UTE: Biblioterapia – Curia Romana

Il professor Galli (che ho potuto seguire solo in parte) ha parlato oggi del potere terapeutico della lettura ed ha citato un passo  tratto da “Sei passeggiate nei boschi narrativi” di Umberto Eco che riporto qui di seguito:

Ma passeggiare in un mondo narrativo ha la stessa funzione che riveste il gioco per un bambino. I bambini giocano, con bambole, cavallucci di legno o aquiloni, per familiarizzarsi con le leggi fisiche e con le azioni che un giorno dovranno compiere sul serio. Parimenti, leggere racconti significa fare un gioco attraverso il quale si impara a dar senso alla immensità delle cose che sono accadute e accadono e accadranno nel mondo reale. Leggendo romanzi sfuggiamo all’angoscia che ci coglie quando cerchiamo di dire qualcosa di vero sul mondo reale.

Questa è la funzione terapeutica della narrativa e la ragione per cui gli uomini, dagli inizi dell’umanità, raccontano storie. Che è poi la funzione dei miti: dar forma al disordine dell’esperienza.

La biblioterapia consiste nell’ individuare percorsi di lettura personalizzati che possano influire positivamente sia a livello psicologico che organico (malati oncologici, cardiopatici…), ma bisogna diffidare dalla lettura di manuali oggi molto di moda che illudono su facili soluzioni di problemi di salute o esistenziali….la delusione può accentuare il malessere dell’individuo. Sono da sconsigliare sempre i romanzi troppo violenti o di pseudo-erotismo che non favoriscono l’acquisizione dell’equilibrio emotivo  e sessuale. Il potere terapeutico della lettura era conosciuto anche nell’antichità, tanto che all’entrata della biblioteca di Alessandria c’era la scritta: OSPEDALE DELL’ANIMA.

Il successo del romanzo di Flaubert “Madame Bovary” ha certo indotto molte donne dell’epoca a prendere coscienza della propria condizione di prigioniere senza diritti e a mobilitarsi per rivendicare pari dignità rispetto agli uomini.  Il nostro docente, concludendo la sua bella lezione, ci ha consigliato di sottolineare i passi o le frasi che troviamo più significativi per noi; rileggendo lo stesso libro a distanza di tempo potremo capire molto del nostro percorso di vita e delle nostre scelte. Ottimo consiglio!!

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Mons. Pirovano, che ha passato 21 anni nella Segreteria di Stato in Vaticano, al servizio di tre Papi, è venuto oggi a parlarci della Curia Romana.

Presso i Romani era detta Curia il distretto amministrativo che governava una certa zona di Roma o dell’impero, ma prendeva lo stesso nome anche la sede in cui operavano i curiati (gli addetti  a questo servizio). Nel Medio Evo il termine Curia assunse il significato di corte, per cui dicendo “Curia Romana” si indicava la corte del Papa. Esistono comunque anche le curie diocesane e quelle dei vari ordini religiosi.

Ora la Curia Romana aiuta il Papa nel governo della Chiesa; essa è un complesso di molteplici organi che costituiscono l’apparato amministrativo e organizzativo della Santa Sede e della Chiesa universale. La Costituzione che ne regola il funzionamento è la “Pastor Bonus” promulgata nel 1988 da papa Giovanni Paolo II, che si rifà, apportando solo qualche aggiustamento, alla “Regimini Ecclesiae Universae” (1967) di Papa Paolo VI.

Moltissimi sono gli organi presenti in Curia, ma il più importante è certamente la Segreteria di Stato, che è attualmente diretta da card. Parolin.

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