La buona televisione.

              

Ieri ,leggendo un post sull’ emergenza rifiuti a Napoli, in un blog di un giovanissimo e bravissimo blogger, chiedevo come si  sia potuti arrivare a tale punto di caos….

In serata Saviano mi ha risposto : ha detto cose che avevo sentito dire in maniera episodica e che non riuscivo a organizzare in un quadro unitario e in una sequenza logica.

Sono grata a Saviano per quella ricostruzione dei fatti, perchè penso sia servita non solo a me , ma a tanti altri che come me avevano le idee un po’ confuse . Dalla migliore comprensione delle cause, dovrebbe ora scaturire una più corresponsabile e collettiva disponibilità alla collaborazione per risolvere  l’ emergenza di Napoli, pretendendo però tutti insieme che le autorità locali assumano finalmente le decisioni opportune per  predisporre tutto quanto è necessario perchè il territorio possa al più presto diventare autosufficiente nello smaltimento e nel riciclaggio dei rifiuti.

“Vieni via con me” ieri sera mi ha riservato anche altri motivi di riflessione : lo spettacolo ha saputo tenere alta l’ attenzione nonostante non ci fossero i soliti ingredienti tipici  di un programma che vuole catturare l’audience : ballerine sculettanti e poco vestite, lustrini e volgarità a profusione, chiasso e urla con improperi reciproci tra i protagonisti.

Mi sono piaciute le donne che sono intervenute e che hanno mostrato che si può interessare il pubblico anche non puntando sull’ esteriorità, ma sulla sensibilità , l’ intelligenza e la competenza. Mi hanno commosso poi gli elenchi letti dai due immigrati così come l’ intervento sui disabili.

Sono rimasta incollata al teleschermo fino alla fine e oggi non mi ha  sorpreso l’ alto indice d’ ascolto  (superiore ancora una volta a quello del Grande Fratello): anche la buona televisione può assicurare ottimi ascolti e di conseguenza ottimi introiti; speriamo che la Rai se lo ricordi….

I racconti di nonno Pippo.

Nonno Pippo racconta:

Mia madre era spesso sola perchè mio padre andava volontario nelle campagne d’ Africa; forse per questo temendo, di non riuscire a tenere a freno i suoi figli, aveva deciso di privilegiare i metodi forti.

Io ero molto vivace e mia madre era sempre in ansia: quale sarebbe stata la mia prossima birichinata? Per questo aveva preso la brutta abitudine di prendermi a botte ogni volta che mi vedeva immerso nei miei pensieri: – Stai pensando qualche birichinata? Aspetta che ti sistemo!!!- e giù botte.

Dovevo, io piccolissimo, badare a mio fratello più piccolo di me di poco più di un anno. La cosa si doveva protrarre finchè mia madre avesse completato il bucato o qualche altra faccenda. Se mio fratellino si metteva a piangere, io dovevo battere le mani per distrarlo… per un po’ la cosa poteva anche andare, ma quando la storia si faceva lunga , non ce la facevo a resistere. Fu così che inventai uno stratagemma: cominciavo a battere le mani, poi di nascosto davo un pizzicotto al fratellino che si metteva a piangere e io intanto continuavo a battere le mani…. chiamavo la mamma e le dicevo: Vedi? io batto le mani, ma lui piange lostesso!!!- A quel punto mia madre capiva che era meglio lasciar perdere le faccende  e dedicarsi a consolare il piccolo… e io intanto potevo finalmente giocare tranquillo.

Il Papa aggiusta il tiro.

http://eldas.ilcannocchiale.it/post/2198323.html

Era il 18 marzo 2009, il Papa aveva appena cominciato il suo viaggio in Africa e sull’ aereo , rispondendo alla domanda di un giornalista , disse  questa frase : Il preservativo non serve a debellare l’ AIDS-.   Ne scrissi un post (che ho linkato sopra)  spiegando che forse il Papa , essendo pur sempre straniero, aveva voluto dire che che il preservativo “non basta” contro l’ AIDS. Su un forum in cui comparve il post, si scatenò una vera bagarre.

Oggi si è saputo che il Papa, non più sotto  l’ incalzare di un fuoco di fila di domande, ha fatto un importante aggiustamento di tiro  sull’ argomento : in certi casi l’ uso del condom può essere utile !!! 

Ci ha messo un po’ di tempo a chiarire il suo pensiero , ma alla fine è riuscito a sorprendere tutti: è proprio vero che le innovazioni in genere è più facile attendersele da chi è ritenuto conservatore : proprio la sua fama di  rigido custode della tradizione gli consente di far accettare anche ai tradizionalisti qualche piccola/grande novità.

Giornata mondiale dei diritti dei bambini

“Nel mondo 40 milioni di bambini sono vittime di abuso sessuale, 1,2 milioni all‟anno vengono trafficati per essere schiavizzati in lavori pesanti o avviati alla prostituzione e ben 275 milioni hanno assistito ad atti di violenza domestica, diventandone spesso a loro volta vittime. Non c‟è Paese che possa dirsi esente da tutto questo, nemmeno l‟Italia, dove fenomeni come la tratta di bambini, il lavoro minorile, la prostituzione, la violenza in famiglia e fuori dalle mura domestiche, nelle sue più svariate manifestazioni, dilagano”.http://www.terredeshommes.it/
E’ ancora una volta la “Giornata Mondiale dei Diritti dei Bambini” . Ancora una volta si dovrebbe elencare tutto ciò di cui un bambino ha bisogno per crescere sereno e sano , ma suonerebbe come un esercizio sterile ed ipocrita : meglio lasciar parlare i numeri terribili riportati da “Terre des hommes” e riflettere sull’ orrore che essi spalancano davanti ai nostro occhi

Burocrazia assurda.

http://alesiro.blogspot.com/2010/11/poverino-visita-di-controllo-allinps.html

E’ il racconto molto realistico dell’ esperienza al limite del surreale che spesso si trova a vivere chi deve per forza aver a che fare con la burocrazia  :  chi scrive ha una menomazione ben visibile (gli mancano le braccia) e deve recarsi alla ASL per convalidare la sua certificazione di invalidità e quindi il suo diritto alla relativa pensione; lì incontra due mamme che accompagnano i figli chiaramente minorati e si chiede perchè mai ogni anno si debba sottoporre a una visita umiliante chi porta una disabilità chiaramente visibile e non modificabile nel tempo.

E’ la stessa domanda che mi ponevo io qualche anno fa quando si doveva sottoporre alla stessa visita mio padre affetto da Altzeimer in stadio molto avanzato e allora si doveva chiamare un’ ambulanza e sottoporre a un viaggio scomodo e a disagi notevolissimi sia l’ ammalato che i familiari. Mi si dirà che è per combattere gli abusi delle false invalidità, ma credo che ci possano essere molti altri metodi, nell’ era dell’ informatica, per accertare gli abusi, senza aggiungere sofferenze a chi già vive situazioni oltremodo difficili.

Sere d’ inverno…senza TV.

Quando le ore di luce si accorciano sempre più, le serate sembrano interminabili ; così è in questi giorni e così era tanti anni fa quando ancora non c’ era la tv a far compagnia alla gente.

Ricordo (ero molto piccola),  che ci si ritrovava  nell’ unico locale riscaldato che faceva da cucina e da soggiorno : mia madre indaffaratissima come sempre a preparare gli scaldini (il padléni) da mettere nei “pret”, per intiepidire le lenzuola e le coperte, e a cuocere contemporaneamente la polenta sulla stufa a legna.

Intanto io, che ero la più piccola, potevo permettermi il lusso di tiranneggiare un po’ mio padre, stando sulle sue ginocchia, mentre lui faceva un  solitario a cui io collaboravo sistemando le carte che via via “si liberavano” e questo mi permetteva di imparare a riconoscerle e a metterle in ordine crescente. A volte si univa a noi anche mia sorella, la penultima e allora giocavamo a “rubamazzetto”, all’ “asino” , a “cheva in pataja” ;  quest’ ultimo era particolarmente emozionante per i continui capovolgimenti delle sorti del gioco. Il borbottìo della pentola fumante faceva da sottofondo rassicurante

A volte , dopo cena, venivano i vicini (ricordo Baiòc e Giubèn) e allora i grandi giocavano a briscola, a scopa, a scopone o altri giochi più complessi che non ho mai imparato. Io  stavo incollata a mio padre, sulle sue ginocchia per tutto il tempo, fino a che non mi si chiudevano gli occhi .
Dovevo però stare attenta a seguire alcune raccomandazioni : non dovevo parlare delle carte che lui aveva in mano, né tanto meno mostrare reazioni di gioia o di delusione quando avesse pescato carte importanti o sfortunate. Questo mi faceva sentire partecipe del gioco, che seguivo con molta attenzione. E’ incredibile quante cose si possano imparare, quasi senza accorgersene, col gioco delle carte, soprattutto nell’ ambito matematico.

In particolare però io ero affascinata dai segni impercettibili che i giocatori si scambiavano col partner per indirizzarne il gioco o per segnalare una difficoltà: erano strizzatine d’occhio, alzate di spalle, labbra che si imbronciavano o che venivano appena appena inumidite con la lingua, sopracciglia che si inarcavano per un istante. Erano elementi di un codice per me misterioso, che a poco a poco imparai a decifrare con mia grande soddisfazione.
Il gioco si svolgeva tra una battuta scherzosa e uno “sfottò” bonario e non mancavano accenni ai fatti accaduti durante il giorno; alla fine nessuno aveva vinto niente, né tanto meno perso niente : a tutti era bastato stare piacevolmente in compagnia.
Quando non c’ erano i vicini,  si accendeva la radio per ascoltare un po’ di musica o qualche trasmissione radiofonica:  molto seguito era allora  “Il rosso e il nero” , lo spettacolo  condotto dalla voce calda e amichevolmente sorniona di Corrado. Protagonisti di queste serate erano comici come Enrico Luzi, Alberto Talegalli, Tino Scotti , nomi allora molto conosciuti.
Per le dieci o poco più però la serata terminava: l’indomani tutti dovevamo alzarci molto, molto presto.!

Maroni? non querelare Saviano: guarda EXIT prima!!!

Maroni , è inutile che ti arrabbi con Saviano che avrebbe leso l’ immagine della Lombardia e della Lega…. Guarda EXIT su La7 !!!

Il Consiglio comunale di Desio è intimidito dalla ‘ndrangheta e Grasso  spiega come la ragnatela delle mafie si stia estendendo come un cancro silenzioso in tutte le attività produttive della Regione.

Donna è bello!

              Le grandi donne d'ItaliaLe grandi donne d'ItaliaLe grandi donne d'ItaliaLe grandi donne d'Italia

http://www.corriere.it/cronache/10_novembre_16/newsweek-grandi-donne-italiane-francesco-tortora_81487600-f18d-11df-8c4b-00144f02aabc.shtml

Degno di nota è questo articolo che compare sul Corriere.it e che riporta quanto scritto da Newsweek sulle donne italiane più conosciute nel mondo :  non rispondono certo al modello “velina”  reso famoso dalle vicende tragico/grottesche del nostro premier. Tra le donne menzionate (di cui ho copiato alcune  foto), ci sono anche le stiliste dell’ alta moda, la Marcegaglia, la prima femminista che si è battuta per il voto alle donne, attrici famose come Isabella Rossellini, Anna Magnani o Sofia Loren, giornaliste come Rosaria Capacchione e Oriana Fallaci e una preminente figura politica come Sonia Gandhi.

Sono personalità che testimoniano che le donne italiane non sono tutte “a disposizione” del premier (cito qui volentieri la frase della Bindi)  e non rispondono al clichè da lui preferito: sottomesse, vistose, truccatissime e propense al compromesso in cambio di sistemazione in qualche poltrona importante o , se proprio non si può avere di meglio, in cambio di un bel mucchietto di soldi.

Vorrei che tutte le italiane leggessero questo articolo e prendessero spunto per ribellarsi all’ immagine falsa e avvilente che i media danno di loro quotidianamente e finalmente si convincessero che “Donna è bello!!”

La Lombardia sostiene i movimenti neonazisti?

Ricevo via e.mail questa notizia dal capogruppo PD alla regione Lombardia, Luca Gaffuri:

“Il Consiglio regionale lombardo ha bocciato una mozione che impegnava la Giunta a evitare “qualsiasi sostegno, anche in forma indiretta, ai soggetti promotori di iniziative apologetiche del fascismo e del nazismo”. Il documento è stato presentato dalla consigliere Chiara Cremonesi (Sel) sulla scia delle polemiche del convegno organizzato a Milano sul generale delle Ss, Leon Degrelle, e promosso da una formazione di estrema destra con sede in uno stabile di proprietà dell’Aler di Milano.”

La notizia mi pare inquietante: una mossa di questo genere mi pare oltremodo pericolosa  e inopportuna in una parte d’ Italia, dove, già da tempo , mascherati con colori depistanti, serpeggiano tentazioni xenofobe e neonaziste.

Fantasmi al contrario.

Da giovedì scorso non riesco a non pensare a quei ragazzi che si sono trincerati sulla sommità di una gru a Brescia . Hanno pagato soldi al governo e a qualche disonesto “avvoltoio” italiano per avere un permesso di soggiorno (notare che lavorano qui da noi da anni, non fanno gli spacciatori ) e non lo hanno avuto, nè hanno la speranza di poter recuperare i loro soldi.

Sono tollerati di giorno nei cantieri e nelle fabbriche , dove spesso vengono sottopagati in maniera vergognosa e poi la sera devono rinchiudersi in casa (se ce l’ hanno) perchè se vengono trovati in giro senza documenti rischiano l’ estradizione. La loro condizione di “sans -papiers” impedisce a questi ragazzi anche il ritorno nelle terre di origine per mantenere i contatti con le proprie famiglie. 

Se è veramente la clandestinità che si vuole combattere, perchè non fare le retate nei cantieri? No, non si vuole combattere la clandestinità, anzi si vuole costringere alla clandestinità una moltitudine di povera gente da utilizzare come schiavi nelle imprese nostrane, soprattutto in vista dell’ EXPO. 

E’ vero che i ragazzi della gru stanno facendo un’ azione di ricatto , non so con quali speranze di successo, ma è altrettanto vero che non è stata data loro altra possibilità per far sentire il grido di dolore di questi fantasmi al contrario: vivono tra noi di giorno come moderni schiavi e devono nascondersi di notte.