Pubblicità molto ingannevole

Spot sicurezza: http://www.youtube.com/watch?v=PcnvE98iDKA

Cliccando qua e là su internet càpita in questi giorni di imbattersi in questa pubblicità finanziata dal ministero che non fa che irritarmi : vi si vede, tra l’ altro, un operaio di colore che abbraccia il suo bambino e una scritta dice : LA SICUREZZA LA PRETENDE CHI SI VUOL BENE.

Mi sembra una pubblicità tremendamente ipocrita. Se può essere vero che qualche piccolo imprenditore rinuncia spesso alle misure di sicurezza mettendo a repentaglio anche la propria vita, per non affrontare spese che andrebbero a pesare sul suo bilancio aziendale, è però vero che nella maggior parte dei casi i dipendenti, specie se assunti in nero e clandestini,  non hanno alcun potere di influire sulle scelte in fatto di sicurezza messe in atto dai loro datori di lavoro.

Si vuol far passare il messaggio che chi muore sul lavoro è perchè se l’ è cercata? Si vuol far credere che i datori di lavoro non speculano mai sulla sicurezza ? E’ un messaggio vergognoso, a mio avviso.

Chiediamo come stanno in realtà le cose  ai familiari dei morti alla Thyssen o alle famiglie di ognuno dei 561 morti sul lavoro dall’ inizio dell’ anno che possiamo trovare a questo link

http://cadutisullavoro.blogspot.com/

Un altro anno se ne va…

Un altro anno se ne va.
L’ ho visto trascorrere 
giorno per giorno,  come tutti gli altri anni,
mentre quelle rughe
 ai lati della bocca diventavano
un po’ più profonde.
Ogni età  porta con sè abbastanza fardelli
da non farmi rimpiangere
i giorni passati.
Voglio solo proseguire il cammino
che mi resta 
 continuando a gioire
per le cose belle
e accogliendo con serenità
quelle che non posso cambiare.

Scrivevo queste riflessioni due anni fa; ora le riporto qui per confermarmi nel proposito espresso nelle ultime due righe, anche se non è sempre facile .

Una sentenza logica…. quasi rivoluzionaria.

http://it.peacereporter.net/articolo/25865/Immigrazione%2C+Consulta%3A+non+punibile+immigrato+che+non+lascia+l%27Italia

Non so  quanti abbiano fatto caso a questa sentenza della Consulta : una donna che non ha potuto lasciare l’ Italia, come le era stato intimato per il reato di clandestinità, a causa della sua povertà è stata dichiarata NON PUNIBILE.

Una persona clandestina che sia rimasta senza lavoro e quindi senza reddito , come fa a comprarsi un biglietto aereo o ferroviario se non ha nemmeno il minimo per vivere? La donna in questione viveva in un bugigattolo , in un sottoscala al freddo e doveva trovare i soldi per il viaggio di ritorno nel suo paese?

Questa sentenza che si basa sul buon senso, rischia di svuotare, di rendere inefficace tutta la politica xenofoba della Lega , che ha condannato alla clandestinità tutti gli extracomunitari che abbiano perso il lavoro.

La Consulta, sfruttando le opportunità nascoste tra le pieghe della legge Bossi-Fini e basandosi su un ragionamento semplice e logico ha spiazzato un po’ tutti: sia perchè la logica non è sempre la protagonista dei fatti di giustizia , sia perchè ribalta completamente le intenzioni dissennate del legislatore… quasi una rivoluzione.

L’onda di gelo viene dalla marea nera?

La Gran Bretagna e il Nord Europa stanno vivendo un momento climatico particolarmente critico e insolito. A Londra si stanno registrando temperature molto al di sotto dello zero e, poichè la cosa è inusuale, tutto il sistema dei trasporti è andato KO.

Mi sono chiesta se questo potesse avere qualche relazione con la marea nera che quest’ estate ha devastato il Golfo del Messico e guardando su internet ho trovato questa inquietante conferma….

http://www.meteogiornale.it/notizia/18331-1-marea-nera-petrolio-golfo-messico-stop-corrente-del-golfo

Si potrebbe dire in questo caso : chi di petrolio ferisce….  Se questa ipotesi si fosse concretizzata, quali altre conseguenze è lecito aspettarsi?

Londra e la neve.

Ho sempre ammirato il pragmatismo degli Inglesi, che li porta sempre ad andare al nòcciolo del problema e a trovare la soluzione più diretta, ma questa loro efficienza , pare incredibile, viene messa in crisi con la caduta di qualche fiocco di neve….. Il loro clima mai veramente caldo e mai veramente freddo li ha disabituati a pensare che possa nevicare anche a Londra. E’ così che ieri la città è stata letteralmente paralizzata: nessuno , nemmeno i mezzi pubblici , riusciva a circolare : forse non hanno  spartineve, nè sono previste catene o pneumatici da neve ….

Morale della favola: Samuele non è arrivato. Il suo volo è stato cancellato e , dopo un pomeriggio passato nelle varie tappe intermedie sul percorso per l’ aeroporto, ha dovuto tornare a casa a bordo di un taxi, su cui la sua mamma si è fiondata bruciando sul tempo i numerosi “viandanti” in attesa .

Alitalia ha detto che se ne parlerà martedì… speriamo bene…

Dal Messico…

http://www.peacelink.it/mosaico/a/32951.html

Del Messico ultimamente ho sentito sempre parlare come di un paese emergente, oggi invece se ne sente parlare per un fatto di sangue particolarmente efferato: una ragazza viene uccisa, l’ assassino, reo confesso, viene scarcerato senza una giustificazione. La madre della ragazza da quel momento combatte per avere giustizia, perchè il colpevole paghi per quella giovane vita spezzata, ma mentre è davanti al Palazzo del governatore per ripetere la sua richiesta, un uomo le si avvicina e la fredda con un colpo di pistola alla testa.

Credo che questo fatto dovrebbe attirare l’ attenzione del mondo,  e tutti gli Stati dovrebbero far pressione sul governo messicano per imporre  la punizione del colpevole (forse lo stesso che ha ucciso la figlia). Questa madre coraggiosa lo meriterebbe.

P.S. Ci avete fatto caso? Sono sempre le donne (le madri o le sorelle) che si battono per avere giustizia : è successo per Cucchi, per Aldrovandi, per il ragazzo morto nelle carceri francesi e ora in Messico…

Nevica…. nel deserto dei tartari.

Alle 8 stamattina nevischiava appena. Fiocchetti minutissimi e ghiacciati coprivano come un velo il suolo. Un’ ora più tardi è cominciata una nevicata formidabile per intensità, tanto che a mezzogiorno si era già formato uno strato di 15 cm. Mi sono data da fare per tempo a spargere sabbia e sale sul tratto di stradina che mi collega alla strada condominiale, confidando che questo sarebbe bastato a mantenere libero il passaggio, ma è stato tutto reso inutile dalla gran quantità di neve caduta: ce ne saranno almeno 25 cm. ora! Per fortuna non nevica più da questo pomeriggio.

Mi sento un po’ barricata in casa , un po’  confinata in un domestico personalissimo “deserto dei tartari”.

Meglio dormire…

Samuele (tre anni) va molto volentieri nella sua nuova scuola, perchè gli insegnanti gli propongono attività interessanti e lui infatti ha arricchito il suo linguaggio (ora parla preferibilmente in inglese, certo più semplice e poi è parlato dalla quasi totalità delle sue conoscenze) e ha imparato molte altre cose. In questi giorni però la scuola funziona solo come “custodia” dei bambini: non ci sono insegnanti nè lezioni; ci sono solo alcune assistenti di varia nazionalità che sorvegliano i pochi bambini che , non avendo altre soluzioni, sono costretti a continuare a frequentare questa scuola dimezzata. E’ così che spesso perde il cappello o la sciarpa, a mezzogiorno nessuno gli apre i contenitori della sua “colazione al sacco” e nessuno controlla che si sia pulito bene il sederino dopo aver fatto i suoi bisognini.  Insomma deve essere una vera desolazione.

Per questo stamattina non voleva alzarsi e alla mamma che lo incitava a uscire dalle coperte, lui diceva che lei poteva pure andarsene e che lui avrebbe continuato a dormire.

Sarebbe interessante poter controllare cosa succede in questi giorni in quella scuola che pretende una retta di 1.400 sterline al mese e nella quale i genitori vengono sempre tenuti fuori dalla porta con la scusa che i bambini devono imparare ad essere autonomi….

Natale a scuola

A scuola il periodo del Natale era quello più frenetico: c’ erano sempre da preparare i lavoretti , le letterine o i biglietti , la poesia da recitare ai genitori, gli addobbi per l’ aula , il presepe e a volte ci si imbarcava anche nell’ allestimento di una piccola recita inframmezzata da canti tradizionali. Il tutto poi non doveva andare a scapito delle normali attività curriculari. Era certo una gran fatica, ma il tutto contribuiva a creare quell’ atmosfera di festa che rendeva felici i bambini, almeno quelli che potevano permetterselo; infatti ricordo che in una classe c’ era una bimba, figlia di unaTestimone di Geova che restava sempre assente nel giorno degli scambi degli auguri , ma questo succedeva anche a Carnevale ad esempio: il problema non era la differenza di credo religioso, era la festa in sè che era considerata “peccaminosa” .  Mi ha sempre fatto molta tristezza vedere quella bimba costretta a sentirsi diversa dagli altri….

http://milano.repubblica.it/cronaca/2010/12/15/news/l_asilo_multietnico_ci_ripensa_la_festicciola_di_natale_si_far-10247606/?ref=HREC1-5

Per ovviare al problema delle culture diverse, in una scuola milanese le maestre avevano deciso di abolire proprio la celebrazione del Natale, visto che la maggioranza degli alunni è di origine straniera; ora ci hanno ripensato e hanno fatto bene: è un’ occasione per far avvicinare i bambini, figli di immigrati, alle tradizioni del paese in cui vivono .

Non c’ è bisogno di imporre nessun dogma di fede, solo di far capire cosa succede attorno a loro.

Non vorrei essere maligna, ma quanto ha influito sulla prima decisione di quelle maestre il desiderio di sottrarsi a una serie di impegni faticosi col pretesto della multiculturalità?

La stufa a legna.

stufa a legnaEra nell’ angolo opposto al caminetto e, nello spazio che la separava dal muro esterno, veniva riposta la legna: ceppi spaccati con la scure  e stecchi sottili  che si andavano a raccogliere in campagna dopo la potatura o quando veniva abbattuto qualche albero e se ne facevano fascine.
Il piano superiore era in ferro e presentava tre gruppi di cerchi concentrici che venivano tolti per regolare la larghezza del “contatto” col fuoco vivo a seconda della dimensione della pentola.
Sulla facciata anteriore si apriva lo sportello che chiudeva il vano-fornace, sotto c’era uno sportello più piccolo attraverso il quale veniva estratta la cenere e di fianco si apriva il forno.
Nella parte più bassa c’era un vano vuoto in cui mia madre a volte metteva anche le pantofole perchè si scaldassero.
Di fianco al piano cottura c’era un contenitore in rame sempre pieno d’ acqua calda,  pronta per tutte le necessità.
Il tubo di scarico, che attraversava buona parte della stanza per ottimizzare la resa della stufa, presentava ad altezza d’uomo (ma sarebbe meglio dire ad altezza di donna) un anello di ferro munito di tanti raggi che potevano essere alzati o abbassati : su di essi venivano appesi mestoli e schiumarole o i panni  da asciugare quando fuori pioveva .
Sul piano cottura arrostivamo le castagne o le fette di polenta avanzata dal giorno prima e nel forno ogni mattina la mamma  (che si alzava prestissimo per accendere il fuoco) metteva l’uovo che dovevamo sorbirci prima di andare a scuola o le mele da cuocere: non sono più riuscita a mangiare mele cotte buone come quelle.

Solo la cucina veniva riscaldata. Le stanze da letto erano molto fredde e così anche le coperte del letto, perciò ecco che dalla stufa, verso sera si estraeva la brace. Con essa si riempivano dei piccoli contenitori (padlèni) foderati di cenere , che venivano inseriti nel prét (una struttura in legno adatta a sollevare le coperte , che non dovevano venire a contatto con le braci.
Quando si tornava a casa coi piedi intirizziti dal freddo, la mamma ci faceva togliere le scarpe e ci faceva appoggiare i piedi sullo sportello più basso e al tepore che ne usciva ti sentivi rinascere.