Giornata mondiale dei diritti dei bambini

“Nel mondo 40 milioni di bambini sono vittime di abuso sessuale, 1,2 milioni all‟anno vengono trafficati per essere schiavizzati in lavori pesanti o avviati alla prostituzione e ben 275 milioni hanno assistito ad atti di violenza domestica, diventandone spesso a loro volta vittime. Non c‟è Paese che possa dirsi esente da tutto questo, nemmeno l‟Italia, dove fenomeni come la tratta di bambini, il lavoro minorile, la prostituzione, la violenza in famiglia e fuori dalle mura domestiche, nelle sue più svariate manifestazioni, dilagano”.http://www.terredeshommes.it/
E’ ancora una volta la “Giornata Mondiale dei Diritti dei Bambini” . Ancora una volta si dovrebbe elencare tutto ciò di cui un bambino ha bisogno per crescere sereno e sano , ma suonerebbe come un esercizio sterile ed ipocrita : meglio lasciar parlare i numeri terribili riportati da “Terre des hommes” e riflettere sull’ orrore che essi spalancano davanti ai nostro occhi

Burocrazia assurda.

http://alesiro.blogspot.com/2010/11/poverino-visita-di-controllo-allinps.html

E’ il racconto molto realistico dell’ esperienza al limite del surreale che spesso si trova a vivere chi deve per forza aver a che fare con la burocrazia  :  chi scrive ha una menomazione ben visibile (gli mancano le braccia) e deve recarsi alla ASL per convalidare la sua certificazione di invalidità e quindi il suo diritto alla relativa pensione; lì incontra due mamme che accompagnano i figli chiaramente minorati e si chiede perchè mai ogni anno si debba sottoporre a una visita umiliante chi porta una disabilità chiaramente visibile e non modificabile nel tempo.

E’ la stessa domanda che mi ponevo io qualche anno fa quando si doveva sottoporre alla stessa visita mio padre affetto da Altzeimer in stadio molto avanzato e allora si doveva chiamare un’ ambulanza e sottoporre a un viaggio scomodo e a disagi notevolissimi sia l’ ammalato che i familiari. Mi si dirà che è per combattere gli abusi delle false invalidità, ma credo che ci possano essere molti altri metodi, nell’ era dell’ informatica, per accertare gli abusi, senza aggiungere sofferenze a chi già vive situazioni oltremodo difficili.

Sere d’ inverno…senza TV.

Quando le ore di luce si accorciano sempre più, le serate sembrano interminabili ; così è in questi giorni e così era tanti anni fa quando ancora non c’ era la tv a far compagnia alla gente.

Ricordo (ero molto piccola),  che ci si ritrovava  nell’ unico locale riscaldato che faceva da cucina e da soggiorno : mia madre indaffaratissima come sempre a preparare gli scaldini (il padléni) da mettere nei “pret”, per intiepidire le lenzuola e le coperte, e a cuocere contemporaneamente la polenta sulla stufa a legna.

Intanto io, che ero la più piccola, potevo permettermi il lusso di tiranneggiare un po’ mio padre, stando sulle sue ginocchia, mentre lui faceva un  solitario a cui io collaboravo sistemando le carte che via via “si liberavano” e questo mi permetteva di imparare a riconoscerle e a metterle in ordine crescente. A volte si univa a noi anche mia sorella, la penultima e allora giocavamo a “rubamazzetto”, all’ “asino” , a “cheva in pataja” ;  quest’ ultimo era particolarmente emozionante per i continui capovolgimenti delle sorti del gioco. Il borbottìo della pentola fumante faceva da sottofondo rassicurante

A volte , dopo cena, venivano i vicini (ricordo Baiòc e Giubèn) e allora i grandi giocavano a briscola, a scopa, a scopone o altri giochi più complessi che non ho mai imparato. Io  stavo incollata a mio padre, sulle sue ginocchia per tutto il tempo, fino a che non mi si chiudevano gli occhi .
Dovevo però stare attenta a seguire alcune raccomandazioni : non dovevo parlare delle carte che lui aveva in mano, né tanto meno mostrare reazioni di gioia o di delusione quando avesse pescato carte importanti o sfortunate. Questo mi faceva sentire partecipe del gioco, che seguivo con molta attenzione. E’ incredibile quante cose si possano imparare, quasi senza accorgersene, col gioco delle carte, soprattutto nell’ ambito matematico.

In particolare però io ero affascinata dai segni impercettibili che i giocatori si scambiavano col partner per indirizzarne il gioco o per segnalare una difficoltà: erano strizzatine d’occhio, alzate di spalle, labbra che si imbronciavano o che venivano appena appena inumidite con la lingua, sopracciglia che si inarcavano per un istante. Erano elementi di un codice per me misterioso, che a poco a poco imparai a decifrare con mia grande soddisfazione.
Il gioco si svolgeva tra una battuta scherzosa e uno “sfottò” bonario e non mancavano accenni ai fatti accaduti durante il giorno; alla fine nessuno aveva vinto niente, né tanto meno perso niente : a tutti era bastato stare piacevolmente in compagnia.
Quando non c’ erano i vicini,  si accendeva la radio per ascoltare un po’ di musica o qualche trasmissione radiofonica:  molto seguito era allora  “Il rosso e il nero” , lo spettacolo  condotto dalla voce calda e amichevolmente sorniona di Corrado. Protagonisti di queste serate erano comici come Enrico Luzi, Alberto Talegalli, Tino Scotti , nomi allora molto conosciuti.
Per le dieci o poco più però la serata terminava: l’indomani tutti dovevamo alzarci molto, molto presto.!

Maroni? non querelare Saviano: guarda EXIT prima!!!

Maroni , è inutile che ti arrabbi con Saviano che avrebbe leso l’ immagine della Lombardia e della Lega…. Guarda EXIT su La7 !!!

Il Consiglio comunale di Desio è intimidito dalla ‘ndrangheta e Grasso  spiega come la ragnatela delle mafie si stia estendendo come un cancro silenzioso in tutte le attività produttive della Regione.

Donna è bello!

              Le grandi donne d'ItaliaLe grandi donne d'ItaliaLe grandi donne d'ItaliaLe grandi donne d'Italia

http://www.corriere.it/cronache/10_novembre_16/newsweek-grandi-donne-italiane-francesco-tortora_81487600-f18d-11df-8c4b-00144f02aabc.shtml

Degno di nota è questo articolo che compare sul Corriere.it e che riporta quanto scritto da Newsweek sulle donne italiane più conosciute nel mondo :  non rispondono certo al modello “velina”  reso famoso dalle vicende tragico/grottesche del nostro premier. Tra le donne menzionate (di cui ho copiato alcune  foto), ci sono anche le stiliste dell’ alta moda, la Marcegaglia, la prima femminista che si è battuta per il voto alle donne, attrici famose come Isabella Rossellini, Anna Magnani o Sofia Loren, giornaliste come Rosaria Capacchione e Oriana Fallaci e una preminente figura politica come Sonia Gandhi.

Sono personalità che testimoniano che le donne italiane non sono tutte “a disposizione” del premier (cito qui volentieri la frase della Bindi)  e non rispondono al clichè da lui preferito: sottomesse, vistose, truccatissime e propense al compromesso in cambio di sistemazione in qualche poltrona importante o , se proprio non si può avere di meglio, in cambio di un bel mucchietto di soldi.

Vorrei che tutte le italiane leggessero questo articolo e prendessero spunto per ribellarsi all’ immagine falsa e avvilente che i media danno di loro quotidianamente e finalmente si convincessero che “Donna è bello!!”

La Lombardia sostiene i movimenti neonazisti?

Ricevo via e.mail questa notizia dal capogruppo PD alla regione Lombardia, Luca Gaffuri:

“Il Consiglio regionale lombardo ha bocciato una mozione che impegnava la Giunta a evitare “qualsiasi sostegno, anche in forma indiretta, ai soggetti promotori di iniziative apologetiche del fascismo e del nazismo”. Il documento è stato presentato dalla consigliere Chiara Cremonesi (Sel) sulla scia delle polemiche del convegno organizzato a Milano sul generale delle Ss, Leon Degrelle, e promosso da una formazione di estrema destra con sede in uno stabile di proprietà dell’Aler di Milano.”

La notizia mi pare inquietante: una mossa di questo genere mi pare oltremodo pericolosa  e inopportuna in una parte d’ Italia, dove, già da tempo , mascherati con colori depistanti, serpeggiano tentazioni xenofobe e neonaziste.

Fantasmi al contrario.

Da giovedì scorso non riesco a non pensare a quei ragazzi che si sono trincerati sulla sommità di una gru a Brescia . Hanno pagato soldi al governo e a qualche disonesto “avvoltoio” italiano per avere un permesso di soggiorno (notare che lavorano qui da noi da anni, non fanno gli spacciatori ) e non lo hanno avuto, nè hanno la speranza di poter recuperare i loro soldi.

Sono tollerati di giorno nei cantieri e nelle fabbriche , dove spesso vengono sottopagati in maniera vergognosa e poi la sera devono rinchiudersi in casa (se ce l’ hanno) perchè se vengono trovati in giro senza documenti rischiano l’ estradizione. La loro condizione di “sans -papiers” impedisce a questi ragazzi anche il ritorno nelle terre di origine per mantenere i contatti con le proprie famiglie. 

Se è veramente la clandestinità che si vuole combattere, perchè non fare le retate nei cantieri? No, non si vuole combattere la clandestinità, anzi si vuole costringere alla clandestinità una moltitudine di povera gente da utilizzare come schiavi nelle imprese nostrane, soprattutto in vista dell’ EXPO. 

E’ vero che i ragazzi della gru stanno facendo un’ azione di ricatto , non so con quali speranze di successo, ma è altrettanto vero che non è stata data loro altra possibilità per far sentire il grido di dolore di questi fantasmi al contrario: vivono tra noi di giorno come moderni schiavi e devono nascondersi di notte.

Tremonti e le penne del pavone

“Sono confermati i tagli per la scuola, anche per il prossimo anno e nel contempo sono aumentati di 245 milioni i fondi per le scuole paritarie. Un Governo in agonia vuole completare l’opera di demolizione della conoscenza pubblica per lasciare spazio alla privatizzazione”.  http://www.blitzquotidiano.it/economia/scuola-finanziaria-raddoppiati-fondi-private-637785/

Da che mondo è mondo ( me lo ha ricordato proprio oggi un valente blogger ) chi ha la coscienza sporca spesso ricorre alla donazione generosa a favore delle istituzioni religiose, nel tentativo di pareggiare i conti acquistando delle indulgenze. Questa usanza riprovevole ha causato molti dispiaceri alla Chiesa Cattolica che ha vissuto uno scisma dolorosissimo qualche secolo fa, ma pare che la storia non insegni nulla.

Le modalità sono forse cambiate, ma la sostanza è la stessa : questo governo che ha visto calare l’ appoggio della gerarchia ecclesiastica per il comportamento biasimevole del premier, per talune leggi dal penetrante sentore di xenofobia, per la corruzione dilagante ,tenta di riguadagnare il terreno perduto profondendo denari verso le scuole private, in larga misura gestite da isiituti religiosi.

Orbene io vorrei far notare alla Curia romana e alla CEI che il denaro che riceveranno non appartiene a Berlusconi o a Tremonti o alla Gelmini, ma appartiene a tutto il popolo italiano , pertanto chiedo che l’ indulgenza  venga democraticamente ascritta  ai contribuenti  e non a questo governo, che si fa bello con le penne del pavone, come si suol dire.

Dormire in un abbraccio di piume.

Quando la mamma la mattina rifaceva i letti, si sentiva lo stesso rumore di quando in autunno camminavi tra le foglie cadute ai piedi degli alberi.
Infatti sopra al  rigido materasso di crine di cavallo c’ era il pagliericcio: un saccone di tela con un’ apertura al centro, pieno di foglie di granoturco che la mamma, entrando con la mano nel saccone,  risistemava ogni mattina. Anche dormirci sopra era un po’ rumoroso: ad ogni movimento le foglie scricchiolavano, ma erano fresche d’ estate e isolanti in inverno.

Poco dopo il saccone non fu più riempito di foglie, ma di piume di gallina e allora rifare i letti voleva dire sprimacciare per bene il “materasso”( proprio come si fa ora coi cuscini riempiti dello stesso materiale) fino a colmare la nicchia che ti aveva accolto durante la notte.
Sprofondare la sera in quella morbidezza era veramente una delizia, perchè ti sentivi avvolgere come in un abbraccio e potevi rigirarti a piacere senza sentire alcun rumore.
Ogni tanto poi la mamma svuotava il materasso e metteva le piume al sole dentro a un grosso recipiente e allora trovavi qualche piuma vagabonda nei posti più impensati.

Ero già grande quando vennero di moda i materassi a molle: erano più razionali e forse anche più igienici, ma ti accoglievano senza “abbracciarti”

Donne (e cristiani) che resistono.

Aung San Suu Kyi  è stata  liberata . In Birmania  la dittatura nilitare l’ ha tenuta prigioniera per 15 anni, ma ora (passate le elezioni-farsa) è tornata  libera anche per la pressione di tanti, che hanno ammirato il suo coraggio e la sua fede nella democrazia e nel diritto. Fino all’ ultimo ha dato prova della sua determinazione: la sua liberazione secondo le autorità birmane doveva essere subordinata al divieto di parlare, ma lei  ha trattato fino alla fine senza cedimenti. E già per domani è atteso il suo primo discorso.

In Pakistan Asia Bibi, una madre di famiglia, è stata condannata a morte per blasfemia per aver difeso la sua fede di cristiana in un paese a maggioranza musulmana: avrebbe potuto tacere, fare finta di cedere  alle argomentazioni delle compagne di lavoro che volevano abiurasse e si convertisse all’ Islam, ma non lo ha fatto e ora è in prigione e rischia la sua stessa vita.

Spero che l’ esempio di queste due donne che si battono per il rispetto dei diritti fondamentali, quali la libertà di pensiero e di parola e la libertà di culto, inducano molti a imitarle e a migliorare così la convivenza pacifica su questo nostro pianeta.

P.S. Esprimo qui la mia vicinanza ai cristiani che in Iraq e in moti altri paesi vivono momenti di persecuzione feroce: stanno pagando  per colpe secolari di colonizzatori che si professavano cristiani mentre depredavano il mondo e di altri cristiani più recenti che hanno preteso di portare la democrazia gettando bombe sulle città: secoli di soprusi non potranno facilmente essere rimossi e intanto gente innocente sta pagando con la vita colpe che non ha commesso.