Donne (e cristiani) che resistono.

Aung San Suu Kyi  è stata  liberata . In Birmania  la dittatura nilitare l’ ha tenuta prigioniera per 15 anni, ma ora (passate le elezioni-farsa) è tornata  libera anche per la pressione di tanti, che hanno ammirato il suo coraggio e la sua fede nella democrazia e nel diritto. Fino all’ ultimo ha dato prova della sua determinazione: la sua liberazione secondo le autorità birmane doveva essere subordinata al divieto di parlare, ma lei  ha trattato fino alla fine senza cedimenti. E già per domani è atteso il suo primo discorso.

In Pakistan Asia Bibi, una madre di famiglia, è stata condannata a morte per blasfemia per aver difeso la sua fede di cristiana in un paese a maggioranza musulmana: avrebbe potuto tacere, fare finta di cedere  alle argomentazioni delle compagne di lavoro che volevano abiurasse e si convertisse all’ Islam, ma non lo ha fatto e ora è in prigione e rischia la sua stessa vita.

Spero che l’ esempio di queste due donne che si battono per il rispetto dei diritti fondamentali, quali la libertà di pensiero e di parola e la libertà di culto, inducano molti a imitarle e a migliorare così la convivenza pacifica su questo nostro pianeta.

P.S. Esprimo qui la mia vicinanza ai cristiani che in Iraq e in moti altri paesi vivono momenti di persecuzione feroce: stanno pagando  per colpe secolari di colonizzatori che si professavano cristiani mentre depredavano il mondo e di altri cristiani più recenti che hanno preteso di portare la democrazia gettando bombe sulle città: secoli di soprusi non potranno facilmente essere rimossi e intanto gente innocente sta pagando con la vita colpe che non ha commesso.

La cinciallegra.

Nel fazzoletto di terra che si trova dietro casa, arrivano abitualmente una coppia di merli con eventuale prole da svezzare,  una quantità imprecisata di passeri che spesso si cibano dei semi delle verdure che intenderei coltivare e,  in inverno , qualche pettirosso infreddolito. 

Oggi,  mentre approfittavo di una desideratissima ora di sole (dono della proverbiale estate di S. Martino) per riordinare all’ esterno, mi è passato accanto un uccellino bellissimo, simile a quello che è rappresentato qui sopra. Era molto piccolo; si è posato sui rami del lillà ed è rimasto lì a pochi metri da me a guardarsi attorno con fare curioso, per nulla disturbato dalla mia presenza. Si è poi spostato sul melo dei vicini e ha beccato  con soddisfazione una mela un po’ appassita rimasta sui rami.

Mentre lo ammiravo mi chiedevo come  la natura abbia potuto concentrare in un esserino di pochi grammi tanta leggerezza e tanta armonia di forme e di colori. Poco dopo ha ripreso il volo ed è scomparso velocemente.

Guardando su internet ho visto che si tratta di una cinciallegra: spero che torni qui ogni tanto durante l’ inverno: potrà dividere coi merli, i passeri e i pettirossi il cibo che sempre lascio a disposizione dei piccoli amici pennuti.

La seconda che hai detto!

 

Samuele è troppo piccolo (3 anni) per conoscere il personaggio del guru del dio “Quelo” ideato dal geniale Guzzanti jr…. Quando qualche adepto gli rivolgeva una domanda su  un doloroso dilemma esistenziale, il guru, con l’ espressione di chi non aveva capito niente, rispondeva invariabilmente :- La seconda che hai detto!-

La stessa tattica viene adottata da  Samuele quando ha voglia di “cloccole” (storpiatura di coccole, naturalmente): cerca di attirare l’ attenzione lamentandosi per qualche male , non importa quale …Così comincia a dire con voce piagnucolosa: – Male pancia….. male testa…- A questo punto comincia un dialogo un po’ surreale tra lui e la mamma:

– Ma ti fa male la pancia o la testa?-

 -…. Teeeestaaa !- 

 – Sei sicuro? Ti fa male la testa o la pancia ?-

– … paaancia….!

Ieri aveva messo un cerottino al dito perchè si era strappato una pellicina e si lamentava perchè gli faceva male il cerottino. Per cui la mamma ha indagato:- Ma ti fa male il dito o il cerottino?-

-…cerottino…!

– Ma il cerottino o il dito?

– …diiitooo!-  A questo punto e meglio smettere di indagare,  prenderlo in braccio e coprirlo di baci.

Ricordi in libertà…

Qualche anno fa, percorrendo la Pianura  Padana, mi si stringeva il cuore nel vederla così spelacchiata: l’ introduzione delle macchine agricole aveva indotto gli agricoltori a estirpare tutte quelle siepi e quegli alberi, spesso anche improduttivi, che un tempo dividevano i vari campi  o delimitavano il confine tra una proprietà e l’ altra. D’ estate la pianura aveva solo qua e là qualche macchia verde e appariva come  una triste landa battuta dal sole implacabile . D’ inverno , dopo una nevicata, pareva di attraversare la steppa russa : era una sconfinata distesa bianca che si perdeva fino all’ orizzonte desolatamente piatto. Recentemente ho notato una certa inversione di tendenza e ricominciano a comparire le siepi  lungo i  fossi e alberi spontanei che riuniti in boschetti interrompono la monotonia dei fruttetti e dei vigneti con le loro piantine tutte perfettamente allineate e tutte della stessa misura.

Molti anni fa, quando il massimo della tecnologia era la trebbiatrice sull’ aia, vicino a casa mia c’ era un filare di meli molto alti (per questo non vengono più coltivati) dai frutti piuttosto piccoli e dalla polpa croccante : essi venivano per lo più cotti al forno in inverno o usati , opportunamente trattati, per farcire dolci casalinghi. Gli scarti di questa produzione venivano dati alle mucche.

Io penso spesso a quel lungo filare (che certo ora nessuno ricorderà nemmeno più) perchè era il luogo in cui ci davamo convegno noi bambini. Gli alberi alti ombreggiavano una striscia di prato spontaneo ed era lì che ci sedevamo a parlare o a fare il gioco del fazzoletto ; lì sotto giocavamo a bandiera e gli alberi ci offrivano ottimi rifugi per giocare a nascondino. Sul viottolo sterrato che si snodava lì accanto, spesso i maschi giocavano a pallone o rincorrevano un vecchio cerchione di bicicletta. Ricordo ancora il profumo dell’ erba su cui facevamo le gare di capriole. Spesso poi ci dedicavamo all’ assaggio dei frutti ancora acerbi : come scordare il sapore aspro delle mele o delle albicocche appena formate, o quello degli acini d’ uva che schiacciati sotto i denti ti facevano venire i  brividi … al solo pensarci mi viene ancora l’ acquolina in bocca. Quando le spighe di grano cominciavano a imbiondire ,  ne prendevamo una e la schiacciavamo a lungo tra le mani con un movimento simile a quello delle macine; quando i chicchi di grano uscivano dal loro involucro, con un soffio facevamo cadere la pula e ce li mangiavamo : erano gustosi, anche se un po’ “papposi”.

 Le mamme sapevano che, se non ci vedevano attorno a casa, dovevamo essere lì: “sòta ai pom” (sotto i meli) e allora si affacciavano alla finestra e ci chiamavano a gran voce.

Marie Curie: donna da primato!

“Marie Curie morì il 4 luglio del 1934 di anemia perniciosa, in conseguenza della lunga esposizione alle sostanze radioattive, donando all’umanità i risultati delle sue ricerche, per le quali non pretese mai nulla in cambio.  Dal 1995 Marie Curie riposa al Panthéon, a Parigi, accanto al marito: per la prima volta fra i “grandi uomini” della patria francese c’è una donna “.

Sono queste le ultime righe dell’ articolo che trovate a questo link:

 http://www.psicolinea.it/p_p/marie_curie.htm

Google avverte che oggi cade il 115° anniversario della scoperta dei raggi X ad opera dei conuigi Curie, ma io voglio rivolgere particolare attenzione alla scienziata Maria Sklodovska , polacca, sposata con lo scienziato Perre Curie.

E’ stata la prima donna a ricevere il premio Nobel in un’ epoca in cui di diritti delle donne  non si parlava ancora e fu anche la prima donna a conseguire un dottorato e a insegnare all’ università.. .. e come si legge all’ inizio del post è l’ unica donna ad aver meritato la sepoltura nel Panthéon . Mi pare una bella serie di primati.

“Quando io ero piccolo,,,” cammina per il mondo… e fa camminare 65 bambini

http://www.regione.toscana.it/regione/opencms/RT/sito-RT/Contenuti/notiziari/fonti_esterne/ansa/notiziario/visualizza_asset.html?id=232597&pagename=503

In Eritrea da qualche giorno 65 bambini accarezzano la speranza di poter tra poco camminare, saltellare , ballare, correre come fanno i loro amici da sempre. Sono i 65 bambini operati nel corso dell’ ultima spedizione di specialisti ortopedici provenienti dal Rizzoli di Bologna, che si avvalgono del supporto finanziario di “Annulliamo la distanza”, l’ associazione cui sono destinati i proventi derivanti dalla vendita del libro “Quando io ero piccolo..” nato da racconti regalati da moltissimi frequentatori di Facebook.

La storia di questo libro è già stata da me ampiamente raccontata , ma il bello è che la sua storia continua : è stato adottato a Londra da un’ insegnante che tiene corsi di italiano e dopo essere stato presentato in diverse città, tra poco approderà anche a Roma. Speriamo che molti altri libri vengano venduti: potremo aiutare altri bambini a ritrovare la gioia di una vita pienamente autonoma.

Quando ci si vuol bene…

TAC! un rumore secco fa voltare di scatto Elisa (8 anni) e quello che vede è proprio quello che temeva: Davide, il suo fratellino (4 anni) ha tra le mani il suo cerchietto per i capelli  (il suo preferito!!!!) che ha subito palesemente un danno irreparabile dalle esplorazioni sulla materia cui spesso si dedica Davide.

La sua rabbia la fa esplodere tra le lacrime :- Guarda cosa hai fatto!!! Ancora una volta!!! Mi rompi sempre tutte le mie cose !!! sei troppo cattivo! –

Il tono e il volume del rimprovero sorprendono Davide, che un po’ già si sente in difetto per conto suo e scoppia a piangere.

Elisa, che vuole molto bene al fratellino e non sopporta di vederlo piangere, si asciuga in fretta le lacrime, gli va incontro, lo abbraccia e lo consola: – Non piangere, Davide! Non fa niente, dài!-

Le è bastato un attimo per passare dalla rabbia all’ indulgenza …

Manifestazioni antinucleari: … ma “noi tireremo diritto” ..?

Sabato: 6/11   http://www.repubblica.it/ultimora/24ore/nucleare-treno-con-scorie-radioattive-cambia-tragitto/news-dettaglio/3867143?ref=HRBO-1

Domenica: 7/11   http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Esteri/Nucleare-treno-scorie-scontri/07-11-2010/1-A_000141636.shtml

Il treno più radioattivo che abbia mai attraversato le contrade d’ Europa, continua il suo viaggio dalla Francia alla Germania (pare che questi trasporti siano abbastanza frequenti) tra manifestazioni di protesta  che si susseguono e che oggi hanno portato a scontri con la polizia, nonostante il convoglio sia stato deviato dall’ itinerario previsto inizialmente.

Questo fatto rafforza certamente i dubbi di coloro che vedono con apprensione il prossimo ritorno al nucleare previsto dal nostro governo …. Temo comunque che l’ atteggiamento dei ministri competenti (salvo crisi ) sarà intonato allo storico motto ” ..noi tireremo diritto

Ricordando Vassallo: due mesi dopo…

http://www.unita.it/news/italia/105442/gratteri_il_coraggio_di_angelo_vassallo_maratona_sul_web

Due mesi fa è stato ucciso il sindaco di Pollica, Vassallo.  Dopo qualche giorno , la notizia è scomparsa dai giornali e dai palinsesti televisivi occupati 24 ore su 24 a parlare di Avetrana e di escort .

Parlare di Vassallo vuol dire parlare di criminalità, della gente coraggiosa che le si oppone rischiando la pelle, di condizioni sociali in cui la malavita trova il suo humus e in cui può prosperare : questi sono discorsi che non fanno audience e rischiano di risvegliare lo spirito critico della gente, rischiano di far capire che non bastano alcuni arresti clamorosi per sconfiggere le varie mafie che ammorbano il nostro paese e ne tarpano lo sviluppo.

Per rompere questo silenzio e ricordare una persona onesta e coraggiosa che ha cercato di spezzare le catene della criminalità, esponendosi alla sua vendetta,  stasera molte web-TV faranno una maratona televisiva, dalle 20 alle 24 , a reti unificate.  Interverranno molte personalità , ma non credo che vedremo Vespa e i suoi modellini…

Terremoti, vulcano e ponte.

– Ma c’ è un cantiere qui vicino che resta aperto anche di notte? Si sente un rumore continuo , come di grossi motori ….-

Questa è stata la domanda che ho posto a una parente la prima volta che sono arrivata in Sicilia e la risposta che ne ho avuto è stata: – E’ “a muntagna” !! – e le parole erano accompagnate da una risatina divertita , provocata forse dalla mia aria preoccupata….

Seguirono ampie rassicurazioni : era del tutto normale : l’Etna era in attività e si vedeva bene la striscia di lava che spiccava durante la notte nel cielo buio. La gente lì è abituata a questo e anche alle scosse di terremoto che spesso accompagnano questa attività vulcanica : la terra trema sotto i piedi o fa tintinnare le stoviglie negli armadietti, ma nessuno ci fa caso, a meno che….

A meno che non succeda come ieri sera : la scossa è stata avvertita nitidamente e allora la  mente va  a quelle volte in cui il terremoto ha seminato morte e distruzione e ha mostrato tutta la sua potenza mostruosa…

Eppure lì tra poco cominceranno a costruirci un ponte che costerà una montagna di soldi a tutti noi…. non è un’ assurdità?

P. S. segnalo un bel post: su come si vive il terremoto nella zona etnea: http://gracespace.ilcannocchiale.it/2010/11/04/scuotimenti.html