“Mentre”.

Sono riuscita a rintracciare  la registrazione della puntata di venerdì 14 gennaio della trasmissione “Mentre” sul sito di TV2000.

Mi era stato segnalato che in quella trasmissione sarebbe stato trasmesso un servizio giornalistico sul convento di mia sorella in Thailandia, ma la mia antenna non riceve quell’ emittente e mi ero rassegnata . Invece cliccando qua e là ho rintracciato il sito giusto.

Il servizio è stato molto breve: mia sorella deve aver temuto di peccare di protagonismo se si fosse concessa troppo alle telecamere!!!!   :-))

E’ stato comunque bello sentir raccontare dall’ autrice del servizio un po’ della sua vita  e di quante opere abbia realizzato in quel lontano paese.

Mi son sentita importante anch’io (anche se solo per meriti di parentela) !!!!

Dalle pagine di Facebook alle pagine di PANORAMA

http://blog.panorama.it/libri/2010/06/22/“quando-io-ero-piccolo”-le-storie-virtuali-di-facebook-diventano-un-libro/

Torno a parlare di questa incredibile avventura che mi vede coinvolta . “Quand’ ero piccolo…” è un gruppo di FB formato da gente diversissima per età e origine, che ha regalato i propri racconti d’ infanzia per fare un po’ di bene. Infatti quei racconti sono diventati una piccola antologia , che ha avuto grande successo di vendite ; in questo modo ogni “donatore di racconti” ha contribuito ad aiutare tanti bambini eritrei affetti da problemi agli arti inferiori a ritrovare la gioia di camminare e correre . Oggi questa singolare iniziativa trova spazio sulle pagine di un importante periodico nazionale come “Panorama” e questo non può che darmi grande soddisfazione.

Una notizia che aspettavo da tempo!!!

http://www.laprovinciadicomo.it/stories/Cronaca/179710_sette_piani_500_posteggi_serviranno_anche_ai_residenti/

La notizia linkata qui sopra è di quelle che segnano una svolta epocale nella vita della gente . Andare all’ Ospedale Valduce di Como la mattina era un incubo: per trovare un posto dove parcheggiare l’ auto si doveva girare  attorno all’ isolato per mezz’ ora prima di (poter parcheggiare?? no!!!) potersi mettere in coda e arrivare così dopo un’ altra mezz’ ora a varcare le sbarre del parcheggio a pagamento. E non è che sia una zona in cui sia facile trovare altrove posti auto (sempre a pagamento) nè tantomeno  angoletti in cui poterla lasciare per qualche minuto ….. le strade sono strette e i vigili sempre all’ erta!

Da oggi entrerà in funzione l’ autosilo proprio lì, davanti all’ ospedale e questo per me vuol dire: fine di un incubo,….. almeno spero!

Licenza di adulterare…

http://www.corriere.it/salute/11_gennaio_15/cibi-adulterati-sparita-la-legge-non-e-piu-reato-mario-pappagallo_f24bd872-2079-11e0-bf27-00144f02aabc.shtml

Sono state eliminate molte leggi antecedenti il 1970 e tra ueste è scomparsa quella che puniva severamente le frodi alimentari, perciò d’ ora in poi potremmo sentirci chiedere :

– Signora, preferisce questo salame agli escrementi o la mozzarella blu?

E tutto ci sembrerà terribilmente normale……

Quando ci si mettono gli Azzeccagarbugli….

Ricordate Totò che vende la Fontana di Trevi all’ italiano che ritorna in patria dopo lunghi anni vissuti da emigrante in America? Era una situazione paradossale e comicissima, che non si penserebbe mai possa ripetersi nella realtà…..

Eppure è accaduto : qualcuno ha venduto un diritto di passo su una strada che è all’ interno del nostro cortile condominiale, che sorge su un terreno cintato da oltre sessant’ anni e di proprietà condominiale dal 1978. Pare che una sentenza tra due contendenti abbia stabilito che una striscia di cortile non è nostra , ma io non ho il diritto di averne copia (così mi hanno risposto al telefono dal Tribunale) perchè non ero coinvolta nella causa…. e i miei condòmini sono tutti spaventati all’ idea di sostenere una causa e sono decisi ad arrendersi senza fare opposizione…. Come è possibile tutto questo?

La sveglia parlante.

Quando la mattina Samuele fa i capricci per alzarsi, la sua mamma gli  dice che  la sveglia  sul comodino sta  dicendo : apri gli occhi, Samuele!

La sera per addormentarsi il piccolino ha inventato un lungo cerimoniale: dopo aver indossato il pigiamino e lavato i denti, prende sottobraccio i giocattoli preferiti e poi va in cerca di un numero sempre crescente di libri da leggere: tutti vanno a finire sul letto con lui.

Comincia poi la sistemazione dei vari giocattoli sotto le coperte e la lettura dei libri e quando la mamma non ne può proprio più e gli chiede perchè non si mette a dormire una buona volta , lui indica la sveglia e replica:-“Questa dice “open your eyes (apri gli occhi!!), Samuele!!”-

Berlusconi non smette di raccontare barzellette!!

Sto ripassando mentalmente ciò che studiavo a scuola  e che ho insegnato per tanti anni ai miei scolari.

 I poteri fondamentali dello Stato sono tre::

– potere legislativo : esercitato dal Parlamento;

– potere esecutivo : esercitato dal governo;

– POTERE GIUDIZIARIO: ESERCITATO DALLA MAGISTRATURA. 

Nello Stato moderno i tre poteri restano nettamente divisi.

Sarebbe bene suggerire al nostro premier di fare anche lui un breve ripasso di educazione civica, visto che ieri accusava la Magistratura di essersi trasformata da ordine giudiziario a potere giudiziario !!! Cioè secondo lui la magistratura avrebbe la COLPA gravissima di esercitare il potere che le compete in ogni stato moderno e democratico!!!

Secondo me la Merkel che gli stava vicino ha trattenuto a stento una risata nel sentire ‘sta barzelletta., una delle più spassose tra quelle per cui  è famoso il nostro premier.

Mattinata “burocratica”.

Mattinata all’ ASL : Sono arrivata prima delle nove ed avevo già 25 persone davanti a me. Dapprima i computer non funzionavano, poi l’ impiegata allo sportello (l’ unico aperto) doveva dividersi tra utenti in coda, chiamate al telefono, corse alla fotocopiatrice dislocata chissà dove….. Finalmente è stato aperto un altro sportello e le cose si sono un po’ velocizzate; si erano fatte le dieci e venti quando sono riuscita a lasciare quell’ ufficio, ma io avevo un’ altra pratica da sbrigare in un altro reparto e qui la cosa era anche più tragica perchè non c’ erano i numeri che indicassero l’ ordine di arrivo degli utenti e non c’ erano nemmeno posti a sedere: c’ era un corridoietto stretto stretto e la gente si metteva autonomamente in fila sui due lati a seconda se doveva entrare nell’ ufficio di destra o di sinistra. Ogni tanto sorgevano dispute causate dai soliti furbastri che tentavano di evitare la coda e una signora molto anziana era particolarmente combattiva.

Alla fine anche questa pratica è arrivata a compimento, ma che pena!!

Credo che uno degli scopi delle complicazioni burocratiche della nostra sanità sia quello di scoraggiare i meno motivati ad accedere ai servizi: solo i più “sfigati” accettano di sottostare a simili “vie crucis”.

Il telaio.

C’ era una famiglia di agricoltori vicino a noi , che abitava in una casa che allora a me pareva quasi di lusso, infatti entrando ci si trovava in un ingresso ben pavimentato con mattoni rossi levigati e da lì si accedeva in un locale  ampio (a me che ero piccola sembrava vastissimo) dove si trovava una grossa stufa a legna e davanti a questa troneggiava un tavolo lunghissimo che certo in altri tempi aveva dovuto accogliere una famiglia patriarcale ben più numerosa di quella che io conoscevo. Da lì si arrivava a un altro locale dove mi pare ci fosse un lavandino con tante pentole di rame appese alla parete e poco discosto c’ era un grosso e rozzo telaio, che doveva avere una lunghissima storia alle sue spalle. Arrivava fin quasi al soffitto ed era talmente complesso, almeno per me, che quando vedevo la Dina (la padrona di casa) all’ opera ( nei mesi invernali) su quel marchingegno mi pareva impossibile che una persona sola potesse manovrare quella macchina enorme.

Un inverno mia madre chiese alla vicina di prestarle il telaio: probabilmente la nonna era riuscita a preparare molto filato e mia madre intendeva rinnovare la biancheria senza appesantire ulteriormente il conto sempre aperto al negozio di tessuti del paese. Una volta montato in casa nostra, quel telaio occupò buona parte del locale che fungeva sia da cucina che da soggiorno.

I fili dell’ ordito si alzavano e si abbassavano intrecciandosi sotto l’ azione di un pedale, mentre le mani di mia madre facevano scorrere velocemente la spola da un capo all’ altro e subito dopo tiravano con forza il pettine che doveva compattare l’ intreccio dei fili. Il tutto avveniva tra lo stridore dei pedali e il battere ritmico del pettine. Lentamente il tessuto cresceva e veniva arrotolato via via su un rullo, che stava nella parte inferiore del telaio.

Ricordo che mi piaceva molto stare a guardare la mamma al lavoro e vedere che il rotolo del tessuto si ingrossava a poco a poco. Alla fine erano state preparate lenzuola a una e a due piazze , che risultarono piuttosto spesse e anche molto ruvide: quando ci si coricava sopra , sembrava di essere su  una grattugia  e subito si provava un certo fastidio, ma poi a poco a poco ci si abituava e quel  massaggio che il tessuto grezzo esercitava sul corpo diventava quasi piacevole e sicuramente anche benefico .