Obama: non è una disfatta…

Il giorno più lungo di Obama è finito !! Ora si starà leccando le ferite, ma nello stesso tempo starà facendo un lungo liberatorio sospiro di sollievo (pfffuiii!!! ): è andata! la tornata elettorale si è conclusa.

E’ stata una sconfitta, ma non una disfatta e con i tempi che corrono ci si può accontentare… Forse ha pagato per le enormi aspettative cui aveva dato adito la sua elezione , forse ha pagato per non aver realizzato le promesse della sua campagna elettorale, ma molti devono essersi resi conto che è salito al potere nel momento più difficile di una crisi causata da quelli che oggi lo criticano per non essere riuscito a risolverla velocemente.

Stamattina sentivo alla radio i risultati di un sondaggio condotto negli Stati Uniti in questi giorni: la maggior parte degli elettori si rende conto che la crisi è nata a Wall Street e che Bush e il suo staff ne sono i principali responsabili, ma ugualmente dichiarano di voler votare per i repubblicani….  Certe incomprensibili incongruenze mi fanno valutare con più indulgenza le “stranezze” dell’ elettorato nostrano.

E’ finita la pioggia.

Dopo tre giorni di pioggia e di buio, stamani è tornato il bel tempo e il sole ha acceso d’ un colpo i colori dell’ autunno. I boschi qui attorno sono magnifici : il giallo il rosso, il marrone, l’ arancione, il verde si mischiano e compongono una tavolozza mirabile. Le montagne sullo sfondo appena velate da una leggera foschia, mostrano qualche chiazza bianca  segno delle prime nevicate in alta quota , mentre un pennacchio di nuvole residue ne nasconde parzialmente la cima.

Passando sul ponte , si sente il gorgogliare vigoroso e allegro del Lambrone ingrossato dalle piogge recenti  

L’ atmosfera cupa e triste di qualche ora fa è stata fugata d’ un colpo.

2 novembre.

Non ho potuto portare fiori  sulle tombe a me care.. perciò voglio pensare a tutti quelli cui mi ha legato un sentimento di amore o di amicizia e che non sono più tra noi; li voglio immaginare  in uno splendido eden dove serenamente si fanno compagnia, mentre aspettano che io li raggiunga. Chiedo loro di tenermi il posto: è troppo grande il desiderio di riprendere il filo dei discorsi interrotti.

Una città riciclona…

http://milano.corriere.it/milano/notizie/caso_del_giorno/10_ottobre_30/caso-1804059936535.shtml

E’ la lettera di un cittadino milanese che esprime la sua sfiducia nei sistemi di raccolta differenziata  dei rifiuti , perchè non c’ è molta informazione su quanto succede nelle fasi di riciclo e teme che il tutto venga comunque avviato all’ incenerimento.

Qui nella mia città mi pare che il tutto sia stato organizzato piuttosto bene, infatti una volta ho inserito un pezzo di tubo nel sacco dell’ indifferenziato, perchè non sapevo bene come catalogare questo residuo; ebbene il sacco non è stato ritirato e un biglietto mi diceva perchè avevo sbagliato. L’ altro giorno invece sono andata all’ isola ecologica cittadina (alla quale si accede con la tessera sanitaria) e stavo scaricando un secchio pieno di pietrisco nell’ apposito cassone, quando si è avvicinato il sorvegliante che ha tolto dal secchio un piccolo cilindro di cartone che a me era sfuggito.  Se poi ci sono materiali troppo ingombranti che richiedono un trasporto tramite furgone (e non tutti possono averlo a disposizione) si può ricorrere ai Trapeiros, un ‘ associazione umanitaria che ritira e ricicla questo tipo di rifiuti e utilizza i proventi per opere di beneficienza.

Ora mi chiedo : se si pone tanta attenzione nella differenziazione dei materiali, perchè poi si dovrebbe buttare all’ aria questo lavoro per rimescolare il tutto e avviarlo a un inceneritore? Le premesse sono tali da ritenere logico che il materiale ferroso , il materiale, vetroso, la carta, il pietrisco, la plastica e i residui vegetali saranno avviati a destinazioni diverse , da cui certamente (dato il costo delle materie prime) si potrà ricavare abbastanza per pagare anche le spese , o parte di esse, di questo servizio.

Qui è stata un’ amministrazione di sinistra ad avviare la raccolta differenziata e penso che non ci fosse nessun genio tra gli amministratori, ma solo gente di buon senso che ha voluto dare una svolta ambientalista a un fenomeno crescente (la produzione di rifiuti), che aveva raggiunto livelli preoccupanti (anche qui si trovavano qua e là piccole discariche abusive, anche nei boschi, perchè la gente non sapeva come disfarsi di certi materiali) e ha saputo trasformarli in una risorsa per la comunità.

Moglie (o marito) e buoi ….

http://qn.quotidiano.net/primo_piano/2010/10/30/407398-mamma_coraggio_figli_contesi.shtml

Quando si pensa ai figli contesi fra genitori di diversa nazionalità, si pensa sempre che le maggiori difficoltà si trovino nei casi in cui uno dei conuigi (solitamente l’ uomo) è di origine extraeuropea

Il caso descritto nel link invece si gioca tutto fra cittadini europei: lei è milanese e l’ ex-marito è tedesco e lei si è fatta una notte di carcere per aver cercato di difendere il suo diritto a vedere i suoi figli, dopo una lunga serie di peripezie legali  e non.

Mi sento molto vicina a questa donna che lotta con coraggio , accettando anche di affrontare il carcere, per amore dei  suoi figli , ma nello stesso tempo mi pare assurdo che non si sia ancora arrivati a un’ armonizzazione delle normative dei paesi membri della Comunità Europea in materia di affidamento dei figli.

Per quanto tempo ancora sarà consigliabile attenersi all’ antico adagio che recita  “mogli e buoi dei paesi tuoi” ???? Non sarebbe il caso di darsi una mossa?

Riflessione…filosofica.

Qualche mattina fa, Davide , mentre stava uscendo di casa per andare all’ asilo, era stranamente assorto , come chi ha la mente occupata da pensieri profondi , poi quando finalmente questi pensieri si sono chiariti in un’ idea conclusiva, ha esclamato:

 – Sai, mamma? Io sono un bambino molto fortunato!!-

La mamma stupita gli ha chiesto come mai fosse arrivato a quella conclusione e lui serio serio ha risposto: – Perchè sono tanto buono!!! –

Emma all’ attacco…

“Il Paese è in preda alla paralisi, l’azione del governo non c’è in un momento molto difficile per l’economia. Serve cambiamento di passo”. Emma Marcegaglia spara una bordata contro l’esecutivo che fa rumore” (Repubblica.it)

Non ha usato i guanti di velluto Emma Marcegaglia, che ha richiamato il “governo” (ma voleva dire il premier) al senso delle istituzioni e al senso di dignità. In questa “mazzata” si sente lo sdegno contro chi getta nel ridicolo un intero paese, invece di occuparsi di guidarlo nelle acque agitate di una crisi infinita, ma io ci sento anche lo sdegno di una donna che vede “utilizzare” altre donne (per di più minorenni) come fossero oggetti e ci sento anche la rivalsa nei confronti di chi ha cercato, poco tempo fa, di intimidirla attraverso i suoi giornali. 

 Questa presa di distanza così netta provocherà un ulteriore sgretolamento nei banchi della maggioranza parlamentare, accentuando l’ isolamento di un Berlusconi, che appare sempre più staccato dalla realtà?

Per dare coraggio al Sud…

http://www.corriere.it/cronache/10_ottobre_29/iodonna_masciari_60fdee4a-e349-11df-b688-00144f02aabc.shtml

“Siamo stati cavie di un sistema che oggi funziona meglio. E dovrebbe incoraggiare molti, al Sud, a ribellarsi al pizzo. Il nostro libro vuole spiegare che si può essere coraggiosi senza essere eroi”

Sono le parole di Marisa Masciari , la donna calabrese moglie di un testimone di giustizia che si è ribellato alla ‘ ndrangheta e per questo i due coniugi  hanno dovuto rinunciare per 13 anni a tutto quello che era stata la loro vita : imprenditore edile lui, odontoiatra lei. Erano prigionieri di un programma di protezione che non distingueva tra pentiti e testimoni . Ora la legge prevede misure di protezione differenziate, tanto da consentire il ritorno alla vita normale o quasi di tutta la loro famiglia.  C’ è di che ringraziare persone come queste che ci dicono che c’ è ancora speranza per chi si oppone all’ illegalità e al sopruso e sono pronti a pagarne il prezzo sulla propria pelle.

Sfilare contro la violenza cieca…

http://www.noppaw.net/?p=2668

Nell’ indifferenza più totale nel Congo si stanno perpetrando da anni le violenze più disumane e le vittime sono per lo più le donne. Ora le donne hanno trovato il modo di sfilare per le vie della capitale per attirare l’ attenzione  degli organismi internazionali su quegli stupri che vengono usati dai ribelli e anche dai soldati regolari come arma di guerra.  La loro manifestazione ha ottenuto lo scopo di attirare l’ attenzione delle nazioni Unite che hanno messo sotto accusa il governo congolese.

Ho una grande ammirazione per le donne africane che portano sulla loro testa da secoli l’ acqua che sostenta la vita nel loro continente .

Il Nobel per la pace alle donne africane!!!