Ieri, il prof. Porro ci ha fatto meglio comprendere, con la sua solita bravura, ciò che forse sui banchi di scuola ci era parso troppo difficilie e complicato.
Ci ha, infatti, parlato della “Critica della Ragion Pratica” di Kant (1724 – 1804), opera nella quale il grande filosofo, che ha aperto l’età contemporanea della filosofia, afferma che ci devono essere delle norme (imperativi) che guidino le nostre azioni. Si possono distinguere due tipi di “imperativi”: l’imperativo ipotetico ( Se vuoi vincere le la gara, devi allenarti..) e l’imperativo categorico assoluto che è quello della legge morale che è dentro ciascuno di noi. L’imperativo categorico deve valere per tutti e in ogni occasione.
Ma bisogna anche considerare che il nostro agire abbia sempre come fine, e non come mezzo, l’umanità. E’ infatti presente in tutte le culture il monito di non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te.
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