25 Aprile 2012.

UOMO DEL MIO TEMPO (Quasimodo)

Sei ancora quello della pietra e della fionda;
uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,
con le ali maligne, le meridiane di morte,
-t’ho visto- dentro il carro di fuoco, alle forche,
alle ruote di tortura. T’ho visto: eri tu,
con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio,
senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,
come sempre, come uccisero i padri, come uccisero
gli animali che ti videro per la prima volta.
E questo sangue odora come nel giorno
quando il fratello disse all’altro fratello:
“;Andiamo ai campi!”. E quell’eco fredda, tenace
è giunta fino a te, dentro la tua giornata…..

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Non ho copiato le ultime parole di questa poesia di Quasimodo in cui il poeta invita i figli a dimenticare i padri, come per scavare un solco invalicabile tra loro e il passato di morte che hanno ereditato: parole dure, spietate.
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L’ uomo non è cambiato nel corso della storia: è rimasto l’ essere pronto a versare il sangue del fratello come Caino quando invitò Abele a seguirlo nei campi.
La tecnica è cambiata, quella sì! Non si usano più rozze clave, ma macchine e strumenti sofisticati, adattati, loro malgrado, a fini di morte.Resta uguale la freddezza dell’ animo che spinge ad uccidere come se Cristo non fosse mai nato.

Ho scelto questi versi perché mi pare di veder aleggiare di nuovo sulla nostra Europa (elezioni francesi, strage norvegese, movimenti di tipo leghista) i fantasmi della xenofobia e dell’ intolleranza, che trovano nella crisi economica e nel disagio sociale un terreno fertile per alimentare divisioni e contrapposizioni pericolose.
Gli uomini del nostro tempo non devono dimenticare i loro padri, ma devono ricordare che solo evitando i loro errori si può nutrire la speranza in un mondo migliore .

2 thoughts on “25 Aprile 2012.”

  1. Sulla facciata della mia casa c’è una lapide a ricordo di tre giovani fucilati il 4 ottobre del 1944. Durante i completo restauro del palazzo, rimuovendo tutto l’intonaco sono tornati visibili alcuni fori di pallottole non andate a segno. Con una cerimonia verranno ricordati con tutti i caduti della città ed è poi mio impegno far sì che il nuovo mazzo di fiori non venga portato via dal vento . Promessa fatta ad una “Staffetta” che allora aveva 20 anni. Ciao

    1. E’ una giornata questa che mi riporta alla mente tanti racconti fatti la sera dopo cena dai miei genitori e anche se non ho vissuto quei giorni perchè sono nata nel 46, mi pare ogni anno di rivivere le loro paure e le loro sofferenze.

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