UTE: La felicità possibile nonostante le emozioni di solitudine e nostalgia.

La psicopedagogista Lucia Todaro ha ieri approfondito ulteriormente come essere felici NONOSTANTE …

Prima di tutto ha chiarito il concetto di POSSIBILE: lo si deve intendere come “accessibile a tutti” a certe condizioni; ha poi chiarito che, posto che la felicità dipende dal tipo di relazioni che si riescono a stabilire, “essere soli£ e “sentirsi soli” sono due cose molto diverse. Infatti l’essere soli è una condizione fisica: l’assenza di persone intorno a noi; il sentirsi soli è invece una sensazione che si può provare anche in mezzo a molte persone, se non si riesce a stabilire un rapporto con chi ci sta attorno. Posso essere sola in casa, ma non sentirmi sola perchè mi dedico a qualcosa che mi gratifica o perchè sento di poter contattare altre persone in caso ne senta il bisogno. L’importante è scegliere come vivere la propria solitudine: subirla o viverla consapevolmente.

La solitudine subita porta a tristezza, depressione, insonnia, perdita di interesse per le cose che si sono sempre amate, porta a cercare l’isolamento; le conseguenze sono: problemi di salute fisica e mentale, bassa autostima… Per non incorrere in tale situazione occorre attivarsi per parlare con persone in grado di aiutarci, partecipare attivamente a iniziative e associazioni di vario genere, imparare a conoscersi .

Cosa intendiamo per nostalgia? E’ il desiderio struggente di riandare a momenti del passato che ci hanno reso felici. Non la si deve confondere con la malinconia, che invece è più indefinita, più generica e più legata alla tristezza.

La nostalgia ci aiuta a difenderci dall’ansia e contro l’incertezza del presente. La velocità dei cambiamenti imposti dai ritmi della vita odierna, ci fa desiderare di ritornare al passato, specialmente ai momenti più sereni.

Cosa fare? Possiamo ACCETTARE la nostalgia per capire meglio noi stessi e il nostro percorso di vita e quindi acquisire una migliore CONSAPEVOLEZZA per vivere meglio il presente; possiamo inoltre approfondire le nostre RELAZIONI sociali più positive e sviluppare la nostra CREATIVITA’, dedicandoci alla scrittura di un diario, alla pittura, alla musica, al canto…

Come sempre essere felici si può, basta SCEGLIERE di esserlo.

Ieri sera a 8 e 1/2

Ieri sera ero sintonizzata su La7 (i telegiornali RAI non mi attirano più) e ho seguito il dibattito condotto da Lilli Gruber; erano presenti Lucio Caracciolo, Corrado Augias e un’altra giornalista di cui non ricordo il nome.

Il tema dibattuto era l’invito di Musk a “cancellare” l’Unione Europea, l’allontanamento dell’America dall’Europa e dalle sorti dell’Ucraina. Gli scenari che venivano prospettati erano (e sono) estremamente inquietanti: il continuo ricorrere a termini come “guerra” “uso di armi nucleari” non fa presagire nulla di buono.

Si combatte in Ucraina, ma ormai è chiaro e palese che il vero nodo della questione è la sopravvivenza dell’Europa , che, unita, può costituire un baluardo di difesa di un certo modo di intendere la vita democratica , mentre, divisa, può solo diventare un insieme di paesi del tutto irrilevanti. La democrazia, si diceva ieri sera, non è più di moda: in un tempo in cui tutto va sempre più veloce, i suoi riti appaiono obsoleti e antieconomici: meglio un bell’autocrate che ti toglie anche il fastidio di pensare e di entrare in una cabina elettorale.

L’unico motivo di speranza nel dibattito è stato espresso da Caracciolo che ancora confida nel popolo americano: con le prossime elezioni Trump potrebbe essere sconfitto e con lui la sua politica che sta stravolgendo il mondo. Ma nel frattempo potrebbe già scoppiare una guerra dagli esiti catastrofici?

Ute: Il futuro dell’evoluzione umana – La notte del Gran Consiglio.

Il dr. Sassi oggi ci porta in un’atmosfera un po’ da fantascienza, facendoci immaginare come potrebbe evolversi l’umanità in futuro.

Quando la Terra non sarà più abitabile, probabilmente il genere umano si rivolgerà a pianeti più lontani dal Sole e avrà per questo bisogno di occhi più grandi, inoltre potrebbe realizzare un grande sviluppo tecnologico .

Le modifiche nella nostra fisiologia saranno determinate da mutazioni casuali e da selezione naturale, pertanto non è possibile fare previsioni che abbiano fondamento. Potranno influire sull’evoluzione: la medicina, le tecnologie e in particolare l’intelligenza artificiale.

Se una volta il problema dell’umanità era la sopravvivenza, ora il nostro problema è l’allungamento del tempo di vita agendo all’interno delle cellule. Sono in atto esperimenti per debellare la depressione resistente attraverso la stimolazione artificiale di una certa zona del cervello. L’uso della psilocibina induce esperienze positive che cambiano il modo di affrontare la vita. E’ già possibile intervenire sugli embrioni per evitare certe malattie genetiche. La scienza cerca con l’intelligenza artificiale di costruire grandi banche dati (Dataismo_ nuova “religione” tecnologica) che vengono utilizzati per costruire “modelli decisionali” già ora applicati sulle auto a guida autonoma.

Una difficoltà è rappresentata dalla velocità con cui si evolvono le tecnologie che rende poco agevole l’adattamento al loro utilizzo e prospetta una progressiva irrilevanza umana a favore della tecnologia.

Potrà la tecnologia giungere alla produzione di macchine che abbiano non solo capacità razionale, ma anche “coscienza” di sé? Questo è il ghrande interrogativo che il prof. Sassi ci consegna alla fine di una lezione molto interessante, anche se non facilissima.

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LA REPUBBLICA DI SALO’ – il prof. Cossi riprende oggi il discorso sulla Repubblica di Salò, partendo dalla fatidica notte del 25 luglio 1943.

Il gran Consiglio del Fascismo aveva avuto, fin dalla sua istituzione, solo potere consultivo eppure quella notte decretò la fine di Mussolini con l’appoggio del sovrano. Si doveva votare la mozione di Dino Grandi, uomo di prestigio del ventennio fascista, forse un po’ temuto dallo stesso Mussolini. Grandi voleva un fascismo senza il Duce, in cui il potere fosse diffuso nelle diverse istituzioni e che le forze armate rispondessero nuovamente al re, Intervennero nella discussione: Galeazzo Ciano, genero di Mussolini e il ministro degli Esteri; Roberto Farinacci , ferroviere-giornalista, intransigente, favorevole alla Germania, ma poco gradito a Mussolini. Farinacci affermò la necessità di continuare l’alleanza con la Germania e sosteneva la necessità di porre fine alla dittatura, ma conservando il ruolo del Duce nell’ottica del ritorno allo Statuto Albertino.

Mussolini, avendo capito che non tirava una buona aria, tentò di aggiornare al giorno seguente il Consiglio, ma trovò la netta opposizione di Grandi, Federzoni, Bignardi che evidenziò la separazione tra il paese e il fascismo. La seduta, su richiesta del Duce, fu sospesa per 15 minuti, poi intervenne Alfieri che votò la mozione Grandi, quindi Galbiati si schierò a favore di Mussolini. Scorza presentò una mozione di mediazione che non ottenne successo. Mussolini sciolse la riunione a notte fonda.

Il giorno successivo il Duce si recò davanti al re e questi lo informò che lo aveva sostituito col generale Badoglio. Mussoni se ne andò e venne subito arrestato.

I Tedeschi prepararono piani per la liberazione di Mussolini e per la prosecuzione della guerra nei diversi possibili scenari futuri.

Una lezione interessante, resa piacevole dalla grande capacità di narratore del dr. Cossi.

Confini nazionali e uso della forza

Che succederebbe se una banda criminale assediasse una banca e imponesse la consegna di tuti i valori in essa custoditi? Credo che sia facile immaginare la reazione unanime di opinione pubblica, autorità civili e militari: non si può nemmeno pensare di scendere a patti con dei criminali…. infatti un caso simile non è mai successo . Le bande di solito cercano altre strategie per svaligiare le banche.

Ma quello che sta accadendo oggi a livello di politica mondiale è proprio questo: l’aggressore Putin che già ha invaso parte del Donbass intima ai padroni di casa, gli Ucraini, di ritirarsi dal resto del territorio che controllano ancora o lo prenderanno con la forza!!!

Se siamo arrivati a questo punto, vuol dire che non esiste più nemmeno la parvenza di credere nel diritto internazionale è che stiamo ritornando ai puri e semplici rapporti di forza come nella notte dei tempi.

Ma cosa stabilisce il diritto internazionale calpestato così sfacciatamente?

Ecco cosa scrive a questo proposito AI Overview

“L’affermazione che i confini degli stati non si modificano con la forza è un principio fondamentale del diritto internazionale, sancito dalla Carta delle Nazioni Unite. Questo principio stabilisce l’obbligo per gli stati di astenersi dalla minaccia o dall’uso della forza per alterare l’integrità territoriale o l’indipendenza politica di un altro stato. Le modifiche ai confini devono avvenire tramite accordi pacifici tra le parti, consultazioni con le autorità competenti o decisioni della Corte internazionale di giustizia. 

Principio del diritto internazionale

  • Il principio del non uso della forza per modificare i confini è una pietra angolare del diritto internazionale moderno, volto a prevenire conflitti e garantire la stabilità e la sovranità degli stati.
  • Questo principio è rafforzato dalla Carta delle Nazioni Unite, in particolare dall’articolo 2, paragrafo 4, che proibisce l’uso della forza nelle relazioni internazionali. “

Se Putin potrà imporre le sue pretese, aspettiamoci un futuro molto inquietante.

Ute: La rinascita di Cluny (don Ivano Colombo)

Cluny è un fenomeno più unico che raro, che ha segnato la storia del suo tempo anche se è durato poco più di un secolo. E’ un sistema monastico che si rifà a San Benedetto, ma con alcune riforme. L’idea è quella di ricondurre all’unità il potere temporale e il potere religioso, per superare la lotta per le investiture.

Cluny era ed è un piccolo villaggio della Borgogna; il grandioso complesso medioevale, che ebbe origine agli inizi del decimo secolo, fu distrutto dagli Ugonotti. Con Cluny era sorta una rete di abbazie e priorati, tutti collegati tra loro e dipendenti dall’abate di Cluny e da Roma.

Molti monasteri nascevano in zone che richiedevano opere di bonifica e c’erano attorno tanti “conversi” : essi lavoravano i terreni dell’abbazia, facendone un centro di produzione economica e un centro spirituale.

Anche in Italia nacquero abbazie e priorati che si definivano cluniacensi pertanto molti sono i centri abitati che si fregiano della definizione di cluniacensi: Cernobbio, Cantù, Vertemate…

Uno degli abati più rappresentativi fu Ugo di Cluny, padrino di battesimo dell’imperatore: il suo obiettivo era il superamento dei contrasti tra Papato e Impero. Quando si arrivò col trattato di Worms (1122) ad un accordo tra i due poteri, cominciò il declino di Cluny.

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L’INFEZIONE DELLE VIE URINARIE . (dr. Roberto Galdini) – Per vari motivi non ho potuto seguire questa lezione.