Le gioie di una nonna.

Davide (4 anni) al telefono stamattina mi ha raccontato un sacco di cose : ha dormito nel lettone con la mamma, Elisa e papà sono andati a trovare Gesù ( a Messa), la mamma fa le pulizie, lui ha fatto la doccia… e dopo altre cose che non ho ben capito mi son sentita dire: – Sei una nonna meravigliosa!-

E tu sei un meraviglioso nipotino, adorabile Davide!

Storie da raccontare…

http://www.avvenire.it/Cultura/suore+ebola+libro_201010150718262270000.htm

E’ diventata un libro la storia di sei suore coraggiose , che quindici anni fa, durante l’ epidemia da virus ebola in Africa, rimasero coraggiosamente al loro posto, accanto ai poveri cui avevano dedicato le loro esistenze. Morirono tutte e sei nell’ arco di un mese o poco più

In un mondo come il nostro, dove sembra dilagare l’ egoismo, la ricerca del successo e del piacere, la storia di queste sei donne coraggiose fino all’ eroismo testimonia che si può impostare la propria vita anche in un modo diverso.

Non ho guardato “Anno zero”.

Ieri sera non ho guardato “Anno zero”, che invece si dice abbia fatto ascolti record. Non sono mancata all’ appuntamento con Santoro per distrazione, l’ ho fatto intenzionalmente… Francamente mi ha un po’ stancato il suo modo di accentrare su di sè l’ attenzione dei media con provocazioni del tutto evitabili. C’ era bisogno di quella parolaccia alla fine del suo monologo nella prima puntata? Non credo…. per questo ho preferito guardare una deliziosa commedia con Diane Keaton e Warren Beatty (stupendamente bravi entranbi).

Solo alla fine del film sono mi sono sintonizzata su “Anno zero”, giusto in tempo per non perdermi le spassosissime vignette di Vauro sul tema della canzone di Gaber “La libertà non è…” che poi è stata cantata da tutto lo studio.

Santoro ha certo subito angherie dai dirigenti Rai, ma è altrettanto certo  che lui sa sfruttare queste situazioni con consumata abilità.

Un saluto a Carla Del Poggio

Carla Del PoggioIo me la ricordo così (o forse con qualche anno di più), nei panni di Luisa nello sceneggiato televisivo “Piccolo mondo antico”: bellissima e brava . Poco dopo si ritirò dal mondo dello spettacolo, si dedicò alla famiglia e non fece più parlare di sè.

Oggi, quando ho appreso la notizia della sua morte, il suo volto   offuscato da oltre 50 anni di oblìo è riaffiorato a poco a poco nella mia memoria,  dove era stato rinchiuso insieme ai ricordi della mia fanciullezza.

In questo autunno, al cadere delle foglie, molti personaggi dello spettacolo, che ci hanno fatto compagnia nel passato, ci stanno lasciando e si accentua la malinconia propria di questa stagione.

15 ottobre: una giornata per le donne.

“Le donNoppaw Campaignne agricoltrici svolgono la maggior parte del lavoro agricolo nei paesi in via di sviluppo, ma spesso soffrono delle condizioni di lavoro peggiori, hanno bassi salari e una protezione sociale molto scarsa o inesistente. Le donne agricoltrici producono la maggior parte del cibo consumato a livello mondiale, eppure sono spesso escluse dalla proprietà di un terreno, così come dai crediti e dagli affari di cui hanno bisogno per migliorare la propria situazione socio-economica. Sono le principali utilizzatrici e custodi delle risorse naturali locali, ma raramente hanno voce in capitolo nell’ambito delle istituzioni nazionali e locali, in cui si decide come gestire tali risorse. Forniscono cure e gestiscono l’economia familiare, ma raramente condividono equamente tali responsabilità con gli uomini, né hanno un potere decisionale all’interno della famiglia”

E’ un brano del messaggio del segretario dell’ ONU Ban Ki-Moon in occasione della ” giornata delle donne agricoltrici” che si celebrerà domani, 15 ottobre.

Lamia segnalazione vuole attirare l’ attenzione sui diritti delle donne nei paesi in via di sviluppo e nel contempo invitare tutte le donne , ma anche gli uomini, a firmare l’ appello per l’ assegnazione del futuro premio Nobel per la pace alle donne africane, vera spina dorsale del continente nero.

Chi volesse firmare potrà cliccare qui:

 http://www.noppaw.net/?page_id=16&lang=it

Quando una telefonata impegnava un pomeriggio.

– Puoi venire con me a telefonare? – Mi aveva chiesto la mia amica Maria. Certamente non potevo rifiutarle questo piacere. Eravamo agli inizi degli anni sessanta e ci trovavamo in una casa di montagna in Val Camonica, lontano dai centri abitati
Si era alla fine di giugno, ma come capita spesso in montagna, l’estate sembrava scomparsa di colpo: pioggia mista a nevischio e vento gelido ci sferzarono durante tutto il cammino lungo una strada sterrata, che sembrava appesa al fianco della montagna; finalmente vedemmo l’agognata insegna del telefono pubblico accanto a quella di un bar isolato su quella che più che una strada sembrava una mulattiera.
Al nostro ingresso fummo assalite dall’odore di vino e di tabacco, mentre alcune facce di montanari segnate dalle fatiche e dal tempo ci scrutarono stupite; certamente si chiedevano cosa ci facessero  lì due ragazze con quel tempaccio .
Maria non si perse d’animo e si avvicinò al gestore chiedendogli di poter chiamare al telefono la persona che doveva contattare.
Il centralino dopo un po’ ci disse di attendere. E noi attendemmo in un angolo pazientemente.

Il fatto è che il centralino doveva contattare il posto pubblico della località interessata, lì  qualcuno doveva andare a chiamare la persona richiesta, che a sua volta doveva raggiungere il posto telefonico pubblico e dare l’ok . A questo punto la telefonata poteva aver luogo  e se il gestore era dotato di contatore, la telefonata poteva procedere tranquillamente, ma se dovevi inserire i gettoni dovevi stare attento al bip che segnalava la prossima fine del collegamento.
Quando Maria potè telefonare era ormai passato tutto il pomeriggio e rientrammo alla base che faceva quasi buio.

Ai nostri giorni tutto questo sembra appartenere alla preistoria, perciò  io non finirò mai di restare a bocca aperta davanti ai progressi attuali dei mezzi di comunicazione.

Perchè regalare 90 MILIARDI di euro? A CHI?

Mentre i ricercatori dell’ università non vengono pagati da mesi, mentre si dice che non ci sono soldi per gli enti locali, mentre non si mantengono gli impegni presi in campo internazionale per la lotta contro la povertà e la fame,  mentre si taglia ogni capitolo di spesa senza discernere tra ciò che è inutile e ciò che è vitale,

lo Stato pensa di condonare la bellezza di quasi 90 miliardi di euro !!!! alle società che gestiscono le slot machine.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/12/slot-in-neroscontodi-governo/71101/

Mi viene un dubbio: chi sono gli azionisti o i titolari di queste società debitrici verso la collettività? Non siamo forse di fronte a un’ altra cricca di amici degli amici?

Teppisti allo stadio.

12 OTTOBRE ORE 23 : Ho appena assistito a un avvenimento triste: una partita della Nazionale di calcio sospesa per le intemperanze di un manipolo di energumeni serbi. Avrebbe potuto essere una bella serata di sport, invece i bambini delle scuole genovesi invitati per l’ occasione hanno dovuto tornarsene a casa delusi, per non parlare degli appassionati di calcio serbi che si son fatti un lungo inutile viaggio per seguire la propria nazionale.

13 OTtOBRE – ore 9 : Scontri a Genova  /   Foto   -   Video        In manette  il serbo   mascherato

 Leggo con piacere che il capo dei teppisti serbi è stato arrestato; spero che a lui e ai suoi seguaci vengano addebitate le spese per risarcire i danni provocati in città e nello stadio di Genova.

Spero anche che gli sia interdetto per sempre l’ accesso a qualunque stadio, naturalmente dopo essere uscito di prigione…

Boccucce …. e becchi.

Ci avete fatto caso? Ora è di moda la bocca con il labbro superiore più rigonfio ai lati e più sottile al centro, che dà un che di artificiosamente tenero  alla bocca rifatta. Se la possono permettere solo quelle (come la Perego per fare un esempio) che non hanno avuto ancora troppi interventi di restauro, presumo, perchè le veterane della chirurgia plastica, come la Ventura, la Santanchè, la Parietti, la Marini da molto tempo esibiscono bocche semplicemente deformi, che , viste di profilo , assomigliano molto al becco di nonna Papera.

Perchè tanto silenzio?

Ieri si è celebrata la giornata internazionale contro la pena di morte. Anche se in ritardo, vorrei fare qualche riflessione innanzitutto sulla sua diffusione nel mondo.

Guardando la cartina si può rilevare come i paesi che l’ hamnno abolita definitivamente siano un piccola minoranza (zone colorate di azzurro); le zone verdi sono quelle in cui  la pena capitale è stata abolita, salvo casi particolari; le zone arancioni sono quelle in cui la pena di morte è in vigore , ma non viene attualmente applicata e infine le zone marroni sono quelle in cui essa è prevista e applicata secondo le leggi  ivi vigenti.

Ultimamente si è mobilitato il mondo contro la lapidazione di Sakineh in Iran, mentre  si è invece passata sotto silenzio la vergognosa esecuzione di una povera ritardata mentale in USA e non si parla poi per nulla delle numerose condanne a morte eseguite ogni anno in Cina.

Penso che sia giusto puntare il dito soprattutto contro le lapidazioni sia per la loro particolare atrocità , sia perchè sono  applicate soprattutto contro le donne, in paesi in cui le donne non godono di parità dei diritti e spesso non hanno nemmeno la possibilità di difendersi.  Nella giornata mondiale contro la pena di morte però sarebbe stato bene parlare contro tutte le forme in cui essa viene comminata e sarebbe stato bene anche puntare il dito contro TUTTI i paesi che ancora la praticano, indipendentemente dal loro peso politico sulla scena mondiale.

Mi pare però che non se ne sia parlato molto…..forse il silenzio a volte è più comodo …