UTE: Simbolismo ed Ermetismo – I modi di acquisto della proprietà ( sintesi di A. D’Albis)

In occasione del bicentenario della nascita di Baudelaire e del centoventesimo di quella di Quasimodo, il professor Galli ci propone delle lezioni molto interessanti su questi due poeti, sottolineando la linea di continuità che c’è tra loro, ma anche la loro discontinuità.

In questa prima lezione, il professore ci presenta il poeta francese Charles Baudelaire, che è stato per tanti poeti un punto di riferimento. Con lui, infatti, comincia la corrente del Simbolismo, che sarà fondamentale per la poesia occidentale e arriverà anche in Italia, in un percorso che terminerà con l’”Ermetismo”, la grande scuola poetica italiana che si afferma tra la prima e la seconda guerra mondiale. 

Con Baudelaire finisce la poesia dell’800 e inizia la poesia moderna. Iniziano anche due percorsi: uno in cui la poesia ha per tema di fondo il malessere, la noia, l’angoscia; l’altro di una poesia alta che si stacca dal passato e costruisce un linguaggio poetico nuovo. Per capire l’opera poetica di Baudelaire, bisogna conoscere un po’ della sua vita.

Baudelaire nasce a Parigi in 9 aprile del 1821. Suo padre è già anziano, ha più di 60 anni; la madre è di 30 anni più giovane. Il padre muore quando Charles ha 6 anni. Rimasta vedova, la madre riversa su Charles tutto il suo affetto, ma solo un anno dopo decide di risposarsi con Jacques Aupick, un freddo e rigido tenente colonnello, intriso di perbenismo borghese, che si guadagna ben presto l’odio del figliastro. Baudelaire non perdona alla madre questo tradimento e i rapporti con lei e il patrigno diventano sempre più tormentosi. Frequenta il Collegio, a Lione, dove la famiglia si era trasferita, poi il Liceo a Parigi, ma con risultato altalenanti. Dopo il Liceo, non accetta le scelte della famiglia per il suo futuro e si appassiona alla carriera letteraria. Poiché comincia a frequentare cattivi ambienti e ad avere uno stile di vita dissoluto, nel 1841, la famiglia decide di allontanarlo da Parigi e lo imbarca su una nave per l’India. Dopo pochi mesi, però, ritorna a Parigi e, ormai maggiorenne, sperpera, conducendo una vita dissoluta, l’eredità paterna. Nel 1844 la madre gli sottrae l’amministrazione dell’eredità. Nel 1848 partecipa ai moti rivoluzionari parigini. Negli anni seguenti la sua vita permane in condizioni di precarietà, alloggi momentanei, debiti pressanti, lavori altalenanti, salute cagionevole e frequentazione di donne poco serie.

Nel 1857 pubblica la raccolta di poesie:” I Fiori del Male”, il suo capolavoro.  Questa prima edizione comprende cento poesie divise in sei sezioni: Spleen (malinconia) e ideali; Parigi dei disperati; i fiori del male; il vino; Satana; la morte come unica alternativa.

Sempre nel 1857 viene processato per oscenità e deve cancellare delle liriche. Nel 1861 pubblica la seconda edizione della sua opera con 35 testi in più. In questo stesso anno, pressato dai debiti e minato dalle malattie causate dall’abuso di alcol e droga, scappa in Belgio. Nel 1866 ha un attacco di paralisi e afasia e viene riportato a Parigi dalla madre. Muore nel 1867 a soli 46 anni.

Conoscere la vita di un artista è importante, perché gli artisti percepiscono i drammi profondi della propria generazione. Il dramma di Baudelaire nasce dalla sua ribellione verso la società borghese che si stava definendo in quel periodo.

La società borghese dei tempi di Baudelaire era chiusa e molto rigida. Aveva come valore principale il successo negli affari e disprezzava i ceti popolari ma anche tutti coloro che non creavano profitti con il loro lavoro, come gli artisti.

La società borghese concepiva la povertà come una colpa; considerava le donne “angelo del focolare”, ma le relegava in casa; era permeata da un perbenismo ipocrita e solo di facciata.

Baudelaire prova disgusto, malessere e disperazione nei confronti di questa società e reagisce stordendosi con l’alcol e la droga.

Considera la poesia come forma autentica di conoscenza che va al di là dell’esperienza comune. Non crede nella scienza e pensa che solo l’artista può comprendere il linguaggio della natura.

Infine il professore ci legge tre liriche. La prima è anche la prima che si incontra ne: “I Fiori del Male”: “Al lettore”. In questa lirica, il poeta si rivolge al lettore in modo violento, che scandalizza, o perlomeno che scandalizzava ai tempi di Baudelaire. La seconda è:” L’Albatro” (poesia famosissima) che ci spiega la condizione dell’artista nella società borghese. L’ultima è: “Spleen” che descrive le caratteristiche di chi vive la depressione.

Si continua nella prossima lezione!

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Il professor Spagnuolo ci ha parlato dei “limiti al diritto di proprietà sia nell’interesse privato che pubblico”.

Si può acquisire un bene in modo corretto:

  1. a titolo originario, cioè se il bene in quel momento non appartiene a nessuno, quindi non viene trasferito da un soggetto ad un altro, esso diventa automaticamente del nuovo titolare;
  2. a titolo derivato, se c’è un rapporto di successione col precedente titolare (Contratto di compravendita o Successione per causa di morte).

Tra le forme originarie ci sono le seguenti:

  1. INVENZIONE (ritrovare): è il ritrovare oggetti smarriti, se nessuno reclama il bene, è di colui che lo ha trovato;
  2. OCCUPAZIONE: si acquista il diritto ad avere un bene che non appartiene a nessuno o un bene abbandonato spontaneamente;
  3. USUCAPIONE: si diventa proprietari di un bene immobile dopo un uso continuato nel tempo;
  4. SPECIFICAZIONE: quando un soggetto abbellisce un bene di un altro, o si paga il bene o il materiale usato;
  5. ACCESSIONE: quando un proprietario diventa titolare di qualsiasi opera esistente sopra o sotto il suolo.

Nel settore pubblico ci sono dei beni INDISPONIBILI, cioè che non si possono vendere.

Tra questi ci sono i BENI DEMANIALI (DEMANIO), spiagge, coste, fiumi laghi.

Poi ci sono i BENI DI PUBBLICA UTILITA’, come le scuole, gli uffici, le caserme che sono beni statali INDISPONIBILI e non si possono vendere.

I Beni Demaniali e le Autostrade non possono essere venduti, ma possono essere dati in concessione (per es. in Italia le Autostrade sono gestite dalla società “AUTOSTRADE S.P.A.” che paga un canone allo stato e ha l’obbligo della manutenzione).

Questi beni, per natura o per necessità, devono appartenere allo Stato.

Ci sono, poi, i Beni Statali DISPONIBILI, cioè quelli che possono essere venduti.

Il professore ci fa un esempio: se una scuola viene trasferita da un edificio ad un altro, il vecchio edificio perde il “vincolo pubblico” e può essere venduto.

Quindi i BENII DISPONIBILI dello Stato sono tutti quei beni che lo Stato possiede che non sono DEMANIO e che non sono legati da VINCOLO PUBBLICO.

Anche il professor Spagnuolo continuerà questo interessante argomento in altre lezioni.