Le arance del riscatto e della dignità

Nel panorama desolante e spesso anche preoccupante degli avvenimenti nostrani e internazionali di questi giorni , non è facile trovare buone notizie e quando ci si riesce bisogna dar loro risalto il più possibile. E’ il caso che sto per  raccontare: a Lentini, in Sicilia (costa orientale), stanno per essere raccolte le prime arance ottenute coltivando un terreno sequestrato alla mafia e assegnato a una cooperativa.

 Queste iniziative vanno incoraggiate e sostenute, visto che spesso sono bersaglio fin troppo facile di ritorsioni da parte di chi vede in esse il seme del riscatto di una terra dalle sterminate possibilità di sviluppo, ma ingabbiata nella morsa di un cancro , la criminalità organizzata, che la umilia. 

Siracusani, Catanesi, andate a Lentini e comprate le arance della cooperativa : sarà un modo per riprendersi la dignità che qualcuno vuole sottrarci.

A questo link si può trovare l’ indirizzo a cui si possono anche prenotare marmellate ottenute dal raccolto.

http://www.peacelink.it/mosaico/a/33534.html

Nell’ orto.

Oggi ho deciso di cimentarmi per la prima volta nell’ arte dell’ orticoltura. Mi son messa a zappare  la terra friabile e scura, togliendo erbacce e radici che la infestano. Ho messo a dimora qualche bulbo di gladiolo e ho seminato il prezzemolo. Un passante mi ha chiesto se è questo il momento buono per zappare e seminare, scambiandomi per una esperta del ramo, ma ho dovuto confessargli che stavo zappando solo perchè è una bella giornata e non fa freddo…. credo di averlo deluso parecchio.

L’ orto è piccolissimo, ciononostante non l’ ho zappato tutto : meglio non esagerare; tantopiù che sulle bustine che ho comprato c’ è scritto che è meglio aspettare la luna calante per la semina dell’ insalata.  Appena mi sono allontanata dall’ orticello , puntuale vi si è fiondato “merlino”, il merlo che lo frequenta abitualmente da anni, e si è messo a beccare felice tra le zolle smosse: speriamo che non faccia piazza pulita dei miei semi di prezzemolo.

Dato che è previsto un vorticoso rincaro degli alimenti, è meglio cominciare a riscoprire le antiche strategie di sopravvivenza.

Bossi chiarisca e si scusi!!

http://www.corriere.it/politica/11_marzo_08/armi-bossi-aiuti-gheddafi_1e6c3928-49b1-11e0-8210-720c80ef41f5.shtml

“Perchè avrei dovuto chiedere armi a Gheddafi? La lega ha tanti uomini e le armi si fanno in Lombardia..” questa sarebbe stata la replica di Bossi alle accuse mossegli da Gheddafi.

E’ una risposta inquietante per lo scenario che fa intravvedere: un ministro della nostra Repubblica fa supporre che una parte del paese sia pronta a imbracciare le armi contro il resto della comunità nazionale !!!! E Maroni (ministro degli Interni, non il portinaio del Viminale) si limita a dire che Bossi non ha mai incontrato Gheddafi !!!!

Forse il buon Maroni non ha ancora realizzato che  non è necessario incontrare fisicamente una persona per “fare affari” sporchi con lei. Ai tempi dei Romani e anche prima bastava un messaggero, ora basta fare un numero di fax o di telefono.

Il Presidente Napolitano dovrebbe a mio avviso pretendere pubbliche scuse da parte di Bossi e spiegazioni convincenti da parte di Maroni, visto che non è la prima volta che Bossi gioca con  parole pericolose.

Festa di Carnevale a Rolo.

Domenica c’ era finalmente il sole ed è stata annunciata anche in chiesa (dopo numerosi rinvii per il maltempo) la tradizioale sfilata dei carri, dedicata ai bambini che frequentano gli asili del paese e le scuole elementari.

Davide doveva indossare il costume da diavoletto, ma la parola diavoletto non gli andava molto a genio e allora lo ha ribattezzato “costume da pipistrello” per via di una stoffa nera sui fianchi che richiamava vagamente la forma delle ali di quel mammifero volante. Così vestito faceva le prove di volo tuffandosi sul divano di casa, con grande spasso di tutti.

“C’ è il sole, ma l’ aria è molto fredda” ha detto mamma Giovanna . ” il tuo vestito , Elisa , è molto leggero e quindi ti devi coprire bene sotto”.

Per ripararsi dal freddo, ha pensato il papà di Elisa, non c’ è niente di meglio del suo giubbotto imbottito…. e così dopo poco ecco arrivare in soggiorno la mia deliziosa nipotina che pareva impersonare la figlia bulimica dell’ uomo michelin : l’ abito da principessa era troppo stretto per coprire il giubbotto e la sua bella testolina pareva enormemente sproporzionata rispetto al busto esageratamente gonfio e lei desolata si lamentava:”Ma così sono troppo cicciona!!!” Per completare il disastro anche la cerniera  sulla schiena si è spaccata al primo tentativo di chiudere il vestitino. Mancavano pochi minuti all’ inizio della festa e così , dopo aver sostituito il giubbotto con una maglietta pesante, ho ricucito in fretta l’ apertura del vestitino con alcuni punti, mentre Elisa pazientemente attendeva di essere resa presentabile. Alla fine è riuscita a salire sul carro della scuola proprio mentre si stava mettendo in moto.

Quest’ anno in quel piccolo paese (4mila anime), i papà si sono dati da fare e hanno realizzato quattro bellissimi carri: il villaggio degli indiani, la nave pirata, il castello di cenerentola e il carro di Sponge Bob che sparava bolle di sapone e coriandoli.  Tutti i carri erano curatissimi nei particolari e testimoniavano l’ amore di quei giovani papà per i loro bambini e per la loro comunità. Tra le testoline che si affacciavano a lanciare schiuma e stelle filanti dai carri, spiccavano parecchie faccette dalla pelle olivastra: erano i bambini pakistani che partecipavano con gran divertimento alla festa, salutati dai parenti accorsi a fare ala al corteo.

Il corpo e le donne.

http://www.repubblica.it/persone/2011/03/02/foto/l_abito_troppo_stretto_joan_collins_finisce_in_ospedale-13079866/1/?ref=HRESS-6

Joan Collins è finita all’ ospedale per aver indossato un vestito troppo stretto.

Avere 77 anni , avere tanti soldi , avere perciò la possibilità di vivere senza dover sottostare a condizionamenti di nessun genere e costringersi invece a vere e proprie  torture per nascondere e camuffare la propria età… Non lo posso capire.

Tutt’ altro discorso merita invece questa notizia : http://it.peacereporter.net/articolo/27036/Mauritania%2C+schiave+del+peso

In Mauritania le bambine vengono costrette a superalimentarsi, a costo di gravi rischi per la loro salute, perchè le convenzioni locali fanno sì che solo le donne grasse trovino marito.

Non c’ è tanto da scandalizzarsi : è solo l’ altra faccia della medaglia di ciò che succede qui da noi, dove le donne  devono essere magre  per poter  aspirare al successo e dove qualche chilo in più può portare le ragazzine ad affrontare diete drastiche che le condurranno all’ anoressia.

  Credo che sarebbe ora di stabilire che il valore e la dignità di una donna non dipendono dal suo peso   e solo le donne possono ribellarsi a questi condizionamenti e rivendicare il loro diritto alla salute prima di tutto e poi il loro diritto ad essere persone e non corpi.

+

A Somasca.

Ieri ho visto, grazie a una mia cara amica, un angolo di Brianza che non conoscevo e che mi ha colpito per la sua bellezza e per la sua spiritualità. Siamo infatti andate a Somasca, un borgo appena sopra Lecco, dove ha svolto la sua attività negli ultimi anni di vita S. Girolamo Miani ( o Emiliani).

Si accede al santuario percorrendo una lunga scala le cui tappe sono segnate da cappelle con le rappresentazioni degli episodi più importanti della vita del santo. 

Man mano che si sale si allarga sempre più l’ occhio sul panorama sottostante: il lago di Garlate splende liscio sotto il sole pallido e lo sguardo può distendersi lungo il percorso dell’ Adda che proprio lì ricomincia il suo percorso verso il mare, dopo aver sostato nelle acque tranquille del lago.  Sulle rive si affollano borghi silenziosi, dalle viuzze strette che sfociano qua e là in piazzette minuscole, ma arricchite da chiese e monumenti di pregio. La gente che percorre quelle strade è particolarmente gioviale, non pare di essere in Brianza…!!

 Lungo la salita ti ritrovi sulla destra la montagna aspra , che mostra rocce grigiastre nude e ripide, ma rallegrate, ove la vita può attecchire, da ciuffi di viole e addirittura ulivi.

Arrivate al santuario ,( che sorge proprio come su un balcone che dà sul lago e sui luoghi manzoniani) il vento che pur spirava piacevolmente non bastava a spazzare via la foschia che velava il paesaggio.

 Lì abbiamo incontrato un personaggio che pareva sbucato fuori dalle pieghe del tempo: assomigliava più a un elfo o a un folletto benigno: era il sacerdote che gestisce il santuario.

La faccia abbronzata e dai lineamenti asciutti era sovrastata  da un grosso berrettaccio di lana, gli abiti erano poco curati, come quelli di uno che non ha nè mezzi nè modo di curarsi del suo look.  Su nostra richiesta ci ha raccontato questa storia: http://www.ilpuntostampa.info/2011/02/san-girolamo-emiliani-miani.html

Il suo eloquio sciolto, arguto  e quasi forbito contrastava incredibilmente con l’ impressione che ne avevo avuto in un primo momento.

Alla fine del racconto siamo ridiscese lentamente verso il paese. Ringrazio M. E. per avermi regalato un bellissimo pomeriggio.

Un buon incontro.

Dopo aver sbrigato una delle tante commissioni che mi hanno occupato in questi giorni, sono entrata in un supermercato che io frequento molto raramente. Stavo già per andare alla cassa, quando mi sono ricordata che mi mancava ancora qualcosa. Ritornando sui miei passi , vedo venirmi incontro una ex-collega che non vedevo da tantissimo tempo, anche lei (l’ ho saputo dopo) capitata casualmente in quel centro commerciale.

A parte l’ incedere un po’ più incerto, pare che per lei il tempo non passi : sempre perfettamente in ordine, un filo lieve di rossetto e solo poche rughe a sottolineare l’ espressione sorridente del volto.

Mi ha fatto piacere incontrarla e sentire il racconto dei suoi mille impegni per la valorizzazione del patrimonio culturale della zona. Era un’ apprezzatissima maestra e una collega preziosa per la grande esperienza,  per la preparazione  e per la dedizione con cui esercitava  la sua professione.

Sentire le sue parole di conforto e di sostegno mi ha fatto bene: grazie Bina!!

E se penso a quale insieme di casualità è stato dovuto il nostro incontro, mi vien da dire che Qualcuno ha guidato i nostri passi…

E’ finita l’ era dei reality?

http://www.corriere.it/spettacoli/11_febbraio_28/grasso_tempesta_isola_04f6bdb4-4304-11e0-bd8e-86c2288d7465.shtml

L’ “isola dei Famosi” si sta rivelando un flop o quasi … era da molto tempo che aspettavo questa notizia e spero che presto anche il “Grande Fratello” segua la stessa sorte così che si possa leggere sui giornali questo titolo: l’ era dei reality è finita!!!

Sono convinta che senza troppe difficoltà si potrebbero inserire in quegli spazi trasmissioni meno deprimenti.

Kalabria, la tartaruga marina.

C’ era una volta…. anzi, no….  c’ è proprio oggi un posto speciale in questa nostra Italia, dove ogni anno si verifica un vero miracolo della natura.

 E’ una spiaggia battuta dal sole caldo di Calabria e lambita dal mare Ionio. Lì la gente va  a prendere il sole, va a giocare a beach volley, ma ci vanno anche le tartarughe (della specie Caretta caretta) , di notte quando non c’ è nessuno, a deporre le loro uova nel nido che esse scavano nella sabbia.

Il sole cova quelle uova che alla fine si schiudono e ne nascono tante piccolissime tartarughe ansiose di raggiungere il mare più in fretta che possono e da lì cominciare la loro vita nelle acque piene di insidie. Ritorneranno su quella spiaggia che le ha viste nascere per deporre le uova, guidate da un misterioso istinto .

 Molta gente non sa quale cosa meravigliosa accada su quella spiaggia, ma ci sono dei giovani ricercatori che sorvegliano la schiusa delle uova, proteggono le tartarughine mentre raggiungono  il mare e ne hanno salvate tante. Ora poi hanno imparato anche a mettere addosso alle tartarughe adulte un piccolo apparecchio che manda un segnale radio e così possono seguire i loro spostamenti . Una di queste tartarughe adulte  è stata chiamata Kalabria e i ricercatori la seguono giorno e notte : ora Kalabria è sulle coste della Tunisia, dove le acque d’ inverno sono più calde, ma tornerà alla spiaggia che l’ ha vista nascere  e deporrà tante uova che si schiuderanno ancora una volta per rinnovare il miracolo della vita.

(Questo post mi è stato suggerito da alcune splendide foto inviatemi da Lirì, una cara amica elettronica, che segue personalmente il lavoro dei ricercatori calabresi; grazie Lirì)