Una settimana all’UTE

Avendo avuto diversi contrattempi, non ho avuto modo di fare il solito resoconto alla fine delle lezioni , perciò ora farò seguire una brevissima sintesi delle lezioni di questa settimana.

Martedì, 24 febbraio Nella prima ora, il prof. Galli ha concluso il breve ciclo di lezioni dedicato al Risorgimento, partendo dalla figura di Cavour, forse il più grande uomo politico che l’Italia abbia avuto. Nato da famiglia nobile, viaggiò a lungo per l’Europa ed ebbe così modo di vedere come gli altri stati si stessero riformando sotto la spinta della rivoluzione industriale. Tornato nella sua tenuta agricola, sperimentò nuove tecniche di coltivazione e fu poi nominato da re Vittorio Emanuele II ministro dell’agricoltura e subito dopo ebbe la carica di primo ministro (1852).

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Poesia: Primule. (Ada Negri)

Sbocciano al tenue sole
di marzo ed al tepor de’ primi venti,
folte, a mazzi, più larghe e più ridenti
de le viole.
Pei campi e su le rive,
a piè de’tronchi, ovunque, aprono a bere
aria e luce, anelando di piacere,
le bocche vive.
E son tutti esultanza
per esse i colli; ed io le colgo a piene
mani, mentre mi cantan per le vene
sangue e speranza;
e a dirti il dolce amore
che a te solo m’allaccia e a cui non credi,
con un palpito in cor getto a’ tuoi piedi
fiore su fiore.

Ora, per effetto del cambiamento climatico, le primule non fioriscono a marzo, ma a febbraio, anzi nel mio piccolo giardino le più coraggiose sono fiorite addirittura a gennaio.

Ma è adesso che sono nel pieno della fioritura e portano davvero gioia al vederle, proprio come dice la poetessa. Sì, parlano di gioia e di speranza nella vita che si rinnova, davvero paiono bere la luce del sole, che ne risalta i bei colori dei petali vellutati.

Alla prima parte descrittiva, nella poesia seguono versi che parlano di un amore che forse non è pienamente corrisposto e per il quale la poetessa sparge quei fiori appena raccolti ai piedi dell’oggetto del suo amore, così come si spargono fiori davanti alle immagini sacre.

Poesia: Il lampo (G. Pascoli)

Il lampo

E cielo e terra si mostrò qual era:

la terra ansante, livida, in sussulto;
il cielo ingombro, tragico, disfatto:
bianca bianca nel tacito tumulto
una casa apparì sparì d’un tratto;
come un occhio, che, largo, esterrefatto,
s’aprì si chiuse, nella notte nera.

Il lampo è qui come un occhio che si apre e si chiude per un breve attimo nella notte e svela verità solitamente nascoste: terra e cielo si mostrano in tutta la loro tragicità e l’unico elemento chiaro, che riflette la luce del lampo, è un’immagine fugace, una casa bianca, Essa rievoca gli affetti più intimi e cari, che per un attimo alleviano la solitudine, ma poi lasciano presto il posto al buio e alla solitudine.

Olimpiadi. se i potenti capissero …

Si è da poco conclusa la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 nel magico scenario dell’Arena di Verona.

Ho seguito appena possibile queste Olimpiadi: era bello vedere tanti giovani impegnarsi per dare il meglio di sé, gioire per le prove ben riuscite e soffrire se qualcosa non era andata secondo le proprie aspettative; era bello partecipare alle loro emozioni, immedesimarsi nelle loro imprese.

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Ute: La produzione lirica di Torquato Tasso – Aneliti di romanticismo nel pianoforte di Franz Schubert.

Ieri è tornata in Ute la prof. Granata che ci ha parlato di Torquato Tasso, ma da un punto di vista piuttosto insolito, infatti ci ha parlato non del suo poema più famoso, “La Gerusalemme Liberata” ma delle sue rime , scritte spesso su commissione, ma non per questo prive di autentica poesia.

La famiglia dei Tasso era di origini bergamasche, poi si era spostata a Venezia e da lì riuscirono a rivoluzionare il sistema postale in Italia e in Europa.

Il Tasso è vissuto nella seconda metà del ‘500, quando ormai il Mediterraneo non era più il centro economico del mondo (dopo la scoperta dell’America) e quindi le corti dei principi italiani risentivano della decadenza politica ed economica dell’Italia intera.

Suo padre, Bernardo Tasso. era un poeta e viveva alla corte ora di uno ora dell’altro principe; per un certo periodo si fermò alla corte di Salerno e Torquato nacque a Sorrento nel 1544. A 8 anni si trasferì con la famiglia a Roma e due anni dopo cominciò a seguire il padre nelle sua vita “nomade” attraverso le varie corti italiane. Passarono ancora due anni e Torquato restò orfano di madre. A 21 anni entrò a servizio dei Signori d’Este a Ferrara. In quel momento andava di gran moda l'”Orlando Furioso” di Ariosto e il Tasso si cimentò anche lui nella scrittura di un poema che terminò nel 1575, ma nessun editore glielo pubblicò. Dopo diverse peripezie, ritornò a Sorrento dalla sorella, ma poi ritornò a Ferrara. Ma erano sempre più evidenti i segni di un’irrequietezza che sfociava talora in crisi violente, che lo portarono ad essere imprigionato per 7 anni. Mentre era detenuto, due tipografi pubblicarono il suo poema a sua insaputa e senza le correzioni che lui vi aveva apportato negli anni. Fu il duca di Mantova a farlo liberare, dopodiché Il Tasso pubblicò una versione corretta del suo poema col nome di “Gerusalemme Conquistata”. Nel 1594 venne chiamato a Roma dal Papa che però non mantenne le promesse fattegli; lì, a Roma Torquato Tasso morì nel 1595.

Ebbe una vita segnata dalla mancanza di affetto e dalla mancanza di “radici”; fu chiamato “pazzo” e lui stesso si definì in preda a pensieri ossessivi, che lo spinsero al bere.

Fu un poeta molto prolifico e compose oltre duemila rime suddivise in : rime d’amore, rime di lode, rime sacre. I suoi componimenti sono originali, ricchi di musicalità e vi abbondano i lombardismi. Ecco una sua poesia molto suggestiva, capace di esprimere un sentimento profondo e di comunicare una vera emozione.

Tacciono i boschi e i fiumi
e ’l mar senza onda giace,
ne le spelonche i venti han tregua e pace,
e ne la notte bruna
alto silenzio fa la bianca luna:
e noi tegnamo ascose
le dolcezze amorose:
Amor non parli o spiri,
sien muti i baci e muti i miei sospiri.

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ANELITI DI ROMANTICISMO NEL PIANOFORTE DI SCHUBERT- Il M° Scajoli, con la ben nota maestria, ci ha fatto ascoltare alcuni brani musicali composti da Franz Schubert (1797/1828). Era il dodicesimo di 14 figli (di cui solo 5 sopravvissero) . A 7 anni cominciò a suonare l’organo e a studiare canto. Pur non avendo mai avuto un pianoforte tutto suo, componeva continuamente, tutti i giorni dal mattino fino alle 14. Spesso non aveva nemmeno i soldi per comprarsi la carta da musica e scriveva le sue composizioni su carta normale. Nella sua breve vita (appena 31 anni) scrisse una mole incredibile di opere, che nessuno voleva pubblicare, perché allora era molto richiesta l’opera italiana (Rossini imperava in quel momento storico)

La sua musica è spesso una cascata di note che ispirano ora allegria, ora malinconia, ora forza e emozioni intense; sembra incredibile che potesse comporre tali mirabili opere senza poterle suonare su un pianoforte: lui diceva che la musica era nella sua testa.

Dopo alcuni “Improvviso” il M°. Scajoli ci ha suonato questo brano molto conosciuto e molto “romantico” : LA SERENATA

Che Dolcezza!!!

Grazie M° Scajoli!

Grazie prof Granata: molti di noi conoscevano così poco e male il Tasso!!

UTE: Giovanni Senza Terra e la Magna Charta – Giornata del ricordo: Le Foibe.

Con la sua ultima lezione di questo anno accademico, la prof Alberta Chiesa ci ha sintetizzato, con la sua solita chiarezza e passione, la complicatissima storia del Regno Unito.

Noi siamo soliti usare il termine Inghilterra per indicare quella grande isola che dovremmo invece chiamare Gran Bretagna, perché infatti comprende L’Inghilterra, il Gallese, la Scozia; La gran Bretagna poi, unita all’Irlanda del Nord costituisce il Regno Unito.

Nell’era precristiana quelle terre erano abitate dai Britanni, una popolazione celtica, ma ne 43 d. C. i Romani conquistarono l’Inghilterra (zona centrale e sud orientale dell’isola)), ma non riuscirono a conquistare la Scozia e l’imperatore Adriano, per impedirne le invasioni, fece costruire una fortificazione di cui sono ancora visibili i resti detta Vallo di Adriano.

Nel 449 d, C, l’isola fu invasa da Angli e Sassoni che diedero vita a sette regni diversi (Eptarchia), che stringono una prima alleanza tra di loro per difendersi nel 793 dall’invasione dei Vichinghi (o Normanni) sotto la guida di re Alfredo d’Inghilterra. Sarà suo nipote Atelstano a unificare politicamente i sette regni sotto un’unica corona.

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UTE: I viaggi di esplorazione- La rinascita con San bernardo di Chiaravalle.

(Docente: Daniela Piccolo)

Dopo il successo della scoperta di nuove terre da parte di Colombo, la Spagna, regnante re Carlo V, finanzia una nuova missione per raggiungere le isole Molucche, dove si producevano preziosissime spezie, come cannella, chiodi di garofano, noce moscata. Magellano può contare su cinque navi; accanto a lui c’è Juan Elcano, marinaio di grande esperienza. Tra lui, portoghese, e gli equipaggi, spagnoli, c’è una certa diffidenza. A bordo c’è Antonio Pigafetta, un vicentino che tiene un diario di viaggio: è grazie ai suoi scritti che possiamo conoscere le vicende di quella missione.

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Non tutto il male vien per nuocere? Speriamo…

Segnalo questo articolo di Romano Prodi che ribadisce le potenzialità di un’Europa unita. Le sue osservazioni circa la necessità che la UE esca dall’angolo in cui è stata relegata e i tentativi di reazione che si stanno mettendo in atto sono ampiamente condivisibili. Ed è condivisibile anche l’auspicio che proprio l’ imprevedibile politica di Trump metta in movimento un processo di riforme che rendano meno macchinoso il processo decisionale delle istituzioni europee.

Non tutto il male vien per nuocere ….dice un antico adagio. Forse proprio le stravaganze di Trump possono avere effetti positivi, se i diversi paesi sapranno superare visioni miopi e particolaristiche per conseguire il fine superiore dell’unità, unica possibilità per non continuare ad essere irrilevanti.