Fu una donna a inventare il computer….

Ada Lovelace….. vi dice qualcosa questo nome? A me era del tutto sconosciuto….ma navigando qua e là sui siti dedicati alle donne , ho scoperto che a questa signora inglese, figlia del poeta Byron, in America è dedicato il giorno 15 ottobre: ADA LOVELACE DAY, per ricordare a quali livelli possono giungere le donne se ne hanno l’ opportunità.

Era una studiosa di matematica e a lei si deve molto probabilmente la realizzazione del primo calcolatore meccanico, in definitiva il primo computer…..

Se volete saperne di più potete trovare notizie più dettagliate QUI

Una bella piazza.

Ieri ho ammirato questa piazza ; si trova a Gualtieri , nella bassa reggiana. Su questa piazza si affaccia un piccolo ristorante gestito da tre sorelle in gamba (mie cugine), che hanno creato un piccolo gioiello di eleganza e di buon gusto.

Il mio pensiero e la mia preghiera volano spesso là in questi giorni…..

 

Minigonna Vs niqab

Mi è  capitato di trovarmi su una metropolitana e di avere di fronte una “valkiria” di un metro e ottanta e più, con una minigonna veramente  mini e una camicetta molto molto scollata : era un’ esibizione non comune di gambe, braccia e decolleté.  Per confezionare i suoi vestiti era certo bastato uno scampolo di stoffa grande poco più di un fazzoletto.

Poco dopo è salita sulla metro una donna in niqab, il vestito nero delle donne musulmane che lascia scoperti solo gli occhi……. il contrasto era immaginabile.

La prima credeva forse di essere libera, ma a mio avviso  le sue scelte nell’ abbigliamento sono indotte dalla moda, dal desiderio di attirare l’ attenzione, di piacere agli altri; la seconda si lascia imporre usanze vecchie di secoli ispirate da una feroce misoginia che non ha mai avuto senso e ora non lo ha più che mai……

Viva le donne che si vestono per piacere a se stesse, tenendo conto della propria età, della situazione che stanno vivendo, del tempo in cui vivono, dell’ attività che devono svolgere e della propria dignità…..

 

Donne e cinema.

Consiglio vivamente la lettura di questo articolo, pubblicato su “DonnaEuropa”, che commenta i risultati di uno studio sull’ immagine della donna nelle maggiori cinematografie mondiali , studio commissionato dall’ ONU. L’ Occidente ci fa una brutta figura rispetto alla cinematografia orientale, ma ci sarebbe da chiedersi se chi fa cinema ha interesse a fotografare la realtà del proprio paese o vuole piuttosto solleticare la curiosità e l’ interesse del pubblico per indurlo a entrare in una sala cinemtografica

Se la cinematografia orientale  è più rispettosa della dignità della donna, sappiamo però che nella realtà è proprio in Cina e in India che avviene la selezione di generi già prima della nascita o anche  dopo: la figlia femmina viene abortita o soppressa dopo il parto; inoltre nelle cronache dei nostri giorni fanno spesso scalpore orribili femminicidi (preceduti spesso da stupri e abusi, anche su bambine piccolissime)  avvenuti in India, Pakistan e dintorni….

In conclusione, questo studio , a mio avviso , ha senso solo se si prefigge di sensibilizzare gli operatori cinematografici di ogni paese a sollevare la questione della parità di dignità e di diritti tra uomo e donna e non può pretendere di fotografare la condizione reale delle donne nelle varie parti del mondo.

 

Tornare…

Dopo ore di viaggio rivedo la mia pianura ancora verde all’ inizio dell’ autunno e segnata dal lavoro di uomini e macchine: appare solo un po’ affaticata ora che i frutti sono stati raccolti….Ma sparsi scheletri di vecchie cascine un tempo risuonanti di vita e di canti, ora giacciono soffocati da sterpaglie invadenti e pare ti guardino con occhi vuoti, immemori dei giorni in cui  accoglievano i nostri giochi infantili.

Il delitto perfetto….

Ho visto un film di Hitchcok, qualche sera fa. Si intitola “Nodo alla gola” e racconta di due studenti che vogliono realizzare il delitto perfetto . Guardando su Wikipedia son venuta a sapere che il film ha preso spunto da un delitto veramente compiuto da due giovani in America.

Questo mi ha fatto ricordare quanto è accaduto 17 anni fa alla Sapienza di Roma, dove due giovani assistenti universitari hanno sparato su Marta Russo, una ragazza che passava per caso  sotto la finestra del loro studio. Durante il processo venne fuori che anche loro avevano spesso espresso deliranti teorie sul delitto perfetto.

Tali idee non sono affatto originali, infatti  ieri, rileggendo “Delitto e castigo” di Dostojevski, sono arrivata proprio al punto in cui al protagonista, anche lui studente di giurisprudenza, viene contestata la sua apologia del delitto perfetto, che lo aveva portato ad uccidere due anziane sorelle. Rodja, l’ assassino, teorizza però anche il diritto di alcuni uomini straordinari a compiere delitti con  l’ approvazione della propria coscienza.

Penso che se Dostojevski  sapesse  di quali misfatti è stato l’ ispiratore, si rivolterebbe nella tomba, ma a sua discolpa potrebbe invocare il fatto che il suo romanzo è in definitiva un’ aperta condanna di certe teorie , visto che il suo personaggio comincia a sentire il tormento del rimorso e il desiderio di riscatto subito dopo il  delitto ed è proprio nell’ esplorazione magistrale del suo tormento il fascino di “Delitto e castigo”

Chissà se anche nella realtà gli assassini cui ho accennato sopra hanno provato la stessa angoscia o si sono sentiti al di sopra delle leggi?

 

Film: Samsara.

E’ un film piuttosto recente (del 2011) , nonostante questo l’ ho già visto passare in TV più di una volta.

E’ ambientato nel Ladakh, nel Tibet indiano , in un villaggio di contadini in cui un giovane monaco , che ha lasciato il monastero in cui è vissuto fin da piccolo (perchè non si può rinunciare a ciò che non si conosce e non si ha), si stabilisce dopo aver sposato una bellissima giovane  del posto. Il giovane si inserisce nelle attività del villaggio, ma vuole tentare di rompere certe consuetudini, come quella di lasciarsi sfruttare da chi acquista i prodotti del villaggio o di non lasciar giocare i bambini con giocattoli che non siano stati costruiti da loro stessi. Purtroppo va incontro al fallimento, perchè per ritorsione il raccolto viene incendiato  e inoltre si ritrova  in balia dei propri sensi   che lo portano all’ adulterio….. Questo lo induce a pensare che forse la via che i monaci gli avevano indicato , la via che porta al dominio delle passioni umane, è proprio la sua via e, pur soffrendo, lascia la moglie e il figlio per tornare al suo monastero: ora può rinunciare alla vita che ha potuto sperimentare.

Le immagini di una bellezza incredibile ci mostrano una natura splendida per le sue luci, i suoi colori, la sua vastità e i suoi silenzi , sottolineati dal soffio del vento che  percorre quelle valli .

Se vi capita , guardatelo, ne vale la pena. Dimenticavo: SAMSARA sta ad indicare l’ infinito scorrere della vita.

Poesia: Solitudine

E’ una poesia di Pascoli che non conoscevo e che mi  piace per l’ efficacia con cui viene resa la solitudine di un caldo giorno d’ estate su un colle distante dalla città, da cui giunge solo una lontana eco delle attività e delle passioni che travagliano la gente…

Giovanni PascoliSolitudine

Da questo greppo solitario io miro

passare un nero stormo, un aureo sciame;
mentre sul capo al soffio di un sospiro
ronzano i fili tremuli di rame.

È sul mio capo un’eco di pensiero       5
lunga, né so se gioia o se martoro;
e passa l’ombra dello stormo nero,
e passa l’ombra dello sciame d’oro.

Sono città che parlano tra loro,

città nell’aria cerula lontane;       10
tumultuanti d’un vocìo sonoro,
di rote ferree e querule campane.

Là, genti vanno irrequïete e stanche,
cui falla il tempo, cui l’amore avanza
per lungi, e l’odio. Qui, quell’eco ed anche       15
quel polverio di ditteri, che danza.

Parlano dall’azzurra lontananza

nei giorni afosi, nelle vitree sere;
e sono mute grida di speranza
e di dolore, e gemiti e preghiere. . .       20

Qui quel ronzìo. Le cavallette sole
stridono in mezzo alla gramigna gialla;
i moscerini danzano nel sole;
trema uno stelo sotto una farfalla.

 

Che meraviglia le strofe che aprono e chiudono questa poesia! E’ una solitudine piena di serenità, riempita dalla contemplazione della natura