Il mio 11 settembre.

Era stata una mattina pesante e, dopo aver lavato i piatti e sistemato la cucina mi ero messa sul divano , davanti al televisore, per riposare un po’. Sullo schermo apparve l’ immagine di  grattacieli che stavano bruciando. “Oh, no – mi son detta – non  ho voglia di vedere uno dei soliti film catastrofici” e cambiai canale, ma anche lì c’ era la stessa immagine….  e bastarono pochi secondi per capire che era tutto vero: le torri gemelle stavano bruciando colpite da due aerei.  Fui presa da un’ angoscia terribile : chi poteva aver pensato un attacco tanto spaventoso? Quante persone stavano in quel preciso momento morendo in un modo orribile? Cosa sarebbe successo di lì a poco? Stava forse per scoppiare una guerra?

Mia figlia , proprio in quel momento era all’ aeroporto e stava per ripartire per l’ Inghilterra , ma i notiziari parlavano di chiusura degli aeroporti, cosa poteva accadere?

Andai a chiamare i miei familiari  e divisi con loro le mie paure …. Le immagini intanto diventavano sempre più atroci e diventava via via più evidente che eravamo dinanzi a un fatto che avrebbe segnato la storia.  Verso sera riuscii a parlare con mia figlia: non sapeva ancora nulla; la partenza dell’ aereo era stata ritardata , ma nessuno aveva spiegato il perchè, ma poi il volo e l’ atterraggio erano stati del tutto normali…. tirai un sospiro .

A distanza di nove anni quel giorno rimane nella mente di tutti quelli che lo hanno vissuto  e in tutti, penso, si riaffacciano ogni tanto degli interrogativi sui molti punti oscuri  di un avvenimento che ha causato lutti infiniti.

4 thoughts on “Il mio 11 settembre.”

  1. All’epoca ero poco più di un fanciullo, e ricordo perfettamente le sensazioni che provai. Ricordo, e me ne vergogno, che quasi esultavo nel vedere le immagini delle bombe sull’Afghanistan, viste come una sorta di “vendetta”.

    Probabilmente altri bambini o ragazzini ragionavano così. Il fatto è che però nel frattempo sono cresciuto. Ho cominciato a capire che gli altri non sono nemici, che non si possono fare simili vergognosi accostamenti (tra una religione, o un popolo, e un’associazione terroristica), e che la guerra non è un gioco ma qualcosa per la quale muoiono e soffrono tantissime persone come me.

    Invece tante, troppe persone “adulte” ragionano su queste cose come dei bambini. Ma di quei bambini vendicativi, cattivi, egoisti. Dei Peter Pan malefici, insomma.

  2. Ciao, Franesco! Benvenuto! E’ vero , molte persone non sanno vedere le cose con il cervello e con il cuore, ma si fermano alla superficie e così nascono i guai…. Ciao!

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