Celiachia o quasi….

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=141914&sez=HOME_SCIENZA

La celiachia è una di quelle malattie che un tempo non venivano diagnosticate: la gente stava male, ma non poteva dare un nome al suo disagio, che a volte sfociava anche in stati di gravissimo  deperimento.  Ora un ricercatore italiano (che naturalmente lavora in America) ha scoperto che esiste anche una falsa celiachia, cioè un’ intolleranza al glutine che, pur provocando disturbi simili a quelli della celiachia vera e propria, non porta però alla distruzione dei villi intestinali. La cura comunque è la stessa: eliminare il glutine dalla propria dieta.

Jovanotti e la scuola statale.

Ho trovato su una pagina di facebook questa lettera di Jovanotti, scritta subito dopo l’ attacco di Berlusconi alla scuola pubblica. Jovanotti non è personaggio che io conosca molto , ma questa lettera me lo ha fatto apprezzare moltissimo. Ne riporto qui i passaggi essenziali:

“Quando nostra figlia è arrivata all’età della scuola io e mia moglie ne abbiamo parlato e abbiamo deciso: scuola pubblica….. Abbiamo pensato che fosse giusto così, per lei. E’ nostra figlia ed è la persona a cui teniamo di più al mondo ma è anche una bimba italiana e l’Italia ha una Scuola Pubblica. Sapevamo di inserirla in una realtà problematica ma era proprio quello il motivo della scelta.  Un luogo pubblico, che fosse di sua proprietà in quanto giovane cittadina, che non fosse gestito come un’azienda e che non basasse i suoi principi su una dottrina religiosa per quanto ogni religione venisse accolta. Un luogo pubblico, di tutti e per tutti, scenario di conquiste e di errori, di piccole miserie e di grandi orizzonti, teatro di diversi saperi e di diverse ignoranze. C’è da imparare anche dalle ignoranze, non solo dai saperi selezionati. La scuola è per tutti, deve essere per tutti, è bello che sia così, è una grande conquista avere una scuola pubblica, specialmente quella dell’obbligo.  

Io li ho visti i paesi dove la scuola pubblica è solo una parola, si sta peggio anche se una minoranza esigua sta col sedere al calduccio e impara tre lingue. A che serve sapere tre lingue se non sai come parlare con uno diverso da te ?….

Tra le persone che conosco e tra i miei parenti ci sono stati e ci sono professori di scuola, maestre, ho una cugina che è insegnante di sostegno in una scuola di provincia. Li sento parlare e non sono dei cinici, fanno il loro lavoro con passione civile tra mille difficoltà e per la maggior parte degli insegnanti della scuola pubblica è così. Perchè offenderli? Perchè demotivarli?  Perché usare un termine come “inculcare”? E’ una parola brutta che parla di un mondo che non deve esistere più.   

……. La scuola di Stato ….è una conquista, è come l’acqua che ti arriva al rubinetto: poi ognuno può comprarsi l’acqua minerale che preferisce, ma guai a chi avvelena l’acqua del rubinetto per vendere più acque minerali.  

E’ una conquista della civiltà che diventa un diritto nel momento in cui viene sancito. Ma era un diritto di tutti i bambini già prima, solo che andava conquistato, andava affermato. La scuola pubblica va difesa, curata, migliorata. 

In quanto idea, e poi proprio in quanto scuola: coi banchi gli insegnanti i ragazzi le lavagne. Bisogna amarla, ed esserne fieri”

http://www.facebook.com/?ref=home#!/notes/alessio-martini/la-bellissima-lettera-di-lorenzo-cherubini-in-arte-jovanotti/10150109235451962  A questo link si può trovare la versione integrale.

Angioletta.

La mia amica elettronica Ainos, che abita in Friuli ed è una donna impegnatissima sia in politica che nel campo civile, mi ha segnalato una storia molto interessante, che non conoscevo:

Il 25 settembre 1650 Angioletta delle Rive racconta così di sé al frate inquisitore del Patriarcato di Aquileia: “Io nel corso di mia vita per vivere ho fatto ogn’arte: ho filato la lana a mulinello, ho fatto le reti (da pesca) per altri e per casa, tessuti panni di lana, fatti bozzolai – dolci – per vendere; ho governato gli ammalati in casa d’altri per mercede e anco in casa mia, i poveri per l’amor di Dio qualche volta. Anco ho condotto in casa mia le meretrici per levarle dal malfare e metterle a star con altri honoratamente. Ho governato le donne di parto et i suoi putti”.

Quello di Angioletta è un sapere terapeutico complesso: non assiste solo ai parti e non “governa” solo i frutti del parto; sa anche manipolare i corpi e “drizzare le ossa”; conosce le virtù delle erbe, sa quando coglierle e come, quando e come somministrarle; sa diagnosticare la natura delle malattie (anche il loro prodursi dal sottobosco delle invidie e dei rancori all’interno della comunità); sa trattare i morti e con i morti. Possiede un sapere articolato, ma è portata davanti all’inquisitore con l’accusa di essere strega. Di essere donna che produce sventura, cioè, e non guarigione, da cui promanano disgrazie e non salute. http://www.ecologiasociale.org/pg/dum_madri_levatrice.html 

Purtroppo l’ Inquisizione condannerà questa donna , che nel 1651 morirà di stenti in carcere a Pordenone. L’ 8 marzo scorso, il monumento che le è stato dedicato è stato meta di una rappresentanza di donne che le hanno portato dei fiori per rendere omaggio a una popolana che non ha avuto paura del potere , ma , al contrario, il potere ha avuto paura di lei.

Operazione anticrimine in Lombardia.

Ricordo con quale veemenza il ministro Maroni si era scagliato contro Saviano che aveva osato insinuare come anche la lega convivesse con le infiltrazioni della criminalità organizzata in Lombardia: aveva addirittura preteso uno spazio  nella trasmissione “Vieni via con me…” Ora, pare che a Milano non si occupino solo di “incastrare” Berlusconi, ma abbiano anche il tempo di contrastare il dilagare della criminalità denunciato autorevolmente anche dal governatore Draghi:

http://milano.repubblica.it/cronaca/2011/03/14/news/colpo_alla_ndragheta_in_lombardia_35_arresti_nel_mirino_droga_e_rifiuti-13576170/?rss&ref=HRPE-3

Speriamo che non sia troppo tardi: già si sentono i primi effetti nefasti di questo fenomeno preoccupante: case appena costruite e invase da muffe , ponti costati milioni di euro e del tutto inservibili , consigli comunali sciolti per infiltrazioni mafiose, rifiuti tossici nascosti sotto gli ospedali. Non si può  dire che la Lega sia responsabile di questo stato di cose, ma è certo che la criminalità si è diffusa  nonostante la lega detenga il governo di molte amministrazioni locali.

Bisogna fare presto a estirpare queste sanguisughe  prima che danneggino irreparabilmente lo sviluppo  del nord, dopo aver bloccato , da sempre, quello del sud.

Giocando nel parco.

Dopo le nostre mattinate passate a medicare orsetti infortunati , a spegnere incendi e a ritagliare forme strane, passiamo un po’ di tempo nel parco qui vicino; li’ Samuele si produce in corse folli sul suo piccolo monopattino …Ieri ha scoperto che sul tratto ghiaioso le sue frenate  producono un’ impronta e lui si diverte moltissimo a farle sempre piu’ lunghe….

Di solito ritorniamo con le tasche piene di sassi che poi lui utilizza in casa facendoli caricare e scaricare dai vari automezzi da lavoro di cui e’ provvista la sua scorta di giocattoli.  Ieri pero’ la pista e’ rimasta occupata per parecchio tempo da due scolaresche venute a godersi il sole durante la pausa pranzo: provenivano da un vicino college statale e in mezzo a tanti vispi visetti color cioccolato c’ erano solo pochissimi visi “pallidi”.

Mi son chiesta se cio’ sia dovuto alla politica di definanziamento delle scuole pubbliche operate da tempo in questo paese o se invece cio’ sia il risultato di una pacifica invasione qui in fase assai avanzata , invasione che ora preme alle nostre porte e che portera’ il mondo a essere forse in futuro popolato da un’ unica razza, come alle origini… un’ unica razza dalla pelle piu’ scura della nostra

Ricordando Nilla.

http://www.repubblica.it/persone/2011/03/12/news/morta_nilla_pizzi-13506404/?ref=HRER2-1

In una giornata come questa dominata dalle notizie  che vengono dall’ apocalisse del Giappone, la notizia della morte di Nilla Pizzi rischia di passare inosservata .

Io però voglio dedicarle un pensiero, perchè a lei sono legati i miei primi ricordi radiofonici: la sua voce di volta in volta calda, sensuale o ironica dominava allora negli spazi musicali delle stazioni radio  ed era il sottofondo sonoro di tanti pomeriggi, mentre facevo i compiti. Ogni sua canzone allora diventava un successo.

Poi però io  cominciai ad apprezzare un altro tipo di musica : era il periodo degli urlatori e Nilla diventò il simbolo della musica che piaceva solo ai “vecchi”; ma quando ricominciò, ormai anziana, a ricomparire in TV ammirai di nuovo quella sua voce  così ancora stupendamente piena, pastosa, morbida e potente e il suo modo di fare e di porsi  ispirato sempre a una grande autoironia: le piaceva scherzare sulle alterne vicende della sua vita e questo me l’ ha resa oltremodo simpatica.

Credo che il Padre Eterno , nella sua infinita misericordia, ascriverà a suo merito i momenti piacevoli che con la sua musica ha regalato a tanti, qui da noi e nel mondo e per questo la terrà vicino a sè per poter ascoltare ancora quella bellissima voce che Lui le aveva dato in dono e che lei a sua volta ha donato a tutti noi.

Le arance del riscatto e della dignità

Nel panorama desolante e spesso anche preoccupante degli avvenimenti nostrani e internazionali di questi giorni , non è facile trovare buone notizie e quando ci si riesce bisogna dar loro risalto il più possibile. E’ il caso che sto per  raccontare: a Lentini, in Sicilia (costa orientale), stanno per essere raccolte le prime arance ottenute coltivando un terreno sequestrato alla mafia e assegnato a una cooperativa.

 Queste iniziative vanno incoraggiate e sostenute, visto che spesso sono bersaglio fin troppo facile di ritorsioni da parte di chi vede in esse il seme del riscatto di una terra dalle sterminate possibilità di sviluppo, ma ingabbiata nella morsa di un cancro , la criminalità organizzata, che la umilia. 

Siracusani, Catanesi, andate a Lentini e comprate le arance della cooperativa : sarà un modo per riprendersi la dignità che qualcuno vuole sottrarci.

A questo link si può trovare l’ indirizzo a cui si possono anche prenotare marmellate ottenute dal raccolto.

http://www.peacelink.it/mosaico/a/33534.html

Nell’ orto.

Oggi ho deciso di cimentarmi per la prima volta nell’ arte dell’ orticoltura. Mi son messa a zappare  la terra friabile e scura, togliendo erbacce e radici che la infestano. Ho messo a dimora qualche bulbo di gladiolo e ho seminato il prezzemolo. Un passante mi ha chiesto se è questo il momento buono per zappare e seminare, scambiandomi per una esperta del ramo, ma ho dovuto confessargli che stavo zappando solo perchè è una bella giornata e non fa freddo…. credo di averlo deluso parecchio.

L’ orto è piccolissimo, ciononostante non l’ ho zappato tutto : meglio non esagerare; tantopiù che sulle bustine che ho comprato c’ è scritto che è meglio aspettare la luna calante per la semina dell’ insalata.  Appena mi sono allontanata dall’ orticello , puntuale vi si è fiondato “merlino”, il merlo che lo frequenta abitualmente da anni, e si è messo a beccare felice tra le zolle smosse: speriamo che non faccia piazza pulita dei miei semi di prezzemolo.

Dato che è previsto un vorticoso rincaro degli alimenti, è meglio cominciare a riscoprire le antiche strategie di sopravvivenza.

Bossi chiarisca e si scusi!!

http://www.corriere.it/politica/11_marzo_08/armi-bossi-aiuti-gheddafi_1e6c3928-49b1-11e0-8210-720c80ef41f5.shtml

“Perchè avrei dovuto chiedere armi a Gheddafi? La lega ha tanti uomini e le armi si fanno in Lombardia..” questa sarebbe stata la replica di Bossi alle accuse mossegli da Gheddafi.

E’ una risposta inquietante per lo scenario che fa intravvedere: un ministro della nostra Repubblica fa supporre che una parte del paese sia pronta a imbracciare le armi contro il resto della comunità nazionale !!!! E Maroni (ministro degli Interni, non il portinaio del Viminale) si limita a dire che Bossi non ha mai incontrato Gheddafi !!!!

Forse il buon Maroni non ha ancora realizzato che  non è necessario incontrare fisicamente una persona per “fare affari” sporchi con lei. Ai tempi dei Romani e anche prima bastava un messaggero, ora basta fare un numero di fax o di telefono.

Il Presidente Napolitano dovrebbe a mio avviso pretendere pubbliche scuse da parte di Bossi e spiegazioni convincenti da parte di Maroni, visto che non è la prima volta che Bossi gioca con  parole pericolose.

Festa di Carnevale a Rolo.

Domenica c’ era finalmente il sole ed è stata annunciata anche in chiesa (dopo numerosi rinvii per il maltempo) la tradizioale sfilata dei carri, dedicata ai bambini che frequentano gli asili del paese e le scuole elementari.

Davide doveva indossare il costume da diavoletto, ma la parola diavoletto non gli andava molto a genio e allora lo ha ribattezzato “costume da pipistrello” per via di una stoffa nera sui fianchi che richiamava vagamente la forma delle ali di quel mammifero volante. Così vestito faceva le prove di volo tuffandosi sul divano di casa, con grande spasso di tutti.

“C’ è il sole, ma l’ aria è molto fredda” ha detto mamma Giovanna . ” il tuo vestito , Elisa , è molto leggero e quindi ti devi coprire bene sotto”.

Per ripararsi dal freddo, ha pensato il papà di Elisa, non c’ è niente di meglio del suo giubbotto imbottito…. e così dopo poco ecco arrivare in soggiorno la mia deliziosa nipotina che pareva impersonare la figlia bulimica dell’ uomo michelin : l’ abito da principessa era troppo stretto per coprire il giubbotto e la sua bella testolina pareva enormemente sproporzionata rispetto al busto esageratamente gonfio e lei desolata si lamentava:”Ma così sono troppo cicciona!!!” Per completare il disastro anche la cerniera  sulla schiena si è spaccata al primo tentativo di chiudere il vestitino. Mancavano pochi minuti all’ inizio della festa e così , dopo aver sostituito il giubbotto con una maglietta pesante, ho ricucito in fretta l’ apertura del vestitino con alcuni punti, mentre Elisa pazientemente attendeva di essere resa presentabile. Alla fine è riuscita a salire sul carro della scuola proprio mentre si stava mettendo in moto.

Quest’ anno in quel piccolo paese (4mila anime), i papà si sono dati da fare e hanno realizzato quattro bellissimi carri: il villaggio degli indiani, la nave pirata, il castello di cenerentola e il carro di Sponge Bob che sparava bolle di sapone e coriandoli.  Tutti i carri erano curatissimi nei particolari e testimoniavano l’ amore di quei giovani papà per i loro bambini e per la loro comunità. Tra le testoline che si affacciavano a lanciare schiuma e stelle filanti dai carri, spiccavano parecchie faccette dalla pelle olivastra: erano i bambini pakistani che partecipavano con gran divertimento alla festa, salutati dai parenti accorsi a fare ala al corteo.