UTE: Casa di Comunita’

Il programma di oggi prevedeva una lezione su Petrarca, che non ho potuto seguire, e una lezione su un argomento di attualità che, credo, possa interessare molte persone: La Casa di Comunità.

La carenza di medici sta obbligando molte persone ad affrontare disagi notevoli quando si trova ad aver bisogno di cure e certamente non pochi hanno avuto contatto per la prima volta con la Casa di Comunità. Oggi la dr.ssa Sabrina Cattaneo, responsabile del distretto di Erba, ci ha illustrato questo nuovo modello di assistenza sanitaria.

Il COVID aveva evidenziato le carenze del nostro Servizio Sanitario Nazionale a livello territoriale e questo ha costretto il Ministero a riflettere su quanto era successo, per poter mettere in atto nuove modalità di assistenza.

Prima di tutto bisognava tenere conto di alcuni problemi : l’invecchiamento della popolazione e il conseguente aumento di malati cronici, la difficoltà di accedere ai servizi, il ricorso improprio ai servizi di Pronto Soccorso e la necessità di integrare servizi sanitari e servizi sociali.

Da questa riflessione è scaturito un nuovo modello di servizi sanitari territoriali che si sta cercando di rendere sempre più efficace con l’intento di: superare la frammentarietà dei servizi, semplificare l’accesso ai servizi stessi, prendere in carico i vari casi con approccio multidisciplinare, assicurare una maggiore assistenza domiciliare e una migliore coordinazione dei servizi.

IL DISTRETTO: è il luogo in cui si raccordano i servizi presenti sul territorio con i bisogni assistenziali della popolazione. Al distretto fanno riferimento: enti locali, ospedali per acuti e ospedali di comunità, RSA (residenze per anziani), RSD (residenze per disabilità), strutture private, medici di base, soggetti del Terzo Settore.

Il primo approccio del cittadino con la Casa di Comunità avviene nel P.U.A. (Punto Unico di Accesso – tel. 031 633 7961 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 13:30 alle 15:30) dove un assistente sociale accoglie l’utente, che esprime le sue esigenze; l’assistente sociale, individuato il bisogno, attiva e coordina tutti i servizi adeguati a fronteggiare la situazione, contattando, se necessario, i comuni e indirizzando il cittadino verso i servizi sanitari e assistenziali idonei a prendersi cura del suo caso, ad esempio: infermieri di famiglia, assistenti sociali, medici …)

Attualmente chi è rimasto senza medico di base può rivolgersi al medico territoriale a cui si può chiedere un appuntamento telefonando dalle 9 alle 12 al numero: 031 6337926. Durante la prima visita viene redatta una cartella clinica che resta a disposizione di tutti i medici che si avvicendano in questo incarico. In caso di ammalato con grave disabilità sono previste visite domiciliari del medico e dell’infermiere.

Gli ospedali di comunità ospitano fino a 30 giorni pazienti inviati per particolari esigenze dai medici di base o dal medico territoriale o dai medici ospedalieri dopo un ricovero.

Agli ospedali per acuti si accede tramite il Pronto Soccorso.

E’ stata una lezione oltremodo utile e opportuna che ha suscitato un notevole interesse dei nostri soci, i quali vivono sulla loro pelle i gravi disagi di questo momento difficoile del nostro SSN.

Una ricerca interessante.

Domenica prossima verrà inaugurato l’anno oratoriano e, per l’occasione, abbiamo preparato una serie di “quadri” che partendo da San Filippo Neri, passando per Don Bosco e per il card. Ferrari, ricostruiscono la storia degli oratori per poi arrivare a documentare l’attività svolta dall’oratorio di Arcellasco n negli ultimi 50 anni circa… In particolare viene documentata l’attività dei gruppi dei preadolescenti, degli adolescenti e dei giovani della parrocchia di Arcellasco.

Per arrivare a costruire questa storia, è stato necessario documentarsi: abbiamo tratto notizie e documenti da libri presi in biblioteca, da internet, dall’archivio fotografico del nostro gruppo. Alla fibe di questo lungo e impegnativo lavoro possiamo fare alcune considerazioni.

In tempi molto travagliati, san Filippo Neri (Roma era stata devastata dal saccheggio dei lanzichenecchi, lo scisma protestante) e Don Bosco (moti rivoluzionari, guerre, rivoluzione industriale senza regole) hanno saputo con l’ottimismo della fede operare per il bene della Chiesa e della società in cui vivevano. Lo hanno fatto partendo dai giovani, perché, in tempi di crisi, sono loro i più fragili, ma é da loro che dipende la possibilità di cambiare il mondo, di renderlo più vivibile e più giusto.

Anche noi viviamo tempi molto difficili: si sta verificando un cambiamento epocale che mette in discussione ogni nostra sicurezza. Questo non ci deve vedere rassegnati e nostalgici, ma dobbiamo, come ci hanno insegnato San Filippo Neri e San Giovanni Bosco, aver cura dei nostri giovani, infondere in loro speranza, amore per la vita e fiducia nel futuro ed è questo che noi come comunità parrocchiale intendiamo fare nel nostro oratorio. Le famiglie pertanto devono sapere che, nelle tante persone che vi operano, possono trovare degli alleati e un valido aiuto per l’educazione dei propri figli.

Incontri nelle frazioni con l’assessore alle politiche sociali.

Chi abita a Erba e ne conosce la storia sa benissimo quanto la popolazione resti ancora legata alla propria frazione (erano sette i comuni che si sono uniti e hanno dato luogo all’odierna città di Erba).

Per questo, giustamente, l’assessore Maria Francesca Frigerio (il suo nome non lo trovate sul sito del Comune che non viene aggiornato da tempo) responsabile delle Politiche Sociali, ha programmato, per il secondo anno consecutivo, un incontro per ogni frazione per informare i cittadini sui servizi che il Comune mette a disposizione per venire incontro alle esigenze delle persone anziane o comunque in difficoltà.

Il primo evento avrà luogo lunedì 21 settembre presso la parrocchia di Arcellasco alle ore 15:30. Sono contenta di contribuire a far conoscere questa iniziativa perché questo tipo di informazioni può aiutare le famiglie e gli anziani soli a gestire situazioni di indubbia difficoltà.

Grazie, Maria Francesca!

Qui sotto la locandina dell’evento.

Vite rubate.

E’ accaduto ancora una volta…. Un giovane di 22 anni morto in un incidente stradale questa mattina poco dopo le 7…

L’articolo linkato qui sopra non specifica le circostanze dell’accaduto, ma spesso in casi simili si è trattato di giovani reduci da interminabili nottate trascorse in discoteca o in altri locali, dove i ragazzi sono frastornati per ore da musica assordante, a cui si aggiungono alcolici o altre sostanze anche più deleterie.

Quale può essere lo stato psico-fisico di chi ha passato tutta la notte ad agitarsi al ritmo della musica o a bere oltre i limiti? Come ci si può mettere al volante?

Quando i ragazzi capiranno che ci si può divertire anche cominciando a ballare alle 10 di sera e non all’una di notte? Tutti i locali dovrebbero chiudere e non si dovrebbero più vendere alcolici già a quell’ora.

Non sembrerebbe difficile mettersi d’accordo su questo problema, eppure non si fa nulla e le famiglie vivono con angoscia i fine settimana … poi inesorabilmente qualche ragazzo finisce la sua vita così, in modo atrocemente assurdo e ai poveri genitori (e a tutti noi) non resta che piangere le troppe giovani vite rubate.

Disavventura ferragostana.

Al ritorno dalla mia breve vacanza ho trovato il lavandino della cucina, che da tempo dava segni di sofferenza, completamente otturato e, visto che attendo ospiti, era necessario intervenire urgentemente.

Per primo ho chiamato un ragazzo che altre volte era riuscito ad aiutarmi in queste faccende. Prontamente M. è venuto e ha smontato i tubi riuscendo a liberarli, ma al momento di rimontarli ecco che il vecchio tubo di collegamento all’impianto condominiale si è sbriciolato …. Il mio giovane amico ha perciò rinunciato a proseguire i lavori: occorreva l’attrezzatura di un professionista.

Eccomi allora al telefono: consulto su internet le pagine dedicate agli idraulici della zona, ma il telefono squilla invano … Ci sono le aziende di pronto intervento attive 24/7 (cioè capisco che sono disponibili 24 ore al giorno tutti i giorni della settimana) ed evito di chiamarle perchè è chiaro che mi faranno pagare un occhio della testa.

Chiamo una “termoidraulica” che mi risponde, ma gentilmente dice che alcuni operai sono in ferie e che non hanno possibilità di intervenire; chiamo un’altra termoidraulica che subito mi assicura che il tecnico arriverà entro un paio d’ore…. meno male …

Alle 13:30 arriva un ragazzo che proviene chiaramente da un paese dell’est-Europa, entra, guarda sotto al lavandino e telefona al suo capo per spiegare il tipo di intervento da eseguire e quindi fare un preventivo. Chiude il telefono e mi dice: – 350 euro—

Io resto allibita e decisamente replico che non ci sto, perchè mi sembra troppo chiaro che si vuole approfittare della situazione; il ragazzo allora dice che può scendere a 280 euro; io sono tentata di sbattergli la porta in faccia, ma poi penso che non riuscirò a trovare altri tecnici disponibili e a, mio malgrado, gli dico di procedere coi lavori.

Il ragazzo procura i pezzi di ricambio necessari e nel giro di un’ora e mezza porta a termine il lavoro. Al momento di pagare col bancomat la somma che mi viene chiesta è di 260 Euro.

Mi chiedo in che mondo viviamo se è consentito prendere per la gola chi è in difficoltà … Non c’è modo di stabilire una tariffa oraria alla luce del sole? IL tecnico che voleva farmi credere di obbedire a degli ordini, come ha poi potuto farmi uno sconto?

Troppe cose non sono chiare, ma una cosa è certa: meglio non aver bisogno di un idraulico in tempo di ferragosto!!!

Che vento!!

Si sta placando la furia del vento che per tante ore ha flagellato la nostra città.

Ieri il vento era così forte che ti costringeva a correre anche se non volevi o ti impediva di avanzare se te lo trovavi di fronte. Ha strappato le prime foglie tenere, appena spuntate, degli alberi del cortile, ha fatto cadere un nido dal mio vecchio cedro e anche le margherite delle aiuole ieri non si sono aperte: l’aria fredda ha impedito loro di dischiudere le loro corolle, sembravano impaurite da tanta furia. A tratti il vento muggiva lamentosamente sui tetti e l’aria era piena di scricchiolii e di cigolii sinistri, di tonfi di cose abbattute: tutto questo incuteva paura.

Stamattina il vento soffia ancora, ma più gentilmente; però, affacciandomi alla finestra, ho visto sedie ribaltate, un armadietto, che contiene utensili per l’orto, del tutto sfasciato e capovolto sopra l’aiuola: piccoli danni, per fortuna, ai quali potrò rimediare facilmente.

Tutti insieme appassionatamente … per “Quaderni Erbesi”

I “Quaderni Erbesi” dal 1978 vengono pubblicati nella nostra città dal Museo Civico di Erba e dal Comune. La pubblicazione annuale mette in evidenza ricerche di storia condotte da appassionati e valenti studiosi di storia locale e, a volte, ricerche su altri territori o su altri argomenti di interesse storico.

La pubblicazione di quest’anno , presentata Giovedì scorso nella serra del Liceo “C. Porta”, contiene articoli di:

Alberta Chiesa – L’istruzione nel Comune di Cassina Mariaga nell’Ottocento e nel Novecento;

Giorgio Mauri e Antonio Molteni: Note e appunti in margine alla biografia di Andrea Appiani . Una nascita contestata: a Bosisio oppure a Milano?

Enrico Meroni: Dal platano al prato. Fabbrica Durini in una poesia di C.E. Gadda

Don Alessandro Vismara: Espansione e radicamento della fede cristiana nelle terre di Brianza

Anna Pozzi Sant’Elia: Necrologio di Alberto Pozzi

Emiliana Ballabio e Marina Riboni: Necrologio di Luigi Riboni

Hanno commentato brevemente i loro articoli: Alberta Chiesa, don Vismara, Enrico Meroni e Antonio Molteni, riscuotendo l’interesse dei presenti, che numerosi hanno poi acquistato il libro.

Credo sia la prima volta che la pubblicazione di “Quaderni Erbesi” viene accolta con tanta partecipazione, infatti erano presenti: la direttrice del Museo di Erba, la Preside del Liceo ospitante, il Presidente dell’UTE, dr. Filippi, alcuni autori e parecchi soci dell’UTE.

Questa sinergia tra istituzioni cittadine (Museo, Comune, Scuole e UTE) non può che riscuotere il plauso di noi tutti: le cose buone vanno sostenute e incoraggiate a vantaggio di tutti e i “Quaderni erbesi” hanno il merito di conservare e valorizzare il patrimonio culturale e storico della città.

Alberta Chiesa durante la presentazione del suo lavoro.

Un bel risveglio.

Ieri mattina, aprendo le finestre, ho visto passeggiare sul vialetto condominiale un grosso uccello dal capo variopinto: procedeva lentamente con andatura regale e non pareva intimidito,

Mi sono precipitata per prendere il telefono e fotografarlo, ma, quando sono uscita, non l’ho più trovato. Cercando su internet e date le sue dimensioni, credo si trattasse di un gallo cedrone, anche se dovrebbe preferire i boschi di zone più alte.

Poteva forse trattarsi di un grosso fagiano? A mio avviso i fagiani hanno un piumaggio più colorato e più vistoso. Comunque sia è stato un bel risveglio.