UTE: F.I.L. e Life skills (sintesi di A. D’Albis)

La dottoressa Todaro ha presentato due argomenti veramente interessanti. Nella prima parte, ha spiegato che cosa è il F.I.L. (Felicità Interna Lorda) e nella seconda parte ha chiarito cosa sono le Life Skills (Competenze Vitali) e ci ha indicato come il loro sviluppo possa farci raggiungere un certo grado di felicità.

Esaminiamo prima che cosa è il F.I.L.

Il F.I.L. è un nuovo concetto di felicità, concreto e possibile per tutti, ma non automatico. Il F.I.L. è possibile per le persone che lo conoscono e lo coltivano.

Il concetto filosofico di felicità, invece, è teorico, valido per tutti, ma irraggiungibile (concetto di Chimera).

Queste ricerche evidenziano quali sono gli elementi perché una persona possa ritenersi felice. Sono parametri oggettivi, che poi vengono rivisti  soggettivamente, cioè ognuno di noi percepisce questi parametri oggettivi come più o meno importanti.

La felicità interna lorda è un concetto per cui la felicità umana è possibile non perché si creano delle condizioni così favorevoli che corrispondono al nostro concetto di felicità, ma perché, a prescindere da quello che ci capita nella vita, abbiamo la capacità di saper godere di quello che si ha. Questo non è un accontentarsi, ma dare un senso a quello che si ha tanto da essere appagati e non soffrire per quello che manca. E’ una predisposizione interna.

La dottoressa ci illustra ora le 5 dimensioni della felicità:

Valori, cura di sé, tempo, progetti, relazioni.

Poi illustra le 6 caratteristiche chiave che, secondo i ricercatori, sono condivise dalle persone felici.

  1. AUTONOMIA (di pensiero ed azione ): non bisogna preoccuparsi troppo del giudizio degli altri, ma bisogna imparare a pensare con la propria testa;
  2. PADRONANZA AMBIENTALE: essere capaci di sfruttare le possibilità che ci dà la vita e di dominare le situazioni;
  3. CRESCITA PERSONALE: sentirsi in un costante processo di miglioramento; non smettere mai di crescere, non smettere mai di porsi nuovi traguardi, non smettere mai di entusiasmarsi per la vita e di imparare; si comincia a invecchiare quando si smette di imparare;
  4. RELAZIONI POSITIVE CON GLI ALTRI: bisogna essere “empatici”, cioè saper creare legami di qualità, stabili e duraturi, sia per quanto riguarda le amicizie che le relazioni amorose;
  5. SCOPO NELLA VITA: avere sempre un obiettivo che si realizza nel quotidiano e che si raggiunge tappa dopo tappa. E’ Importante avere uno scopo nella vita;
  6. AUTO-ACCETTAZIONRE: non può esserci benessere psicologico senza l’accettazione di sé; bisogna imparare ad amare non solo i nostri pregi, ma anche i nostri difetti; questa consapevolezza non è in contraddizione con la crescita personale, ci dice la docente, perché noi possiamo continuare a lottare per la nostra crescita personale, ma nella consapevolezza che se dovessimo non riuscire a raggiungere un obiettivo non dobbiamo rinunciarci. La felicità, infatti, non dipende dall’esito finale, ma dipende da quello che noi riusciamo a modellare dentro per raggiungere l’esito finale.

La dottoressa continua dicendo che in un ambito più sociale ci sono studi sul F.I.L. che individuano gli elementi che possono migliorare la qualità della vita delle persone disabili (benessere fisico; benessere emozionale; benessere materiale; relazioni interpersonali; sviluppo personale; autodeterminazione; inclusione sociale; propri diritti). Tutti questi elementi fanno sentire le persone, anche con disabilità, potenzialmente felici.

Bisognerebbe riflettere su queste cose quando si parla di eutanasia, perché essa può essere una via di fuga da una vita infelice, ma solo per persone che non abbiano sviluppato il F.I.L.

Il F.I.L. può venire applicata in contesti più ampi, quali la cittadinanza, lo stato, l’appartenenza a un territorio. In questi contesti troviamo i seguenti Domini della felicità:

Benessere Psicologico, Salute, Uso del Tempo, Istruzione, Multiculturalità, Buon Governo, Vitalità Sociale, Tutela della Biodiversità, Qualità della vita.

La dottoressa continua parlandoci dell’esistenza di un rituale della felicità: svegliarsi presto, visualizzare la giornata, amarsi, mangiare sano e variegato, realizzare i propri sogni, meditare e ascoltare la musica, creare abitudini salutari, regalarsi del tempo, circondarsi di belle persone, sorridere, credere in sé stessi, imparare qualcosa di nuovo, dare, ricevere e essere grati, fare ciò che si ama e amare ciò che si fa, festeggiare i successi. Fare tutte queste cose aiuta a potenziare il grado di F.I.L. e a capire che la felicità va ricercata in noi stessi e non viene da fuori.

Nella seconda parte, la dottoressa ci parla delle LIFE SKILLS (COMPETENZE VITALI).

Sin dal 1948 l’Organizzazione mondiale della Sanità elabora un concetto nuovo riguardo alla salute e capisce che uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale non è la semplice assenza dello stato di malattia o di infermità.

Nel 1994 l’OMS identifica le Competenze Vitali (Life Skills)

Il loro nucleo fondamentale è costituito da 10 competenze:

Consapevolezza di sé; Gestione delle emozioni; Gestione dello stress; Comunicazione efficace; Relazioni efficaci; Empatia; Pensiero Creativo; Pensiero critico; Prendere decisioni; Risolvere problemi.

Tali competenze possono essere raggruppate secondo 3 aree:

  • EMOTIVE– consapevolezza di sè, gestione delle emozioni, gestione dello stress
  • SOCIALI – empatia, comunicazione efficace, relazioni efficaci
  • COGNITIVE – risolvere i problemi, prendere decisioni, pensiero critico, pensiero creativo.

 

Queste competenze sono importanti perché ci aiutano a perseguire due obiettivi essenziali per il nostro benessere:

  1. La prevenzione (se abbiamo queste 10 competenze ci ammaliamo di meno);
  2. La possibilità di godere e gustare meglio quello che si ha e quindi essere più felici.

 

Noi possiamo sempre migliorarci, sottolinea la docente, e innalzare il nostro grado di felicità.

Nelle Life Skills ci sono le ABILITA’, i COMPORTAMENTI, le MOTIVAZIONI e i VALORI.

La dottoressa sottolinea che le abilità unite ai valori vanno a condizionare i comportamenti. Se le abilità non sono forti e non ci sono i valori, si compromettono anche i comportamenti.

Le motivazioni sono i bisogni sociali e individuali e rappresentano gli obiettivi da perseguire. Se un adulto ha delle motivazioni, riesce ad avere anche comportamenti adeguati.

Questi bisogni sociali e individuali sono stati elaborati da Maslow negli anni ’50. La “piramide di Maslow” è formata da 5 livelli differenti che vanno dal più elementare (necessari alla sopravvivenza dell’individuo) ai più complessi (di carattere sociale). L’individuo si realizza passando per i vari stadi, i quali devono essere soddisfatti in modo progressivo.

 

Poi ci spiega la Piramide della Salute, importante perché uno dei valori fondamentali per l’uomo è proprio la Salute:

piramide-salute2

 

 

Infine, ci mostra la Piramide della Felicità, esortandoci a volerci bene, a essere positivi, a non curarci del giudizio degli altri, a essere i migliori amici di noi stessi. Può essere utile metterci allo specchio e pronunciare queste parole: ”Sono sempre con te e non ti deluderò mai”piramide-maslow

La dottoressa conclude le sue due lezioni leggendoci le seguenti parole di Giorgio Stella:

“La vita è bella quando sai essere felice anche con poco,

quando sai sognare, sperare ed amare

e riconoscere la fortuna che hai, per quello che hai”.

Cita anche Tolstoj: “Se vuoi essere felice, comincia” e ci augura

                                BUONA VITA!

Grazie!!!

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