrore pensare che questi bambini siano trattati esattamente come una merce qualunque, mi fa orrore che delle donne siano costrette per necessità ad affittare il proprio utero e a sfornare figli  così come fanno gli animali da allevamento; ma soprattutto mi fanno orrore quelle persone che comprano i figli così come si compra una macchina nuova.

Mi fanno invece tantissima pena quei bambini  stoccati in un deposito in attesa della consegna. Come ho detto, la notizia è di tre mesi fa e spero che nel frattempo i 46 neonati abbiano trovato delle braccia calorose che facciano loro dimenticare il gelo e la solitudine in cui hanno vissuto i primi giorni della loro vita.

Rimane però un grandissimo interrogativo: è sempre lecito fare ciò che la tecnica rende possibile? E’ lecito commissionare dei figli alla stregua di un elettrodomestico di nuova generazione? A me pare di no.

Autotrapianto.

Sono andata  dal dentista: mi  doveva controllare il dente che mi ha trapiantato un mese fa circa e  ha constatato l’ottimo andamento dell’intervento effettuato.

Un molare  ormai irrecuperabile è stato sostituito con  un mio dente del giudizio che altrimenti sarebbe rimasto da solo e inutile in fondo all’arcata dentale.

Quando la cosa mi era stata prospettata, mi era sembrata  molto strana, ma  ora il mio dente autotrapiantato è felicemente fermo e stabile al suo posto e spero che mi farà compagnia per molto tempo ancora.

 

 

Quarant’anni di domande senza risposta…

Sono passati quarant’anni, ma credo che ognuno  che ha vissuto quei momenti, sia in grado di ricordare esattamente cosa stava facendo e dove si trovava nel momento in cui arrivò la notizia del terribile attentato alla stazione di Bologna.

Io ero in Emilia, dai miei. Stavamo per metterci a tavola, quando la radio cominciò  a raccontare ….. morti ovunque, feriti portati via con gli autobus, sangue e distruzione…

Rimanemmo tutti muti, increduli, poi qualcuno di noi telefonò a Bologna: mio fratello Vincenzo era stato inviato sul posto per la ripresa televisiva dei soccorsi ….

Ci si chiedeva perchè stesse accadendo tutto questo, chi poteva aver pensato un simile attentato contro gente inerme in partenza per le ferie… tutto pareva così insensato, assurdo, atroce.

Dopo 40 anni  siamo ancora qui a porci le stesse domande e l’ultima ipotesi  che mi è capitato di leggere in questi giorni  è quella più sconvolgente: l’attentato sarebbe stato compiuto per far distogliere l’attenzione dal caso Ustica!!!  Una strage di innocenti per coprirne un’altra…. Quanto diabolico cinismo bisogna avere in corpo per pensare una cosa del genere?

Non ci sarà mai giustizia per le vittime di quei giorni terribili: è passato troppo tempo e i responsabili forse verranno condannati solo dall’unico Giudice davanti al quale non valgono i depistaggi.

 

Con lo sguardo al 2100.

Ieri sera ,”Quark” ha fatto un servizio molto interessante su una ricerca demografica prodotta da un ente internazionale di cui non ricordo il nome. Studiando l’andamento delle variazioni demografiche degli ultimi anni, è stato possibile fare delle proiezioni (diverse dalle previsioni, in quanto la proiezione dà per scontato che la tendenza attuale si mantenga inalterata nel tempo, cosa che non è affatto certa).

Secondo quelle proiezioni, nel 2100 (cioè fra 80 anni, quindi in un futuro prossimo), l’Italia vedrà la sua popolazione ridotta a 28 milioni di abitanti, contro gli attuali 60 milioni circa, quindi gli Italiani saranno meno della metà di quelli attuali; anche la Cina, che arriverà a a contare 750 milioni di abitanti, vedrà dimezzata la sua popolazione.  Quella africana invece  aumenterà rapidamente  e la sola  Nigeria raggiungerà gli 800 milioni.

Davanti a queste ipotesi non si può non restare perplessi: si può dire che l’emergenza più preoccupante per il nostro paese sia quella demografica e che ci si dovrebbe preoccupare assiduamente di creare le condizioni perché le famiglie possano serenamente pensare a mettere al mondo più di un figlio (io ne ho avuti tre e sono contenta di aver fatto la mia parte) e questo presuppone anche un aiuto perché le donne non siano costrette a lasciare il lavoro per mancanza di nidi o scuole per l’infanzia con rette accessibili.

Per altri paesi europei, diceva il servizio, le prospettive sono meno tragiche, visto che da tempo hanno praticato una più saggia politica per l’immigrazione.

Come già detto, si tratta di proiezioni…..bisognerà fare in modo che la tendenza segni una svolta decisiva o tra poco le sparute schiere dei nostri nipoti non riusciranno più a  mantenere non solo i propri figli, ma anche una schiera sterminata di nonni e bisnonni dalla vita sempre più lunga.

Altra prospettiva potrebbe essere quella di avere una popolazione più colorata di quella attuale, dove gli italiani doc saranno come le proverbiali mosche bianche.

 

Meglio Bolsonaro?

Con 2,4 milioni di contagi e 87mila morti, il Brasile del negazionista Jair Bolsonaro è l’epicentro della pandemia, insieme agli Stati Uniti. A preoccupare, l’aumento drammatico dell’infezione tra alcuni fra i  gruppi più vulnerabili della popolazione, come gli indigeni e i residenti delle favelas. La gestione governativa della crisi è oggetto di forti critiche. Oltre un milione di operatori sanitari ha denunciato il presidente alla Corte penale internazionale per crimini contro l’umanità e genocidio per non avere sufficientemente protetto i cittadini.” (da Avvenire)

I vescovi brasiliani denunciano la grave situazione in cui si trova il loro paese per colpa di un governo federale che non ha preso alcun provvedimento contro la pandemia che sta falcidiando la popolazione. Alla voce della Chiesa brasiliana si è unita quella dei sanitari di quel paese che hanno denunciato Bolsonaro a un tribunale internazionale per la evidente incapacità di affrontare l’emergenza da COVID-19.

In Italia. al contrario, ci si sta stracciando le vesti per il prolungamento dello stato di emergenza, che implica l’ “insostenibile” obbligo di portare una mascherina nei luoghi chiusi e il mantenimento delle distanze di sicurezza, come se questo ledesse indelebilmente la libertà  personale, come se fosse solo un tentativo di imporre un’assurda dittatura (!!!) e si arriva anche a lanciare  appelli  per indurre  la gente a scendere in piazza.

Forse questi italiani, che, visto il gradimento di Conte e del suo governo, spero siano una minoranza, gradirebbero avere come primo ministro uno come Bolsonaro che propone come ricetta solo il fatto ineluttabile che tanto prima o poi si deve morire.

Si sperava che la pandemia ci avrebbe fatti diventare tutti più buoni, più umili, più saggi, invece assistiamo a rigurgiti di volgarità oscena, di ignoranza abissale e di presuntuosità stucchevole.

Di questo, parte della responsabilità va data anche agli scienziati o presunti tali che parlano troppo e che dovrebbero sapere che nella scienza è anche possibile dire”non abbiamo ancora certezze” invece di sfornare oracoli contrastanti tra loro un giorno sì e l’altro pure; ma gran parte della confusione dilagante va attribuita a cinici calcoli  di squallidi politici senza scrupoli, che pur di avere un po’ di visibilità non esitano a mettere a rischio la vita della gente.

 

 

Forse non sarà reato, ma ….

Questo articolo  che ho trovato sul sito “Mosaico di pace” rispecchia esattamente il mio pensiero.

Non è mia abitudine condannare o assolvere comportamenti di personaggi che risultano indagati: non mi piace aggiungermi alla folla che grida “crucifige” nè a quella che si schiera acriticamente a difesa dei propri beniamini. Credo sia meglio lasciare che le indagini facciano il loro corso: troppo spesso è successo che chi è stato linciato per mesi sui media o sui social viene poi assolto dopo anni.

Anche nel caso Fontana credo sia meglio lasciare al tempo il compito di far diradare il nebbione che è stato sollevato, tuttavia il fatto che un rappresentante di spicco delle nostre istituzioni porti i suoi soldi nei paradisi fiscali è per me inconcepibile….. forse non sarà un reato perseguibile a norma di legge, non so, ma moralmente è un comportamento, a mio avviso, inaccettabile…

Efficienza e inefficienza.

Da un po’ di tempo non facevo controllare l’impianto di condizionamento e mi sono attivata, alla fine del lockdown, per farlo controllare prima dell’arrivo del gran caldo.

Il tecnico dopo un rapido controllo ha sentenziato che un fulmine o un improvviso sbalzo di tensione aveva messo KO l’impianto, ma niente paura: mi avrebbe fatto pervenire una sua dichiarazione attestante il danno da presentare all’Assicurazione.

Ero un po’ scettica: chissà quante storie avrebbe fatto la compagnia assicuratrice….. Presentata la dichiarazione, è arrivato subito il perito  che ha confermato il danno e la sua causa. Meraviglia delle meraviglie, pochissimi giorni dopo mi sono ritrovata il bonifico relativo a una prima tranche del rimborso che mi era stato riconosciuto e, presentata la fattura, ecco subito il saldo!!! Un’efficienza e una semplicità che non mi aspettavo e che mi ha felicemente sorpreso .

Tutt’altra storia è invece quella che mi tormenta da oltre due mesi: il mio gestore di gas e luce dice di avermi inviato un kit illuminazione che non mi è mai pervenuto. Alla mia segnalazione del 20 maggio scorso, mi è stata inviata una nota di storno con l’assicurazione che le rate già conteggiate in bolletta sarebbero state rimborsate alla prima fatturazione. Non è successo nulla di tutto questo, anzi ad ogni bolletta compare l’addebito della rata relativa a quel fantomatico kit, nonostante le molte telefonate e le mail di protesta. Che inefficienza!!!

A proposito di Samuele.

13 anni fa…mese di agosto. Stavamo aspettando la nascita di Samuele, che sembrava non avere nessuna fretta di lasciare il suo comodo nido. Mia figlia ed io in un pomeriggio festivo stavamo passeggiando per il centro di Londra e siamo entrate in una  chiesa.

Samuele chiamato da DioUn pastore stava leggendo un brano della Bibbia. Io non capivo  nulla se non il nome di Samuel ripetuto varie volte. Mi resi conto che stava leggendo il brano della chiamata di Samuele! Pensai che fosse una coincidenza beneaugurante: noi aspettavamo Samuele  e lì in quella chiesa il Signore chiamava ancora una volta Samuele, il fanciullo, servo fedele, che rispondeva prontamente alla chiamata. Anche il nostro Samuele si sarebbe fatto onore….

Pensai che tutto sarebbe andato bene e le mie preoccupazioni, che in quel momento erano tante, trovarono consolazione.

Anche oggi in chiesa si è letto quel brano e mi sono ricordata delle trepidazioni di quei giorni.