A Motta.

img-20170807-wa0001Ieri sono stata in Valchiavenna per accompagnare un’amica, che doveva raggiungere i suoi familiari a Motta. E’ stata per me un’occasione per rivedere, in estate, luoghi che avevo già visto una volta in inverno.

Se allora mi aveva affascinato lo splendore della neve che ricopriva i fianchi delle montagne, ieri sono rimasta incantata dal verde incontaminato (almeno apparentemente) dei boschi e dei prati.

Arrivate alla meta (quota 1850), tra le baite costruite pietra su pietra tanto tempo fa, sono rimasta colpita dal silenzio interrotto solo dai richiami degli uccelli e dal suono dei campanacci delle mucche che pascolavano nei recinti.

A proposito di recinti, sono rimasta piuttosto sorpresa nell’apprendere il numero infinito di norme che regolano i rapporti tra i proprietari di baite e di pascoli.

Poco distante c’è anche un laghetto, alimentato da una sorgiva: è piccolo ma delizioso, così incastonato in mezzo ai boschi come una gemma. Tuttavia anche il Lago Azzurro (questo è il suo nome) risente della siccità e il suo livello è ai minimi storici.

Lassù sono previste piogge: speriamo non siano come quella che è caduta qui stamattina, che non è bastata nemmeno a bagnare per terra…

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