Quando la scuola non c’è….

oratorioestivoSono tornata da poco da Arcellasco, dove da ieri funziona l’oratorio estivo cui sono iscritti  ben 200 bambini . Al mio arrivo quattro ragazzi delle superiori stavano intrattenendo il gruppo in cortile con un ballo mimato ed era bello vedere i giovanissimi animatori spronare alla partecipazione  quelli che parevano più impacciati , più timidi…. Poi con perfetta organizzazione è cominciata l’attività dedicata all’esecuzione dei compiti delle vacanze ed è lì che siamo entrati in azione noi adulti : un ragazzo e alcuni insegnanti in pensione. Superato il momento del reperimento di tavoli e sedie, che  dapprima erano insufficienti, ho visto con mia grande sorpresa che i bambini  si sono organizzati in un attimo coi loro libri e  astucci e si sono messi al lavoro con grande serietà. Un bambino che non aveva portato i compiti si è però trovato subito un lavoro: teneva in mano un foglietto su cui erano scritte le pagine che una sua amichetta doveva completare e lui , quando lei ne aveva completata una, le diceva quale era quella seguente ……e lo faceva con grande impegno!!!!   😀 😀

In questo paese in cui purtroppo i servizi per i genitori che lavorano scarseggiano , le parrocchie svolgono  un ruolo di supplenza veramente prezioso  contando sulla disponibilità di molti volontari che si occupano della mensa e  delle varie attività di animazione. Ed è sorprendente che in un clima che sa di vacanza e di festa tutto si svolga in modo ordinato ed efficiente.

Chapeau a don Claudio e agli organizzatori!!!

A proposito di concorsone….

Terzo giorno di Concorsone

Dopo moltii anni si torna ai concorsi per entrare nella scuola.  Non entro nel merito delle polemiche, perchè da troppo tempo sono fuori dall’ambiente, però ricordo che nella scuola un tempo si entrava solo per concorso e se non andava bene la prima volta lo facevi una seconda, una terza…e così via.

Certo una prova d’esame non può accertare l’attitudine a fare l’insegnante e non può garantire che, se al momento delle prove un candidato è in regola con tutti i requisiti, poi le cose non cambino con l’andare del tempo……Tuttavia io ritengo che un filtro ci debba essere per evitare che gente incapace di stare accanto ai bambini possa  far parte del corpo docente: troppi sono gli episodi sconcertanti noti per essere finiti sui giornali e troppi quelli di cui si sussurra , ma che restano nell’ombra. Insegnare, soprattutto ai bambini più piccoli è un mestiere di grande delicatezza, che può influire positivamente o negativamente sullo sviluppo di personalità ancora in embrione. E forse non sarebbe male se , nel corso della carriera, gli esami non finissero mai…..Ricordo bene il tempo in cui ogni anno il direttore veniva a controllare l’operato degli insegnanti prima della valutazione …non so se si faccia ancora così…

I magnifici cinque.

Stamattina il gruppo di SELEGGO  si è riunito per intraprendere una nuova avventura: l’ elaborazione di un libro di geografia per la prima media per renderlo fruibile dai ragazzi dislessici ( tramite un sistema di vocalizzazione del testo stesso). Fino ad ora ne abbiamo portato a termine almeno tre che sono disponibili gratuitamente sul sito SELEGGO. Ho già avuto modo di parlare della dislessia; ora voglio parlare del nostro gruppo: siamo in cinque e, come si vede dalla foto qui sotto , non siamo più giovanissimi, ma ci siamo messi in gioco senza farci spaventare dalla difficoltà di dover imparare tante cose nuove per trasformare un libro da leggere in un libro da ascoltare.

Il nostro gruppo si sta mostrando  molto efficiente e ciò che ci incentiva è il desiderio di essere d’ aiuto ai tanti bambini e ragazzi , per i quali la dislessia potrebbe rappresentare un grosso inciampo sul loro cammino. Tutto ciò è stato reso possibile grazie ai fondi messi a disposizione dai Lions di Erba per l’ acquisto dei sofisticati computer necessari all’ impresa.

Eccoci : da sinistra a destra: Ferruccio, Ferida, io, Anna e l’ ingegner Recalcati che ci ha istruiti e seguiti con metodicità teutonica. Non siamo bellissimi? La foto è stata scattata da Andrea, il nostro giovane esperto di hardware e software.

 

Quando i compiti diventano un incubo….

Nei servizi pubblici italiani si può trovare il meglio o il peggio, in qualunque campo: non c’ è un minimo garantito, ma tutto dipende dalla fortuna di trovarsi là dove il senso di responsabilità  è stato assunto a regola di comportamento.

Anche nella scuola ci si trova di fronte a situazioni del tutto opposte: c’è chi per lassismo o incapacità lascia che il tempo dell’ obbligo scolastico passi senza che venga opportunamente sfruttata la possibilità dei ragazzi di questa età di apprendere tutto con facilità e chi per eccesso di zelo rende questo periodo della vita un incubo per il carico di compiti e lezioni interminabili. E’ sempre stato così e nulla è cambiato in questi ultimi anni.

Lo sto constatando ancora una volta e mi chiedo se non sia possibile trovare una giusta via di mezzo, dettata dal buon senso, tra chi obbliga le famiglie a rinunciare a qualsiasi gita o attività di divertimento perchè ci sono troppi compiti  e chi invece non fa fare nulla a casa e non abitua il ragazzo a un minimo di impegno autonomo .

Che senso ha assegnare per compito 50 -60 operazioni  dello stesso tipo? Non sarebbero sufficienti 10 o 15 a fissare l’ acquisizione di una tecnica specifica?

Ricordo che una volta mia figlia doveva scrivere delle frasi utilizzando certi vocaboli : ce n’ erano 60!!!! Dopo una giornata trascorsa a scuola e una moltitudine di altri compiti, alle undici di sera ho dovuto io mettermi accanto a lei per dettarle velocemente quelle frasi che lei avrebbe dovuto inventare: doveva pur andare a dormire sta bambina….Quale utilità ha un compito del genere?

Forse una volta saliti in cattedra molti dimenticano di essere stati a loro volta scolari …. e questo è un limite .

 

 

Una festa in paese.

Ero forse in IV elementare e la scuola fu invitata a partecipare a una sfilata in costume che intendeva far rivivere i tempi in cui il nostro paesino era dominato dagli antichi signori.

Tutto il paese e tutti i circoli culturali e associazioni varie partecipavano alla festa.
Anche per me fu prenotato il noleggio di un vestito da dama rinascimentale.
Quando arrivò il giorno della sfilata c’ era molta gente per le strade, perchè ognuno aveva qualcuno di famiglia impegnato nella rievocazione storica….
Io indossavo il mio abitino lungo di velluto color nocciola con profili verdi e in testa avevo un copricapo che mi faceva sembrare buffa   (anche ora non trovo mai nè un cappello, nè un berretto o altro che non mi faccia sembrare mooooolto “buffa”).
La mia compagna di banco invece aveva due grandi trecce bionde che  sbucavano da sotto il cappello e le incorniciavano il viso: il solo fatto che fosse bionda me la faceva sembrare bellissima e poi il suo vestito era di un bel viola intenso con profili dorati.
Mi sentivo un po’ scialba e  a disagio.
Il corteo attraversò le vie del paese, sostò sotto il balcone del municipio a cui si affacciò la coppia che impersonava i “signori conti” per un breve discorso alla folla plaudente e poi ci si avviò verso il teatro, dove tutti i personaggi sfilarono sotto gli occhi di una giuria che doveva premiare il vestito più bello (cosa che a mio avviso non aveva molto senso, essendo tutti  abiti noleggiati).
Ricordo l’ imbarazzo con cui, ad un cenno della mia maestra, salii su una passerella improvvisata.

La sottile malinconia che mi aveva preso fin dall’ inizio, man mano che venivano chiamati gli altri bambini per la premiazione, si era accentuata sempre più e quando fui chiamata per ultima ebbi la conferma delle mie sensazioni spiacevoli: ero proprio la più brutta!!!
Il ricordo, dopo tanto tempo, si è purificato da quel senso di frustrazione e mi piace riportarlo alla mente, ma quel giorno, che doveva essere una festa,  non mi portò molta allegria.

Quanti libri!!!

Davide ha iniziato la quarta elementare , ma a giudicare dal peso del suo zaino  potrebbe anche frequentare il quinto anno di superiori.

Mentre la sua mamma ricopriva i libri appena ritirati in cartoleria, incuriosita, mi son messa a contarli :  Sono 14!!!!! Scritto in lettere; quattordici!!!!

Ricordo che in un certo momento della mia storia di insegnante l’ argomento più discusso era :  è utile un libro di testo? Non se ne può fare a meno?  E la risposta di alcuni insegnanti fu la sostituzione del libro di lettura e del sussidiario tradizionale con  libri della biblioteca di pari importo.

io non condividevo questa scelta , perchè mi pareva estremamente pratico avere un testo comune da cui prendere spunto per poi allargare lo sguardo ad altre fonti, ma certamente mi pare del tutto esagerato costringere i bambini a gestire 14 libri …e accollare alla regione un simile esborso!!!!

Ci deve pur essere una possibilità di  accordo fra insegnanti per scelte più razionali….

 

Libri non proiettili.

Malala, la ragazza pakistana (la più giovane tra i premi Nobel) che ha rischiato la vita  per rivendicare il diritto  all’ istruzione di ogni bambino, e in particolare di ogni bambina, tra pochi giorni compirà 18 anni.

Una delle sue frasi più note è la seguente : “un bambino, un insegnante, una penna, un libro possono cambiare il mondo”  e, fedele a questa sua convinzione,  chiede a tutti noi di pubblicare una propria foto con in mano un libro : ” libri non proiettili” dice lo slogan di questa campagna , che merita la più ampia diffusione.

Leggo su IL FATTO QUOTIDIANO del 17 giugno (in occasione dei commenti alle tracce degli esami di stato)  quanto segue:

Una pagina nera si è abbattuta su di lei nei giorni scorsi. Otto dei dieci talebani che avevano attentato alla sua vita, sono stati assolti dai giudici e liberati in gran segreto. Malala, però, non si arrende e continua la sua battaglia pacifica a colpi di penna.

Credo non ci sia bisogno di alcun commento….., ma questo fatto fa capire quanto sia necessario sostenere la battaglia di Malala.

Festa di fine anno.

Ieri sera sono  andata alla festa di fine anno della scuola di italiano per stranieri. Il salone era stato addobbato con bandierine, palloncini, e vari cartelloni. Abbiamo sistemato tavoli e sedie e a poco a poco la cucina attigua si è riempita di vivande di ogni tipo portate dagli studenti e dai volontari. Molte studentesse sono arrivate vestite coi loro abiti tradizionali pieni di colori, di lustrini  e di fantasia e ne hanno portato anche qualcuno da far indossare alle insegnanti.  Quando finalmente si è dato il via all’ assalto al ricco buffet, in breve la scena si è animata  e dopo aver svuotato i primi vassoi alcune ragazze hanno cominciato a ballare seguendo la musica diffusa nel salone.

 

A poco a poco altre donne si sono unite al gruppetto che danzava e poi alcuni ragazzi hanno cominciato a suonare delle percussioni, mostrando grandissima abilità. Naturalmente le ragazze africane danzavano con una naturalezza e una grazia inarrivabili per noi ed era un piacere vederle.

In un angolo una ragazza indiana adornava braccia, mani , spalle con bellissimi disegni eseguiti con l’ henné…..Io ero piuttosto stanca e sono tornata a casa quando la festa era ancora in pieno svolgimento: peccato!

SELEGGO

  • “SELEGGO.org” è il sito che si occupa di fornire libri ai bambini dislessici. Ma cosa è la dislessia? E’ un disturbo dell’ apprendimento che impedisce a bambini anche molto intelligenti di imparare a leggere in modo scorrevole; non è difficile capire che questa difficoltà condiziona gravemente il rendimento scolastico.

Proprio per mettere a disposizione dei dislessici libri  elaborati secondo criteri già sperimentati, che facilitno  il loro apprendimento   , i Lyons di Erba stanno finanziando un progetto a cui anch’ io e altri quattro amici dell’ Università della Terza Età stiamo collaborando.

In breve la cosa funziona così: l’ insegnante sceglie il libro da adottare in classe, alcuni  volontari trascrivono tutti i capitoli  usando caratteri e accorgimenti di battitura particolari. Al testo scritto viene abbinata una voce elettronica che lo legge. Naturalmente la voce elettronica a volte sbaglia gli accenti o interpreta in modo scorretto alcuni termini stranieri o non fa le pause opportune, se la punteggiatura è carente . Allora  bisogna modificare il testo segnalando gli eventuali errori all’ équipe che provvederà a modificare la voce.

E’ proprio  questa parte di correzione dei testi, che i miei amici ed io stiamo portando avanti.  Non è stato semplicissimo capire il procedimento, ma dopo i primi approcci tutto sta filando liscio.

Se qualche bambino potrà avere migliori risultati a scuola e quindi essere più gratificato dai suoi studi, credo che ne saremo tutti molto felici : ne sarà felice il bimbo dislessico, ne sarànno felici la sua insegnate e la sua famiglia e ne saremo felici anche noi volontari per aver reso possibile la realizzazione di questo progetto.