Tutti a teatro!!!

E’ con grande piacere che partecipo a tutti gli amici la notizia dello spettacolo teatrale allestito dalla compagnia dell’ UTE di Erba , di cui ho più volte magnificato la bravura ; il divertimento è assicurato. Ecco la locandina.

Cà PRINA – SALA F. ISACCHI

Piazza Prina – Erba

MERCOLEDI’ 11 GIUGNO 2014

ORE 15.30

Il Gruppo Teatro Università della Terza Età ERBA

                                                              Presenta

IL PADRE DELLA SPOSA

Commedia in tre atti di FRANCO ROBERTO

Adattamento scenico e dialettale di Marinetta Nava

Personaggi e interpreti

GIACOMO TRAVETTI: Riccardo Lombardi

LUISA TRAVETTI: Pinuccia Borgonovo

CINZIA TRAVETTI: Orietta Bosisio

SILVIO MANNUCCI: Silvano Rossi

OLGA VOLPINI: Gilda Monti

ENZO BERTELLI: Alessandro Paredi

LELLA VOLPINI: Piera Gaffuri

ALICE FERRI: Luciana Caldera

ROSA DE ROSSI: Iride Pizzocri

GASTONE DE ROSSI: Adriano Chassagne

Regia: Cesare Cavenaghi, Marinetta Nava

Scenografia: Angelo Redaelli, Pippo Molteni

Direttore di scena: Maria Teresa Evangelisti

 


 

 

UTE: come si viveva nelle trincee.

Cento anni fa scoppiava la Grande Guerra e all’ UTE oggi si è tenuta una memorabile lezione-spettacolo che ha rievocato quell’ immane tragedia costata 750.000 morti solo in Italia: un’ intera generazione cancellata dalla nostra storia.

La lezione, introdotta dal prof. Porro e condotta magistralmente dal prof. Poggioni e dai suoi collaboratori, ha voluto soprattutto soffermarsi non sulle cause politico/economiche o sulla diatriba tra interventisti e neutralisti , ma sulla vita dei soldati .

Attraverso la lettura di poesie , lettere di soldati, pagine di scrittori presenti sul fronte, abbiamo potuto rivivere l’ orrore delle trincee costantemente invase dal fango e infestate dal fetore dei morti e degli escrementi; abbiamo quasi provato la paura di quei soldati che aspettavano con terrore il comando insensato di attacco da parte di superiori che li consideravano alla stregua di carne da macello e li costringevano quotidianamente ad inutili assalti che li esponevano al fuoco nemico; rifiutare di obbedire voleva dire essere fucilati o esporre la propria squadra alla decimazione.

Poesie note e meno note hanno scandito il recital , mentre sullo schermo apparivano foto d’ epoca accompagnate dai più famosi canti di guerra, nati nel fango delle trincee, canti che da sempre io amo moltissimo e che mi commuovono sempre.

A conclusione della lezione è stata letta la lettera del soldato inglese che racconta il Natale 1914 al fronte, (episodio che ha trovato varie conferme) , quando sul fronte tedesco i soldati hanno cominciato a cantare i loro canti natalizi ricevendo l’ applauso dei loro nemici, che a loro volta hanno risposto con altri canti . Il soldato racconta che alla fine dalle opposte trincee sono usciti quei giovani che dovevano considerarsi nemici, ma che invece si sono scambiati strette di mano e piccoli souvenir.

Alla fine molti avevano gli occhi arrossati dalla commozione e gli applausi sono scrosciati a lungo.

 

 

Pomeriggio alla Scala.

Ieri pomeriggio ho assistito a un concerto per pianoforte ed archi che il Teatro Alla Scala  ha dedicato ai ragazzi delle scuole e agli anziani.

Non ero mai stata in quel teatro , che è certo uno dei più famosi nel mondo e mi sentivo un po’ emozionata. Al primo impatto mi è sembrato più piccolo di quanto mi ero immaginata e molto più alto. Mi è venuto subito da pensare a quanti artisti importanti sono passati su quel palcoscenico nel corso dei secoli e a quanti capi di stato, governanti, teste coronate e VIP di vario genere hanno gremito quella platea e quei palchi.

Mi è venuta in mente la scena di un film che ricordava la prima del Nabucco;  la gente  gridava : “Viva Verdi!” per inneggiare al musicista e anche al re d’ Italia, mentre una pioggia di volantini di protesta contro il governo austriaco cadeva sulle teste del vicerè di Milano e sulle autorità che occupavano il palco d’ onore.

Mentre ero presa da questi pensieri, è cominciato il concerto che prevedeva dei brani composti da Ravel in età giovanile, e il suono dolcissimo di una viola mi ha letteralmente incantato. Non sono un’ esperta di quel genere di musica, ma ho apprezzato molto la bravura dei concertisti, dai cui strumenti (al massimo 4) si è sprigionato un diluvio di note che ha riempito il teatro e ha incantato la gente (anche se ogni tanto una testa canuta ciondolava tradendo un cedimento a una pennichella non programmata).

Mi ha fatto un enorme piacere vedere tutti i ragazzi assistere in religioso silenzio alle varie esecuzioni e poi applaudire con entusiasmo . Queste iniziative mi paiono davvero molto apprezzabili, perchè oltre a rappresentare un’ occasione di introiti per il teatro e per i musicisti, offrono la possibilità di passare un bel pomeriggio agli anziani e ai ragazzi l’occasione di entrare in contatto con la musica colta e di imparare ad apprezzarla.

Ho  acquistato un biglietto per un balletto che verrà rappresentato in autunno e già da ora pregusto la gioia di tornare alla Scala. Ringrazio di cuore il Gruppo Terza Età di Arcellasco e le sue animatrici per la bella iniziativa .

Una sera a teatro :” Gl’ innamorati” di Goldoni

Il bello delle commedie di Goldoni sta forse nell’ uso del linguaggio veneziano, almeno così ho pensato ieri sera assistendo alla rappresentazione, in lingua italiana,  de “GL’INNAMORATI”, opera che si incentra esclusivamente sui bisticci di due giovani , innamorati e rosi dalla gelosia.

La compagnia teatrale ha introdotto delle novità : una scenografia che si ispira all’arte moderna (una enorme griglia in legno; rappresenta forse la trappola delle convenzioni sociali in cui tutti i personaggi sono invischiati? ) e che permette agli spettatori di vedere gli artisti mentre cambiano costume di scena per interpretare ruoli diversi; un attore maschio  interpreta un ruolo femminile, mantenendo bene in vista la sua calvizie ;  a tratti gli attori si muovono imitando le movenze tipiche dei burattini e delle marionette o recitano esagerando il birignao in modo farsesco; e poi i tuoni che sottolineano ogni momento di “burrasca” tra i due innamorati.

Tutto questo però non è riuscito a sopperire all’ esilità della trama. Bravissimi tuttavia gli interpreti, fra i quali è da menzionare in particolare la bravissima ISA BARZIZZA (84 anni!!!) che ha recitato magistralmente il suo ruolo con tanta freschezza e con la padronanza di scena di una mattatrice.

A Teatro: “Carmen”.

Ieri sera, al teatro “Il Cenacolo Francescano ” di Lecco, ho assistito, insieme a un numeroso gruppo della parrocchia di Arcellasco, alla rappresentazione della “Carmen” nella versione tradizionale in lingua francese.

E’ stata per me una piacevole sorpresa  scoprire che a Lecco esiste un’ orchestra sinfonica di buon livello, che in zona esistono  scuole di danza classica e cori molto apprezzabili per la loro preparazione .

La “Carmen” è opera molto nota per la sua musica spumeggiante e per la storia a tinte forti. Ho apprezzato molto le due interpreti femminili nei ruoli di Carmen e di Micaela. La prima , Margherita Settimo, si è fatta apprezzare per la sua voce dalle grandi potenzialità espressive, ma dovrebbe migliorare , a mio avviso, le sue abilità di danzatrice; la seconda, Angela Alesci, è sembrata perfetta per il suo ruolo (certo meno complesso e impegnativo di quello della protagonista), infatti ha dato sfoggio di ottime qualità vocali e di grande sensibilità interpretativa. Anche gli interpreti maschili si sono fatti apprezzare , anche se mi sono sembrati meno incisivi delle loro colleghe.

Insomma, abbiamo passato tre ore piacevolissime e nemmeno il maltempo che imperversava è riuscito a rovinare la nostra bella serata.

Sento di dover ringraziare il gruppo Terza Età di Arcellasco e le sue bravissime coordinatrici per averla resa possibile.

Una sera a teatro: “ECCE HOMO”

Confesso che non l’ avevo mai sentita nominare, prima che mi parlassero di lei a proposito di altri suoi spettacoli. E’ una donna minuta, ma che sembra riempire il palcoscenico con le sue movenze , con la sua voce docile nell’ assumere mille sonorità diverse, con la magia della parola …. Si chiama Lucilla Giagnoni e ieri sera mi ha affascinato nel suo recital intitolato “ECCE HOMO”

Una mamma la sera prima di dormire racconta una storia alla sua bimba. E’ la storia dell’ uomo ad iniziare dagli albori della preistoria e parallelamente racconta la storia di un burattino che diventa umano. La narrazione è intersecata da brani di testi sacri (l’ autrice ed interprete del testo è un’ appassionata studiosa di testi antichi).

L’ homo sapiens prevale  alla fine sulle altre specie di uomini per trasformarsi poi in homo oeconomicus; Pinocchio trova la sua redenzione nel farsi carico del destino del padre Geppetto e la parola sacra trova la sua apoteosi finale nel discorso delle beatitudini e su questo tema prende avvio l’ esortazione alla bambina, diventata ormai adolescente, perchè sappia prendere il volo e vivere appieno la sua vita.

E’ un’ ora e mezza di parole e basta…. Non c’è altra scenografia se non un pannello luminoso su cui scorrono immagini stilizzate ed essenziali, non ci sono altri personaggi in scena se non la Giagnoni e la sua capacità istrionesca di trasformarsi senza bisogno di trucco o travestimenti. L’ atmosfera è molto ben rimarcata dalle  musiche che sottolineano i passaggi più suggestivi.

Gli applausi finali lunghi e calorosissimi mi sono sembrati  del tutto meritati.

Una sera a teatro: Trappola mortale.

“Trappola mortale” è il titolo  dello spettacolo teatrale che ho visto ieri sera a Cantù. E’ un giallo ricco di colpi di scena . Uno scrittore famoso, ma a corto di ispirazioni artistiche e un suo ex allievo ordiscono un complotto e ne traggono motivo per scrivere una commedia noir  dal titolo “Trappola mortale ” appunto. Il desiderio di successo e dei guadagni che possono derivarne spingono alla fine i due a mettersi in tragica competizione. I dialoghi, a volte un po’ lenti, sono spesso intervallati da spunti comici molto divertenti ; la bravura degli interpreti (Corrado Tedeschi ed Ettore Bassi) è indiscutibile e garantisce una piacevole serata. Particolarmente simpatico il saluto finale della compagnia e il pubblico che gremiva la sala , nonostante la concomitanza del festival di Sanremo, ha testimoniato il suo gradimento con lunghi applausi.

Uno spettacolo da non perdere.

Ho già avuto modo di parlare della compagnia Teatrale dell’ UTE e di magnificare la bravura di tutti i suoi componenti. La fama del gruppo si sta espandendo e il loro spettacolo “L’ anima travasada” è stato rappresentato anche nei teatri dei dintorni. Suggerirei pertanto a tutti coloro che leggono queste pagine e che abitano nell’ erbese, di non lasciarsi sfuggire l’ occasione per passare una serata di sicuro divertimento:

Come si arriva al teatro della scuola S. Vincenzo? E’ proprio di fronte alle scuole medie statali ” Puecher”, di fianco al Municipio  e vicinissimo alla Prepositura e al Parco Majnoni. Si chiede un’ offerta libera, ma io raccomando di essere generosi, perchè il ricavato andrà in beneficenza. Io ci sarò e aspetto tanti amici ed amiche.

 

Una sera a teatro: VOLARE

“Destini incrociati” è il titolo di una rubrica radiofonica che mi capita di ascoltare e che racconta come le vite di personaggi famosi abbiano avuto svolte decisive dal fatto di essersi incontrati.

Ieri sera al teatro Fumagalli di Cantù abbiamo sentito e goduto il racconto di tre destini incrociati: quello di Modugno, del padre di Beppe Fiorello e di quest’ ultimo ancora bambino.
Beppe Fiorello ha certamente voluto sfruttare a teatro il gran lavoro che certamente ha dovuto affrontare per realizzare lo sceneggiato televisivo sul grande “Mimmo nazionale”, facendone un recital , un lungo monologo in cui le vite e le vicende sue personali e familiari si mescolano con quelle del cantante pugliese. Se nello spettacolo televisivo B. Fiorello aveva convinto sia come attore che come cantante, restava però sempre l’ idea che forse poteva aver avuto un valido supporto dalla tecnologia; a teatro invece ieri sera ha dimostrato di essere veramente un grande professionista e in certi momenti pareva proprio che Modugno stesso si muovesse su quel palcoscenico.
“VOLARE” è il titolo (obbligato) dello spettacolo; dura due ore, due ore in cui B. Fiorello col solo supporto di due bravi chitarristi e su un palco con scenografia essenziale riesce a intrattenere il pubblico ricreando atmosfere e situazioni del nostro sud e della storia di questo nostro paese inframmezzandole con le più belle canzoni di Modugno, interpretate tutte con notevole bravura e grande sensibilità.

Spesso gli applausi hanno sottolineato i momenti più intensi, ma sono scrosciati alla fine dello spettacolo che si è concluso con la canzone più suggestiva di Modugno: “Il vecchio frac”
Una volta Beppe Fiorello era forse da tutti indicato come il fratello minore del grande Rosario, ma ora penso che possa essergli riconosciuto un posto importante nel nostro mondo dello spettacolo, a prescindere dalle sue parentele.

Due spettacoli a confronto : La Traviata.

Seguendo su RAI5 “La Traviata” in diretta dal Teatro Alla Scala, mi pareva di ritornare indietro nel tempo di quasi un anno.

Infatti la scelta del regista e degli scenografi ricalcava esattamente quanto avevo visto a Londra al Teatro Coliseum : niente costumi ottocenteschi ed elementi scenografici ridotti al minimo. C’ era però una sostanziale differenza: là la gente era arrivata preparata a questi adattamenti dettati dall’esigenza di contenere i costi per un pubblico che non può permettersi le prime di gala, qui invece il pubblico si aspettava uno spettacolo di alto livello e la scelta minimalista (forse anche qui dettata dall’ esigenza di contenere i costi) ha un po’ spiazzato tutti.  Da questo è certamente dipeso il fatto che a Londra il pubblico era andato in visibilio e qui invece ci sono state anche delle feroci contestazioni.

Devo dire che anche il livello degli interpreti al Coliseum mi è sembrato superiore, non tanto per il ruolo di Violetta, ottimamente interpretato in entrambe le messe in scena, quanto per il ruolo del tenore : quello di ieri sera ogni tanto appariva un po’ incerto o giù di voce.

Al Coliseum il biglietto è costato circa  circa 20 o 25 sterline, non ricordo esattamente; sarebbe interessante sapere quanto costavano i biglietti della Scala ieri sera….