Davide canta.

“Bandiera? Cos’ è una bandiera? Forse pantera, ecco sì, sì sarà PANTERA… certo la maestra, un po’ stanca , si sarà confusa… ”

Queste devono essere state le riflessioni di Davide (4 anni e mezzo) , che è da sempre appassionato di animali: lui li conosce tutti e sa distinguere al primo colpo d’ occhio un ghepardo da un leopardo e conosce benissimo le pantere, ma non ha mai avuto a che fare con le bandiere. E così ora canta con la sua vocetta ben intonata:

: E la PANTE-ERA di tre colo-ori sempre è stata la più bella, noi vogliamo sempre quella noi vogliamo la “divertà” ( anche la parola libertà gli dà qualche problema… )       :-))

Fini chieda scusa ai pagliacci!

http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=137400&sez=ITALIA

Fini dà del “pagliaccio ” a Barbareschi per il suo rimbalzare da PDL a FLI e ritorno con troppa disinvoltura.
Mi dispiace, ma non sono d’ accordo …

Ho visto al circo pagliacci  suscitare le risate di grandi e piccini e donare momenti di gioia con la loro studiata goffaggine o con le loro gag, strampalate, ma frutto di grande professionalità; mi sento veramente commuovere ogni volta che riascolto l’ aria “Vesti la giubba” cantata da Canio , il pagliaccio tradito, per il dramma di chi deve nascondere sotto il trucco grottesco le lacerazioni dell’ anima. Ho ancora nella mente la poesia che il vecchio clown Grock, ospite fisso di una trasmissione del sabato sera ,tanto tempo fa, sapeva  creare col suo minuscolo violino,  la sua mimica straordinaria.e le sue trovate sorprendenti. 

Quella del pagliaccio è un’ arte difficile (far ridere è sempre molto difficile), che richiede grande sensibilità e dedizione, perciò onorevole Fini, chieda scusa ai pagliacci per aver osato confonderli con un semplice voltagabbana opportunista.

P.S.  lascio un link per rivedere Grock, che era stato definito il più grande clown del mondo.

http://www.youtube.com/watch?v=_knkQ0fWGeg&feature=related

Dico alla Lega: stacca la spina..!!!

Napolitano ha dichiarato IRRICEVIBILE il decreto sul federalismo fiscale: ancora una volta la Lega si trova con un pugno di mosche in mano : non ha ancora  capito che    perde il suo tempo stando al seguito di un premier che vuole solo allungare il brodo, per ritardare il più a lungo possibile le conseguenze dei suoi guai giudiziari?

La Lega ha nelle sue mani la possibilità di staccare definitivamente la spina a questo governo ( che sta languendo sempre più penosamente), per intraprendere una vera trattativa seria che porti ad un equilibrato federalismo. Che cosa aspetta?

Una data da ricordare.

http://www.facebook.com/pages/DCCDDDE-THGGI/123338574347262?v=app_7146470109#!/notes/dccddde-thggi/1-febbraio-1945-in-italia-viene-introdotto-il-suffragio-universaleper-la-prima-v/194338353911770

E’ sempre interessante andarsi a rivedere la storia della partecipazione al voto nel nostro paese ( su Wikipedia c’ è una sintesi breve , ma chiara).

Le leggi che si sono susseguite dal 1848 in poi hanno riconosciuto il diritto all’ elettorato attivo prima a una ristretta minoranza e poi via via lo si è riconosciuto a una fetta sempre maggiore di cittadini, tenendo conto del censo, dell’ alfabetizzazione, della quota di tasse pagate e del servizio militare prestato. Solo agli inizi del Novecento si arrivò al suffragio “universale”, ma inteso sempre come riservato a tutti i “maschi” maggiorenni. Le donne non venivano mai nominate: non erano considerate cittadine, ma esseri subalterni senza capacità di opinione politica.

Solo il 1 febbraio 1945 una legge riconobbe alle donne il diritto di voto : e mi pare giusto ricordarlo!

Le donne dicono: “Basta!!”

Anche qui come in Tunisia e in Egitto i social network stanno diventando il mezzo di organizzazione del dissenso e della protesta.

In questi giorni su facebook sono tantissimi i gruppi che si stanno formando e che velocemente riscuotono adesioni  per  rivendicare “Rispetto per le donne” . In un momento in cui certe notizie ci umiliano , mettendo in prima pagina ragazze disposte a proporsi come bambole in cambio di cospicui assegni o carriere fulminee, è giusto far sentire la voce delle donne normali , quelle che accettano di portare sulle proprie spalle la responsabilità di  una  famiglia e contemporaneamente anche un lavoro fuori casa, quelle che non dormono mai abbastanza perchè i bimbi si svegliano di notte o perchè c’ è un malato  da accudire, quelle che studiano con volontà ferrea per affermarsi nel lavoro dove, si sa, per una donna la carriera è sempre più ardua che per un uomo.

Con un veloce tam-tam elettronico già sabato pomeriggio a Milano le donne si sono radunate e hanno riempito la piazza davanti alla Scala ; questa è stato solo l’ anteprima: la manifestazione in grande stile è fissata per il  13 febbraio in ogni piazza d’ Italia e lì le donne diranno : BASTA !

E’ importante   dare un messaggio alle nostre figlie e alle nostre nipoti per far loro capire che i modelli proposti loro da certa TV e dallo stile di vita di un premier “in disfacimento politico e morale” sono ingannevoli e falsamente luccicanti.

Cantare insieme in libertà…(lasciando andar la voce dove va..)

Quando ancora ero alle superiori, in estate sono andata più volte a fare da educatrice /assistente a bambini e adolescenti in montagna. Erano gruppi organizzati dalla diocesi in modo molto semplice e informale.

Diquelle esperienze ricordo con gran piacere il senso di benessere che mi dava l’ aria di montagna, la bellezza  e l’ incanto dei paesaggi, sia che fossero prati verdi dove l’ erba ondeggiava ad ogni soffio di vento, sia che fossero orizzonti sconfinati limitati da “cime ineguali” splendenti di neve; tutto questo era reso ancora più piacevole dall’  atmosfera di amicizia che si stabiliva sia tra gli adulti sia tra adulti e ragazzi.

La sera , quando i ragazzi erano ormai addormentati nelle camere,  noi educatrici ci riunivamo per prendere accordi sulle attività del giorno successivo e alla fine c’ era sempre chi proponeva : – Facciamo una cantatina?- Allora si intonava un canto di montagna,  o di lavoro o canti folkloristici. Questo serviva moltissimo a cementare l’ amicizia all’ interno del gruppo, a sentirsi “comunità”.

Il giorno seguente gli stessi canti accompagnavano le nostre escursioni o le soste nei rifugi al calore di un camino acceso.

Da allora la passione per il canto corale mi ha accompagnato sempre e mi ha indotto a far parte di una corale prima  e poi a riservare sempre al canto qualche momento  anche nell’ orario settimanale della programmazione per le mie classi.

Uniformare la propria voce a quella dei compagni e esprimere insieme la stessa emozione contribuisce molto a suscitare e rafforzare lo spirito di gruppo  e crea un senso di appartenenza che dà sicurezza .

La Giubiana

http://www.laprovinciadicomo.it/stories/Cronaca/182307_cant_brucia_la_giubiana_migliaia_i_curiosi_in_piazza/

Ieri sera, ultimo giovedì di gennaio, si è bruciata in piazza a Cantù e in altro località dei dintorni “la Giubiana” Ci sono molte versioni sull’ origine della festa , che si perde nella notte dei tempi. A Cantù il rito rievoca una storia medievale legata alla guerra tra Comuni. Ecco cosa dice in proposito Wikipedia:

“A Cantù ad essere simbolicamente immolata su una pira di legno posta nel centro di piazza Garibaldi, nel centro cittadino, è una giovane bellissima che secondo la tradizione rappresenta una castellana che ebbe l’ardire di tradire la città in un lontano passato, forse nella guerra tra milanesi e comaschi del XII secolo. Cantù, alleata a Milano contro la città lariana, subì infatti una dura sconfitta ma la guerra fu infine vinta dai milanesi che conquistarono Como decretando così, secondo questa interpretazione della leggenda, anche la condanna al rogo della giovane. Una tremenda sentenza che viene simbolicamente ricordata ogni anno nella serata dell’ultimo giovedì di gennaio.

Non a caso prima del rogo a Cantù si organizza un corteo con costumi storici: su un carro trascinato a mano e scortato da armigeri, frati e un boia viene caricata la Giubiana, ossia un manichino di donna esposto giorni prima in un locale di via Dante, a due passi da piazza Garibaldi, ad un ipotetico pubblico ludibrio. Durante il corteo, che raggiunge poi il municipio e quindi la piazza centrale per il rogo, viene anche data lettura della condanna. Si tratterebbe comunque di una leggenda visto che non esistono fonti che leghino alla verità storica questi fatti.”

In altre località la Giubiana viene invece rappresentata come una vecchia strega che  rapiva i bambini, e altrove ancora pare rievocare antichi riti propiziatori prima della semina .

Ovunque la festa si conclude con risotto e salsicce.

Una notte infinita…

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Quello che si vede nella foto è il campo di concentramento di Fossoli, località vicina a Carpi.

Da qui partì Primo Levi con un treno che lo portava  verso la più terribile delle prigionie.  Fossoli fungeva da campo di smistamento e Levi ricorda quei momenti in questa poesia:

Il tramonto di Fossoli
 
 
Io so cosa vuol dire non tornare
A traverso il filo spinato
ho visto il sole scendere e morire;
ho sentito lacerarmi la carne
…le parole del vecchio poeta:
“Possono i soli cadere e tornare:
a noi, quando la breve luce è spenta,
una notte infinita è da dormire”
P. Levi

Mi è capitato una volta di passare in mezzo a quelle baracche ; il pensiero che anche un’ opera di grande solidarietà come “NOMADELFIA” di don Zeno Saltini avesse preso il via da lì, non riusciva a cancellare le immagini di dolore e di orrore che esse richiamavano alla mente.

C’ è chi non avverte la crisi.

http://www.laprovinciadicomo.it/stories/erba/179503_il_miracolo_della_mectex_al_lavoro_sette_giorni_su_sette/

La notizia è di qualche giorno fa, ma è di quelle che alimentano l’ ottimismo  e nei momenti bui bisogna essere ottimisti.

Qui a Erba un’ industria tessile non teme la concorrenza dei cinesi e lavora a pieno ritmo; soffre solo perchè lo Stato ritarda i pagamenti delle forniture . E’ un ‘ industria che produce filati speciali per l’ abbigliamento degli sportivi, come piloti e nuotatori, e per i nostri soldati in Afghanistan.

Forse questa azienda indica a tutti la strada da percorrere: produrre cose tecnicamente avanzate.

Iva non aveva più l’ età…!!

http://www.leggo.it/articolo.php?id=102723&sez=ITALIA

Iva Zanicchi difende a spada tratta il premier e dice : “IO HO LAVORATO A MEDIASET PER 25 ANNI E NON SONO MAI STATA INVITATA ALLE FESTE di Arcore. Ho solo incontrata sua madre in Sardegna.”

Facciamo un semplice calcolo mentale: Iva è del ’40 e ha cominciato a presentare “il prezzo è giusto” nel 1987…….TAC (direbbe Pozzetto) : NON AVEVA PIU’  L’ETA’  PER ALLIETARE IL SULTANO, MA SOLO QUELLA PER FARE DA DAMA DI COMPAGNIA ALLA DI LUI MADRE!!!   :-))