UTE: El camino de Santiago- Il corpo delle meraviglie: pelle e capelli.

Prima di affrontare il tema del giorno, la prof Piccolo fa riferimento alla lezione precedente, che non era stata conclusa, facendo un breve riassunto de “El Cantar de mio Cid”, che io riporto qui da internet.

El Cantar de mio Cid è un poema epico medievale che narra le avventure di Rodrigo Díaz de Vivar, detto “il Cid”. La trama si sviluppa in tre parti principali: il “Canto dell’esilio”, in cui il Cid viene ingiustamente esiliato e deve combattere per riconquistare il suo onore; il “Canto delle nozze”, che vede il Cid ottenere il perdono e dare le figlie in sposa ai nobili di Carrión; e il “Canto dell’oltraggio”, dove i tradimenti dei generi portano a un duello e all’annullamento dei matrimoni, con il Cid che ristabilisce il suo onore attraverso la giustizia. 

La prof. Piccolo, riprende la terza parte del poema epico, in cui i principi sposi delle figlie del Cid si dimostrano deboli e vili. Derisi, pensano di vendicarsi e partono per un viaggio verso le terre di Carriòn con le mogli e il loro seguito. Una notte i due principi, rimasti soli con le mogli, le insultano e le picchiano con ferocia fino a tramortirle. IL Cid manda uno dei suoi fidi a vegliare sulle figlie e questi le trova quasi morenti. Le conduce dal Cid, che chiede giustizia al Re, che prepara un processo contro i principi, Essi vengono condannati a confrontarsi in duello con due rappresentanti del Cid stesso, che li sconfiggono . Il Cid chiede il risarcimento dei danni subiti dalle figlie, che convolano poi a nozze con giovani di rango reale.

A questo punto la nostra docente introduce l’argomento del giorno: “El camino de Santiago” – Ci sono diversi itinerari attraverso la Spagna che portano a Santiago de Compostela. Sono diverse le motivazioni che spingono a percorrere il cammino di Santiago: per mettersi alla prova, per conoscere più a fondo se stessi, per motivi religiosi…

Compostela deriva da “Campus stellae” : la leggenda narra che un monaco una notte abbia visto una pioggia di stelle cadere verso un punto preciso, dove il monaco trovò i resti di un corpo decapitato che venne attribuito a San Giacomo.. Sulla tomba venne costruita subito una cappella che poi diventò via via un santuario..

L’itinerario francese attraversa città importanti e la foresta più vasta d’Europa. Lungo il cammino sono sorti diversi punti di accoglienza dei pellegrini, che compiono il viaggio immersi nella natura, ma trovano anche bellezze artistiche e architettoniche su cui soffermarsi.
Il simbolo più noto del cammino di Santiago è la conchiglia, ma i pellegrini medioevali portavano anche il mantello, il bastone e la zucca seccata che serviva da borraccia. La lezione prosegue con il racconto di diverse leggende e molte curiosità fiorite attorno ai pellegrini e al viaggio verso Santiago.

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IL CORPO DELLE MERAVIGLIE: PELLE E CAPELLI (dr. Alberto Lissoni) – La pelle è un involucro che ci contiene e che ci mette in contatto con il mondo esterno.

La memoria delle carezze dei primi tempi della nostra vita viene depositata nel nostro cervello e ci accompagna fino alla morte.

La pelle è un organo che pesa circa 8 chili ed ha una superficie di circa due metri quadrati; ogni mese la cambiamo. Il suo aspetto si modifica secondo le emozioni e le situazioni che viviamo. La pelle ci protegge dalle radiazioni solari ed è lo strumento che regola la temperatura corporea. Ogni centimetro quadrato di pelle contiene 200 recettori nervosi che trasmettono gli stimoli esterni al nostro cervello. E’ la sede del tatto e vi trovano sede i peli, le ghiandole sudoripare e quelle sebacee.

La pelle è soggetta alle mode del tempo e alle usanze dei popoli, che da sempre hanno voluto ornare il proprio corpo dipingendo la pelle in modi diversi: ora sono di moda i tatuaggi.

Molti sono i detti e i proverbi che hanno per tema la pelle; anche gli scrittori hanno scritto libri sul tema della pelle come Curzio Malaparte, dal cui romanzo è stato tratto anche un film. Un esperimento ha dimostrato che i cuccioli hanno quasi più bisogno di contatti caldi e rassicuranti che di nutrimento.

L’uomo è l’unico mammifero con una particolare distribuzione dei peli sul corpo: nel corso dei secoli i capelli sono cresciuti più folti per proteggere il cervello. Crescono circa 18 cm all’anno e possono raggiungere la lunghezza di un metro. Il capello è fatto per la maggior parte di cheratina poi contiene acqua, grassi e melanina che dà colore ai capelli.

Le parti che compongono il capello sono: la cuticola, la corteccia e il midollo. Meravigliosa è la complessità della struttura di ogni capello. E’ la melanina che ne determina il colore: i capelli biondi predominano nei paesi nordici, quelli bruni nei paesi più caldi. Dopo i 40 anni i capelli perdono il loro colore.

Il taglio dei capelli era sentito come un’umiliazione presso molte culture; nella cristianità il taglio dei capelli è segno di abbandono delle vanità del mondo.

I capelli risentono dello stato di salute dell’individuo. Torcersi i capelli può essere segno di noia o di imbarazzo. Strapparsi i capelli è una patologia psichiatrica. In tutte le religioni le donne devono coprirsi i capelli, simbolo dell’attrazione sessuale. Le streghe nel medioevo venivano rasate.

Oggi due lezioni piacevoli, infarcite di leggende e di immagini artistiche.

Un bel risveglio.

Ieri mattina, aprendo le finestre, ho visto passeggiare sul vialetto condominiale un grosso uccello dal capo variopinto: procedeva lentamente con andatura regale e non pareva intimidito,

Mi sono precipitata per prendere il telefono e fotografarlo, ma, quando sono uscita, non l’ho più trovato. Cercando su internet e date le sue dimensioni, credo si trattasse di un gallo cedrone, anche se dovrebbe preferire i boschi di zone più alte.

Poteva forse trattarsi di un grosso fagiano? A mio avviso i fagiani hanno un piumaggio più colorato e più vistoso. Comunque sia è stato un bel risveglio.

UTE: L’abbraccio della signora Sole

In coincidenza con la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, Jasmine, iraniana, e Anna , pugliese, ci hanno raccontato quel pezzo della loro vita che è stato devastato dalla violenza.

Anna era ancora una ragazzina quando incontrò il suo futuro marito: sembrava innamorato e gentile, ma presto rivelò il suo lato oscuro. Anna, ingenua e senza esperienza, credeva di essere lei quella sbagliata e trovava mille giustificazioni per i maltrattamenti subiti, manipolata in questa convinzione anche dai suoceri, gli unici coi quali Anna si confidava. Passarono così 23 anni e il livello della violenza si alzava sempre più, fino a quando la donna finì in ospedale e allora capì che era ora di dire “Basta!” . Ne seguirono la denuncia e la separazione e, pur tra mille difficoltà, una nuova vita. Anna ora è presidente dell’Associazione “ANEMOS ITALIA” e si batte per una cultura del rispetto contro la violenza sulle donne e contro il bullismo. La sua storia ci è stata raccontata con un filmato registrato su RAI3 nella trasmissione “Sopravvissute”

Jasmine Irani era arrivata in Italia piena di speranze e di entusiasmo per studiare. A Milano incontra un connazionale che si presta per aiutarla, ma poi la violenta e la ragazza si vede costretta a sposarlo. Il matrimonio però dura ben poco, perchè la natura violenta del marito esplode già la sera prima del matrimonio. Anche Jasmine cerca in tutti i modi di far funzionare quella convivenza, ma è tutto inutile. E’ sola in un paese di cui non conosce la lingua , ma trova il coraggio di chiedere aiuto e può liberarsi da quella gabbia in cui il marito la voleva rinchiudere. Jasmine ha scritto la sua storia in un libro intitolato “L’abbraccio della signora Sole” per dare speranza e coraggio a chi sta vivendo una storia di violenza come la sua.

La storia di queste due donne ha molti punti in comune, perchè la violenza sulle donne non conosce confini ed è presente in tutte le culture .

Ute: L’arresto cardiaco- I fondi pensione.

Il nostro cuore è un motore straordinario che spinge il sangue nel sistema circolatorio fin dai primi giorni del concepimento e per tutta la vita, dando luogo alla piccola e alla grande circolazione sanguigna. Bastano 10 secondi di arresto cardiaco per svenire e e dopo 10 minuti si sprofonda nel coma irreversibile..

E’ una patologia molto diffusa: si calcolano circa 60mila casi all’anno (nel Triangolo Lariano se ne contano 80/100 ogni anno). Naturalmente l’esito di un arresto cardiaco è molto diverso se si verifica in ospedale con personale specializzato pronto ad intervenire , rispetto ai casi che si verificano fuori da una struttura ospedaliera dove non esistono le condizioni per un soccorso rapido e adeguato.

L’arresto cardiaco provoca un improvviso svenimento che fa sembrare morto l’individuo che ne è colpito; non respira, il polso è assente e non risponde agli stimoli. In questi casi è provvidenziale la vicinanza di un defibrillatore, che può salvare la vita del malato.

Fino a pochi decenni fa si pensava che l’arresto cardiaco fosse causato da un arresto respiratorio, invece oggi sappiamo che la mancanza di respiro è la conseguenza dell’arresto cardiaco..

Cosa fare se ci capita di assistere una persona colpita da questa patologia^

Prima di tutto chiamare il 112 e aspettare l’arrivo dei soccorsi, in seguito possiamo anche chiamare il nostro medico e chiedere aiuto alle persone che sono vicine e poi applicare la respirazione bocca a bocca e e premere il torace in corrispondenza del cuore, Il massaggio cardiaco va sempre effettuato su una superficie rigida.

Dal 2021 una legge rende obbligatorio il posizionamento di un defibrillatore in ogni ambiente frequentato da gruppi di persone. E’ anche utile sapere che se uno per soccorrere una persona in difficoltà le arreca qualche danno, non è punibile..

Quali cause predispongono all’arresto cardiaco? Le malattie cardiache in genere sono le cause più frequenti per questo occorre fare prevenzione sottoponendosi a regolari c e periodici controlli medici.

Il dr. Aldo Ferrari riesce a parlare di argomenti, che potrebbero apparire angoscianti, con una pacatezza e una serenità che li rendono quasi gradevoli!!!!

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La seconda lezione di ieri, tenuta dal dr. Tocchetti aveva come argomento i fondi pensione, argomento molto tecnico, che non mi azzardo a riassumere. Mi limito a far notare che da quanto ci è stato detto è emerso che questa forma di risparmio nasconde delle incognite di cui ci si potrà rendere conto solo al momento della liquidazione, Chi vuole avere informazioni più dettagliate può leggere QUI

Bravi ragazzi!

Ieri ho seguito gli incontri di Coppa Davis e la battaglia di Cobolli mi ha incollata sulla poltrona per vedere l’esito di quel confronto tra due ragazzi che stavano dando tutto il meglio di sè per la propria squadra e per onorare la propria maglia. Alla fine, sono stata molto felice del successo di Cobolli, ma mi ha molto commosso il pianto dirotto di Bergs e quello che mi ha toccato il cuore è stato il momento in cui Cobolli stesso ha smesso di esultare per andare a consolare il rivale contro cui aveva lottaton ferocemente fino a pochi minuti prima. Per di più, poco dopo anche tutta la squadra italiana si è avvicinata all’atleta sconfitto per rincuorarlo.

Mi è venuto anche in mente come anche Sinner e Alcaraz dopo l’ultima battaglia all’ultima racchettata, si siano abbracciati amichevolmente e siano arrivati abbracciati fino alla sedia dell’arbitro.

Il tennis di questi tempi mi sta appassionando soprattutto perchè offre questi esempi di sportività e di umanità. Cosa accade invece dopo le partite di calcio o negli stadi? Spesso la violenza arriva ad atti di pura criminalità e questo fa pensare che qualcosa debba cambiare in quel mondo spesso infiltrato da bande che con lo sport hanno ben poco a che fare.

UTE: La felicità possibile nonostante i cambiamenti dell’età avanzata

Ieri, in un’aula gremita, la dr.ssa Lucia Todaro ci ha intrattenuto con la solita competenza e piacevolezza su come essere felici anche con gli acciacchi e i problemi della vecchiaia.

In qualunque momento della vita certi eventi possono far sembrare impossibile il raggiungimento della felicità; soprattutto in età avanzata i cambiamenti sono molteplici , sia intorno a noi che dentro di noi. Questo fa sì che dobbiamo continuamente adeguarci alle nuove situazioni, con la convinzione di poter trovare nuovi equilibri e nuovi stimoli, sapendo che la felicità dipende dalla percezione della propria dignità.

Sono tante le cause di invecchiamento precoce della cute e del cervello, siano esse patologiche (e non evitabili) o non patologiche e quindi evitabili. Vale la pena di evidenziare quelle che dipendono dai nostri comportamenti come l’alimentazione scorretta, la sedentarietà, l’ esposizione al sole, fumo, alcol, droga e scarsità di relazioni. Nella terza età bisogna trovare equilibrio nelle relazioni, da cui non bisogna pretendere troppo. Molti pur sapendo cosa sia necessario fare per vivere al meglio la propria vecchiaia, non hanno abbastanza autostima per attivarsi.

La terza età è proverbialmente l’età della saggezza, ma non sempre gli anziani sanno essere saggi, così come, al contrario, si può trovare saggezza in un giovane o anche in un bambino.

Per conquistare la saggezza occorre dedicarsi ad attività cognitive, coltivare i propri hobby e le proprie passioni, socializzare e mantenere relazioni appaganti.

La dr.ssa Todaro ha suggerito di sorridere ogni volta che si passa davanti ad uno specchio: l’immagine riflessa aiuterà il nostro buon umore.

LA FELICITA’ QUOTIDIANA E’ QUELLA CHE TROVI NONOSTANTE I PROBLEMI (S. Littleword).

Alla fine delle lezioni della dr.ssa Todaro, i nostri soci escono tutti col viso sereno e sorridente!! Grazie Lucia!!!

Poesia: No, non voglio baciarti… (P. Neruda)

“No, non voglio baciarti
in una giornata di sole.
Non voglio che sia estate.
Non voglio che sia in mezzo alla folla.

Vorrei baciarti in una di queste sere d’inverno,
quando il sole scolora nel grigio e nel freddo;
quando sarà più facile
trovare, insieme,
l’alba dentro l’imbrunire”.

Trovare “l’alba dentro l’imbrunire” , cioè scoprire che si può ancora sperare anche quando tutto è troppo difficile. Pensavo che questa frase che mi ha sempre colpito nella canzone “Prospettiva Nievski” fosse di Battiato, invece il nostro grande poeta-cantautore ha solo citato il suo “maestro ” (così lo chiama nel testo della canzone) Pablo Neruda.

Questa poesia è veramente struggente e incredibilmente evocativa di atmosfere di intimità profonda: l’amore è capace di dare speranza e felicità anche quando tutto intorno non lo consentirebbe.

Ute: I Franchi e Carlo Magno – La levatrice di Olona

Della storia dei Franchi abbiamo notizie documentate soprattutto nella ” Historia Francorum” di Gregorio di Tours.

In origine erano solo una piccola tribù che si andò via via ingrandendo; a cominciare dal III secolo d. C. cominciano a premere sulle frontiere nord-orientali dell’Impero Romano fino ad arrivare ad occupare (e a saccheggiare) parte dei territori della Gallia. Erano biondi, alti, barbuti . Inizialmente, solo in caso di necessità eleggevano un capo che li guidava per il tempo ritenuto necessario. In seguito invece si diedero un re. Tra i primi re dei Franchi ricordiamo Meroveo, che occupò la Francia settentrionale e Clodoveo che, divenuto cristiano, indusse anche il suo popolo ad abbandonare il paganesimo. Fu Clodoveo a emanare le leggi saliche che regolavano i rapporti tra le persone, ma prevedevano anche che alla morte del re il regno dovesse essere diviso tra i suoi figli.

Questa legge, con l’andare del tempo, provocò lo spezzettamento del regno e il suo conseguente indebolimento, tanto che i “piccoli” re non avevano più potere e vennero affiancati dai “maestri di palazzo”, persone che sapevano leggere, scrivere e governare. Tra questi spicca Carlo Martello, che riuscì a fermare l’avanzata dei musulmani a Poitiers. Suo figlio, Pipino il Breve, riuscì a farsi incoronare re dal Papa in cambio del suo appoggio militare contro i Longobardi. Carlo Magno, dopo un tentativo fallito di alleanza con i Longobardi, li sconfisse e unificò i due regni; nella notte di Natale dell’anno 800 Carlo Magno fu incoronato imperatore del Sacro Romano Impero. Egli stabilì la sua capitale ad Aquisgrana in Germania e con provvedimenti lungimiranti (l’istituzione di scuole, l’introduzione di una moneta unica, l’unificazione di pesi e misure) tentò di costruire un’identità europea, per questo molti gli attribuiscono l’appellativo di “Padre dell’Europa”.

Organizzò l’impero adottando il sistema feudale, affidando cioè a persone di sua fiducia parti del suo impero, riuscendo però a mantenerne il controllo tramite i “missi dominici”.

E’ sempre piacevole ascoltare la nostra amatissima Alberta Chiesa, che sa riproporci, in modo nuovo e interessante, pagine di storia studiate sui banchi di scuola su cui il tempo ha fatto scendere un velo di polvere. Grazie, Alberta!

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LA LEVATRICE DI OLONIA – Lo scrittore Mario Alzati è tornato anche quest’anno a proporci i suoi romanzi ambientati ad Olonia, un paese che avrebbe potuto essere sulle carte geografiche e che invece non è mai esistito.

Oggi, Alzati ci ha presentato il romanzo “La levatrice di Olonia”, nel quale racconta la storia di Caterina, figlia di una donna senza marito, in un momento storico in cui questa situazione costituiva una “condanna” sia per la ragazza- madre sia per la figlia. Per darsi una possibilità di ricominciare a vivere, la donna porta Caterina alle “Stelline”, un orfanatrofio di Milano. Qui la piccola cresce e viene avviata alla professione di levatrice, che le ragazze di buona famiglia disdegnavano come poco onorevole. Nel suo lavoro, Caterina si fa apprezzare da tutti e spesso diventa per le sue assistite l’amica a cui chiedere consiglio e a cui confidare le proprie pene. Alle vicende di questa donna si intrecciano quelle di altre donne ed è così che l’autore fa entrare la Grande Storia che leggiamo sui libri nella piccola storia di una piccola comunità che vive sulle sponde dell’Olona, mettendo in particolare risalto la condizione in cui vivevano le donne finno a non molti decenni fa.