A teatro: Giulietta e Romeo – balletto.

Pomeriggio al Teatro alla Scala per assistere al balletto “Giulietta e Romeo” , musiche di Prokofiev e coreografia di Kenneth MacMillan.

Temevo che mi sarei un po’ annoiata, visto che lo spettacolo si annunciava piuttosto lungo : quasi tre ore! Devo invece dire che è stato un bellissimo spettacolo: i costumi stupendi creavano composizioni di colori fantastiche soprattutto nelle scene in cui sul palco si affollavano molti personaggi; il corpo di ballo ha fornito un’ esibizione impeccabile e i due primi ballerini, entrambi giovanissimi, ci hanno incantato per la loro leggerezza ed eleganza. La musica  poi riusciva a sottolineare e, direi , a descrivere ogni situazione ed ogni emozione con una raffinatezza sbalorditiva; l’ orchestra era diretta da ZHANG XIAN, una donna cinese: un direttore d’ orchestra donna è una vera rarità.

Io e alcune mie amiche eravamo sedute in un palco  di fianco al palco reale e la vista  da lassù era veramente mozzafiato. Il teatro era stracolmo e, come accade sempre in occasione di queste rappresentazioni pomeridiane, il pubblico era composto per la maggior parte da anziani e da studenti. Tra questi ce n’ erano anche di giovanissimi e tutti hanno seguito il lungo spettacolo in religioso silenzio per poi esplodere alla fine in lunghi applausi pieni di entusiasmo: questo può solo far piacere e fa ben sperare per il futuro del teatro….

Serata in musica.

Dopo due mesi o giù di lì, trascorsi tra arrivi e partenze, questa era la prima serata da sola….per fortuna in Prepositura si esibiva la corale di S. Pietro al Monte di Civate. I canti erano tutti ispirati al tema “La ragazza di Nazareth”, in vista della festa patronale dell’8 settembre ed erano inframmezzati da brani tratti da libri di Erri De Luca, M. Marcolini, Tonino Bello e da citazioni di autori vari, tra cui anche Dante e Petrarca.

Mi ha sorpreso felicemente l’ entrata in scena dei coristi: mentre il prevosto faceva una breve presentazione, i coristi sono entrati dal fondo della navata e io che ero davanti non li avevo visti. Quando hanno cominciato a cantare , misono girata e li ho visti sparsi in mezzo agli spettatori: ho avuto l’ impressione di essere avvolta dalle loro voci e dalla loro musica. Molto bello!

Ancora una volta devo dire che il livello delle corali di questa zona è veramente notevole per affiatamento e per l’ armonizzazione perfetta delle voci, alcune veramente notevoli. L’esibizione è stata seguita nel più profondo silenzio e solo alla fine gli ascoltatori presenti (non moltissimi in verità) sono esplosi in un lunghissimo applauso.

Incollo qui di seguito la prima parte dell’ inno alla Vergine del Petrarca, che abbiamo riletto insieme stasera:

  1. Vergine bella 1, che di sol vestita,
  2. coronata di stelle, al sommo Sole
  3. piacesti sí, che ’n te Sua luce ascose,
  4. amor mi spinge a dir di te parole:
  5. ma non so ’ncominciar senza tu’ aita 2,
  6. et di Colui ch’amando in te si pose.
  7. Invoco lei che ben sempre rispose,
  8. chi la chiamò con fede:
  9. Vergine, s’a mercede
  10. miseria extrema de l’humane cose
  11. già mai ti volse, al mio prego t’inchina 3,
  12. soccorri a la mia guerra 4,
  13. bench’i’ sia terra 5, et tu del ciel regina

Infine la famosa terzina di Dante dedicata alla Madonna:

Donna, se’ tanto grande e tanto vali,

che qual vuol grazia e a te non ricorre,

sua disianza vuol volar sanz’ ali.

A conclusione della sua esibizione, la corale ha eseguito questo notissimo e suggestivo canto , “Amazing grace”, che potrete ascoltare cliccando QUI (si possono trovare le parole del testo originale e la relativa traduzione in italiano).

Una serata, che si preannunciava solitaria e un po’ triste, è stata invece piacevolissima e ne ringrazio tutti coloro che hanno contribuito a realizzare questo evento.

 

 

Fare teatro …

Stasera sono andata a vedere uno spettacolo musicale interpretato da un gruppo di ragazzi e da qualche adulto nel teatro della parrocchia di Arcellasco. A parte qualche momento piuttosto lento, soprattutto all’ inizio, lo spettacolo è stato gradevole e i numerosi spettatori lo hanno dimostrato  con i lunghi applausi a scena aperta e alla fine  della rappresentazione.

E’ lodevolissimo l’ impegno di chi si fa carico di portare avanti queste iniziative che trovano il loro valore non tanto nella rappresentazione finale davanti a un pubblico, ma nell’ allestimento: nella lunga preparazione dei dialoghi, nell’ apprendimento dei testi , delle melodie, dei passi di danza, nello studio degli effetti di luce ….Credo che i ragazzi che hanno partecipato a questa impresa abbiano dovuto dedicare molte ore a trovare le soluzioni migliori e, nel frattempo, avranno consolidato la loro amicizia….

 

 

Tutti a teatro!!!

E’ con grande piacere che partecipo a tutti gli amici la notizia dello spettacolo teatrale allestito dalla compagnia dell’ UTE di Erba , di cui ho più volte magnificato la bravura ; il divertimento è assicurato. Ecco la locandina.

Cà PRINA – SALA F. ISACCHI

Piazza Prina – Erba

MERCOLEDI’ 11 GIUGNO 2014

ORE 15.30

Il Gruppo Teatro Università della Terza Età ERBA

                                                              Presenta

IL PADRE DELLA SPOSA

Commedia in tre atti di FRANCO ROBERTO

Adattamento scenico e dialettale di Marinetta Nava

Personaggi e interpreti

GIACOMO TRAVETTI: Riccardo Lombardi

LUISA TRAVETTI: Pinuccia Borgonovo

CINZIA TRAVETTI: Orietta Bosisio

SILVIO MANNUCCI: Silvano Rossi

OLGA VOLPINI: Gilda Monti

ENZO BERTELLI: Alessandro Paredi

LELLA VOLPINI: Piera Gaffuri

ALICE FERRI: Luciana Caldera

ROSA DE ROSSI: Iride Pizzocri

GASTONE DE ROSSI: Adriano Chassagne

Regia: Cesare Cavenaghi, Marinetta Nava

Scenografia: Angelo Redaelli, Pippo Molteni

Direttore di scena: Maria Teresa Evangelisti

 


 

 

UTE: come si viveva nelle trincee.

Cento anni fa scoppiava la Grande Guerra e all’ UTE oggi si è tenuta una memorabile lezione-spettacolo che ha rievocato quell’ immane tragedia costata 750.000 morti solo in Italia: un’ intera generazione cancellata dalla nostra storia.

La lezione, introdotta dal prof. Porro e condotta magistralmente dal prof. Poggioni e dai suoi collaboratori, ha voluto soprattutto soffermarsi non sulle cause politico/economiche o sulla diatriba tra interventisti e neutralisti , ma sulla vita dei soldati .

Attraverso la lettura di poesie , lettere di soldati, pagine di scrittori presenti sul fronte, abbiamo potuto rivivere l’ orrore delle trincee costantemente invase dal fango e infestate dal fetore dei morti e degli escrementi; abbiamo quasi provato la paura di quei soldati che aspettavano con terrore il comando insensato di attacco da parte di superiori che li consideravano alla stregua di carne da macello e li costringevano quotidianamente ad inutili assalti che li esponevano al fuoco nemico; rifiutare di obbedire voleva dire essere fucilati o esporre la propria squadra alla decimazione.

Poesie note e meno note hanno scandito il recital , mentre sullo schermo apparivano foto d’ epoca accompagnate dai più famosi canti di guerra, nati nel fango delle trincee, canti che da sempre io amo moltissimo e che mi commuovono sempre.

A conclusione della lezione è stata letta la lettera del soldato inglese che racconta il Natale 1914 al fronte, (episodio che ha trovato varie conferme) , quando sul fronte tedesco i soldati hanno cominciato a cantare i loro canti natalizi ricevendo l’ applauso dei loro nemici, che a loro volta hanno risposto con altri canti . Il soldato racconta che alla fine dalle opposte trincee sono usciti quei giovani che dovevano considerarsi nemici, ma che invece si sono scambiati strette di mano e piccoli souvenir.

Alla fine molti avevano gli occhi arrossati dalla commozione e gli applausi sono scrosciati a lungo.

 

 

Pomeriggio alla Scala.

Ieri pomeriggio ho assistito a un concerto per pianoforte ed archi che il Teatro Alla Scala  ha dedicato ai ragazzi delle scuole e agli anziani.

Non ero mai stata in quel teatro , che è certo uno dei più famosi nel mondo e mi sentivo un po’ emozionata. Al primo impatto mi è sembrato più piccolo di quanto mi ero immaginata e molto più alto. Mi è venuto subito da pensare a quanti artisti importanti sono passati su quel palcoscenico nel corso dei secoli e a quanti capi di stato, governanti, teste coronate e VIP di vario genere hanno gremito quella platea e quei palchi.

Mi è venuta in mente la scena di un film che ricordava la prima del Nabucco;  la gente  gridava : “Viva Verdi!” per inneggiare al musicista e anche al re d’ Italia, mentre una pioggia di volantini di protesta contro il governo austriaco cadeva sulle teste del vicerè di Milano e sulle autorità che occupavano il palco d’ onore.

Mentre ero presa da questi pensieri, è cominciato il concerto che prevedeva dei brani composti da Ravel in età giovanile, e il suono dolcissimo di una viola mi ha letteralmente incantato. Non sono un’ esperta di quel genere di musica, ma ho apprezzato molto la bravura dei concertisti, dai cui strumenti (al massimo 4) si è sprigionato un diluvio di note che ha riempito il teatro e ha incantato la gente (anche se ogni tanto una testa canuta ciondolava tradendo un cedimento a una pennichella non programmata).

Mi ha fatto un enorme piacere vedere tutti i ragazzi assistere in religioso silenzio alle varie esecuzioni e poi applaudire con entusiasmo . Queste iniziative mi paiono davvero molto apprezzabili, perchè oltre a rappresentare un’ occasione di introiti per il teatro e per i musicisti, offrono la possibilità di passare un bel pomeriggio agli anziani e ai ragazzi l’occasione di entrare in contatto con la musica colta e di imparare ad apprezzarla.

Ho  acquistato un biglietto per un balletto che verrà rappresentato in autunno e già da ora pregusto la gioia di tornare alla Scala. Ringrazio di cuore il Gruppo Terza Età di Arcellasco e le sue animatrici per la bella iniziativa .

Una sera a teatro :” Gl’ innamorati” di Goldoni

Il bello delle commedie di Goldoni sta forse nell’ uso del linguaggio veneziano, almeno così ho pensato ieri sera assistendo alla rappresentazione, in lingua italiana,  de “GL’INNAMORATI”, opera che si incentra esclusivamente sui bisticci di due giovani , innamorati e rosi dalla gelosia.

La compagnia teatrale ha introdotto delle novità : una scenografia che si ispira all’arte moderna (una enorme griglia in legno; rappresenta forse la trappola delle convenzioni sociali in cui tutti i personaggi sono invischiati? ) e che permette agli spettatori di vedere gli artisti mentre cambiano costume di scena per interpretare ruoli diversi; un attore maschio  interpreta un ruolo femminile, mantenendo bene in vista la sua calvizie ;  a tratti gli attori si muovono imitando le movenze tipiche dei burattini e delle marionette o recitano esagerando il birignao in modo farsesco; e poi i tuoni che sottolineano ogni momento di “burrasca” tra i due innamorati.

Tutto questo però non è riuscito a sopperire all’ esilità della trama. Bravissimi tuttavia gli interpreti, fra i quali è da menzionare in particolare la bravissima ISA BARZIZZA (84 anni!!!) che ha recitato magistralmente il suo ruolo con tanta freschezza e con la padronanza di scena di una mattatrice.

A Teatro: “Carmen”.

Ieri sera, al teatro “Il Cenacolo Francescano ” di Lecco, ho assistito, insieme a un numeroso gruppo della parrocchia di Arcellasco, alla rappresentazione della “Carmen” nella versione tradizionale in lingua francese.

E’ stata per me una piacevole sorpresa  scoprire che a Lecco esiste un’ orchestra sinfonica di buon livello, che in zona esistono  scuole di danza classica e cori molto apprezzabili per la loro preparazione .

La “Carmen” è opera molto nota per la sua musica spumeggiante e per la storia a tinte forti. Ho apprezzato molto le due interpreti femminili nei ruoli di Carmen e di Micaela. La prima , Margherita Settimo, si è fatta apprezzare per la sua voce dalle grandi potenzialità espressive, ma dovrebbe migliorare , a mio avviso, le sue abilità di danzatrice; la seconda, Angela Alesci, è sembrata perfetta per il suo ruolo (certo meno complesso e impegnativo di quello della protagonista), infatti ha dato sfoggio di ottime qualità vocali e di grande sensibilità interpretativa. Anche gli interpreti maschili si sono fatti apprezzare , anche se mi sono sembrati meno incisivi delle loro colleghe.

Insomma, abbiamo passato tre ore piacevolissime e nemmeno il maltempo che imperversava è riuscito a rovinare la nostra bella serata.

Sento di dover ringraziare il gruppo Terza Età di Arcellasco e le sue bravissime coordinatrici per averla resa possibile.

Una sera a teatro: “ECCE HOMO”

Confesso che non l’ avevo mai sentita nominare, prima che mi parlassero di lei a proposito di altri suoi spettacoli. E’ una donna minuta, ma che sembra riempire il palcoscenico con le sue movenze , con la sua voce docile nell’ assumere mille sonorità diverse, con la magia della parola …. Si chiama Lucilla Giagnoni e ieri sera mi ha affascinato nel suo recital intitolato “ECCE HOMO”

Una mamma la sera prima di dormire racconta una storia alla sua bimba. E’ la storia dell’ uomo ad iniziare dagli albori della preistoria e parallelamente racconta la storia di un burattino che diventa umano. La narrazione è intersecata da brani di testi sacri (l’ autrice ed interprete del testo è un’ appassionata studiosa di testi antichi).

L’ homo sapiens prevale  alla fine sulle altre specie di uomini per trasformarsi poi in homo oeconomicus; Pinocchio trova la sua redenzione nel farsi carico del destino del padre Geppetto e la parola sacra trova la sua apoteosi finale nel discorso delle beatitudini e su questo tema prende avvio l’ esortazione alla bambina, diventata ormai adolescente, perchè sappia prendere il volo e vivere appieno la sua vita.

E’ un’ ora e mezza di parole e basta…. Non c’è altra scenografia se non un pannello luminoso su cui scorrono immagini stilizzate ed essenziali, non ci sono altri personaggi in scena se non la Giagnoni e la sua capacità istrionesca di trasformarsi senza bisogno di trucco o travestimenti. L’ atmosfera è molto ben rimarcata dalle  musiche che sottolineano i passaggi più suggestivi.

Gli applausi finali lunghi e calorosissimi mi sono sembrati  del tutto meritati.

Una sera a teatro: Trappola mortale.

“Trappola mortale” è il titolo  dello spettacolo teatrale che ho visto ieri sera a Cantù. E’ un giallo ricco di colpi di scena . Uno scrittore famoso, ma a corto di ispirazioni artistiche e un suo ex allievo ordiscono un complotto e ne traggono motivo per scrivere una commedia noir  dal titolo “Trappola mortale ” appunto. Il desiderio di successo e dei guadagni che possono derivarne spingono alla fine i due a mettersi in tragica competizione. I dialoghi, a volte un po’ lenti, sono spesso intervallati da spunti comici molto divertenti ; la bravura degli interpreti (Corrado Tedeschi ed Ettore Bassi) è indiscutibile e garantisce una piacevole serata. Particolarmente simpatico il saluto finale della compagnia e il pubblico che gremiva la sala , nonostante la concomitanza del festival di Sanremo, ha testimoniato il suo gradimento con lunghi applausi.