21 giugno 2010.

E’ tardi.

Nel blu scuro del cielo,  filamenti di nuvole bianche,

stelle tremule e una mezzaluna splendente.

Il vento  robusto piega gli alberi

e fa stormire dolcemente le fronde

ed è fresco e gentile sulla pelle,

ma non sembra la prima notte d’ estate…

Le campane non fanno solo din don dan…

Mentre tutti erano in cortile, Davide, probabilmente (nessuno sa di preciso come siano andate le cose) si trovava in bagno o ci stava andando…. Ad un tratto un rumore assordante  (stavano scaricando delle campane per la raccolta del vetro nel cortile attiguo alla parrocchia, quando sono piombate a terra)  e subito dopo il passaggio di un aereo a bassa quota hanno fatto rimbombare paurosamente i locali vuoti dell’ asilo.

Davide si è trovato solo e, spaventatissimo, si è rincantucciato in un angolo, senza trovare il coraggio di uscire… nessuna delle maestre ha notato la sua assenza e solo all’ arrivo della sua “tata” si sono messe a cercarlo . Poi il piccolo ha avuto una brutta tonsillite e ha dovuto prendere gli antibiotici per lunghi giorni …era stranamente taciturno e triste e lo si imputava all’indisposizione, ma poi una volta guarito ha continuato a mangiare poco e a non mostrare più la stessa vitalità e la stessa allegria che lo hanno sempre caratterizzato.

La sua mamma (mia figlia) una sera mi telefona preoccupata e mi racconta del cambiamento di Davide e mi accenna ai fatti che ho raccontato sopra ….. Io le consiglio di parlare dell’ episodio con lui, ma Davide scappa al solo sentirne accennare …. allora, le dico, l’ unica possibilità è oarlare con lui di qualsiasi cosa , fargli compagnia e soprattutto giocare con le cose che fanno rumore, fargli capire che un oggetto può produrre rumori diversi a seconda di come viene usato e fargli capire che, comunque un rumore può essere fastidioso e spaventoso, ma non può far male….

Ora Davide è più sereno, ha ripreso a giocare con gli amichetti dell’ asilo, ha ripreso a mangiare con appetito e anche il suo sorriso è tornato a illuminargli il viso… Spero che  di quel brutto episodio gli resti solo la certezza che le campane non fanno solo din , don , dan…

Mi resta, però, un tarlo nella mente : per quanto tempo sarà rimasto da solo in quell’ angolo buio? E come mai le maestre non si sono accorte della sua assenza prolungata? Stavano forse chiacchierando tra loro?

Dichiarazione.

Samuele è qui ed è visibilmente molto contento di poter stare all’ aperto, di non dover andare all’ asilo e di poter tiranneggiare un po’ i nonni.

Ora gli piace disegnare (giocare col bleu- dice lui).  Già da un po’ di tempo disegna delle linee chiuse più o meno tondeggianti o bislunghe , traccia all’ interno due puntini per gli occhi e una linea sotto per la bocca e questo può rappresentare via via tutte  le persone che conosce,,,, Ora ha imparato a mettere anche i capelli, le gambe e le scarpe, ma alla fine il disegno risulta capovolto: disegna tutti a testa in giù … probabilmente ha avuto occasione di vedere i disegni di qualcuno che stava di fronte  a lui .

Lo stesso ovale può diventare all’ occasione un’ automobile se gli aggiunge qua e là quattro cerchietti sui bordi.

Oggi ha  disegnato il nonno, la nonna e Samuele : dentro al solito ovale  (questa volta lungo come tutto il foglio) ha messo tre paia di occhi e tre bocche…. mi è parsa una splendida dichiarazione d’ affetto.