Grande Meryl !

Oscar 2012

Mi fa particolarmente piacere che l’ Oscar 2012 per la migliore attrice sia stato assegnato a Meryl Streep, un’ attrice che basta da sola a fare di un film un grande film. La gamma dei personaggi che ha saputo interpretare magistralmente è innumerevole. E’ una donna di grande charme, ma non ha certo puntato sull’aspetto fisico per emergere: le sue doti interpretative sono certamente frutto di molto impegno e di continuo studio, oltre che di talento e sensibilità. Non credo di aver mai sentito parlare di lei se non per motivi legati alla sua professione.
Un bellissimo esempio per le giovani che vogliono intraprendere la carriera nel mondo dello spettacolo e a queste giovani suggerisco di leggere la sua biografia : una vita più lineare e “normale” della sua non è immaginabile, non vi sono tracce di scandali o di mosse a sensazione , eppure è la più brava attrice vivente e la più premiata nella storia del cinema.

Un Orso d’ oro che ci fa onore.

http://trovacinema.repubblica.it/film/cesare-deve-morire/411475
Andando a questo link, si può leggere la trama del film diretto dai fratelli Taviani “Cesare deve morire”, che ieri ha vinto il primo premio al festival del cinema di Berlino.

Dev’ essere un film oltremodo suggestivo: interpretato da detenuti di Rebibbia che vogliono mettere in scena il dramma shakespeariano dell’ uccisione di Cesare e che attraverso le parole della tragedia da rappresentare acquistano a poco a poco una nuova consapevolezza della propria dignità di uomini , che nemmeno il carcere può e deve cancellare.
Un riconoscimento tanto prestigioso al nostro cinema, con un lavoro di così grande impegno civile, può diventare un segno di rinascita del nostro paese: abbiamo tanti punti di forza su cui far leva; si tratta di individuarli e di metterli in evidenza, tralasciando quegli atteggiamenti di decadenza che ci hanno identificato negli ultimi tempi.

Napolitano a Porzus

http://www.corriere.it/cultura/12_febbraio_10/breda-foibe-napolitano-porzus_e7af5cec-53d9-11e1-a1a9-e74b7d5bd021.shtml

Cosa è accaduto verso la fine della seconda guerra mondiale al confine tra Friuli e Slovenia?
Le tristissime vicende ivi accadute sono state a lungo ignorate, coperte da una coltre di silenzio imbarazzato e imbarazzante.
Uno degli episodi più emblematici di quei tempi atroci è la strage di Porzus e Napolitano, il nostro Presidente, si è assunto l’ impegno di recarsi a maggio proprio in quei luoghi che furono testimoni muti dell’ esplosione dell’ odio insensato e fanatico.
La vicenda è stata narrata in un film, trasmesso da RAI Movie qualche sera fa.


Due gruppi di partigiani, uno di ispirazione comunista e filo-titino (capeggiato da Giacco) e l’ altro, la brigata Osoppo, di ispirazione cattolico-liberale (capeggiato da Storno)e schierato a favore degli interessi dello Stato Italiano, si battono contro i nazifascisti . Una notte qualcuno tradisce e molti partigiani di Giacco cadono in un agguato. I sospetti cadono su una ragazza che lavora presso le SS e che chiede protezione alla brigata Osoppo che sta sui monti e Storno la accoglie, ritenendo che non vi siano prove sufficienti del tradimento della ragazza.
Questo scatena l’ odio di Giacco e dei suoi che vendicheranno il presunto tradimento sterminando il gruppo di Storno.
Non so valutare la portata artistica di questo film sceneggiato e diretto dal regista martinelli, ma ha certo il merito almeno a mio avviso di mettere a fuoco i contrasti laceranti che dilaniarono la Resistenza in quelle zone d’ Italia e che portarono all’ orrore delle foibe, non solo contro i vecchi occupanti fascisti, ma anche verso chi intendeva in modo diverso la propria missione di resistente.

“Il dubbio”

E’ una sequenza altamente drammatica del film “Il dubbio”. Il tema della pedofilia, all’ interno di una scuola cattolica americana , dà modo di delineare alcuni personaggi che restano scolpiti nella mente grazie anche a un cast di attori veramente bravissimi.
Merryl Streep è come sempre insuperabile: dà vita a una suora attempata e irrigidita nel suo ruolo di preside di ferro, ed è incredibile la verità che riesce a calare in ogni sua espressione,in ogni suo gesto, in ogni sguardo.
Altrettanto bravi sono gli altri attori che la circondano e un esempio è proprio la protagonista della breve sequenza che compare nel video: una madre che avverte l’ omosessualità del figlio e vive fino in fondo il dramma che questa scoperta ha determinato in famiglia, ma allo stesso tempo lei ama suo figlio così com’ è.

Di solito dimentico facilmente le storie raccontate nei film che ho l’ occasione di vedere : certo ” IL DUBBIO” non correrà questo rischio.

A torto o a ragione – film

Ci si può dichiarare innocenti quando accadono attorno a noi ingiustizie terribili, genocidi,  oppressioni  più o meno palesi?

Questo è l’ interrogativo che pone il regista ungherese del film “A torto o a ragione” che ho visto ieri pomeriggio al cineforum dell’ U.T.E.

Nel 1946 un ufficiale americano indaga e mette sotto accusa un famoso direttore d’ orchestra che aveva convissuto col potere nazista, in nome del suo amore per la musica. La vicenda è realmente accaduta.

Inizialmente il regista dirige la simpatia e la partigianeria del pubblico verso l’ ufficiale americano schierato dalla parte delle vittime dei lager, poi nella sua foga inquisitoria si trasforma lui stesso in persecutore, adottando gli stessi metodi utilizzati negli interrogatori dei nazisti e l’ empatia del pubblico si sposta verso l’ inquisito, che dimostra di aver sì accettato tutti i benefici che la sua vicinanza al potere gli aveva procurato, ma anche di aver aiutato molti ebrei a sfuggire alla cattura, pur affermando di non aver mai saputo ciò che accadeva nei lager.

– Perchè aiutava gli ebrei a fuggire, se non sapeva nulla delle persecuzioni in atto? – è una delle domande senza risposta che l’ inquisitore rivolge all’ artista, il quale dal canto suo chiede cosa avrebbe potuto fare, visto che per lui la cosa più importante era poter suonare e far apprezzare la musica e solo rimanendo nelle grazie dei potenti questo gli era consentito.

Nelle battute conclusive l’ ufficiale americano dichiara di aver poi chiesto l’ assoluzione per  Furtwangler , il direttore d’ orchestra, che emigrerà in America, ma vedrà stroncata la sua carriera artistica.

A mio avviso il regista ci vuol dire che esiste sempre una responsabilità collettiva nelle grandi tragedie dell’ umanità, c’ è sempre chi finge di non vedere e non sapere per quieto vivere; d’ altra parte chi può dirsi innocente? Il giustiziere veste spesso anche lui i panni dell’ oppressore e ogni popolo d’ altronde ha i suoi scheletri nell’ armadio più o meno recenti.

Il torto e la ragione non sono così facilmente separabili e identificabili, spesso si mescolano tra loro e il giudizio resta sospeso …. ” A torto O a ragione” appunto.

 

 

 

Un pomeriggio interessante.

Oggi ,giornata intensa per me, nella mia veste di studentessa ultrastagionata: alle due e mezza aveva inizio sia la lezione del corso di inglese che la proiezione di un film molto interessante.

Naturalmente ho optato per l’ inglese visto che ha comportato un certo investimento economico e visto che potrebbe alla lunga facilitare la comunicazione con la parte di famiglia che parla questa lingua.

E’ la seconda lezione cui partecipo e mi son trovata a mio agio, nonostante gli altri “colleghi” siano al secondo anno di frequenza; il merito  però va ascritto all’ insegnante che è molto brava a creare un’ atmosfera simpatica e rilassata.

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Alla fine della lezione sono corsa nel salone in cui si stava proiettando il film “Senza destino” del  regista ungherese Lajos Koltai. Naturalmente mi son persa la prima parte, tuttavia la vicenda del ragazzino che si ritrova improvvisamente in un lager  mi ha subito coinvolto.

E’ stata un’ ora di immagini suggestive e sconvolgenti che raccontano  le sofferenze per la fame e per il freddo, le umiliazioni, la brutalità cui gli internati erano sottoposti .  L’ unica nota positiva è l’ amico del protagonista che lo sprona a mantenere la propria dignità per poter resistere e poter tornare a casa, ma il ragazzino non ne ha la forza e sta quasi per soccombere di stenti, quando arrivano gli alleati a liberare i prigionieri. Riesce a tornare a casa, ma lui è molto cambiato e  il mondo che ha lasciato un anno prima si mostra indifferente perchè forse non riesce nemmeno a immaginare l’ inferno in cui lui ha vissuto.

Il giovane attore protagonista  ha interpretato magistralmente lo stupore di chi non può capire l’ assurda violenza cui è sottoposto; tuttavia credo che la parte più interessante del film sia stata proprio il finale con il  problematico ritorno a una realtà per  cui il protagonista non ha più alcun interesse.

http://www.movieplayer.it/film/articoli/olocausto-ungherese_1065/