Nel Medioevo la peste è comparsa più volte a sconvolgere la vita delle città e degli stati europei. L’ultimo caso di cui si ha notizia si è verificato in Sicilia nel corso del 1700. Nella letteratura questo flagello è stato raccontato in diverse opere: si pensa che tra le piaghe d’Egitto ci sia stata un’epidemia di peste, nell'”Edipo Re” di Sofocle è con la peste che gli dei puniscono i crimini di Edipo; Tucidide descrive la peste di Atene del 400 a.C.; Boccaccio ambienta il suo “Decameron” durante l’epidemia di peste de 1347/50; Manzoni, ne “I Promessi Sposi” descrive la terribile epidemia dei primi decenni del 1600; Camus nel bellissimo romanzo “La Peste” racconta come sia la solidarietà il solo modo di affrontare anche le tragedie più atroci ed assurde.
La peste di cui il prof. Porro ci ha parlato ieri , in modo più diffuso è proprio quella del 1347/50. Verso la fine del secolo XIII e all’inizio del XIV si era avuta una vera e propria esplosione demografica a cui però non aveva corrisposto un adeguato aumento della produzione agricola, pertanto si arrivò ad una terribile carestia, accentuata anche da un cambiamento climatico sfavorevole. Ciò spinse gli abitanti delle campagne verso le città, dove le condizioni di vita e di igiene erano pessime. A ciò si aggiunga la contemporanea guerra dei cent’anni che provocò successive incursioni di eserciti nei vari paesi europei. E’ questo il contesto in cui la peste, arrivata dall’Asia, si diffuse in tutta Europa provocando milioni di morti (si ipotizzano 23milioni di vittime).
La medicina non poteva fare nulla perché non era in grado di conoscere né le cause del morbo, né i processi della sua diffusione. I dottori si limitavano a dare il consiglio di allontanarsi dalle città e di andare in luoghi di campagna. A volte prescrivevano medicinali a base di erbe o salassi.
A questo punto il prof. Porro ci ha mostrato una serie di dipinti e di affreschi che hanno come tema la peste. Tra questi, forse il più conosciuto è la “Danza Macabra” di Clusone che celebra la peste e la morte come la falce che miete ugualmente ricchi e poveri, umili e potenti, accomunati nella stessa sorte di miseri mortali.
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FINE DELLA R.S.I – Il prof. Cossi ha concluso ieri il suo ciclo di lezioni sulla Repubblica Sociale Italiana di Salò, facendo prima un breve sunto delle lezioni precedenti:
- 10 luglio 1943 – gli alleati sbarcano in Sicilia
- 25 luglio 1943- il Gran Consiglio sfiducia il Duce e il re affida a Badoglio il governo del paese. Mussolini viene arrestato e rinchiuso a Campo Imperatore nel Gran Sasso.
- 8 settembre – resa incondizionata dell’Italia. Il re fugge a Brindisi, dove già sono giunti gli alleati. I militari restano senza ordini. Si crea una situazione di grande disorientamento. Roma è abbandonata.
- 12 settembre – Mussolini viene liberato dai Tedeschi con una spettacolare azione militare.
- Ottobre 1943 – il governo italiano del Sud-Italia dichiara guerra ai Tedeschi.
L’Italia è divisa in due dalla Linea Gotica: il Nord è occupato dai tedeschi che manovrano Mussolini e lo mettono a capo di una Repubblica-fantoccio il cui “governo” ha sede a Salò; il Sud è controllato dagli Americani.
Le milizie repubblichine rastrellano il territorio obbligando gli uomini ad arruolarsi per combattere al fianco dei Tedeschi: chi rifiuta viene deportato in Germania. Molti perciò preferiscono darsi alla macchia e rifugiarsi sulle montagne e inizia così una terribile guerra civile. I Tedeschi, in difficoltà, mentre si ritirano operano eccidi, rastrellamenti e deportazioni di massa di ebrei, oppositori politici e minoranze etniche,
Sulle montagne, le diverse bande di coloro che non vogliono collaborare coi fascisti vengono poi coordinate dal Comitato di Liberazione Nazionale (CLN) in cui sono rappresentati tutti i partiti di opposizione al fascismo: ci sono infatti, comunisti, socialisti, popolari (democrazia cristiana) repubblicani, liberali, aderenti al partito d’azione… Si calcola che fossero circa 300mila i partigiani impegnati nella Resistenza e che ben 35mila siano quelli caduti nei combattimenti. Nel 1944, Togliatti ritorna dalla Russia dove si era rifugiato, e sostiene che l’obiettivo primario è sconfiggere i nazifascisti, poi si parlerà di scelta tra monarchia e repubblica. Questa scelta ebbe il merito di unificare le forze in campo.
Nel 1945, viene abbattuta la Linea Gotica e gli alleati procedono inesorabilmente verso il Nord. Il 25 Aprile viene liberata Milano; due giorni dopo, Mussolini viene catturato a Dongo e fucilato insieme alla sua compagna Petacci. I loro corpi verranno poi impiccati in Piazza Loreto, a ricordare l’eccidio di partigiani perpetrato in quella stessa piazza l’anno precedente.
Alla fine di questa lezione, utile per rinfrescare conoscenze un po’ annebbiate dal tempo, il prof. Cossi ci ha letto il manifesto del Fascismo “originario”: sembra un manifesto ispirato al “Capitale” di Marx e allora si capisce come abbia potuto inizialmente attirare le masse popolari, ma si capisce nello stesso tempo come quegli ideali siano stati poi completamente stravolti e traditi da Mussolini e da coloro che ne appoggiarono la presa del potere.
