Ciao!

Vent’anni fa moriva mia madre, una vita spesa nel lavoro, nella cura della famiglia e della vita che inizia e di quella che arriva al suo traguardo. Si può certamente dire che ha fatto sempre del suo meglio, senza risparmiarsi, nelle condizioni difficili in cui ha vissuto e per me è sempre stata un esempio di dedizione e di abnegazione.  La foto la ritrae insieme a mio padre nel giorno del loro matrimonio. Ciao, Mamma! Continua a ricordarti di noi tutti come hai sempre fatto.

mammae papà matrimonio

Bambini al tempo del covid.

Sì, i bambini al tempo di covid. In questo articolo viene evidenziata la sofferenza di tanti bambini strappati violentemente alle loro abitudini, ai loro compagni, alle loro maestre e costretti a vivere in un ambiente domestico segnato dai rapporti violenti degli adulti e con gli adulti.

Ma anche nelle situazioni più ideali i bambini ricorderanno questi giorni come momenti difficili.

Se in un primo tempo hanno forse vissuto la novità del lockdown come una vacanza insperata, se le prime lezioni on line sono state accettate come una divertente novità, con l’andare del tempo hanno sentito tutto il peso dell’isolamento, la fatica dell’uso della tecnologia non sempre efficiente, la mancanza di giochi all’aperto con gli amici.

Ho visto tutto questo anche nei miei nipoti (cinque): la maggiore si sente defraudata per non poter festeggiare, come aveva progettato, il suo diciottesimo compleanno e non vede l’ora che da lunedì prossimo sia possibile rincontrare gli amici. Davide e Samuele (13 e 12 anni) sentono la fatica delle lezioni on line, di computer non al massimo dell’efficienza, di dover limitare i propri rapporti alla cerchia di famiglia, di non avere a disposizione spazi verdi , e sono spesso irrequieti e insoddisfatti. I due più fortunati sono Giovanni e Gioele (6 e 3 anni) che hanno papà e mamma che possono lavorare da casa in orari flessibili, i nonni materni  a un tiro di cerbottana, un grande spazio verde dove andare in bicicletta, giocare a fare i giardinieri, correre liberamente. Tuttavia ogni tanto manifestano il desiderio di incontrare i compagni di scuola materna e le maestre.

Chissà che idea si è fatto Gioele del coronavirus, forse gli attribuisce le bambini e coronavirussembianze e le caratteristiche dell’immancabile “cattivo” presente nei cartoni animati, perchè tutto serio serio ha detto alla mamma:- Io sono coraggioso del coronavirus !-

Non c’era troppo “teatro”?

E se tutta la messinscena  vista all’arrivo di Silvia Romano fosse tutta “teatro”? (così direbbe Camilleri per bocca di Montalbano)

Che bisogno c’era di indossare uno jilbaba verde (colore dell’Islam)? non poteva essere di un colore qualsiasi? Che bisogno c’era di affrettarsi a dire di quanto era felice di essersi convertita?

E se tutto questo “teatro” non fosse che una delle tante condizioni per ottenere la liberazione?

Ci sono molti che oggi si accaniscono contro questa ragazza, ma lasciamole il tempo per  riabbracciare i suoi, per farle sentire il calore della sua casa….poi a poco a poco tutto si chiarirà meglio per noi (se fra qualche giorno ce ne ricorderemo ancora) e forse anche per lei, che certo deve aver vissuto un’esperienza non facile…

Letture: La deportazione è vicina….

11 luglio 1942

Mi chiedo cosa farei effettivamente se mi portassi in tasca il foglio con l’ordine di partenza per la Germania e se dovessi partire tra una settimana. Supponiamo che quel foglio mi arrivi domani, cosa farei? Comincerei col non dire niente a nessuno, mi ritirerei nel cantuccio più silenzioso della casa ….cercando di radunare tutte le mie forze da ogni angolo di anima e di corpo. Mi farei tagliare i capelli molto corti e butterei via il rossetto. Cercherei di finire di leggere le lettere di Rilke. Mi farei fare dei lunghi pantaloni con quella stoffa che ho ancora per un mantello d’inverno. Naturalmente vorrei ancora vedere i miei genitori ….. e vorrei scrivere all’uomo che mi farà morire di nostalgia. …. Mi procurerò un piccolo zaino e porterò con me lo stretto necessario ….mi porterò la Bibbia….non porterò ritratti di persone care, ma alle ampie pareti del mio io interiore voglio appendere le immagini dei molti visi e gesti che ho raccolto, e quelle rimarranno sempre con me. …

Molte persone mi rimproverano per la mia indifferenza e passività e dicono che mi arrendo così, senza combattere. Dicono che chiunque possa sfuggire alle loro grinfie deve provare a farlo, che questo è un dovere, che devo fare qualcosa per me. Ma questo conto non torna. ……ma un certo numero di persone non deve partire comunque? Il buffo è che non mi sento nelle loro grinfie, sia che io rimanga qui sia che io venga deportata….. non mi sento nelle grinfie di nessuno, mi sento soltanto nelle braccia di Dio.   Forse mi potranno ridurre a pezzi fisicamente, ma di più non mi potranno fare….(DIARIO – Quaderno X)

 

Credo che ogni commento a queste parole di Etty Hillesum, sia superfluo; sono parole che bastano da sole a rappresentare la grandezza di questa piccola donna ebrea, che non accetta l’idea di salvarsi a scapito di qualcun altro suo simile…

 

70 anni di Europa.

De Gasperi, Adenauer (in secondo piano) e Schumann, tre grandi padrei dell'Europa.
De Gasperi, Adenauer (in secondo piano) e Schumann, tre grandi padri dell’Europa.

Il 9 maggio del 1950, la dichiarazione di Schumann dava il via a un progetto molto ambizioso, vagheggiato da molti nel passato, ma mai realizzato dai tempi dell’Impero Romano: la costruzione di un’Europa Unita.

Tra momenti felici e crisi profonde, quel progetto ha posto fine alle fratricide guerre fra stati europei che da secoli avevano insanguinato l’Europa, ottenendo l’unico risultato di portare a morire i propri giovani, creare miseria e diffondere odio e desiderio di rivalsa.

In questi 70 anni sono stati fatti notevoli passi avanti nel percorso lungo e tortuoso della costruzione di una Comunità Europea, speriamo che la pandemia sia l’occasione per accelerare questo cammino e non per distruggere un sogno

Di nuovo a Messa, ma come?

Dal 18 maggio si potranno celebrare le messe festive e feriali alla presenza dei fedeli.

E’ una bella notizia, che farà contente molte persone che, giustamente,  sentono la mancanza della partecipazione fisica ai riti religiosi.

Sarà bello ritrovarsi, anche se con mascherine, guanti e gel. Un problema però mi lascia un po’ perplessa: i parroci dovranno stabilire il numero massimo di fedeli per ogni celebrazione, penso in base alla superficie delle singole chiese e ci dovranno essere dei volontari all’ingresso che controllano il numero di quelli che entrano, dopo aver loro misurato la temperatura e offerto il gel disinfettante; potrà perciò succedere che uno arriva davanti alla chiesa e si sente dire che non può entrare? O sarà necessario prenotarsi? O dovremo procurarci in anticipo un gettone che indichi a quale messa possiamo accedere?

Questo coronavirus è riuscito a sconvolgere tutte le nostre certezze e le nostre abitudini più radicate.

Mala tempora…

Cosa sta accadendo?

Nei primi giorni della pandemia, la paura aveva coalizzato molte iniziative e si erano raccolti fondi, molti imprenditori avevano contribuito a fornire mezzi finanziari e materiali utili; migliaia di medici e infermieri rispondevano agli appelli per venire in aiuto delle zone più colpite…. tutto questo ha dato a molti di noi un po’ di speranza in giorni veramente tragici. Pensavamo: se saremo uniti, supereremo anche questo momento terribile.

Ora invece pare di assistere a un “tutti contro tutti”: regioni contro il governo, diffusione di fake news a volontà per disorientare la gente e fomentare il malcontento.  In certe regioni pare che arrivino i finanziamenti promessi dal governo, che arrivino anche le mascherine, mentre in altre tutto è fermo. Dissidi nel governo ne rallentano l’azione di contrasto alla crisi economica che ci sta piombando addosso.  E c’è anche chi chiede i sussidi del governo senza averne dirito, togliendo risorse (già scarsissime) a chi veramente ha bisogno di aiuto…..  E in Europa  atavici egoismi alzano i toni e minacciano  addirittura la stessa esistenza dell’EU.

Di questo passo non andremo molto lontano e a pagarne il prezzo saremo tutti noi, ma soprattutto immediatamente i più poveri ed emarginati e, in tempi più lunghi i nostri figli e nipoti.

Rosa canina.

E’ nata qualche anno fa tra le piante di alloro della siepe, certamente portata lì da qualche merlo.

Ora è diventata una bella pianta e puntualmente fiorisce a maggio, come si conviene alle rose. Ma lei è una rosa speciale: la chiamano rosa selvatica, ma a me piace di più dire “spontanea” .  Ogni anno la guardo meravigliata: è la rosa più antica, quella da cui sono derivate tutte le altre specie di rose, che ora mostrano le loro fioriture maestose. Lei no, è rimasta la semplice rosellina di milioni di anni fa, ed è riuscita ad arrivare fino a noi, sempre uguale, sempre semplice e immutabile e generosa con gli insetti che la visitano in cerca di cibo.

Guardarla è per me come tornare col pensiero alle origini della vita.

All-focus
All-focus

Quando i papaveri facevano ” plop”….

papaveri e grano

Una volta i papaveri facevano bella mostra di sè soprattutto tra le spighe del grano maturo , ora invece si vedono solo ai bordi dei campi o delle strade (colpa dei diserbanti?).

Ricordo quando bastava un fiore di papavero per inventare dei giochi che ci occupavano per lunghi momenti sereni: seduti all’ombra di un albero, staccavamo i grandi petali rossi di un papavero ; chiudevamo leggermente a pugno la mano sinistra e appoggiavamo un petalo là dove tra pollice e indice restava uno spazio vuoto circolare. A questo punto con la mano destra aperta battevamo forte sul petalo: l’aria compressa violentemente lacerava il petalo producendo uno schiocco sonoro: PLOP!!!. Il petalo lasciava le nostre mani macchiate di rosso scuro.

Anche il calice, così irto di piccole protuberanze appuntite, ci forniva l’occasione , premendolo forte sulla pelle, per eseguire labili tatuaggi. Tra noi bambini si faceva a gara per vedere chi riusciva a fare lo schiocco più “robusto” e a fare i tatuaggi più complessi.

Ora nessuno ricorda più quei giochi e i bambini sono sempre in cerca di giocattoli sempre più assurdi e costosi da usare per un attimo per poi dimenticarli.

 

Sondaggio.

Sam sta facendo un progetto scolastico, ha progettato un questionario con 3 domande sul perché leggi e su quale impatto i libri hanno sulla tua vita. Puoi spendere 5 minuti per aiutarlo? L ‘ indagine chiuderà mercoledì 6 aprile.

Vi si chiede:

  • la vostra fascia di età;
  • che tipo di letture preferite:
  • perchè leggete;
  • quanto spesso leggete.

Se risponderete Sam sarà molto contento.