Boccucce …. e becchi.

Ci avete fatto caso? Ora è di moda la bocca con il labbro superiore più rigonfio ai lati e più sottile al centro, che dà un che di artificiosamente tenero  alla bocca rifatta. Se la possono permettere solo quelle (come la Perego per fare un esempio) che non hanno avuto ancora troppi interventi di restauro, presumo, perchè le veterane della chirurgia plastica, come la Ventura, la Santanchè, la Parietti, la Marini da molto tempo esibiscono bocche semplicemente deformi, che , viste di profilo , assomigliano molto al becco di nonna Papera.

Perchè tanto silenzio?

Ieri si è celebrata la giornata internazionale contro la pena di morte. Anche se in ritardo, vorrei fare qualche riflessione innanzitutto sulla sua diffusione nel mondo.

Guardando la cartina si può rilevare come i paesi che l’ hamnno abolita definitivamente siano un piccola minoranza (zone colorate di azzurro); le zone verdi sono quelle in cui  la pena capitale è stata abolita, salvo casi particolari; le zone arancioni sono quelle in cui la pena di morte è in vigore , ma non viene attualmente applicata e infine le zone marroni sono quelle in cui essa è prevista e applicata secondo le leggi  ivi vigenti.

Ultimamente si è mobilitato il mondo contro la lapidazione di Sakineh in Iran, mentre  si è invece passata sotto silenzio la vergognosa esecuzione di una povera ritardata mentale in USA e non si parla poi per nulla delle numerose condanne a morte eseguite ogni anno in Cina.

Penso che sia giusto puntare il dito soprattutto contro le lapidazioni sia per la loro particolare atrocità , sia perchè sono  applicate soprattutto contro le donne, in paesi in cui le donne non godono di parità dei diritti e spesso non hanno nemmeno la possibilità di difendersi.  Nella giornata mondiale contro la pena di morte però sarebbe stato bene parlare contro tutte le forme in cui essa viene comminata e sarebbe stato bene anche puntare il dito contro TUTTI i paesi che ancora la praticano, indipendentemente dal loro peso politico sulla scena mondiale.

Mi pare però che non se ne sia parlato molto…..forse il silenzio a volte è più comodo …

Una domenica d’ ottobre.

Stamattina il primo ad alzarsi è stato Davide, che, mentre io preparavo il pranzo, si è messo a giocare col didò vicino a me. Ogni tanto mi ricordava che lui voleva restare qui dai nonni e non vuole tornare all’ asilo. Nel frattempo è scesa anche Elisa , che, fatta colazione , si è messa a giocare un po’ al computer. Nel frattempo sono scesi anche mia figlia e mio genero, ai quali ho raccontato che Davide non ha affatto scordato le lettere dell’ alfabeto che aveva imparato già più di un anno fa…. allora mia figlia ha detto a Davide : – Allora vediamo cosa c’ è scritto qui..- e ha dato a Davide una scatola di cereali intendendo controllare se veramente sapeva riconoscere le lettere, ma Davide che sa benissimo come fa sua sorella Elisa a leggere, ha cominciato subito a  sillabare: “ce-re-a-li   bi- a- n- chi…!!!” non c’ era scritto nulla del genere naturalmente, ma lui aveva dimostrato di saper  benissimo come si fa….  :-)))

Elisa mi ha poi mostrato i suoi quadernoni pieni di bei voti e io ho colto l’ occasione per ripescare dentro una cartelletta le vecchie pagelle della sua mamma: c’ erano proprio tutte e anche mia figlia si è stupita dei bei giudizi che aveva meritato ai suoi tempi.

A questo punto è squillato il telefono del computer: era Samuele . Anche lui voleva venire nella casa della nonna, infatti la sua casa , da un po’ di tempo, puzza !!!…. e lui se ne accorge ogni volta che fa pupù nel water…..(fino a poco tempo fa usava il pannolone e forse la sensazione olfattiva era meno intensa)!!!  :-)))

Nel primo pomeriggio Elisa e Davide sono ripartiti con i genitori (Davide però continuava a protestare perchè voleva restare) e la casa è ritornata a sembrare troppo grande e troppo silenziosa…:-(((

Due “put”

Vicino alla casa in cui abitavo da piccola, c’ era un grosso casolare ; lì abitava una famiglia composta da tre fratelli, di cui uno solo era sposato con figli, gli altri due erano scapoli o  “put”, come si dice da noi.

Primo  era leggermente claudicante e camminava aiutandosi con un bastone: forse da piccolo era stato colpito, come tanti bambini a quei tempi, dalla poliomielite. Aveva, nonostante ciò, un portamento elegante e  modi signorili:  sorriso sempre pronto e una parola gentile per tutti noi bambini. Parlava  lentamente e non l’ ho mai visto  arrabbiato, per questo io lo consideravo un uomo molto saggio. Nei momenti liberi si sedeva davanti alla porta di casa col cappello a coprirgli i radi capelli grigi e le mani appoggiate al bastone e salutava tutti quelli che passavano davanti alla casa.

L’altro fratello, di nome Adelmo, era invece tutto l’ opposto:  piuttosto tarchiato, viso abbronzato e modi sanguigni.

Era lui che si dedicava ai lavori più pesanti e spesso, verso sera , in estate ,  lo si sentiva  cantare a squarciagola o richiamare a gran voce la Lola o la Bianchina : allora tutti capivano che stava mungendo le mucche  e tutti sorridevamo divertiti da quell’ allegria chiassosa.

Nelle famiglie patriarcali c’ era sempre qualche figlio o figlia che rinunciava a sposarsi per dedicarsi alla cura dei genitori o delle proprietà della famiglia , che così conservava intatto il suo  patrimonio.

“Quando io ero piccolo…” : la storia continua.

L’ avventura del libro di ricordi “Quando io ero piccolo…” continua e si stanno moltiplicando gli eventi organizzati per farlo conoscere e dare impulso alla raccolta fondi a favore dell’ associazione “Annulliamo la distanza” e dell’ Ospedale “Rizzoli” di Bologna.

Come membro del gruppo che ha realizzato questo progetto, non posso che augurarmi che questo piacevole volumetto possa avere successo….

Guardando “Chi l’ ha visto”

Sto guardando “Chi l’ ha visto” e stanno leggendo via via le agenzie di stampa che comunicano la morte di Sara Scazzi, avvenuta, sembrerebbe, per mano dello zio. Resto sconcertata davanti all’ imperturbabilità del volto della mamma di Sara, che ascolta i vari comunicati senza battere ciglio.

Forse, come tutti noi, ormai si aspettava la notizia della morte della figlia e forse anche quella che l’ assassino possa essere una persona di famiglia, ma non riesco a capacitarmi della sua mancanza di reazioni.

Gli inquirenti non hanno ancora confermato nulla al riguardo, ma tutte le ipotesi fatte sugli amici , sulle conoscenze via internet sembrano dissolversi: Sara sarebbe stata tradita da una persona da cui forse non poteva aspettarsi nulla di male: lo zio, il papà della cugina e amica più cara.

E’ una storia tristissima…. povera Sara….

Rosy Bindi e la contestualizzazione…

In risposta all’ arcivescovo Fisichella che ha dichiarato come la bestemmia del premier vada contestualizzata e non drammatizzata polemicamente Rosy Bindi scrive nel suo sito “Democratici davvero”:

“Sarò all’antica, ma mi amareggia profondamente e mi turba constatare che per un pastore della mia Chiesa (anche se voce isolata rispetto a quelle di altri pastori, di Avvenire e Famiglia Cristiana) ci sarebbero occasioni e circostanze nelle quali è possibile derogare anche dal secondo comandamento. Basta solo valutare il contesto per giustificare espressioni sguaiate, irriverenti e persino blasfeme. Anch’io penso che contestualizzare fatti e parole sia importante: aiuta a interpretare meglio gli eventi, a capire le responsabilità, a distinguere tra azioni volontarie e involontarie, tra reato e peccato. La contestualizzazione è in fondo un esercizio di laicità ma potrebbe diventare relativismo.

Se è così, c’è qualcosa di contraddittorio e profondamente diseducativo nel minimizzare la blasfemia del premier. Come si può condurre in modo credibile la battaglia contro il relativismo etico e la perdita di valori della nostra società se poi nel giudizio ci si ferma davanti alla soglia dei potenti? Ha senso invocare l’impegno di una nuova generazione di politici cattolici, chiamati a fare la giustizia e a dare il buon esempio nel servizio alla comunità, e poi autorizzare volgarità e bestemmie a seconda dei contesti? Non c’è giustizia se non è accompagnata da un po’ di onestà, di coerenza personale, e per i credenti non c’è carità senza verità”.

Rosy Bindi sei grande!

Bambini speciali

http://www.corriere.it/cronache/10_ottobre_04/nino-luca-insegnanti-sostegno_f491f6fa-cf95-11df-8a5d-00144f02aabe.shtml

Sono storie di bambini “speciali” che vedono sfumare le loro speranze di valorizzazione delle loro potenzialità.. L’ insegnante di sostegno rappresenta nella scuola questa possibilità, ma i tagli della Gelmini non discernono tra spese inutili e spese importanti.

Nella mia esperienza scolastica ho avuto spesso l’ occasione di trovarmi a collaborare con insegnanti di sostegno : ne ho incontrato di preparatissime, che avevano frequentato corsi di specializzazione per handicap particolari e che sapevano mettere in atto interventi mirati ed efficaci; ne ho incontrate altre, forse meno preparate, ma con grande disponibilità . Con tutte si è sempre potuto offrire non solo al bambino con handicap, ma a tutta la classe, momenti altamente istruttivi ed educativi.. 

In questi giorni si è sentito parlare di classi differenziali ( e addirittura di rupe Tarpea !!! ) per i bambini meno fortunati; invece io dico per esperienza diretta che avere in classe un bambino con handicap, se ci sono le risorse necessarie, come lo è l’ insegnante di sostegno, può rappresentare per i bambini cosiddetti “normali” una grande opportunità umana, educativa e di apprendimento.

4 Ottobre: S. Francesco.

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Altissimu, onnipotente bon Signore,
Tue so’ le laude, la gloria e l’honore et onne benedictione.

Ad Te solo, Altissimo, se konfano,
et nullu homo ène dignu te mentovare.

Laudato sie, mi’ Signore cum tucte le Tue creature,
spetialmente messer lo frate Sole,
lo qual è iorno, et allumeni noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
de Te, Altissimo, porta significatione.

Laudato si’, mi Signore, per sora Luna e le stelle:
in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.

udato si’, mi’ Signore, per frate Vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale, a le Tue creature dài sustentamento.

Laudato si’, mi’ Signore, per sor Aqua,
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.

Laudato si’, mi Signore, per frate Focu,
per lo quale ennallumini la nocte:
ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.

Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre Terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.

Laudato si’, mi Signore, per quelli che perdonano per lo Tuo amore
et sostengono infirmitate et tribulatione.

Beati quelli ke ‘l sosterranno in pace,
ka da Te, Altissimo, sirano incoronati.

Laudato si’ mi Signore, per sora nostra Morte corporale,
da la quale nullu homo vivente po’ skappare:
guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;
beati quelli ke trovarà ne le Tue sanctissime voluntati,
ka la morte secunda no ‘l farrà male.

Laudate et benedicete mi Signore et rengratiate
e serviateli cum grande humilitate.[2