Ieri ho seguito gli incontri di Coppa Davis e la battaglia di Cobolli mi ha incollata sulla poltrona per vedere l’esito di quel confronto tra due ragazzi che stavano dando tutto il meglio di sè per la propria squadra e per onorare la propria maglia. Alla fine, sono stata molto felice del successo di Cobolli, ma mi ha molto commosso il pianto dirotto di Bergs e quello che mi ha toccato il cuore è stato il momento in cui Cobolli stesso ha smesso di esultare per andare a consolare il rivale contro cui aveva lottaton ferocemente fino a pochi minuti prima. Per di più, poco dopo anche tutta la squadra italiana si è avvicinata all’atleta sconfitto per rincuorarlo.
Mi è venuto anche in mente come anche Sinner e Alcaraz dopo l’ultima battaglia all’ultima racchettata, si siano abbracciati amichevolmente e siano arrivati abbracciati fino alla sedia dell’arbitro.
Il tennis di questi tempi mi sta appassionando soprattutto perchè offre questi esempi di sportività e di umanità. Cosa accade invece dopo le partite di calcio o negli stadi? Spesso la violenza arriva ad atti di pura criminalità e questo fa pensare che qualcosa debba cambiare in quel mondo spesso infiltrato da bande che con lo sport hanno ben poco a che fare.
